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I will survive, lo spettacolo per non dimenticare l'omocausto nazista

Di Redazione VicenzaPiù Venerdi 18 Gennaio 2013 alle 16:01 | 0 commenti

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Teatro in Genere - Storie di donne e uomini, perseguitati per il loro orientamento sessuale. Storie d'amore, odio, paura e amicizia, ma anche di speranza. Con l'obbligo morale di ricordare i circa 100 mila omosessuali che durante il nazismo vennero perseguitati, rinchiusi nei campi di concentramento, marchiati con il triangolo rosa e uccisi nelle camere a gas.

C'è tutto questo e molto altro ancora in "I will survive", che andrà in scena domenica 20 gennaio alle 16.30 a ingresso libero presso la sala della Circoscrizione 6 a Villa Lattes in via Paolo Thaon di Revel 44 a Vicenza.
La messinscena, per la regia di Serena Di Blasio con la collaborazione di Ornella Luppi, che ha curato anche le musiche, approda sul palcoscenico di villa Lattes su invito dell'associazione vicentina La Parola e di Delos Vicenza in occasione della Giornata della Memoria 2013. Un lavoro che Arcigay e Arcilesbica Udine, in collaborazione con il circolo Arci Mis(s)kappa senpre del capoluogo friulano, hanno fortemente voluto per ricordare lo sterminio, spesso dimenticato, di omosessuali, lesbiche e transessuali perseguitati durante il nazismo e il fascismo solo per il loro orientamento sessuale, insieme con ebrei, zingari, malati di mente, disabili, oppositori politici, prostitute e testimoni di Geova.
Gli attori (Florinda Ciardi, Francesca Casaccia, Ilaria Luppi, Lisa Del Torre, Stefano Zucchini e Tomâs Sione), daranno così voce a Max, Rudy, Horst, agli spietati ufficiali delle SS nei campi di concentramento, a Lilly e Felice, alle storie di tante donne e uomini sterminati solo per la loro "diversità".
La compagnia Teatro InGenere nasce da un'idea di Arcigay e Arcilesbica Udine che, insieme con il circolo Arci "Mis(s)kappa", hanno voluto portare in scena uno spettacolo proprio per ricordare quei tragici avvenimenti. Un progetto che, fin da subito, ha coinvolto tante persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. Tutte accomunate dall'impegno civile nel voler ricordare una delle più terribili pagine della storia.

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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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