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Boom di B&B a Venezia, ma anche a Vicenza non si scherza con i nuovi "affitta camere"

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) Sabato 13 Agosto 2016 alle 09:24 | 0 commenti

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Un articolo di Vera Mantengoli apparso su la Nuova di Venezia e Mestre dà conto dell'esplosione dei B&B nella città di S. Marco e della Repubblica, un business che è una concausa della diminuzione dei residenti visto che il giro d'affari relativo, aiutato da una fiscalità di favore, solo il 21% di cedolare secca, incoraggia i possessori di abitazioni in città, ma anche sulla terraferma, ad affittare a turisti piuttosto che ad aspiranti abitanti fissi facendo anche concorrenza alle strutture alberghiere classiche. I dati di Venezia (riassunti significativamente nel titolo "Boom di B&B: 1.190 in più in soli 11 mesi" e nel sommario "La tendenza all'utilizzo di strutture a uso turistico è inarrestabile. Disponibili 7.341 stanze, tremila delle quali in terraferma") ci hanno fatto nascere una curiosità immediata su quanto sta avvenendo anche nella più piccola e meno nota Vicenza nel settore B&B che sta crescendo da quando i turisti stanno scegliendo sempre di più la città del Palladio come meta per viaggi culturali.

Allora seguendo, artigianalmnte e per un primo riscontro di massima, la metodologia su cui sono basati i dati presentati da La Nuova di Venezia e Mestre, ci siamo iscritti a AirB&B, la piattaforma  più diffusa per dare in affitto oprenotare stanze e appartmanenti offerti come B&B, e abbiamo fatto una semplice ricerca per un giorni presumibilmente già non fortemente impegnato.

Se per una stanza privata il 9 novembre 2016 ci sono, quindi, state proposte 306 soluzioni in città  ad un prezzo media di 44 euro, il single shot da noi effettuato (in onore delle due olimpioniche italiane, Diana Bacosi e Chiara Cainero, oro e argento nello skeet che nessuno apostroferà come "cicciottelle" di fronte ala loro carabina) non può fotografare da solo il fenomeno.

Ma le 306 soluzioni per il 9 novembre, prenotazioni già effettuate a parte, ci dicono che anche a Vicenza sta prendendo piede il business degli "affitta camere", come si chiamavano prima di diventare moderni ed inglesizzati "imprenditori del bed & breakfast" quei miei conoscenti ad esempio che prima partecipavano spesso alle manifestazioni politiche in città, che ora li vedono sempre meno presenti presi come sono dalla gestione della loro impresa familiare per giunta a casa loro. O quel dipendente di organi dello stato che al suo stipendio aggiunge ora i proventi della sua mini attività di "albergatorefai da te".

Siamo in tempi moderni e, quindi, anche certe attività vintage vengono riciclate e modernizzate a caccia di un benessere sempre più difficile da raggiungere con un normale lavoro.

Per una conoscenza più approfondita del fenomeno, affidiamoci ora all'articolo della collega di Venezia i cui spunti vanno approfonditi anche a Vicenza.

 

 

Boom di B&B: 1.190 in più in soli 11 mesi

La tendenza all'utilizzo di strutture a uso turistico è inarrestabile. Disponibili 7.341 stanze, tremila delle quali in terraferma di Vera Mantengoli

di Vera Mantengoli, da la Nuova di Venezia e Mestre

VENEZIA. I veneziani non ci stanno. Il calo a picco di residenti riportato dal nostro giornale e sulle cronache nazionali ha provocato reazioni a catena che condannano il fenomeno degli affitti selvaggi o riservati solo ai turisti, ma soprattutto danno molti spunti per poter intervenire.

L'ultimo esempio è l'inchiesta della piattaforma indipendente Reset, fondata dal pubblicitario Emanuele De Carlo in collaborazione con altri professionisti (www.resetvenezia.it), come il professore veneziano Fabio Carrera, direttore del "Venice Project Center" da cui emerge l'esplosione, negli ultimi 11 mesi, del numero di B&B presenti sulla piattaforma d'affitto Airbnb.

Cifre da capogiro. Nel giro di un anno, solo a Venezia sono stati collocati solo sulla piattaforma Airbnb 1.190 appartamenti turistici in più, con un'impennata a Mestre di 2.692 strutture. In pratica attualmente a Venezia sono disponibili ben 3.949 stanze (di cui 391 nelle isole), mentre a Mestre si passa dalle 309 dell'anno scorso alle 3.001 di quest'anno. Questi numeri indicano le stanze, ma se si calcolano i letti, si arriva a ben a 11.518 letti in totale di cui 7.108 a Venezia, 508 nelle isole, 3.901 in terraferma. Il prezzo si aggira sui 107 euro a Venezia, 177 nelle isole e 64 nella terraferma. Attualmente il 95% delle stanze è pieno a Venezia, mentre siamo sull'83% nella terraferma. Chi possiede queste strutture? Dalle ricerche di Fabio Carrera il 64% di chi mette l'avviso di stanze o appartamenti, possiede più di due strutture. Nella Top ten ci sono persone che affittano più di 8 stanze o appartamenti.

Norme. Un boom che conferma come la tendenza all'acchiappa turista sia quella che va per la maggiore, spesso a scapito delle residenze dei veneziani. Se, infatti, una persona guadagna il triplo affittando ai turisti piuttosto che ai residenti, è spesso portata a utilizzare il proprio immobile per farne un vero business. In più, non ci sono deterrenti forti tali da scoraggiare il Far west degli affitti: nonostante sia un'attività imprenditoriale non è riconosciuta in quanto tale e le tasse sono solo del 21% sulla cedolare secca, a differenza di un vero imprenditore che paga il 40 o 60% di tasse. «Io sono uno di quei veneziani che è stato costretto ad andare a Mestre» spiega De Carlo «perché la casa dove stavo è diventata una struttura per turisti. La piattaforma Airbnb nasce con una filosofia chiara, quella di aiutare il proprietario di una casa ad arrotondare e il turista a entrare a contatto con una persona del posto. A Venezia questa filosofia è distorta perché se si affittano palazzi interi ai turisti, si tolgono residenze». In più, se si viene scoperti in fallo, per esempio denunciando un mese di affitto al posto di due, la multa è bassissima

Le altre città. Reset è andato a vedere cosa succede nelle altre città, riprendendo un articolo uscito su El Pais. Scopriamo così che Barcellona ha destinato 1,3 milioni per aumentare le ispezioni e chiudere gli appartamenti senza licenza: nel capoluogo catalano si chiede la collaborazione ai cittadini nel segnalare, attraverso un sito web, la presenza di questi appartamenti, come già accade a Berlino. Nelle Canarie è permesso affittare ai turisti solo se non si abita in zone turistiche. A Madrid si può solo se si pernotta per un minimo di 5 notti. Londra punterà sulla sicurezza e autorizzerà soltanto chi ha assicurazioni contro gli incendi o incidenti.


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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