Quotidiano | Categorie: Arte

Luigi Rossetto: un baule di esperienza, una valigia di colori

Di Christian Farina Domenica 5 Agosto 2012 alle 10:30 | 0 commenti

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«Il mio primo quadro l'ho venduto che avevo otto anni alla maestra del collegio». Esordisce così Luigi Rossetto, classe 1958, all'inaugurazione della sua 49° mostra personale di pittura presso lo studio d'arte "La Rindola", nell'affascinante e fresca cornice di Durlo, frazione di Crespadoro che nel periodo estivo richiama moltissimi artisti incantati dagli scorci unici che la terra compresa fra l'alta valle del Chiampo ed i monti Lessini regalano (qui la photo gallery).

"L'arte è una valigia di colori"; questo il titolo dato all'esposizione, una quarantina di nuove opere magistralmente eseguite dall'artista con diverse tecniche pittoriche: dal pastello al gessetto, dall'olio all'acquerello, che imprimono delicatamente sulla tela scorci e paesaggi del meraviglioso territorio veneto.
Sempre di umore positivo Luigi, si divide fra il lavoro nella fabbrica metalmeccanica, la tavolozza, le poesie e la ricerca di miti e leggende della Lessinia, come le "anguane" e i "salbanelli", andando a ricercarli fra grotte, boschi e ruscelli dai nomi tipicamente cimbri.
«Ho sempre voluto fare il pittore» -confessa- «così dopo la scuola ho frequentato per 19 anni vari laboratori di pittura dopo il lavoro, alla sera, con maestri del calibro di Vico Calabrò, Miraldo Beghini, Elio Lescripa, Luigi Calligaro ed altri, acquisendo validissime nozioni nelle svariate tecniche che utilizzo».
Nella parete in fondo al suo studio c'è la personale "wall of fame" dell'eclettico pittore, denso di ritagli e foto che lo vedono consegnare i propri quadri a clienti famosi da Suor Germana a Giulio Andreotti per fare un esempio.
«Ricordo con piacere di aver fatto la conoscenza, grazie alla pittura, di Paolo Rossi, Matteo Marzotto, Marco Paolini e moltissimi altri personaggi famosi» mi racconta con orgoglio Luigi, mentre indica una foto in cui consegna al rampollo Valdagnese un bellissimo dipinto raffigurante uno scorcio della città laniera.
Nel mezzo del luminoso stanzone che utilizza come studio e mostra, ricco di quadri e disegni accatastati qua e là, non si può fare a meno di notare un oggetto quanto mai alieno all'ambiente; un computer, fornito di tutti i moderni accessori staziona sulla scrivania dell'artista, fra il cavalletto ed il bussolotto dei pennelli, tanto da meritare una precisazione: «stravedo per la tecnologia, utilizzo i social network, le video chiamate, le email ed ho anche un sito internet» cosa questa che appare quanto mai inusuale da parte di chi ricerca tecniche artistiche antiche, fino ad utilizzare colori formulati su base naturale, come si faceva secoli fa, addirittura anche con pietre locali della valle del Chiampo, come la "terra d'ombra", utilizzata per l'affresco.
«Un collega pittore che ha lasciato il segno nella mia maniera di concepire l'arte è stato il francese Jean-François Millet» -precisa- «ma anche il messicano Diego Rivera, per quanto riguarda i murales, oltre che al "mitico" Giotto, raffigurato sulla prima scatola di pastelli che abbia mia avuto, quella che ha dato l'input alla mia vena artistica»,e a quanto pare ha funzionato alla grande, dato che la mostra, aperta tutto agosto, è un continuo via vai di persone, dal passante curioso al collezionista, che non perdono occasione per ammirare i magnifici scorci della Lessinia, ma anche di Venezia, dell'Emilia ed altri, sapientemente tradotti dai perfetti abbinamenti di colori e tecniche, di matita e pennello, di gesso e gomma.
Davvero la valigia dell'artista, in questo caso, è una valigia di colori.


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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