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Il documento sull'urbanistica in città di "Vicenza Riformista", in attesa del convegno in autunno

Di Edoardo Andrein Domenica 13 Aprile 2014 alle 14:29 | 0 commenti

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Come avevamo annunciato nei giorni scorsi, in seguito all'incontro pubblico di discussione sul tema dell'urbanistica a Vicenza organizzato dall'associazione di cultura politica “Vicenza Riformista” e raccontato da VicenzaPiù attraverso le appassionate parole di Adriano Verlato, pubblichiamo ora l'approfondito documento al quale sta lavorando la commissione urbanistica dell'associazione e che è, comunque, in divenire perchè sarà presentato ufficialmente all'importante convegno in programma in autunno a Vicenza (nella foto l'ex Cotorossi a borgo Berga).

Iniziativa ViR su Urbanistica a Vicenza

 

Traccia per il gruppo di lavoro sull'urbanistica

 

Lo scopo della nostra associazione è quello di produrre cultura politica.

In vari modi:

·        con la formazione alla politica, mettendo a disposizione l'esperienza e la professionalità nostra, e di chi non ha un interesse personale e attuale ad occupare cariche amministrative. Cosa che abbiamo fatto con l'avvio della "Scuola di Politica e amministrazione", che dovremo riprendere in modo più strutturato;

·        con l'elaborazione e la proposta di idee e di metodi di lavoro per ben amministrare. Abbiamo già creato momenti di riflessione con "i primi giovedì del mese".

 

         Questi piccoli convegni sono momenti in cui si mettono a confronto ristretto alcune idee, alcune valutazioni critiche sullo stato dell'arte della politica amministrativa cittadina. Al centro della riflessione odierna c'è il territorio della città. L'urbanistica è tutto: metodo, individuazione dei problemi che impediscono e condizionano la qualità della vita, ecc. In questi anni, Vicenza Riformista ha prodotto idee, ha avanzato proposte, ma dobbiamo dire che, nonostante siano passate amministrazioni di segno politico opposto, la qualità della produzione urbanistica vicentina non è cambiate in meglio.

 

         Recentemente, abbiamo redatto un documentino che sintetizza alcune critiche e proposte su vari aspetti amministrativi (allegato), oggi riprendiamo i temi del territorio con una breve introduzione e un paio di relazioni che: a) ricordano i passaggi storici della programmazione urbanistica (Arch. Giuseppe Secone); b) presentano una valutazione su ciò che abbiamo visto dire e fare dalle amministrazioni più recenti nei piani regolatori, PAT, PI, ecc. (Urbanista Fernando Lucato). Su queste basi, potremo riservarci di lavorare ad una proposta operativa con il nostro gruppo di lavoro e presentare a settembre un progetto di ampio respiro

 

Il punto di vista di Vicenza Riformista su questi ultimi venti anni di amministrazione

          Osservando i comportamenti amministrativi recenti, dobbiamo dire che Vicenza non ha fatto altro che piangere sui suoi problemi, declamare proposte rapidamente mutanti, accusare altri livelli istituzionali di non dare risposte, ma in fondo non ha saputo presentare un disegno coerente, di lunga prospettiva, e cercare di concretizzarlo. Se guardiamo al Veneto, le città vicine a noi hanno perseguito alcuni obiettivi e risolto alcuni nodi. Cito, ad esempio, l'assetto viario attorno alla città (PD VR TV), la mobilità interna (Tram a PD), ecc.. Vicenza declama da anni bretelle, tangenziali, bus elettrico, nuova progettazione dell'area ex Domenichelli, cittadelle dello sport, parchi tecnologici, ecc., ma si distingue solo per una grande capacità di utilizzare l'effetto annuncio.

         Non è condivisibile l'impostazione di partenza delle più recenti amministrazioni (di  segno differente) che risponde al criterio di "fare più metri cubi di cemento" rispetto ai predecessori, per dimostrare di saper realizzare. L'urbanistica non è fatta solo di edifici. Ma, a parte questa considerazione, il punto è che questi annunci sono cambiati più volte nel corso dei sei anni, e alla fine nulla si è realizzato a causa della confusione iniziale nell'idea di città, nella mancanza del nesso tra l'annuncio e la disponibilità delle risorse, nella totale incoerenza rispetto alle priorità della città.

                  E' questo comportamento il frutto di una assenza di idee? Non si può dire. Anzi. Piuttosto pare che le idee sono applicate a interessi non pubblici e non coerenti con le enunciazioni di principio. La seconda cosa consegue ad un errato concetto di competitività tra amministrazioni che si susseguono.

