Una valanga contro il Ptrc
Lunedi 13 Luglio 2009 alle 08:20Oltre cento osservazioni, più di quindicimila firme, decine di associazioni e comitati coinvolti. In tutto il Veneto è scattata la mobilitazione contro il piano territoriale regionale. Che potrebbe spalancare le porte ad una nuova cementificazione
Non ne ha parlato quasi nessuno. Eppure la mobilitazione contro il nuovo Ptrc, il piano territoriale regionale di coordinamento approvato in primavera (in pratica si tratta del piano regolatore regionale), è di quelle che si sono viste poche volte in passato. Sotto lo slogan "Abbattiamo il Ptrc", e con la regia dei Cantieri sociali Estnord, si sono mobilitati associazioni, comitati spontanei, sindacati, urbanisti, architetti, intellettuali e semplici cittadini. Che hanno animato incontri, assemblee, feste, convegni e gazebo in giro per tutta la regione (il momento finale è stato a Festambiente, una decina di giorni fa) con l'obiettivo di spiegare alla gente quello che stava succedendo. Un lavorio che ha dato i suoi frutti: la settimana scorsa l'ufficio del protocollo di palazzo Balbi si è visto recapitare la bellezza di 105 osservazioni, sostenute da oltre 15 mila firme, permettendo agli organizzatori di gioire per "la più vasta mobilitazione territoriale degli ultimi anni".
Il Match Point dell'ingegnere.
Sabato 11 Luglio 2009 alle 08:15Giovanni Coviello, ex patron della Minetti, ha ceduto tutte le quote del club da lui gestito per tre lustri. Alcuni protagonisti della pallavolo vicentina e nazionale ne tracciano la figura di uomo di sport.
"Un innamorato dello sport": così il presidente della Fipav vicentina, Davide De Meo, definisce l'"ingegnere della pallavolo" Giovanni Coviello. Artefice ed anima dell'avventura berica nella massima serie, in più di quindici anni di attività in terra vicentina l'ex patron della Minetti ha firmato tutte le tappe che hanno fatto la storia biancorossa: dal suo ingresso nel club di A2 allora diretto da Diego Fontana, nel 1994, alla costruzione di un team vincente, sfociata nella promozione del Biasia (1998), dagli undici anni di A1 alle mitiche sfide con Novara, Modena e Bergamo, alla Coppa Cev e la Supercoppa italiana vinte nel 2001 (entrambe sconfiggendo le orobiche), dagli innumerevoli trofei nel beach 4 x 4 (oggi Sand Volley) al secondo posto in Challenge Cup del 2008 (al termine dell"esilio" imolese), alle moltissime atlete lanciate nell'orbita dei grandi club, ad un vivaio organizzato nel tempo ad altissimo livello e pluriscudettato, fino ad arrivare all'inopinata retrocessione in serie A2, nella stagione finita tre mesi fa.
Fimon, il lago conteso
Venerdi 10 Luglio 2009 alle 15:59
Cosa sta succedendo al lago di Fimon? Da settimane il lago più amato e frequentato dai vicentini è al centro di una querelle a distanza che ha per oggetto gli ultimi lavori di riqualificazione in via di completamento in questi giorni: da un lato chi - associazioni ambientaliste e dei residenti in testa - ne critica alcuni aspetti giudicati inutili e troppo impattanti, dall'altro la Provincia (che quei lavori li ha voluti, progettati e finanziati) le associazioni dei pescatori e non solo, che invece difendono a spada il nuovo restyling della sponda ovest dello specchio lacustre, quella ai piedi del paese, per capirci. In mezzo lui, il lago, che, come scrivevamo un anno fa, è "sopravvissuto a secoli di alluvioni, passato indenne (o quasi) attraverso qualche decennio di turismo "balneare", risparmiato (finora) dall'espansione edilizia che ha stravolto alcuni degli angoli più belli della provincia, e scampato all'impatto di progetti monumentali come la Tav". E che adesso si trova di nuovo al centro dell'attenzione.
