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Ritardi pagamenti Pmi, Apindustria Confimi: senza regole certe economia non riparte

Di Redazione VicenzaPiù Lunedi 31 Agosto 2015 alle 15:11 | 0 commenti

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Apindustria Confimi Vicenza

Una ripresa economica sostanziale passa attraverso il rispetto dei termini di pagamento: ne è convinto Flavio Lorenzin, Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, che fissa il contrasto agli insoluti e ai termini di pagamento troppo lunghi come la priorità assoluta delle piccole e medie imprese per i prossimi mesi.

«Si tratta di un fattore cruciale – sostiene – perché quando i tempi di pagamento non vengono rispettati o risultano troppo lunghi aumenta l’esposizione finanziaria e di conseguenza il rischio di impresa per le nostre aziende e le banche si rendono sempre meno disponibili a sostenerci in questo tipo di esposizione finanziaria. Per questo da anni invochiamo regole certe e una loro corretta applicazione, e stavolta andremo fino in fondo perché su questo non possiamo attendere ancora».

Secondo Lorenzin la mano morbida nei confronti di chi non salda i debiti si abbatte in particolare sulle piccole e medie imprese, che vengono così limitate nel loro ruolo di traino per l'economia: «In caso di insoluti le banche penalizzano chi non ha introitato i soldi anziché chi non paga, e già di per sé questo è assurdo. Poi c'è lo Stato, che con l’attuale normativa su fallimenti e concordati, in nome di utopistici salvataggi di aziende e posti di lavoro, non aiuta chi agisce correttamente e tenta in mezzo a mille difficoltà di portare avanti correttamente la propria azienda , bensì chi non paga talvolta anche in malafede, ben sapendo di non andare incontro a pesanti conseguenze».

Il rappresentante delle Pmi ricorda allora una normativa europea sui pagamenti che obbliga il saldo delle forniture al massimo entro 60 giorni e che due anni fa venne recepita anche dall'Italia, normache ha portato anche a buoni risultati soprattutto rispetto ai pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione, che nella maggior parte dei casi oggi, e soprattutto in relazione ai nuovi debiti contratti, paga le imprese in un arco di tempo che va dai 30 ai 60 giorni. Il vero problema restano invece i pagamenti tra privati: «Inizialmente la norma europea prevedeva pagamenti obbligatoriamente in questi termini anche tra aziende private, ma su spinta dell'Italia e delle sue lobby delle grandi industrie – attacca Lorenzin – è stato aggiunto il passaggio che di fatto prevedendo la possibilità di “accordi diversi” ha determinato la totale inefficienza della norma. Questo aggiustamento scellerato è bastato per far saltare l'obbligatorietà  del rispetto dei termini di pagamento, e consentire alle grandi imprese di continuare a usare come banche le nostre Pmi, molte delle quali negli ultimi anni sono morte di crediti». Un esempio arriva dal mercato delle automobili, dove le grandi aziende costruttrici consegnano i loro prodotti soltanto a pagamento avvenuto da parte del cliente o del suo finanziatore, mentre loro pagano spesso 180 giorni e oltre i rispettivi fornitori di accessori e componentistica, che sono per lo più imprese di piccole o medie dimensioni.

Tutto questo, secondo il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, mette un freno ad una vera e strutturata ripresa economica, quella che stiamo vivendo in questi ultimi mesi è soltanto frutto del deprezzamento dell'Euro rispetto al dollaro e coinvolge prevalentemente le aziende che esportano: «Potremo dirci in fase di ripresa economica soltanto con la ripartenza del mercato internoe questo passa obbligatoriamente anche attraverso la possibilità delle aziende di avere  una struttura economico finanziaria adeguata – conclude Lorenzin – e questo non sarà possibile finché non verrà risolveranno il problema dei termini di pagamento. Da sempre come associazione territoriale e confederazione nazionalesiamo impegnati su questo fronte, ma già da oggi abbiamo iniziatoun confronto ancora più serrato con la politica a livello nazionale e locale per arrivare quanto prima ad una svolta decisiva su un tema ormai non più rinviabile.


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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