L’inchiesta sull’Italia delle slot e del gioco d’azzardo
Venerdi 22 Dicembre 2017 alle 09:59 | non commentabile
L’Italia delle slot, l’inchiesta condotta dal Gruppo Gedi in collaborazione con Dataninja, che si occupa di data journalism, cioè di analisi di dati, attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie, ci aiuta a comprendere in maniera più specifica il fenomeno del gioco nel nostro Paese. Pur essendo un dato limitato e circoscritto alla realtà delle slot machine, questo dato ci è utile per condurre una ricognizione sullo stato attuale del settore del gioco d’azzardo nel nostro Paese. Partiamo da una premessa: negli ultimi 3 anni il gioco si è sviluppato maggiormente in modo digitale e quindi online, rispetto al periodo precedente. Tuttavia, come emerge da questi nuovi dati in nostro possesso, la maggior parte dei giocatori preferisce ancora giocare a livello terrestre, piuttosto che in modalità online come con il casino mobile.
Il fenomeno delle slot, oggi ha colpito l’attenzione dell’opinione pubblica che quindi offre materiale di spunto e di riflessione ulteriore sia per gli addetti ai lavori più esperti, sia per chi si interessa di statistiche e di dati analitici.
Il tema del gioco d’azzardo viene quindi approfondito, e con questi dati abbiamo una visione più ampia del fenomeno, anche da un punto di vista geografico e territoriale, nello specifico. Da questo punto di vista quindi, possiamo notare come la Lombardia sia al primo posto sia a livello regionale che di città più virtuose, per quanto riguarda il gioco. Seguono altre regioni da anni considerate terreno fertile per il gioco d’azzardo terrestre come Lazio, Veneto, Emilia Romagna, Campania, Piemonte, Toscana e Puglia. Queste le regioni dove si gioca di più. Nell’inchiesta però oltre alle singole città e al numero di giocate, è stato messo in evidenza il rapporto tra il numero degli abitanti e il reddito pro capite. Un altro dato interessante è invece quello fornito dalle diverse macchinette: abbiamo quindi una possibilità di vedere come le AWP stanno lentamente cedendo posto e spazio alle VLT, che sono le video lottery di ultima generazione, in effetti. Dal dato regionale passiamo a quello che riguarda città e comuni.
Milano e Venezia, sono in effetti due delle città dove si gioca e si spende di più. Il comune di Venezia, con una popolazione di 261.905 abitanti e un reddito pro capite pari a 22.187 euro ha giocato mediamente nel corso del 2016, 1200 euro. Più del doppio rispetto a una realtà come Napoli, dove il reddito pro capite è sotto i 20 mila euro e si è giocato circa 545 euro, sempre per il dato del 2016. Milano invece, che ha un reddito pro-capite più alto rispetto a Venezia, pari cioè a 30.612 euro ha giocato nel 2016 circa 1050 euro. E’ interessante, a parte il dato delle giocate, andare a valutare il numero di abitanti e quello del reddito, per poter meglio comprendere il meccanismo del gioco e la sua natura.
Le cose in effetti non cambiano molto nelle realtà del sud Italia, dove si gioca comunque, nonostante in alcune realtà medio-piccole il reddito pro capite non arrivi ai 1500 euro. Questo è in effetti un segnale più interessante, oltre che preoccupante. Là dove in effetti il reddito è più elevato è comprensibile il discorso legato al gioco, mentre in realtà più povere la spesa resta elevata, segno che quindi questo tipo di attività riguarda e interessa diversi strati e ceti sociali. Insomma: questa inchiesta solleva il proverbiale vaso di Pandora, per quanto riguarda il discorso relativo al gambling, anche se si tratta esclusivamente delle video slot VLT e AWP, e non include ogni tipo di gioco che viene quotidianamente espresso e praticato sul nostro territorio nazionale.