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Antifascismo, l'occasione persa dell'on. Emanuele Fiano

Di Italo Francesco Baldo Giovedi 14 Settembre 2017 alle 11:39 | 0 commenti

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Oggi la storia ci consegna una lettura ben diversa del totalitarismo, ad esso appartengono in ordine: il comunismo sovietico, il fascismo, il salazarismo, il nazionalsocialismo, il franchismo e altri di minore importanza, ma legati alla visione che con il 1917 fu modello e determinante della vita dei popoli europei e non solo. la principale analisi sulle origini del totalitarismo di Hanna Arendt ben delinea la natura del fenomeno politico, purtroppo originale del novecento. Esso ha però origini lontane, da Rivoluzione francese, che cambiò un mondo, ma che ebbe anche in Maximilien de Robespierre il suo esponente di maggior spicco.

Non fu la Congiura degli Uguali di Michelangelo Buonarroti e François-Noel Babeuf che fu imitata, ma lo spietato modo di agire del terrore, ossia l'eliminazione, allora dei nobili e dei ricchi borghesi, di tutti coloro che erano avversi alla prospettiva politica al potere. Non vi fu democrazia in Robespierre, come non vi fu nel suo grande ammiratore Karl Marx che insieme a Friedrich Engels delineò la natura del partito moderno.

Questo era non una "parte" politica, ma un modo di essere, ossia una visione del mondo, si potrebbe chiamare, come lo fu erroneamente, una filosofia. Aderire ad un partito, in questo caso comunista, ma vale per tutti, significava e significa ancora per qualcuno nella mente, determinare il mondo anche a forza secondo le idee espresse e soprattutto propagandate. Il fenomeno più evidente del totalitarismo è la propaganda, il Manifesto del Partito comunista di Marx e Engels ne è il primo grande esempio, In modo semplice, ma efficace nelle immagini (uno spettro si aggira per l'Europa..la storia finora esistita è storia di lotte di classe, la religione pregiudizio borghese, esigenza della violenza per conquistare il potere, ecc.).

Molti altri movimenti e partiti si modellarono sullo schema della propaganda e della diffusione capillare delle "idee", più spesso slogan da ripetere, senza vera conoscenza, questa riservata ai soliti intellettuali che, non a caso iniziano la loro esistenza nella rivoluzione francese, ma hanno il loro apogeo con il comunismo e con la nascita ufficiale dell'intellettuale fascista ad opera di Giovanni Gentile, seguito da quello organico di Antonio Gramsci, per quanto riguarda l'Italia.

Bisogna, infatti ricordare all'onorevole Emanuele Fiano, che il fascismo e il nazionalsocialismo nacquero come reazioni al comunismo sovietico, ma soprattutto nazionale, quello del Partito comunista d'Italia (Gramsci, Togliatti, ecc.) e quello Socialdemocratico e dello Spartachismo in Germania. La causa prima del totalitarismo è appunto la rivoluzione russa e il comunismo sovietico, variamente poi articolato nei vari Stati, in Italia la cosiddetta e mai compresa via italiana che sarebbe stata definita da Gramsci. Nel corso dei decenni, fino ad oggi , che cosa ha prodotto e produce il comunismo? In Corea del Nord, Cina, Cuba, Vietnam, ancora imprigionamenti, Gulag, morti per ideologia.
Se l'on. Fiano fosse stato attento al fenomeno del totalitarismo, ma non gli è possibile vista la sua collocazione di erede di una visione totalitaria che ancora alberga nel suo partito, avrebbe proposto una legge contro ogni forma di propaganda del totalitarismo, ivi compreso quello della sua stessa storia, cioè il comunismo, che quanto a Gulag, morti, persecuzioni razziali, e soprattutto politiche è comunque un male, anche se si erta e si traveste di slogan di futuro benessere delle classi deboli, in una visione che il mondo ha superato, come diceva Georges Sorel, fin dai primi del novecento.
Forse non è possibile eliminare il totalitarismo con una legge contro la propaganda, ma dare un più ampio segno di superamento, questo era possibile. Invece di dirigere, core solito, il divieto contro una parte, dimenticandosi dell'altra , è ancora un segno ideologico e di slogan. Il totalitarismo potrà essere superato se con serena critica storica e politica si esamineranno i totalitarismo e si indicheranno nuove vie, fondate sulla libertà di pensiero e sul rispetto responsabile reciproco, dove non leggi ideologiche, ma leggi di promozione del bene civile saranno gli elementi di convivenza pacifica.
Un'occasione persa. Ne faranno le spese i mercatini e soprattutto il turismo nella rossa Romagna, a Predappio, dove, alla faccia dell'ideologia di Fiano e del suo partito e di coloro che hanno votata la nuova legge, sembra di essere ne ventennio: chissà come reagiranno...i rossi commercianti.


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Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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