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Pignoramenti immobiliari: la quarta asta con riduzione del 50% del prezzo agevola le banche ma fa crescere anche il mercato privato delle case acquistate all'asta

Di Edoardo Pepe Lunedi 19 Marzo 2018 alle 12:27 | 0 commenti

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Le nuove regole sui pignoramenti immobiliari, entrate in vigore il 5 maggio 2016, se è vero che consentono ai privati, che sempre più si avvalgono del mercato delle case all'asta anche a Vicenza, di acquistare case a prezzi molto più bassi di quelli di mercato per case "libere" equivalenti, conferiscono alle banche super poteri (fonte laleggepertutti.it e retecasa.it, per info [email protected]:grazie infatti alla riforma contenuta nel decreto legge del Governo Renzi per porre fine alla crisi del sistema creditizio, gli istituti di credito potranno acquistare, a prezzi scontati, gli immobili che loro stessi hanno pignorato negli scorsi anni e messo all'asta.

Sono tre, in particolare, gli aspetti che hanno modificato (sconvolto?) le regole su cui, fino al recente passato, si sono basate le aste

Riduzione a metà del valore dell'immobile

La riforma consente, innanzitutto, al giudice di disporre, dopo i primi tre esperimenti di vendita andati deserti, un quarto con riduzione di un mezzo della base d'asta. Per comprendere l'impatto della nuova norma, è bene ripercorrere le regole principali delle esecuzioni immobiliari.

Tutte le volte in cui un immobile viene pignorato, il giudice procede alla vendita coattiva; se agli esperimenti d'asta non si fa vivo alcun offerente, il tribunale ne dispone una successiva riducendo di 1/4 il prezzo di vendita. Da oggi in poi, però, se entro i primi tre tentativi il bene non viene aggiudicato, il giudice ne dispone un quarto e, per rendere più allettante la partecipazione, decurta della metà il prezzo di vendita.
La banca potrà partecipare con proprie società controllate

La seconda norma, che va letta in relazione alla precedente e fa comprendere come tutto l'assetto della riforma sia stato studiato appositamente per le banche, consente a queste ultime di partecipare all'asta riservandosi, in un secondo momento, di indicare il nome di un terzo soggetto, effettivo acquirente. Le banche parteciperanno così alle vendite, ma poi potranno intestare l'immobile a una società da queste controllata o facente parte del medesimo gruppo (cosiddetta "assegnazione in favore di terzo").

Non è un mistero che molti istituti di credito abbiano già creato, negli scorsi anni, apposite società immobiliari proprio con lo scopo di piazzare di nuovo sul mercato gli immobili prima finanziati. Il che significa che, grazie a questo meccanismo, la banca, nel giro di solo quattro aste, potrà ottenere la proprietà della casa sulla quale ha acceso l'ipoteca per il mutuo ipotecario.
Uno sconto fiscale del 9%

Ultimo, e non minore, regalo alle banche - ma a pagarlo saranno, questa volta, tutti i contribuenti - è uno sconto fiscale del 9%. Il nuovo decreto, infatti, stabilisce che, se l'immobile acquistato all'asta viene rivenduto nel giro di un anno, l'aggiudicatario (la banca) non paga l'imposta di registro (pari appunto al 9%) ma, in luogo di essa, versa un'imposta fissa di 200 euro. Il che, su un bene del valore di 200mila euro significa un risparmio d'imposta di ben 18 mila euro. Un regalo che peserà, ovviamente, sul fisco italiano e che, quindi, verrà spalmato sulla collettività.
La retroattività

Come detto, la cosa più sconcertante di tutto questo meccanismo è la sua retroattività. L'applicazione della regola del "quarto esperimento d'asta, con riduzione del 50% del prezzo di vendita" vale anche per tutti i pignoramenti che, negli scorsi anni - prima cioè dell'entrata in vigore del decreto legge - hanno già visto andare deserti tre tentativi d'asta.

 

Insomma bene per le banche, bene, bisogna dirlo, anche per i privati con disponibilità economiche ma male per i debitori i cui beni vengono svalutati lasciando in essere parte del loro debito anceh ad asta conclusa e male per il mercato di case nuove o "usate" libere che in quelle all'asta hanno concorrenti più che temibili.


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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