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Non si accusi lo staff della rianimazione: il paziente da anni si drogava

Di Redazione VicenzaPiù Giovedi 15 Settembre 2011 alle 09:03 | 0 commenti

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Riceviamo da Roberto Ciambetti, assessore regionale della Lega Nord, e pubblichiamo.
Il chirurgo non è colpevole dell'ascesso che è chiamato ad incidere. Che si parli del governo italiano o di quello statunitense, della Spagna, Francia, Grecia il ritornello è uguale: non è possibile, né giusto, accusare le maggioranze oggi al governo della peggior crisi finanziaria attraversata nell'epoca moderna dall'occidente, nata in seno alla finanza e non nel cuore della politica. Di conseguenza, non si possono accusare i governi dei rimedi presi per fronteggiare questa crisi e per limitare al massimo possibile il danno per la comunità.

La manovra Tremonti ha questo scopo: limitare al massimo i danni, traghettare la realtà italiana verso lidi più sicuri, assicurare alle generazioni a venire migliori condizioni. Tutto questo ha un costo, certo, ma il prezzo di oggi è il frutto di tanti sprechi ed errori del passato in cui i protagonisti ed attori erano ben altri. Non noi: noi siamo il chirurgo dell'emergenza al quale viene chiesto di salvare il salvabile; non si accusa lo staff della rianimazione se arriva in reparto in coma un paziente che per anni ha abusato di droghe e non ‘è posto freni.
Emma Marcegaglia dice che la politica ha dato uno spettacolo imbarazzante: forse che negli Usa la diatriba tra Repubblicani e Democratici sullo sfondamento del debito pubblico è stato uno show edificante? Talvolta si ha l'impressione che in Italia (e non solo) si cerchi di individuare nella classe politica un capro espiatorio; in Italia si accusa sistematicamente la Lega e il capo del governo con la stessa insolenza con cui i repubblicani accusano Obama: sorge il sospetto che dietro a queste accuse, ripetute con insistenza ossessionante, si tenti di celare agli occhi dell'opinione pubblica le vere cause dello squilibrio e i suoi protagonisti; sorge il sospetto che il tutto sia orchestrato da coloro che sperano di trarre da questa situazione nuovi lauti guadagni. L'obiettivo è la democrazia e non a caso in realtà come quella italiana si invocano governi tecnici dal sapore salvifico: governi tecnico non significa governo indipendente, ma governo che dipende da interessi potenti e che si insedia indipendentemente dalla volontà popolare. Non bisogna cadere in questo tranello e anche quando si hanno rivendicazioni sacrosante non bisogna far sì che le nostre giuste ragioni diventino il paravento usato da chissà chi per delegittimare la democrazia.
Governare la crisi, senza seminare il panico , con i mercati nelle mani della speculazione priva di etica e scrupoli, non è facile. Diventa una impresa che ha del miracoloso se alla speculazione s'aggiungono altri elementi di destabilizzazione che rendono ancor più cupo lo scenario. Cadere vittime della strumentalizzazione, della manipolazione che è innanzitutto psicologica è facile e non dobbiamo dimenticare, ciò che aveva notato con acume Gustav Jung: " La storia ci insegna che tutte le volte che un atteggiamento psicologico assume valore collettivo, cominciano a pullulare gli scismi". Questo è quello che i nemici della democrazia, le élite del potere finanziario, cercano di fare, alimentare scismi con i quali indebolire la democrazia, annichilire le forze popolari, demotivare i partiti innovatori. Guardiamo a cosa sta accadendo negli Usa a Obama. Che la Lega sia un obiettivo è la conferma della bontà e del valore di questo movimento che ha scosso l'immobilismo italiano, mettendo però a rischio antichi e consolidati equilibri.
Ci sono analogie impressionanti tra la situazione attuale e quella degli anni Novanta quando la Lira uscì dallo Sme: allora come oggi partì una clamorosa operazione di delegittimazione di parte della politica, con l'operazione Mani Pulite che colpì solo alcuni partiti, lasciando miracolosamente intatti altri; allora, come oggi, si invocò una soluzione tecnica, si alimentarono scismi e miti; allora come oggi si varò una manovra finanziaria drastica; allora con precisione chirurgica si tolsero di mezzo magistrati scomodi come Falcone e Borsellino.
In quegli anni il costo del debito pubblico era in Italia ben più caro di oggi in percentuale delle entrate totali e in relazione al Pil . E' vero: oggi il debito sovrano ha toccato il nuovo massimo storico arrivando a 1.911,8 miliardi di euro, come a dire che ciascun italiano si trova ad avere circa 35.400 euro di debiti. Ma questa montagna di soldi non si fa dall'oggi al domani, essa nasce ben lontana nel tempo e il bubbone stava covando da decenni. Cosa direste se chi provocò quel bubbone, o chi dei quel bubbone si alimentò, tenti di far cadere ogni colpa sull'ultimo arrivato? Chi, barando, complottando, manipolando, allora fece suo il jackpot forse sta tentando ancor oggi di fare il bis.

Leggi tutti gli articoli su: Lega Nord, Roberto Ciambetti, Manovra, Assessore Regionale

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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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