Opinioni |

Fimon, il lago conteso

Di Luca Matteazzi Venerdi 10 Luglio 2009 alle 15:59 | 0 commenti

Fanno discutere gli ultimi lavori di riqualificazione, con la creazione di 30 piazzole per la pesca sportiva. Le preoccupazioni di Legambiente e associazioni del territorio,  la difesa della Provincia

 

Lago Fimon: piazzole per la pescaCosa sta succedendo al lago di Fimon? Da settimane il lago più amato e frequentato dai vicentini è al centro di una querelle a distanza che ha per oggetto gli ultimi lavori di riqualificazione in via di completamento in questi giorni: da un lato chi - associazioni ambientaliste e dei residenti in testa - ne critica alcuni aspetti giudicati inutili e troppo impattanti, dall'altro la Provincia (che quei lavori li ha voluti, progettati e finanziati) le associazioni dei pescatori e non solo, che invece difendono a spada il nuovo restyling della sponda ovest dello specchio lacustre, quella ai piedi del paese, per capirci. In mezzo lui, il lago, che, come scrivevamo un anno fa, è "sopravvissuto a secoli di alluvioni, passato indenne (o quasi) attraverso qualche decennio di turismo "balneare", risparmiato (finora) dall'espansione edilizia che ha stravolto alcuni degli angoli più belli della provincia, e scampato all'impatto di progetti monumentali come la Tav". E che adesso si trova di nuovo al centro dell'attenzione.

 

Polemiche e progetti

Non è certo la prima volta che capita, anzi. È la regola per quasi tutti gli interventi messi in cantiere da quelle parti, dalla strada attorno al lago realizzata negli anni '60 ai progetti, più o meno fantasiosi, dell'ultimo decennio (ad un certo punto si  è anche parlato di un parco divertimenti in grande stile). Facile ricordare le polemiche che hanno accompagnato Eco-Fimon, l'iniziativa lanciata nei primi anni 2000 per rendere balneabile (tramite un sistema di fitodepurazione, da cui il riferimento ecologico) una parte del lago, con l'obiettivo di trasformarlo in meta turistica. Criticato aspramente da più parti, parzialmente bocciato dalla comunità europea che l'ha finanziato solo in parte, il progetto è stato poi rivisto, cercando di coinvolgere anche le associazioni del territorio. E i lavori di queste settimane sono in qualche modo i figli di questa revisione: qualche anno fa sono stati realizzati i parcheggi sulla sponda sud, il primo tratto di passeggiata protetta e una casetta in legno per l'attività delle associazioni. Adesso si continua con il completamento della passeggiata protetta fino all'inizio della strada sterrata, la creazione di alcune piazzole per la pesca sportiva, un pontile accessibile ai disabili e la piantumazione di nuovi alberi attorno alla strada. Sembravano tutti d'accordo, fino a quando non si sono aperti i cantieri, poi sono cominciate le lamentele. Che si sono concentrate soprattutto sulle nuove piazzole per la pesca: una trentina di piccoli pontili allineati lungo il tratto di passeggiata che sta tra i due piccoli parcheggi asfaltati, proprio sotto le case del paese.

 

Le critiche

Su segnalazione di residenti, e associazioni del territorio, si è mossa anche Legambiente. "Il progetto complessivamente non è negativo, ma è stato presentato male, glissando su un aspetto che invece è assolutamente negativo - spiega il presidente Gaetano Callegaro -: mi riferisco alla creazione di 30, e sottolineo 30, piazzole per la pesca sportiva, su un'area lunga 400 metri. Questo ha provocato l'eliminazione, anche se temporanea, del canneto, ed è negativo anche dal punto di vista dell'impatto sul paesaggio. Ormai la cosa è fatta, ed è chiaro che in questo c'è stato lo zampino dei pescatori, ma magari si potrebbero destinare ad altro uso, ad esempio per il bird-watching, anche se non è proprio la posizione ideale. Poi si potrebbe dire qualcosa anche sull'imbarcadero, di cui non c'era particolarmente bisogno, o sulla staccionata, un po' troppo invasiva". Sembrano rientrati invece, i timori per possibili sviluppi anche sulla sponda est del lago, quella più "selvaggia" e lontana dalle case, dove qualcuno aveva ipotizzato una futura continuazione dei lavori. "Ci hanno assicurato che l'altra sponda rimarrà intatta. Per il momento è così - conclude Callegaro -. Però ricordiamoci sempre che c'è chi voleva renderlo balneabile".