         Il problema primo, infatti, consiste nel non rendersi conto che la politica urbanistica ha bisogno di una grande continuità, di una capacità di fare lobby presso le altre istituzioni (Regione, Governo nazionale, ecc.). Continuità significa che il respiro di un piano urbanistico non può essere di breve periodo. Ogni piano deve fondarsi su una idea di città, ciò significa che occorre individuare e proporre una vocazione, un insieme di vocazioni della città e costruire il piano in coerenza con esse. Questa vocazione non può cambiare ogni cinque anni con il succedersi dei sindaci. Nel dopoguerra, pur con limiti ed errori, la progressione dei progetti urbanistici ha avuto questa coerenza, e ciò è avvenuto grazie ad una continuità permessa dalla grande stabilità politica. Dagli anni '90 tutto è cambiato e la città ha parlato di tante cose (tram su gomma, tangenziali, cittadella dello sport, nuova sede comunale nell'area ex-Domenichelli, riordino zona industriale, parchi tecnologici, ecc.) ma non ha realizzato nulla. Il primo errore: i nostri sindaci hanno tutti avuto la pretesa di cominciare da zero.

         Le realizzazioni vere sono venute con l'Amministrazione Hullweck per il Nuovo Teatro e il Nuovo Tribunale. Le abbiamo avversate entrambe tenacemente considerando un errore la tipologia progettuale e le modalità operative (per quanto riguarda il teatro fu, ad esempio, un grave errore l'affidamento frettoloso alla Co.Gi. che poi fallì dopo un anno, lasciando il cantiere e facendo perdere molti mesi alla città). Ma bisogna onestamente prendere atto che l'elettorato vicentino ha confermato per due volte il sindaco che ha realizzato quelle strutture. Oggi possiamo dire che al centro di quella azione amministrativa ci fu quell'obiettivo sul cui altare è stato sacrificato tutto il resto: per esempio la manutenzione delle strade, per esempio la tangenziale nord, per esempio i temi della mobilità, ecc. Ma tutto ciò è avvenuto dentro una correttezza istituzionale: la promessa di fare il teatro vendendo la Centrale è stata sottoposta al vaglio dei cittadini elettori, che hanno approvato.

         Oggi l'intervento all'ex-Cotorossi fa scandalo ma i mesi ed anni di durissima opposizione documentata (con ricorsi, esposti, ecc.) pare non ci siano stati e fa amaramente sorridere il PD cittadino che ha costituito una commissione di studio per capire come è stato possibile quell'eco-mostro, per sapere se l'area era di proprietà del Gruppo Mediaset, se i progetti rispondono alle norme ambientali e di sicurezza, se le autorizzazioni per i fuori norma sono state date con scrupolo, ecc. Domande strane visto che basta andarsi a leggere gli atti consiliari (faldoni di carte) dove è scritto chiaramente che lì c'è stata una speculazione enorme, con fondi ministeriali attribuiti sol perché l'area era della FINVI (Mediaset). Il PD fa oggi una commissione d'inchiesta dopo sei anni di amministrazione dello stesso PD, e la fa quando i buoi sono scappati dalla stalla. All'inizio del mandato amministrativo, quando non c'era nemmeno un metro cubo di cemento dietro al tribunale, e poi per sei anni, non si è chiesto cosa stesse accadendo, ed ora fa una commissione per dare risposte che sono già tutte negli atti.

VIR ha una idea di città?

          Certo. Non si tratta di un sogno ma di una aspirazione concreta che trova nella nostra produzione propositiva alcune risposte.

         Il punto centrale sta nel riconoscimento delle vocazioni che riteniamo di attribuire a Vicenza. Possono essere molte ma soprattutto due: l'essere città d'arte e di cultura e, nello stesso tempo, città produttiva, sede di produzioni di alto livello (parliamo della città diffusa e di un centro su cui confluiscono strutture legate al sistema produttivo provinciale: Fiera, struttura universitaria e di formazione, associazioni di rappresentanza del mondo imprenditoriale tra le prime in Italia, ecc.,). Su questo ultimo aspetto dovremmo chiederci come è cambiata la struttura produttiva, che esigenze urbanistiche presenta oggi, e come adeguare zone della città (z.i.).

         Poche città, non solo in Italia ma in Europa, presentano due caratteri così marcati. Crediamo che bisognerebbe lavorare attorno a questo quadro. E bisogna farlo con un'ottica almeno ventennale, e coinvolgendo i centri pensanti della città e non con ottica di partito, proprio per superare la logica del punto e a capo, gettando nella spazzatura tutto ciò che le precedenti amministrazioni hanno fatto.

