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Ragno rosso, la Regione sta tenendo la situazione da tempo sotto osservazione

Di Redazione VicenzaPiù Mercoledi 14 Agosto 2013 alle 20:22 | 0 commenti

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Regione Veneto - “La Regione del Veneto, attraverso il Servizio Fitosanitario e Veneto Agricoltura, sta seguendo l’evoluzione del problema delle infestazioni di ragno rosso a partire dall’ultima decade di luglio. Al momento la situazione non sembra critica come il 2012, e la presenza di ragnetto rosso su soia è sicuramente meno diffusa, interessando circa il 10 – 20 per cento delle superfici.

La pioggia e l’abbassamento di temperatura di questi giorni dovrebbe risolvere il problema negli appezzamenti interessati”. Lo afferma l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, sulla scorta dei rapporti del servizio fitosanitario regionale, alla luce dell’allarme lanciato su questo parassita dalla Coldiretti di San Biagio di Callalta, Monastier, Zenson del Piave e Roncade. Per ogni evenienza – ricorda ancora Manzato – sono state date le informazioni relative ai criteri per una corretta difesa integrata nei bollettini pubblicati nei siti delle strutture regionali preposte (per esempio http://www.regione.veneto.it/web/agricoltura-e-foreste/bollettini-orticoli-industriali)”.

Il ragnetto rosso (Tetranychus urticae) è un piccolo acaro in grado di nutrirsi su molte specie vegetali, tra cui la maggior parte delle colture orticole, oltre a colture importanti come mais, soia, sorgo, girasole. In natura viene controllato da diversi predatori, in particolare acari Fitoseidi e una piccola coccinella nera, lo Stethorus punctillum. In determinate condizioni l’equilibrio tra il fitofago e i suoi predatori viene rotto, e la popolazione del ragnetto rosso può aumentare rapidamente. I sintomi sulla vegetazione sono la conseguenza delle punture di nutrizione: la sottrazione della linfa e del pigmento clorofilliano comporta la comparsa di aree clorotiche, quindi la bronzatura e il disseccamento delle foglie. Nel caso della soia, di frequente gli attacchi si osservano sui bordi degli appezzamenti e si presentano a chiazze che via via si allargano. Alte temperature, scarsità di piogge e colture stressate per carenza idrica sono le condizioni in cui il ragnetto prolifera, aggravando il danno. Pertanto un terreno che permetta un buon approfondimento dell’apparato radicale, una falda sufficientemente alta, l’irrigazione quando necessaria, o una pioggia nel momento opportuno, possono prevenire o risolvere il problema.

In caso di necessità si può ricorrere all’uso di specifici prodotti acaricidi: attualmente ne sono disponibili 4, di cui tre sono stati recentemente autorizzati in via eccezionale per un periodo limitato di 120 giorni. E’ evidente che l’uso della difesa chimica deve costituire, per un’azienda professionale, l’ultima ratio. Va inoltre tenuto conto di una soglia d’intervento, stabilita in 2 forme mobili per foglia su 100 foglie controllate, e della possibilità di limitare gli interventi ai bordi, senza interessare l’intera coltura.

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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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