Piccole imprese, quelle che parlano straniero
Giovedi 9 Luglio 2009 alle 08:15
Berlusconi ha sollevato un polverone, qualche settimana fa, con le sue dichiarazioni su una Milano fin troppo africana. Ma il presidente del Consiglio scopre l'acqua calda. Da anni ormai, per non dire da decenni, la presenza di migranti è una componente fissa del nostro mondo economico, e non solo nelle vesti di braccianti o operai. Anche nella piccola e periferica Vicenza, negozi e piccole imprese gestite da persone straniere sono una presenza abituale: la rivendita di kebab accanto alla pizza al taglio, il piccolo bazar etnico a lato della tabaccheria, il padroncino che viene dai Balcani impegnato fianco a fianco con l'artigiano vicentino doc. Anzi, il fatto è così consolidato che ultimamente abbiamo visto alcuni dei locali più trendy passare nelle mani di imprenditori stranieri: un destino che è toccato prima ai Nodari e poi al Circus, tutti e due acquisiti da dei cinesi. Ma a parte i casi eclatanti, in che situazione si trova l'imprenditoria immigrata?
Achille e Lia, il nemico comune si chiama Dal Lago
Mercoledi 8 Luglio 2009 alle 08:12
La politica non è mai quella che appare. Per esempio. Voi credete che in consiglio comunale a Vicenza la sfida sia fra una maggioranza di centrosinistra e un'opposizione di centrodestra (più la Bottene, assimilabile più o meno all'estrema sinistra), fine del discorso. In realtà la situazione è più complessa. Soprattutto sui banchi del PdL e della Lega. Da queste parti abbiamo due opposizioni, senza contare le varie sfumature "personalistiche" di questo o quel consigliere.
Ad un capo dello schieramento anti-Variati c'è la sconfitta eccellente Lia Sartori. Scornatissima per aver perso con Achille ma confermata per l'ennesima volta nella poltrona di eurodeputata, la Lia si occupa poco o punto delle cose vicentine. Semmai, è indaffarata come braccio destro del governatore veneto Giancarlo Galan nel combattere il Carroccio nella faida su nomine e appalti della sanità regionale, puntellandone la supremazia galaniana.
Continua a leggereLa lettera. Quell'Iran così poco vicino e così poco democratico
Martedi 7 Luglio 2009 alle 08:00
Nel numero 155 di sabato 27 giugno 2009 il vostro giornale VicenzaPiù ha pubblicato un articolo di Alessio Mannino dal titolo "Ahmadinejad e l'Iran visto da vicino" il cui leitmotiv è: smettiamola, con questo falso allarmismo. In Iran non c'è repressione. E' una democrazia, solo diversa dalla nostra.
Ho letto e riletto l'articolo più volte per evitare di incappare in mal interpretazioni e storture mosse dalla fretta, ma ad ogni ripetizione quel senso di perplessità iniziale non solo è rimasto ma si é trasformato in grande fastidio. E sconcerto.
Che la linea editoriale di un giornale non debba assolutamente essere una gabbia all'opinione di chi ci scrive é sacrosanto, ma la coerenza di fondo deve rimanere, quel filo rosso che accompagna il lettore passo dopo passo, articolo dopo articolo e che lo spinge a farsi sostenitore del giornale che ha scelto, deve restare robusto, e ben definito.
Processo al signor B. E ad un paese che gli somiglia troppo
Domenica 5 Luglio 2009 alle 08:23Dalle vicende private di Berlusconi ai rapporti tra governo e mezzi d'informazione, ecco come alcuni opinionisti vicentini giudicano il dibattito politico degli ultimi mesi.
Dal caso Noemi alle inchieste di Bari, mai come negli ultimi mesi il dibattito politico italiano è stato occupato da vicende che di politico, nel senso classico della parola, hanno ben poco. Al di là del giudizio sui comportamenti del presidente del consiglio, il can can degli ultimi mesi ha almeno avuto il pregio di mettere a nudo alcuni nervi scoperti del nostro sistema paese: i rapporti tra chi governa e mezzi di comunicazione, ad esempio, e il tentativo sempre più esplicito di porre vincoli più stretti alla libertà di pubblicare certe notizie. O ancora, i rapporti difficili tra governo e magistratura. Ne abbiamo parlato con alcuni opinionisti dei principali media vicentini: ecco cosa ci hanno detto.
