Quotidiano | Categorie: Banche, Fatti

Insolventi BPVi, in prima posizione una società del presidente di Palermo calcio, Maurizio Zamparini, che si difende così

Di Ferdinando Marcolin Lunedi 23 Gennaio 2017 alle 10:03 | 0 commenti

ArticleImage

Aggiornamento delle 11.15
Sulla black list dei grandi debitori della Banca Popolare di Vicenza, presentata in un servizio di La7, spicca il nome della società immobiliare Monte Mare Grado srl con 58,7 milioni di euro. L'azienda, che si occupa di "Costruzione di edifici residenziali e non residenziali", si trova a Gallarate (Varese) ed è riconducibile al presidente del Palermo calcio, Maurizio Zamparini. Come ha fatto questa società a responsabilità limitata a finire sul podio degli insolventi della Popolare di Vicenza? Lo spiega in una nota il presidente rosanero. Circa dieci anni prima la direzione generale dell'istituto vicentino finanziò un progetto riguardante l'acquisizione di un terreno fabbricabile (di circa 1,3 milioni di metri quadri) nell'ex Valle Cavarera di Grado. 

Il finanziamento proposto da BPVi (che si era proposta come istituto finanziatore dell'intero progetto turistico dal valore di circa 500 milioni di euro), garantito da ipoteca sul terreno stesso, prevedeva anche l'invito al presidente Zamparini di acquistare 6 milioni di azioni rilasciate dalla banca. I motivi? Contropartita per il prestito ipotecario concesso annesso ai grandi vantaggi economici promossi dalla Banca. Dieci anni dopo, la società Monte Mare Grado srl non è ancora riuscita a fare partire il progetto. Fino al 2015, infatti, l'azienda è stata costretta a pagare interessi alla Banca pari a 14 milioni di euro. Data che coincide con il crack azionario che ha portato la svalutazione delle azioni acquistate da Zamparini e Mare Monte Grado srl dal valore iniziale di 6 milioni di euro a 100 mila euro. Il patron del Palermo calcio e il gruppo non hanno lasciato correre la faccenda, e hanno iniziato un'azione giudiziaria nei confronti dell'istituto vicentino. Inoltre, Zamparini, ha cessato i pagamenti degli interessi verso Banca Popolare di Vicenza perchè si ritengono parte lesa sia per induzione al finanziamento che all'acquisto delle azioni.

Ecco il documento in versione integrale rilasciato dal presidente del Palermo calcio, Maurizio Zamparini: "Circa 10 anni fa la direzione regionale della BPVi,finanzio la acquisizione di un terreno fabbricabile in Grado,di ca 1.350.000mq, finanziamento garantito da ipoteca sul terreno stesso,in base a una perizia fatta dallo stesso istituto bancario che sottolineava il valore dell'investimento,proponendosi altresì come istituti finanziatore dell'intero progetto turistico del valore di ca 500.000.000€. Contemporaneamente la BPVi invitava Zamparini ad acquistare azioni della banca per un valore di ca 6M€ ,sia come contropartita per il prestito ipotecario concesso sia illustrando i vantaggi economici che tale acquisto di azioni avrebbe portato. Ad oggi,dopo ca 10 anni,la società che ha acquisito i terreni non e'riuscita a far partire il progetto per la opposizione politica strumentale (i terreni sono stati acquistati con atto notarile che indicava la destinazione di fabbricabilità e stanno pagando la tassa di ICI IMU come terreni fabbricabili(circa 3 milioni in 10 anni :per le tasse comunali il terreno è fabbricabile,per i progetti da eseguire No). Sino al 2015 la società proprietaria Monte Mare Grado ha pagato alla banca sul finanziamento interessi e spese per importo di ca 14.000.000€. Contemporaneamente le azioni acquistate della BPV provocavano la perdita totale dell'investimento passando dal valore di 6M€ a quello odierno di 100.000€. Perciò Zamparini e il gruppo hanno iniziato una azione giudiziaria nei confronti della banca e smesso di pagare interessi ritenendosi parte lesa sia per induzione al finanziamento che all'acquisto di azioni. Mi sarei aspettato una telefonata informativa da parte degli organi di stampa ma nessuno lo ha fatto: troppo facile mettere in prima pagina Zamparini come insolvente senza documentarsi". Inoltre il presidente Zamparini fa sapere che "certamente scrivere un articolo su un solo dato,esposizione verso la banca,senza documentarsi sul perché, è un vizio tipicamente italiano".


Commenti

Ancora nessun commento.
Aggiungi commento

Accedi per inserire un commento

Se sei registrato effettua l'accesso prima di scrivere il tuo commento. Se non sei ancora registrato puoi farlo subito qui, è gratis.





Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
Gli altri siti del nostro network