         C'è stato un esempio interessante nell'ultima fase della precedente amministrazione conclusa nel 2008 (quando per la verità una serie di guasti, come il tribunale, erano già in uno stadio avanzato): si era lavorato per un Piano Strategico per la Città di Vicenza, studio coordinato dall'Università di Bologna (prof. Stanghellini) con un forte coinvolgimento delle organizzazioni rappresentanti di interessi, delle associazioni, ecc.. Questo Piano Strategico, su cui hanno lavorato maggioranza e opposizione, costato forse un paio di milioni di euro, è rimasto totalmente ignorato e l'azione della nuova amministrazione con il PAT e il PI ha seguito logiche proprie prive di una idea di fondo comprensibile. Basta ricordare un paio di cose che furono annunciate con grande enfasi:

·        area est, cittadella dello sport come fiore all'occhiello di Vicenza, con una grande operazione di cambio d'uso di terreni agricoli, di cui non si sentiva proprio il bisogno (bisogna ricordare che si parla di sport ma l'idea prevede un centro commerciale, fabbricati con destinazione residenziale e commerciale in abbondanza);

·        area ovest, ex Domenichelli, con indici di edificabilità altissimi, dove avrebbe dovuto essere trasferita  la sede comunale.

         Sono punti sui quali il PAT ha preso decisioni, ma esse hanno prodotto solo dei cambi di destinazione d'uso per i privati proprietari. Non viene fuori nulla per la città, niente si intravvede, e finirà il secondo mandato con un bilancio sostanzialmente statico, di annunci che non trovano concretizzazione.

         Noi proponiamo una idea che dovrebbe essere il perno di una condivisione trasversale, e per questo di non breve periodo, che metta al centro dell'attenzione urbanistica alcune aree e alcune priorità (sulle quali il nostro gruppo di lavorare intende lavorare con approfondimenti tecnici):

·        Area San Biagio (di grande pregio architettonico, storico, artistico con vocazioni multiple)

·        riordino della Zona industriale (oggi abbandonata e in uno stato di degrado dopo i cambiamenti tecnologici e dei sistemi di produzione)

·        cura di fiumi e argini, percorsi fluviali, ecc., che potrebbero prestarsi a percorsi ciclabili e pedonali

·        valorizzazione di alcuni tesori come la biblioteca, le mura storiche e i musei che dovrebbero avere spazi adeguati ed essere polo di attrazione per un turismo di alto livello

·        collocazione delle funzioni eccellenti e decisioni su aree centrali chiuse (Palazzi storici di pregio abbandonati: Banca d'Italia, su cui, sia detto tra parentesi si sarebbero potute giocare bene le carte della compensazione Dal Molin)

         Soluzione per le problematiche che costituiscono una emergenza e che vanno affrontate con una programmazione coerente e per step progressivi:

·        zero consumo di aree verdi

·        azioni concrete per il riuso di aree oggi in  stato di degrado o bisognoso di interventi

·        aria

·        mobilità interna ed esterna

·        periferie

 

******

Dal nostro progetto quadro complessivo:

 

SCHEDA N. 1 - Territorio e ambiente

 

         I problemi del territorio vicentino sono noti da tempo e possiamo elencarli in sintesi:

 

·         eccesso di consumo del territorio verde per edificazioni che non sono utili alla città (notevole numero di fabbricati vuoti e massa di invenduto anche in edificazioni recenti);

·         uscite dal centro storico di "funzioni eccellenti" e presenza di importanti aree dismesse sulle quali non vi è una ragionevole programmazione per il futuro (San Biagio, Residenza Banca d'Italia, Camera di Commercio, Tribunale Santa Corona, ex sale cinematografiche vuote, spazi privati, ecc.);

·         aria inquinata a causa di fumi dovuti soprattutto al traffico pesante e, in misura diversa, a quello leggero (auto, moto, motorini), agli impianti civili (riscaldamento) e industriali, alle fabbriche non in regola.  La caratteristica della pianura padana aggrava la situazione;

·         congestione del traffico dovuta sia al traffico privato che all'assenza di un razionale sistema di trasporto pubblico con mezzi eco-compatibili;

·         periferie prive di programmazione urbanistica razionale e di collegamenti adeguati;

·         zona industriale caotica con molti spazi abusivi e altri abbandonati;

·         corsi d'acqua non adeguatamente curati, opere idrauliche (pulizia dei letti dei corsi d'acqua, argini, bacini di espansione, ecc.);

·         Piano di Assetto del Territorio inadeguato a risolvere le criticità succitate. Infatti, il PAT approvato dal Comune di Vicenza (e il successivo PI) va esattamente dalla parte opposta a quella che sarebbe necessaria. Ugualmente la politica edilizia non tiene conto delle necessità del territorio e, lungi dal risolvere i problemi, li aggrava. Sono stati approvati gli ex PIRUEA che furono duramente avversati durante la fase di opposizione verso la precedente Amministrazione comunale; si è aggravato l'impatto edilizio sull'area dell'ex Cotorossi (nuovo Palazzo di Giustizia); si è approvato il cambio di destinazione dell'area in cui dovrebbe sorgere la cosiddetta cittadella dello sport (che in realtà prevede la nascita di centro commerciale, direzionale e commerciale, tutte strutture che a Vicenza abbondano); non si è fatto nulla per la zona industriale dove gli abusi enormi restano impuniti; si sono destinati i soldi ricavati dalla vendita delle azioni Autostrada a lavori pubblici di carattere elettoralistico e senza il dovuto controllo; si è prevista una spesa inutile relativamente al cosiddetto "parco della pace", ecc

