La carica di Cinelli e Milanovic, il nuovo Vicenza non è solo Bojinov
Giovedi 24 Gennaio 2013 alle 19:43 | 0 commenti
Il taciturno e l'estroverso. Il romano e lo sloveno: uno parla poco, ma con parole ficcanti, l'altro mette alla prova il suo italiano (già discreto) e prova a tirar fuori il suo possibile. All'ombra del "gigante" Valeri Bojinov, spesso coinvolti dallo stesso attaccante bulgaro, si presentano anche gli altri due volti nuovi del Vicenza: Antonio Cinelli e Milan Milanovic, meno importanti (sulla carta), ma così incredibilmente utili (almeno nelle intenzioni) per migliorare gli equilibri di squadra.Â
Il primo, mediano di professione che all'occorrenza può lavorare pure da mezz'ala, non è tipo di tante parole. Dice poche cose: essenziali, però incisive. Soprattutto quando c'è da affrontare la questione Lazio-Lotito. Fa capire che era diventato prigioniero e che ora vive una sorta di rinascita: "Mi sento come liberato. Già in estate il Vicenza mi voleva, ma la Lazio non mi lasciò partire. Purtroppo, lì c'è Lotito, che soprattutto con i giovani vuol fare il padre-padrone e controllare tutto quanto lui. Ora mi sento più libero. Sono stato sei mesi fuori rosa, non ne potevo più". Stoccate decise ed idee chiarissime. Soprattutto su come lottare per tenersi stretta la B. Cinelli è un gregario, un ragazzo che ha fatto gavetta e divorato decine di campi prima di godere di una chance così importante: "So benissimo cosa significa vivere una condizione di disperazione. Fortunatamente qui a Vicenza la situazione non è così allarmante come mi è capitato l'anno scorso a Pavia. Arrivai ad inizio girone di ritorno con la squadra inchiodata in ultima posizione, a nove punti. Eppure riuscimmo a salvarci: fu una grande impresa. Per quanto è forte questo Vicenza mi sento abbastanza tranquillo. Bisogna solo iniziare a far risultato". Fin qui il mediano d'assalto che fa impazzire Cristallini e che Breda farà quasi sicuramente esordire a Cesena. Poi il difensore Milan Milanovic, stantuffo di difesa, uno così alto da far invidia ai giocatori di basket: "È il mio punto di forza. Per caratteristiche posso giocare al centro, a destra e pure a sinistra e mi so integrare sia in una difesa a tre che in un sistema a quattro". Insomma, a sentir l'estroverso sloveno vien da pensare che lì dietro non ci saranno più guai (anche Cassingena sorride ed esclama: "Vuol dire che non prenderemo neanche più un gol"). E quando gli fan notare che negli spazi stretti potrebbe andare in difficoltà l'ex Palermo replica sicuro: "Lavoro per migliorarmi e se vado in difficoltà faccio comunque di tutto perché l'avversario non vada a bersaglio". Insomma, idee chiare e forze nuove per il Vicenza. Che non è solo Bojinov e che presto dovrebbe avere in organico anche Bellazzini del Cittadella. A Milano, Cristallini ha quasi definito l'accordo che prevede la partenza in direzione opposta di Minesso. Forma di tutela necessaria per avere un altro esterno d'attacco importante e non rischiare in caso di partenza di Misuraca, ormai in rottura col club per il mancato accordo sul prolungamento del contratto.
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