 

La posizione di palazzo Nievo

Alle critiche risponde l'assessore Pellizzari, che ricorda come il progetto era stato concordato anche con le associazioni per la tutela del lago. Le piazzole di pesca? "Sono dei belvedere per tutti: saranno utilizzati anche dai pescatori, che per quello che riguarda la pratica del carp fishing noi abbiamo deciso di concentrare nell'area con minor vocazione ambientale invece che sparpagliarli su tutto il lago. Ma per la maggior parte del tempo saranno a disposizione di tutti, per godersi il lago. Già oggi c'è chi prende il sole". Il canneto? "Non è stato estirpato, ma solo trapiantato dall'altra parte del lago". Le altre obiezioni? "Non so cosa dire: noi abbiamo accolto i suggerimenti delle associazioni, stiamo ricreando i fossi che collegavano la borgata al lago e gli attracchi per i residenti, eppure vengono sollevati problemi che non esistono e che sono soltanto nella fantasia di chi li evoca. Come l'idea che volessimo illuminare il lago: ma se non abbiamo mai progettato un solo punto luce. Io capirei se mi dicessero che il progetto è fatto male, ma in questo modo come si fa a rispondere?".

In realtà le cose non sono così semplici. Prendiamo i fossi, pensati con l'intento di rievocare gli antichi canali che collegavano la borgata al lago, canali scomparsi quando è stata costruita la strada.A suggerirli è stata l'associazione Lago e Valli di Fimon, che da anni è impegnata nel tentativo di preservare l'ambiente e la memoria storica del lago. "Ne stanno facendo un paio, è vero - commenta il presidente Reginaldo Dal Lago -. Ma sono lontani rispetto a dove li avevamo chiesti. Non ricreano la situazione preesistente e nemmeno la evocano. Per quanto riguarda l'illuminazione:, dicono che non la fanno, ma intanto hanno messo i tubi predisposti per i cavi. Non lo so, spero davvero che non la facciano mai, perché la luce che c'è adesso e che arriva dalle case è più che sufficiente anche di notte. E se si deve fare una passeggiata serale, preferisco poter vedere le lucciole". Poi, ovviamente, ci sono le piazzole. "Il nostro però è un giudizio articolato - precisa Dal Lago -, non siamo solo contro. Le piazzole ci trovano contrari; apprezziamo, invece, tutto il lavoro che è stato fatto per piantare alberi lungo la strada".

 

Natura sovrana?

Sotto sotto, al di là del merito dei lavori, sembrano confrontarsi due idee diverse del lago. "Fimon è una delle poche oasi rimaste, e sta diventando sempre più antropizzato e sempre meno naturale", riprende Callegaro, riassumendo bene il problema. Legambiente e le altre associazioni difendono l'idea di un lago di Fimon in cui l'intervento dell'uomo sia ridotto al minimo, lasciando spazio ai ritmi della natura. "Noi siamo felicissimi che la gente venga al lago, ma bisogno farlo in modo rispettoso - aggiunge Dal Lago - sapendo che ci vivono delle persone e che bisogna rispettare il contesto. Qua bisognerebbe venire in cerca di tranquillità, lasciando fuori la macchina, come si fa in tutti i parchi". La Provincia, con interventi a basso impatto, punta invece a favorire anche accessibilità e fruibilità. La distanza, alla fine, non è poi così grande. E forse potrebbe pensarci la natura a superare le divisioni create dall'uomo. Attorno alle tanto discusse piazzole, stanno già ricrescendo le prima piantine del canneto. E nel giro di qualche tempo, tutto potrebbe essere mascherato da canne e ninfee.


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Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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