4 luglio, l'indipendenza è lontana
Sabato 4 Luglio 2009 alle 08:12Analisi del corteo No Dal Molin, fra autogol, exit strategy e illusioni pericolose. Alla vigilia del G8, un'occasione mancata per una critica alla globalizzazione
«Evitiamo i giri di parole: sabato pomeriggio, con la manifestazione dell'indipendenza vicentina, vogliamo entrare al Dal Molin per liberarlo dalla nuova base Usa». Questa era la promessa annunciata nei giorni scorsi dal Presidio Permanente contro il Dal Molin per bocca della sua portavoce, Cinzia Bottene. Noi che scriviamo quarantott'ore prima del corteo del 4 luglio intitolato all'"indipendenza vicentina", non sappiamo dirvi se il divieto d'accesso a viale Ferrarin deciso da prefettura e questura verrà violato o meno. Quel che però rileviamo sin d'ora è l'indomita volontà , da parte dei presidianti, di far passare la resistenza al diktat Ederle 2 come un fuoco vivo, che può ancora scottare il governo italiano e gli Stati Uniti.
Quasi quasi ci vorrebbe un Fuffas...
Venerdi 3 Luglio 2009 alle 08:25Roca, presidente uscente dei Giovani Architetti, dice la sua sul mancato ricambio generazionale in città . E propone idee su come migliorarne l'aspetto urbanistico ripartendo dal vero Palladio
Ci confida divertito e autoironico: «Sì, architetti come il Fuffas di Crozza esistono. E fra noi colleghi ci passiamo spesso i video geniali di Fuffas». Fuffas, storpiatura del nome dell'archistar di sinistra Massimiliano Fuksas, è il progettista megalomane e vacuo con cui il comico Crozza mette alla berlina la categoria cui appartiene Giovanni Roca, laureato a pieni voti a Venezia con tesi sull'Olivetti (inteso come universo urbanistico ma anche sociale, politico, filosofico: il "Museo.O"), tecnico del dipartimento Territorio del Comune. E presidente uscente di Vaga, l'associazione dei giovani architetti vicentini (il suo mandato, il secondo, scade la settimana prossima). Ma soprattutto protagonista della bella provocazione di qualche tempo fa, con tanto di manifesti sparsi per la città , denominata "Contro Palladio". Siamo andati a stanarlo a casa sua, in viale Milano, per dar conto dell'esistenza di uno dei pochi giovani con la voglia di rompere l'immobilismo che attanaglia Vicenza - un paese che di recente abbiamo ribattezzato, con tutta evidenza, "per vecchi".
Ahmadinejad e l'Iran visto da vicino
Giovedi 2 Luglio 2009 alle 08:09La propaganda occidentale fa passare la Repubblica di Teheran come una teocrazia repressiva. In realtà è una democrazia, solo diversa dalla nostra. Ecco cosa ci aveva detto il vicentino-persiano Nirou
Ma di quale "rivoluzione iraniana" vanno parlando i media occidentali? Tutti, dalla Cnn al più modesto giornaletto di provincia (anche qui dalle nostre parti), spacciano i tumulti di strada contro il verdetto elettorale che ha incoronato Mahamoud Ahmadinejad col 62,64% dei voti come un'insurrezione per la "democrazia". E' il solito dejà vu: siccome ha vinto l'uomo nero del momento, il mostro "antisemita" (in realtà è, legittimamente, antisionista, nello Stato musulmano con la più numerosa comunità ebraica fra tutti i paesi di fede islamica), l'anti-americano che tiene duro contro gli arroganti diktat americani sul nucleare, ergo le elezioni devono essere truccate, quando lo capisce anche un bambino che brogli tali da manipolare il 30% delle schede non sono possibili neanche nelle dittature più ferree. Ma la questione è un'altra: l'Iran non è una dittatura. E' una democrazia. Nazionale e islamica, però.

