Quotidiano | Categorie: Politica, Fatti

Succede in Italia, a Bardonecchia: non siamo nazionalisti in senso deteriore ma i francesi ricordino cosa hanno combinato in Libia

Di Giorgio Langella Sabato 31 Marzo 2018 alle 19:07 | 0 commenti

ArticleImage

La notizia ANSA inizia così: "Irruzione degli agenti della Dogana Francese, ieri sera, nella sala della stazione di Bardonecchia dove opera Rainbow4Africa. Lo denuncia la stessa associazione, impegnata ad assistere i profughi che sempre più numerosi scelgono le Alpi nel tentativo di attraversare la frontiera. "Un presidio sanitario è luogo neutro, rispettato anche nei luoghi di guerra", sostengono i volontari, che parlano di "comportamento irrispettoso dei diritti umani nei confronti di un ospite nigeriano. Agenti di Confine francesi sono entrati armati nell'ambulatorio gestito a Bardonecchia, costringendo un migrante a un test delle urine e intimidendo un nostro medico e i mediatori e gli avvocati."

Ma vogliamo almeno protestare in maniera dura e decisa con il governo Macron? Vogliamo avere un sussulto di dignità nazionale? Come si possono permettere forze di polizia straniere di irrompere in strutture di accoglienza nel territorio italiano?
Lo ha permesso la nostra irrilevanza a livello internazionale. La nostra sudditanza verso una UE che è irriformabile. Il nostro considerarci periferia dell'imperio che deve sottostare a qualsiasi cosa altri impongano.
Diciamo basta alle prevaricazioni di chiunque si sente in dovere di insegnarci qualcosa. Non è da loro (da chi ha scatenato la guerra in Libia tanto per ricordare fatti più o meno recenti) che dobbiamo imparare.
Non siamo "nazionalisti" (nel senso deteriore del termine) ma patrioti sì. Come lo furono i partigiani.


Commenti

Ancora nessun commento.
Aggiungi commento

Accedi per inserire un commento

Se sei registrato effettua l'accesso prima di scrivere il tuo commento. Se non sei ancora registrato puoi farlo subito qui, è gratis.





Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
Gli altri siti del nostro network