Il Match Point dell'ingegnere.
Sabato 11 Luglio 2009 alle 08:15 | 0 commenti
Giovanni Coviello, ex patron della Minetti, ha ceduto tutte le quote del club da lui gestito per tre lustri. Alcuni protagonisti della pallavolo vicentina e nazionale ne tracciano la figura di uomo di sport.
"Un innamorato dello sport": così il presidente della Fipav vicentina, Davide De Meo, definisce l'"ingegnere della pallavolo" Giovanni Coviello. Artefice ed anima dell'avventura berica nella massima serie, in più di quindici anni di attività in terra vicentina l'ex patron della Minetti ha firmato tutte le tappe che hanno fatto la storia biancorossa: dal suo ingresso nel club di A2 allora diretto da Diego Fontana, nel 1994, alla costruzione di un team vincente, sfociata nella promozione del Biasia (1998), dagli undici anni di A1 alle mitiche sfide con Novara, Modena e Bergamo, alla Coppa Cev e la Supercoppa italiana vinte nel 2001 (entrambe sconfiggendo le orobiche), dagli innumerevoli trofei nel beach 4 x 4 (oggi Sand Volley) al secondo posto in Challenge Cup del 2008 (al termine dell"esilio" imolese), alle moltissime atlete lanciate nell'orbita dei grandi club, ad un vivaio organizzato nel tempo ad altissimo livello e pluriscudettato, fino ad arrivare all'inopinata retrocessione in serie A2, nella stagione finita tre mesi fa.
Oggi Coviello appare un uomo solo, dopo il distacco da Joy Volley Vicenza, la società che gestisce attualmente il team Minetti, e le vicende giudiziarie che lo hanno inghiottito in un buco nero affatto privo di ipocrisia e irriconoscenza da parte di molti che gli sono stati a fianco negli anni d'oro. "Fra tutti i beni che la saggezza procura per rendere la vita felice, il maggiore è l'amicizia" diceva Epicuro. Così abbiamo interpellato alcuni nomi noti del volley locale e nazionale, professionisti o dirigenti che hanno avuto per anni con Coviello una relazione quotidiana, a volte fatta di scontri a muso duro, ma anche di grande rispetto, sempre nel comune intento di coltivare l'essenza dei valori dello sport. Il risultato del giro di contatti è stato sorprendente: molti infatti gli estimatori ed amici dell'ingegnere, di quelli che potrebbero valergli, se ha ragione Epicuro, una vita felice. Nessuno degli intervistati osa sbilanciarsi in un commento sull'iter giudiziario che Coviello dovrà affrontare per ribattere ai rilievi mossi dalla Guardia di Finanza, sui presunti illeciti amministrativi per i quali è indagato. Universalmente, però, si riconosce all'ingegnere grande capacità di comunicazione, correttezza professionale e tanto spirito d'iniziativa, sempre utilizzato per il bene della Minetti e del suo patrimonio di giovani atlete del vivaio. "Credo - è ancora il presidente Fipav De Meo a parlare - che Giovanni abbia sempre e da sempre speso fino all'ultima goccia di sudore per il bene del volley. Non ha mai perso un colpo: la sua inventiva e la sua vulcanica intraprendenza hanno fatto sì che Vicenza sia diventata, negli anni, una delle piazze più importanti della pallavolo femminile. Ha conservato la serie A1 della Minetti a prezzo di sacrifici quotidiani e il movimento di base gli deve molto". Tantissime le giocatrici lanciate da Coviello, che è riconosciuto nell'ambiente ottimo talent scout. A scorrere i nomi di molte formazioni di grido del panorama nazionale, si osserva come in molte hanno indossato, agli albori di carriera, la maglia biancorossa: da Togut a Paggi, da Zilio a Pachale, da Poljak a Glinka, da Wijnhoven a Skowronska, solo per citarle a braccio, e dimenticandone molte di più. "La mia stima per l'ingegnere è il risultato di una conoscenza di vent'anni - il commento del "re dei procuratori" Donato Saltini - ed è umana prima che professionale. Non voglio entrare nel merito di ciò che sta accadendo, ma sono convinto che ogni sua azione sia stata dettata dal grande amore per il volley e da alti valori sportivi. Non voglio essere il paladino del "tutti colpevoli, nessun colpevole", ma nemmeno nascondermi dietro l'ipocrisia: le accuse mosse all'ingegnere potrebbero probabilmente riguardare amministratori di molte società sportive, non solo nel volley". Gli fa eco un altro procuratore, Guido Caccamo: "Non so se si usa ancora definirle così, ma giudico Coviello una buona persona. Tra noi i rapporti sono sempre stati estremamente corretti e in questo momento di difficoltà sento di fargli un grande in bocca al lupo. Lo scriva mi raccomando, tengo a fargli sapere che gli sono vicino". Un'amichevole tirata d'orecchie arriva da un altro agente di importanti giocatrici, Mauro Raguzzoni: "Pur non discutendo le sue grandi capacità manageriali, giudico l'ingegnere una persona che ha voluto troppo da se stesso e, forse, sta pagando il prezzo di questa scelta. Quando si vogliono svolgere troppe attività , è fatale andare incontro ad errori". Da protagonisti della pallavolo nazionale al presidente di un'importante realtà locale. "Il fatto che in questo momento l'ingegnere sia nell'occhio del ciclone - dice il presidente dell'U. V. Montecchio Maggiore Enilo Ziggiotto - mi crea qualche difficoltà a parlare. La nostra conoscenza è basata sugli incontri legati ai rispettivi ruoli di dirigenti, lui di importante società a livello nazionale, io su scala più ridotta. Lo ritengo profondo conoscitore del volley. Del resto, non si spiegherebbero altrimenti tanti anni consecutivi di serie A1, chi regge il peso di una società sportiva sa quanti sacrifici ci siano per far funzionare le cose. Non ho mai ricevuto sgambetti da parte sua, c'è sempre stato reciproco rispetto e correttezza. Per quanto riguarda il volley vicentino, credo gli debba molto, la visibilità di una compagine come la Minetti è stata un prezioso bene collettivo, sicuro traino del movimento di base". La mente corre a tutte quelle giovani che varcano la soglia delle palestre della provincia. Chi ha l'abitudine di frequentare il PalaRewatt tocca con mano ogni domenica l'entusiasmo di centinaia di ragazzine, affamate di autografi e sorrisi. Le stesse ragazze che durante la settimana, magari in qualche polveroso parquet di periferia, sognano di diventare le nuove Aguero, Piccinini, Paggi, Leggeri, Turlea o, restando agli ultimi nomi noti biancorossi, Tirozzi, De Gennaro, Dall'Igna. Della possibilità di coltivare i loro sogni, almeno in parte, devono ringraziare Giovanni Coviello.
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