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Scuole infanzia paritarie: in Veneto 70% dei bimbi, servono finanziamenti statali

Di Redazione VicenzaPiù Lunedi 21 Ottobre 2013 alle 17:48 | 0 commenti

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Regione Veneto - L’Assessore regionale ai servizi sociali Remo Sernagiotto ha incontrato stamani a Venezia, a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale, i referenti delle scuole paritarie per l’infanzia del Veneto (Federazione Italiana Scuole Materne-FISM, Comitato Parità Scolastica, Movimento Salva Scuole Paritarie) e i parlamentari veneti.

Il senatore Mario Dalla Tor (Pdl), la senatrice Patrizia Bisinella (Lega Nord), i deputati Michele Mognato e Simonetta Rubinato (Pd) - “per discutere del finanziamento statale alle scuole paritarie – scrive Sernagiotto – nel momento in cui si avvicina la redazione della legge finanziaria nazionale, tenuto conto che nel Veneto ben il 70% dei bambini tra i 3 e i 6 anni frequentano queste scuole e che nel territorio regionale in ben 298 dei 581 Comuni l’unica struttura educativa per l’infanzia presente è solo quella paritaria”.

“Il modello veneto delle scuole paritarie per l’infanzia – ha detto Sernagiotto – garantisce un’eccellenza educativa unica in Europa a un costo tre volte inferiore a quello delle scuole statali. Come Regione Veneto abbiamo fatto fino in fondo la nostra parte: dai 12 milioni di euro del 2009 siamo passati a un contributo regionale totale di 21 milioni. Ma questo è lo sforzo massimo che io e il presidente Zaia riusciamo a fare in una fase di così grande difficoltà come l’attuale per il bilancio della Regione. Invece a Roma è successo il contrario. Prima le risorse verso queste scuole erano di oltre 500 milioni di euro, ora ne danno la metà in bilancio e un’altra metà con le ‘milleproroghe’: una follia. Un bambino costa alla scuola statale oltre 6.200 euro l’anno mentre se va alla paritaria costa 2.800 euro l’anno ma 1.400 euro di questi li mette la famiglia creando una disparità e una discriminazione tra famiglie che è inaccettabile”.

A giudizio dell’assessore regionale, se lo Stato italiano adottasse il modello veneto delle scuole per l’infanzia si risparmierebbero 6 miliardi euro: “Questa sarebbe una vera ‘spending review’ – sottolinea Sernagiotto – e consentirebbe di investire le risorse risparmiate in altri settori della vita sociale ed economica, a partire dalla scuola. Non è una sfida contro qualcuno, tantomeno verso la scuola pubblica – ha precisato – è semplicemente presentare una progettualità che chiede l’applicazione della legge n.62 del 2000 la Berlinguer sulla parità scolastica, sia per le scuole statali per l’infanzia sia per le paritarie, arrivando per quest’ultime al finanziamento statale e non più ‘solo’ al contributo, sempre incerto e precario”.   

Gli esponenti delle scuole paritarie hanno rappresentato una situazione che sta diventando sempre più difficile (mancanza di certezza dei contributi, pagamenti IMU e Tares) con la chiusura di diverse strutture e con molti bambini che non vanno a scuola e con una diminuzione di circa 700 dipendenti.

Anche i rappresentanti dei genitori hanno sottolineato che le scuole paritarie sono una priorità per il Veneto e che non c’è alternativa ad esse se si vuole tutelare il diritto dei figli all’educazione primaria.

Da parte di tutti i parlamentari intervenuti, c’è stata l’espressione della consapevolezza della portata e importanza del problema e l’adesione al tavolo di lavoro annunciato dall’Assessore Sernagiotto e di cui faranno parte, oltre alla Regione e  a una rappresentanza di parlamentari, anche le parti politiche e sociali, le rappresentanze dei genitori, delle scuole pubbliche e delle scuole paritarie, delle Regioni Emilia e Lombardia, dei Ministeri interessati.

La situazione per l’anno scolastico in corso nel Veneto è la seguente: le scuole statali sono 595 con 48.194 bambini (34,4%); le scuole paritarie sono 1.174 con 91.713 bambini (65,5%). Il finanziamento nazionale per le scuole dell’infanzia statali è di 306.080.094 euro; il contributo statale alle scuole dell’infanzia paritarie è di 47.021.255 euro.


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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