Quotidiano | Categorie: Ambiente

L'angosciato silenzio del bosco tra Asiago e Folgaria, passando per il Vezzena

Di Citizen Writers Lunedi 5 Novembre 2018 alle 14:33 | 0 commenti

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L' angosciato silenzio del bosco parla di disperazione e smarrimento, di incredulità e paura; le lacrime scendono calde smorzando il singhiozzo in gola: nulla deve disturbare la palpabile sofferenza della natura che mi circonda. Ciò che vedo non è la foto di un giornale, né un video di qualche secondo ma chilometri e chilometri di bosco che fino alla settimana scorsa era l' indiscusso protagonista tra Asiago e Folgaria, passando per il Vezzena: paesaggio che riempiva l' anima di serenità; paesaggio che dava slancio e coraggio a certe amare giornate.

Ed ora mi sento osservata da questo paesaggio distrutto, da questa forza della natura che distrugge, stritola e annienta se stessa: quella bellezza non carezzabile è ora distesa di morte. Ove l' occhio si posa, lo percepisco chiaramente, è peso da portare nel presente e nel futuro: è peso che deve parlare, che deve scrivere.
E il bosco mi guarda, mi pone domande, mi chiede consolazione ed avverto e misuro tutta la mia piccolezza e fragilità di essere umano: parte di questa natura e non sufficientemente cosciente della sua importanza per la mia sussistenza.
Non trovo appigli in questa distesa lunare di alberi fintamente addormentati: la ragione è sopraffatta dall'emozione che investe ogni parte di me. Che differenza c'è tra me e un 'albero? Perché lui e non io giaccio distesa? Forse è solo questione di tempo.
Le lacrime continuano a scendere. Non posso non prendere consapevolezza che la morte di questo bosco è anche la mia morte: legati estrinsecamente da scambi di ossigeno e di abbracci, da passeggiate e parole scambiate guardando le rispettive cortecce sbucciate dalla Vita e 
da quel vicendevole misurarsi i battiti del cuore senza timore di critiche o giudizi.
E la solitudine mi assale, mi spiazza!
Porsi domande ora appare ai più una questione peregrina, anzi porre domande ora e fare osservazioni sul mantenimento e cura del territorio fatta negli anni passati, significa essere "polemici": lo dicono gli struzzi, abituati a mettere la testa sotto la sabbia per non vedere la realtà. Manco ora che è così drammatica. E allora "Avanti con le grandi opere" ha detto il Presidente stolto democraticamente eletto, posando i piedi sopra i danni provocati da ciò a cui nessuno osa dare un nome.
E così le baggianate della politica dell'apparenza continuano, tra l' istituzione di sms solidali e proclami sulla quantificazione dei danni.
Difficile trovare il tempo per porsi delle domande, per riflettere; agire sull'emergenza sembra essere una costante del nostro Paese.
Non trovo appigli in questa immensa distesa di persone fintamente inconsapevoli che ogni impronta umana è responsabile di questa distesa lunare di alberi fintamente addormentati. 
L' angosciato silenzio del bosco ci induca a fermarci e a riflettere.

Irma Lovato Serena


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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