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Floriano De Franceschi nuovo presidente degli allevatori veneti

Di Redazione VicenzaPiù Mercoledi 25 Giugno 2014 alle 20:14 | 0 commenti

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Associazione allevatori Arav - “Lavoreremo con grande spirito di unione, per far sì che le singole province ed il Veneto complessivamente possano emergere nel panorama nazionale dell’allevamento. L’Associazione ha a cuore gli oltre 1750 allevatori che ne fanno parte, con i logo 180mila capi, in prevalenza bovini, ed intende valorizzarne le produzioni e distintività”. Con queste parole Floriano De Franceschi, nominato presidente di Arav nel consiglio direttivo riunitosi il 23 giugno, esprime le priorità del suo mandato.

Pochi importanti concetti, che il giovane allevatore vicentino, con grande intraprendenza ed entusiasmo intende mettere a segno. “Metteremo a punto i servizi con nuove sinergie per gli allevatori, al fine di tutelare al meglio la categoria e difendere le nostre produzioni ed il made in Italy. Grandi passi avanti sono stati fatti sul versante dei controlli funzionali. La maggioranza degli allevatori condivide – prosegue il presidente Floriano De Franceschi - l’importanza dei controllo funzionali e l’iscrizione ai libri genealogici, oggi Arav, con le 1.348 aziende che si sono adeguate, per un totale di 101.329 vacche controllate su un totale di 186.931 presenti in Veneto, che producono 645.795,900 tonnellate di latte controllato, pari al 60% del latte prodotto in Veneto”. I numeri parlano chiaro: Vicenza è la prima provincia veneta con 55mila capi, seguita da: Padova con 37mila capi, Verona con 27mila capi e Treviso con 25mila capi. Arav sarà dalla parte degli allevatori e li accompagnerà soprattutto nei momenti di difficoltà. Gli episodi di attacco ad alcune mandrie dell’Altopiano da parte dell’orso M4, avvenute nei giorni scorsi, preoccupano e portano l’Associazione a sollecitare una risposta in tempi molto rapidi. “Quanto accaduto nelle malghe dell’Altopiano è grave, sia per i danni diretti ai capi uccisi, sia per quelli indiretti al mondo agricolo produttivo – sottolinea il presidente Floriano De Franceschi – e potrebbe determinare ricadute sociali di una gravità incalcolabile sul turismo e l’intero indotto del commercio dei prodotti tipici del territorio”. I sacrifici richiesti agli allevatori sono sempre molti, tra i quali l’importante ruolo di presidio del territorio, specie quello montano, sempre più pericoloso per la presenza di specie animali scomparse da molti anni e per le quali sono in atto azioni di ripopolamento disposte a livello istituzionale. Di fronte a questa situazione ed alla profonda mutazione delle aziende venete, con un minor numero di attività più specializzate, che allevano più capi con produzioni e rese qualitative maggiori, gli allevatori pongono in atto misure difensive e strategiche. Dal 2000 al 2013, infatti, le aziende con più di 60 vacche sono passate dal 29,4 al 46,5%. Aspetto che rimane da sviluppare, però, è quello relativo al potenziale genetico, non ancora completamente sfruttato. “Nonostante i progressi avvenuti il potenziale genetico inespresso dentro le nostre stalle è ancora notevole – conclude il presidente Floriano De Franceschi - con la logica conseguenza del sottoutilizzo delle potenzialità della singola vacca. L’obiettivo di Arav è di portare quasi tutte le imprese che fanno allevamento da latte in controllo funzionale. Per realizzarlo, come avviene in alcuni paesi europei, occorre che venga riconosciuta la valenza ambientale alle stalle che sono in controllo funzionale, poiché l’ottimale gestione di una stalla permette un risparmio alimentare, energetico, sanitario, quindi minor produzione di azoto”.

Presidenza di Arav: Floriano De Franceschi (presidente – Vicenza); Danilo Bronca (vicepresidente – Treviso); Lino Casarotto (vicepresidente – Vicenza).

Consiglio direttivo di Arav: ai sette componenti di diritto (i presidenti delle Associazioni provinciali allevatori): Luciano Pozzerle (VR), Floriano De Franceschi (VI), Armando Miotti (PD), Domenico Zanotto (RO), Danilo Bronca (TV), Milo Veronese (BL) e Frasson Andrea (VE), si aggiungono quelli eletti dai 51 delegati all’assemblea generale svoltasi nella sede Arav di Vicenza lunedì 16 giugno 2014: Giovanni Bianconi e Corso Andrea (VR), Lino Casarotto e Flavio Peron (VI), Roberto Varotto (VE), Giancarlo Curto (TV), Silvano Turato (PD) e Christian Crones (BL).

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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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