 

            Su questi aspetti bisogna lavorare e qui indichiamo alcune idee di ViR per un cambio di direzione:

 

·         nuovo piano urbanistico che si fondi su alcuni presupposti precisi: blocco totale di cambi di destinazione da terreno agricolo a edificabile; interventi sulle aree dismesse e programmi di ristrutturazione (il lavoro in edilizia può essere assicurato da programmi di questo tipo e di qualità per la cura urbana della città sia nel centro che nelle periferie); nuovo regolamento edilizio che contempli anche la possibilità di una valutazione sulla qualità delle edificazioni; rimessa in funzione della CEC, commissione edilizia comunale, con nuove prerogative; ecc.;

·         nuovo piano della mobilità: valutando le varie opzioni possibili (tra queste vi sono le proposte emerse in questi mesi nella discussione tra di noi). Tuttavia, è utile studiare la possibilità di un investimento di trasporto pubblico con il minimo impatto ambientale, che integri il trasporto dall'esterno verso Vicenza, e quello storico tra la periferia e il centro (tram elettrico su gomme, o altre opzioni simili). Nel frattempo, poiché i tempi di ogni nuovo investimento non sarebbero brevi, si potrebbe mettere in servizio subito la metropolitana si superficie sul tratto Ospedaletto, stazione, Vicenza Ovest dove esiste già la linea ferroviaria peraltro assolutamente sottoutilizzata (servirebbe un accordo tra il Comune e le Ferrovie dello Stato);

·         altri aspetti da considerare per un possibile piano per la mobilità:

ü     potenziamento del trasporto pubblico con corsie riservate e vie preferenziali;

ü     sistemi di integrazione tariffaria e strumenti per l’info-mobilità;

ü     sperimentazioni di strumenti esistenti inoltre realtà (pricing, accesso a pagamento in particolari zone urbane, ‘park and ride’ – agevolazioni nell’interscambio tra automobile e mezzo pubblico, ‘car sharing’ – auto condivise tra più utenti-, trasporto a chiamata da poco in esperimento serale a Vicenza);

ü     istituzione della figura del ‘mobility manager’ di area o di azienda e, tra l’altro, interventi sugli spostamenti casa-lavoro, tecnologie per lo studio dei flussi veicolari, implementazione dei sistemi di telelavoro, realizzazione di percorsi sicuri casa-scuola e un più generale piano dedicato alla pianificazione integrata di ‘trasporti e territorio’;

ü     approfondimento del piano predisposto dall'arch. Retis.

·         Altro spunto di riflessione riguarda il nesso tra la mobilità e l'inquinamento (che nasce anche dall'industria e dai sistemi di riscaldamento pubblici e privati)

Per tutti questi aspetti, bisogna lavorare su due ordini di possibili soluzioni:

 

·        a) il trasporto pubblico

aspetto su cui è giusto insistere sapendo che esso non porta a soluzioni vicine in quanto comporta un cambiamento di mentalità oppure l'introduzione di divieti pesanti difficilmente sostenibili

·        b) mezzi a zero emissioni

in termini di tempi e costi, si può sperimentare la sostituzione degli attuali mezzi (auto e moto) con altri non inquinanti (elettrici). Operazione che richiede un investimento per la messa a disposizione di tali mezzi elettrici e per la creazione di parcheggi di scambio intermodale dislocati al perimetro di un'area da definire. La gestione del sistema può essere pubblica (ad esempio tramite AIM) o privata (magari con cooperative di servizio).

 

·         piano generale di interventi sul tema dell'aria che ci riserviamo di definire nelle parti operative (su tale punto abbiamo la possibilità di organizzare un lavoro specifico con alcuni esperti professionisti che ci sono vicini). In ogni caso, andrebbero moltiplicati i punti di raccolta dei dati sull'inquinamento; studiati i vari apporti all'inquinamento (traffico veicolare privato, traffico veicolare pubblico, mezzi di riscaldamento degli immobili pubblici e privati, impianti produttivi, ecc.). In base a tali dati va costruito il piano con gli investimenti necessari e realizzabili in un lasso di tempo compatibile con la massa di risorse che possono essere messe a disposizione.

Leggi tutti gli articoli su: urbanistica, Vicenza Riformista, Adriano Verlato

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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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