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Schio, firmata la convenzione per il recupero delle turbine del Lanificio Conte

Di Comunicati Stampa Lunedi 15 Maggio 2017 alle 09:41 | non commentabile

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È stata firmata venerdì 12 maggio 2017, durante la relativa conferenza stampa, la convenzione tra il Comune di Schio e l'Associazione Ex Allievi dell'Istituto Tecnico Industriale "Silvio De Pretto" per il recupero della centrale idroelettrica collocata nell'area turbine dell'ex Lanificio Conte.

La centrale, di grande pregio storico-tecnologico, conserva ancora oggi integri i macchinari originari, completi di tutti i meccanismi. Ospita due turbine Francis in camera libera capaci di sfruttare modesti salti d'acqua (il salto è di mt. 2.20). Le turbine sono state costruite nel 1906 dalla ditta Riva di Milano, come visibile dalle iscrizioni riportate sulle stesse, che indicano anche il numero di matricola.

Sfruttavano una portata d'acqua massima di 2200 litri/secondo e azionavano due generatori, costruiti l'uno dalla Società Nazionale delle Officine di Savigliano di Torino e l'altra dalla Ercole Marelli & C. S.A. di Milano, producendo una potenza di 50 kw l'una e 25 l'altra, che alimentava il funzionamento di alcune macchine tessili del Lanificio.

La centralina sfruttava l'acqua della Roggia Maestra, che attraversa il centro storico di Schio, e che alimentava a monte la centralina "Principe Umberto" sita all'interno dell'area Lanerossi. Successivamente l'acqua di scarico ritorna alla Roggia per alimentare a valle la centralina presente all'interno della ditta "De Pretto" ora "Andritz", che è in funzione.

Nei prossimi mesi, un gruppo di volontari, ex dipendenti della storica ditta De Pretto-Escher Wyss, realizzerà il restauro dell'intero complesso di macchinari. I generatori e le turbine saranno smontati, ripuliti, sabbiati e riverniciati.

Il "gomito" di una turbina sarà sezionato e alcune parti colorate in modo diverso per rendere maggiormente visibili la ruota e parte del distributore.

Sarà anche ripristinato, per essere utilizzato manualmente, il sistema delle cremagliere, per permettere il funzionamento di almeno una delle due paratoie originariamente esistenti e per consentire l'apertura e la chiusura del distributore delle turbine. Sul regolatore per l'apertura del distributore, che serviva per ottimizzare le portate d'acqua e regolarne di conseguenza il flusso che azionava le turbine, è presente l'incisione "ing. Silvio De Pretto & C. Schio", che ha fornito il pezzo.


Il recupero della centrale idroelettrica è effettuata a scopo museale e didattico. Sarà infatti visibile al pubblico dalle vetrate ma anche visitabile da scolaresche ed esperti interessati alla storia e alla tecnica.

E', infatti, impensabile pensare ad una rimessa in funzione dell'impianto per la produzione di energia perché non sarebbe economicamente sostenibile e produrrebbe troppo rumore."L'entusiasmo per restituire una funzione a questa centrale storica ha contagiato tutti" ha dichiarato Anna Donà assessore allo Sviluppo Economico e al Turismo "e la scelta di utilizzarla a scopi didattici è in linea con il passato di questa città di cui è un simbolo importante".


Da una recente ricerca è, inoltre, emerso che la turbina più grossa è esattamente lo stesso modello di turbina che è stata montata nel 1907 (in batterie di 12 pezzi), presso una delle centrali idroelettriche delle cascate del Niagara in Canada.


I volontari realizzeranno l'intervento di recupero parte al Lanificio Conte e parte nell'officina meccanica che, completa degli strumenti di lavoro, è messa a loro disposizione dalla ditta Andritz di Schio.

L'opera dei volontari è importante non soltanto per gli aspetti meramente tecnici che attengono alle specifiche competenze necessarie all'esecuzione dei processi tecnici.

Come hanno infatti spiegato il presidente dell'associazione ex allievi Leone Battilotti e Mario Peron degli ex De Pretto, il Gruppo Volontari Turbine Schio (VTS) esiste dall'inizio degli anni 2000 per ridare vita gratuitamente a vecchie turbine dismesse e destinarle a nuovi piccoli impianti idroelettrici in vari paesi del mondo, in collaborazione con intraprendenti missionari cattolici, impegnati a creare occasioni di sviluppo ed emancipazione delle popolazioni indigene. La ditta Andritz offre al gruppo un sostegno vitale mettendo a disposizione spazi attrezzati e utensileria adeguata, nonché il supporto tecnico delle proprie strutture interne. Al gruppo collabora anche l'associazione ex Allievi ITIS "Silvio de Pretto" di Schio.

Grazie a queste potenti sinergie sono stati portati avanti diversi progetti, tra cui:

  • tre impianti per la Missione di Chacas, nelle Ande Peruviane , con Padre Ugo de Censi e il conterraneo Federico Rigon

  • l'impianto idroelettrico di Chinata per la Missione di Kami, con Padre Serafino Chiesa, nelle Ande Boliviane, le cui opere sono state sostenute dalle Comunità di Cuneo, di Torino e della zona del Roero Piemontese, terra natale di Padre Serafino. La scorsa settimana nella chiesa di SS. Trinità a Schio ha avuto luogo il concerto "Cantiamo per Kami" con il coro GES di Schio e il Gruppo Corale "La Baita" del CAI di Cuneo, proprio a sostegno del progetto boliviano.

  • Un secondo impianto è stato fornito a Queata e un terzo a Chicote Chico è in via di installazione.

  • Impianto di Nyamalonga in Tanzania, attualmente sospeso

  • impianto di Isiro in Congo

  • Impianto di Boma in Tanzania

"Termina oggi un percorso durato 8 mesi" ha concluso il sindaco Valter Orsi "durante il quale siamo anche riusciti a reperire le risorse necessarie per acquisire una parte di proprietà non comunale necessaria alla realizzazione delle opere in programma. Ora parte di fatto il concorso delle diverse volontà per restituire alla città un patrimonio poco visibile ma importante legato a un elemento come l'acqua, che lo è altrettanto.

È un passaggio coerente e dovuto alla storia della città, che si valorizza e si arricchisce di ulteriore bellezza".



(fonte notizie storiche: arch. Francesco Scarpari - dalla tesi di laurea di Cristina Fanton e Francesco Scarpari)


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Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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