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Regione: 1,5 milioni di euro per l’Altopiano dei Sette Comuni e 4,5 milioni di euro per gli impianti a fune

Di Redazione VicenzaPiù Martedi 28 Agosto 2018 alle 17:06 | 0 commenti

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Lo aveva annunciato l’assessore regionale al turismo lo scorso luglio, quando presentò l’ultima iniziativa del POR FESR per l’erogazione di contributi finalizzati a investimenti innovativi alle piccole e medie imprese di montagna, che a breve l’Altopiano dei Sette Comuni e il Comelico avrebbero beneficiato di analoghi e specifici interventi per il settore turistico.

 E oggi, infatti, la Giunta ha dato il via libera alla pubblicazione dei bandi che interessano l’Unione Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni (Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana, Rotzo, in provincia di Vicenza), mentre a ottobre saranno pienamente operativi quelli riservati all’Unione Montana Comelico (Bl).

“Tutto secondo le previsioni – sottolinea Caner – e nel rispetto della Strategia per le Aree Interne a cui questi territori appartengono, cioè quell’iniziativa di sviluppo locale innovativa che si attua anche attraverso una riserva di fondi comunitari del POR-FESR 2014-2020. Due i bandi approvati oggi per l’Altopiano dei Sette Comuni: uno eroga contributi per lo sviluppo e il consolidamento di reti di imprese e di club di prodotto nel settore turistico, l’altro per investimenti innovativi nel settore ricettivo. La Regione stanzia complessivamente 1,5 milioni di euro del FESR, con l’obiettivo di accrescere la competitività dell’offerta, attraverso il concreto sostegno agli imprenditori del settore disposti ad ammodernare le proprie strutture e a potenziare i servizi rivolti agli ospiti”.

La Strategia elaborata per l’Altopiano punta a un turismo rispettoso dell’ambiente, a una proposta capace di valorizzazione il paesaggio e l’identità locale, attraverso due ordini di interventi, corrispondenti ad altrettanti bandi:

- incentivando la messa in rete delle strutture ricettive che attualmente risultano frammentate, promuovendo nuove modalità di gestione integrata dell’offerta turistica, come la creazione di uno o più club di prodotto orientati ai segmenti sportivi e outdoor, del turismo accessibile e del turismo slow&green (finanziamento con fondi FESR per 500 mila euro);

- contribuendo al riposizionamento delle imprese e della destinazione, migliorando l’accoglienza turistica nel territorio, partendo dalle strutture ricettive, alla loro riqualificazione e ammodernamento, puntando all’innovazione, alla sostenibilità e all’accessibilità (finanziamento con fondi FESR per 1 milione di euro).

Copia integrale dei bandi sarà presto pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto e sul sito istituzionale: https://bandi.regione.veneto.it/

 

Ammonta a circa 4,5 milioni di euro il finanziamento che la Giunta regionale, su proposta dell’assessore al turismo e allo sviluppo montano, Federico Caner, ha stanziato a favore degli impianti a fune del Veneto per l’anno 2018, attraverso il Programma Attuativo Regionale (PAR) per la programmazione delle risorse per il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC).

“Oggi abbiamo approvato il bando – spiega Caner – per l’assegnazione di contributi in conto capitale destinati a nuovi impianti di risalita o a interventi di ammodernamento e innovazione tecnologica di impianti esistenti, comprese le opere di difesa dal pericolo valanghe e per la sicurezza idrogeologica inerenti gli impianti stessi. Si tratta di un’azione di supporto all’economia montana molto attesa, che in passato ha riscosso notevole attenzione e partecipazione: attraverso le precedenti annualità abbiamo sostenuto economicamente 67 diversi interventi e con questo finanziamento continuiamo nella strada intrapresa di incentivare la modernizzazione del settore”.

Possono presentare domanda di contributo soggetti pubblici o piccole e medie imprese (PMI), i titolari di concessione di linea o gestori, i consorzi e le società consortili. Gli interventi devono riguardare funivie, funicolari terrestri, slittovie e rotovie, seggiovie, cabinovie, sciovie e nastri trasportatori e sono considerate ammissibili le spese per lavori e forniture tecniche, inclusi i locali tecnici e le connesse apparecchiature e i varchi di accesso ad esso strettamente funzionali; saranno ammesse anche eventuali spese inerenti opere attive e passive di difesa dal pericolo valanghe e per la sicurezza idrogeologica, le spese tecniche nel limite del 10% del costo complessivo dell’intervento, le spese per rilievi, prove di laboratorio, sondaggi archeologici e geologici, ecc.

L’importo di contributo massimo erogabile potrà essere di 75 mila euro per interventi di innovazione tecnologica, di 300 mila euro per interventi di ammodernamento e di 600 mila euro per le nuove realizzazioni; la percentuale del contributo varierà, secondo le categorie, dal 10 al 50 per cento della spesa ammissibile. L’inizio lavori dovrà essere successivo alla presentazione della domanda di finanziamento, mentre la rendicontazione completa dovrà essere effettuata entro il termine tassativo del 30 settembre 2020.

Ciascun operatore potrà presentare domanda di finanziamento per un solo progetto (esclusivamente a mezzo PEC) entro i 45 giorni successivi alla data di pubblicazione del bando sul Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto. La graduatoria verrà stilata privilegiando gli interventi maggiormente innovativi e di più immediata cantierabilità, con l’intento di incentivare il maggior numero di interventi qualificanti il settore.

“La qualità di questi impianti e dei relativi servizi – conclude Caner – fa la differenza nell’offerta turistica, sia invernale che estiva, e gioca un ruolo determinante nella competitività delle località montane”.

Per maggiori informazioni consultare il sito Internet della Regione alla pagina: https://bandi.regione.veneto.it/Public/Elenco?Tipo=1 (il bando apparirà in concomitanza con la pubblicazione del provvedimento nel BUR); inoltre è possibile contattare la U.O. Mobilità e Trasporti – Ufficio Impianti a fune – tel. segreteria 041 2792238 – 2239 – 2059. 


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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