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Carceri, la Comunità Giovanni XXIII in preghiera per la riforma anche di fronte alla casa circondariale di Vicenza

Di Note ufficiali Mercoledi 14 Marzo 2018 alle 18:25 | 0 commenti

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La riforma delle carceri si è arenata e la Comunità Papa Giovanni XXIII si mobilita per chiederne l'approvazione. Un momento di preghiera è stato promosso oggi 14 marzo dai volontari di don Oreste Benzi di fronte alle carceri di Torino, Saluzzo, Vicenza, Forlì, Rimini (nella foto i volontari, ndr) e Spoleto. "Siamo ad un passo dall'approvazione della più importante riforma dell'ordinamento penitenziario degli ultimi 40 anni. Fermarsi ora dopo un lavoro di anni che ha coinvolto centinaia di esperti sarebbe davvero un'ingiustizia.

Pertanto siamo andati davanti alle carceri di diverse regioni d'Italia per pregare affinché si possano migliorare le condizioni di vita dei detenuti, favorendo le pene alternative al carcere. L'intera società ne trarrebbe giovamento."

Questo il commento di Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito alla decisione del Governo di non licenziare il decreto attuativo sull'ordinamento penitenziario nel quale sono disciplinate le pene alternative al carcere. La Comunità Papa Giovanni XXIII gestisce in Italia 6 Comunità Educanti con i Carcerati (CEC), strutture per l'accoglienza di carcerati che scontano la pena.

Se nelle carceri la tendenza a commettere di nuovo dei reati, la cosiddetta recidiva, è molto alta: tra il 75 e l'80% dei casi, per quanto riguarda le comunità gestite dalla Comunità di don Benzi, dove i detenuti fanno esperienza di servizio ai più deboli, i casi di recidiva sono appena il 10%. La prima casa è stata aperta nel 2004. Ad oggi sono presenti 61 detenuti. Negli ultimi 10 anni sono state accolte 565 persone. Nel solo 2016 le giornate di presenza sono state 12.199.

Comunità Papa Giovanni XXIII


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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