Per due giorni Altavilla Vicentina diventa la capitale della bioeconomia
Giovedi 22 Settembre 2016 alle 16:21 | 0 commenti
Assobiotec
Vicenza diventa per due giorni la capitale euro-mediterranea della bioeconomia. Ad Altavilla Vicentina, nella prestigiosa cornice della Villa Valmarana Morosini, sede della CUOA Business School, prende infatti il via oggi la sesta edizione del Forum Italiano sulle Biotecnologie Industriali e la Bioeconomia (IFIB), l’evento internazionale organizzato da Assobiotec, l’Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie, che fa parte di Federchimica, Innovhub-SSI, l’Azienda speciale per l’Innovazione della Camera di Commercio di Milano, e l’Enterprise Europe Network.
Dopo i successi registrati nelle prime cinque edizioni che si sono tenute a Milano (2011 e 2012), Napoli (2013), Genova (2014) e Lodi (2015), l’edizione 2016 giunge ad Altavilla Vicentina grazie al prezioso contributo della Fondazione CUOA e di Veneto Innovazione.
Università , centri di ricerca, cluster e imprese, provenienti da diversi Paesi dell’area euro-mediterranea e da paesi extra europei come Canada, Brasile e USA avranno l’opportunità di presentarsi e confrontarsi nelle diverse aree di un meta-settore industriale – quello della bioeconomia – su cui l’Unione europea punta con decisione per conciliare crescita economica, creazione di nuovi posti di lavoro e sviluppo sostenibile. Già oggi in Europa, secondo i dati della Commissione Europea  la bioeconomia impiega 22 milioni di lavoratori (il 9% della forza lavoro complessiva) e genera un volume d’affari di 2mila miliardi di euro.
Tra gli interventi in programma quelli dell’OCSE, della Banca europea per gli investimenti, di grandi gruppi industriali come Novamont, Dow Chemical, Braskem, GFBiochemicals, Carlsberg, Novartis, di Pmi e spin-off universitari, cluster (Clib2021 dalla Germania, Biobased Delta dai Paesi Bassi, IAR-Pole dalla Francia), università (Milano Bicocca, Padova e Toronto) e del gruppo bancario Intesa Sanpaolo, partner della Fondazione Ellen McArthur per l’economia circolare.
“La bioeconomia rappresenta un driver di crescita su cui anche l’Italia deve puntare con forza per conciliare crescita economica, creazione di posti di lavoro e sostenibilità ambientale - dichiara Riccardo Palmisano, presidente di Assobiotec che aggiunge - Stime OCSE sostengono che nel 2030 le biotecnologie avranno un peso enorme nell’economia mondiale: 50% dei prodotti agricoli, 80% dei prodotti farmaceutici, 35% dei prodotti chimici e industriali con un’incidenza complessiva del 2,7% del Pil globale. Gli altri paesi europei, USA, Brasile, Cina e Canada stanno investendo in modo rilevante in politiche di sostegno della bioeconomia, molte delle quali sono a costo zero per i bilanci statali. E gli investimenti in innovazione sono sempre ripagati. Sempre secondo stime dell’Unione europea, infatti, ogni euro investito oggi nella bioeconomia genererà un valore aggiunto di 10 euro entro il 2025â€.
IFIB è anche l’occasione e la cornice per la firma di un Protocollo di Intesa tra Assobiotec e ABBI, l’Associazione brasiliana delle biotecnologie industriali, rappresentata ad Altavilla Vicentina dal suo presidente, Bernardo Silva. Obiettivo del Protocollo d’intesa è quello di favorire relazioni italo-brasiliane nel campo delle biotecnologie industriali e della bioeconomia, sia a livello di attività industriale sia a livello di ricerca scientifica di base. Il Brasile oggi è uno dei principali protagonisti nello scenario mondiale della bioeconomia, grazie all’abbondanza di materie prime rinnovabili e di imprese che stanno investendo in modo rilevante nell’innovazione biotecnologica.
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