Opinioni

Droghe e ragazzi, i falsi miti

Mercoledi 1 Luglio 2009 alle 08:00

I risultati di un progetto condotto da Ceis, Ulss e Sert: gli studenti pensano che 8 ragazzi su 10 facciano uso di spinelli, mentre la realtà dice che sono solo 3. Una falsa percezione con conseguenze pericolose: ecco come si interviene

 

SpinelloLoro, gli studenti delle scuole superiori vicentine, pensano che i compagni che fanno o hanno fatto uso di cannabis e spinelli siano la maggioranza, almeno 8 su dieci. La realtà è molto più rassicurante: sono solo tre su dieci e la percentuale per cui l’uso di droghe leggere è abituale è molto inferiore. La ricetta per “insegnargli" a non farne uso? «Niente testimonianze o filmati choc, ottengono l’effetto opposto: il metodo migliore è far analizzare i fenomeno “alcol" e “droga" ai ragazzi stessi, sulla base di articoli di giornale e spot televisivi». L’idea, che viene portata avanti da tre anni da un’equipe di tecnici regionali in tutti gli istituti berici, è di “far pensare con la propria testa" i ragazzi, in modo che arrivino da soli e si convincano realmente del pericolo costituito da droga e alcol. Dal 2006 ad oggi con questi progetti sono stati coinvolti, a Vicenza, quasi settemila studenti e duemila genitori. 

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Pallanuoto: Caoduro rabbia e orgoglio

Martedi 30 Giugno 2009 alle 09:05

L'arbitraggio discutibile in gara1 dei play off ha infranto il sogno della promozione in serie A2.

Per il ds Peri la prima stagione nel girone ligure di B resta comunque positiva. Nel futuro conferme e qualche innesto

   

Il capitano Andrea MelisonUscire dalla serie B della pallanuoto è come fuggire dalla Cayenna. Ne sa qualcosa la Caoduro Lucernari, giunta per la seconda volta in tre anni ai play off che valgono la promozione in A2, purtroppo sfumata dopo le due sconfitte con Brescia. Lo può confermare anche la Fiorentina, dominatrice del campionato che ha visto i vicentini di Matteo Greco piazzarsi al secondo posto; ai toscani non è bastato stravincere il girone, dato che nella crudele serie di tre gare che mettono in palio il passaggio di categoria a prevalere è stata Vigevano. Parabole abbastanza diverse, quelle delle due regine del girone 1: la Fiorentina ha letteralmente dominato fino al giro di boa, ma ha chiuso il girone di ritorno in calando con una sola partita vinta nelle ultime quattro ed è arrivata scarica al momento clou. La Caoduro, al contrario, si è scrollata di dosso l'Andrea Doria con un crescendo che aveva alimentato le speranze di A2. Poi, in gara1 di play off a Brescia, il fattaccio.

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La truffa della democrazia

Lunedi 29 Giugno 2009 alle 09:11

Delusi i supporter vicentini per l’esito del referendum. Ha vinto l’oligarchia dei partiti? Il problema è di fondo: è l’intero sistema a non essere democratico

 

 

Referendum (visto da Altan)«Il raggiungimento del quorum sarebbe stato opportuno per dare una smossa a tutto il sistema elettorale italiano: troppo confuso, in mano all’oligarchia dei partiti, poco rispettoso della volontà e delle scelte dei cittadini. … Ma c’è bisogno di modernità. Nel tempo post ideologico non ci dovrebbe essere spazio per i tanti piccoli partitini. Il confronto dovrebbe avvenire sui grandi programmi e sui grandi impegni da assumere davanti alla gente. La realtà, però, è che siamo ancora schiavi delle ideologie». Così Achille Variati, sindaco di Vicenza, sul disastroso risultato del triplice referendum elettorale ignorato dall’80% dei suoi concittadini (il dato nazionale è solo leggermente migliore: ha votato il 23-34% degli aventi diritto). Ci spiace caro sindaco, ma le cose non stanno affatto così.

 

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Più Democrazia all'attacco: "La miseria della Casta vicentina"

Domenica 28 Giugno 2009 alle 12:25
Il comitato promotore del (disatteso) referendum comunale del 2006 commenta le interviste ai politici di Sala Bernarda. E accusa: “Vanno contro la Costituzione"

 

 

Urna nella spazzaturaNella Costituzione italiana l’Art. 1. recita: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione" mentre non è scritto da nessuna parte che la sovranità, dopo le elezioni, passa dal popolo a chi viene eletto, ciò significa che GLI ELETTI sono chiamati ad ottemperare a quello che è un servizio nel rispetto della volontà popolare. Un partito che si pone come obiettivo di acquisire potere è già fuori dalla Costituzione. Lo si comprende molto bene dagli atti dell’assemblea costituente che riguardano la genesi dell’art. 75 che introduce il referendum abrogativo. Da essi si capisce la necessità avvertita dai costituenti di porre un controllo diretto del popolo CONTRO il rischio di una deriva autoritaria di una futura maggioranza.

Queste premesse dovrebbero già di suo porre l’attenzione verso quanti, una volta eletti, dichiarano frasi del tipo: “ora che sono stato eletto comando io, il voto lava …, per 5 anni faccio quello che voglio"etc, etc, frasi che si sono sentite e si sentono spesso negli ultimi anni e che dovrebbero far scattare una certa diffidenza contro chi le pronuncia.

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Fazioli, il rivoluzionario stanco. Segue intervista

Sabato 27 Giugno 2009 alle 10:13

Fazioli stancoHa imparato a tenere a freno la lingua, Fazioli. Un anno scarso tra i palazzi vicentini è stato più che sufficiente a far capire al presidente di Aim che la schiettezza e la verve tutta emiliana a cui era abituato, da queste parti rischiano di essere controproducenti. Non che adesso parli parli con fare curiale, anzi. Ma più di qualche volta, nel corso dell'intervista, si ha la sensazione che gli piacerebbe dire di più, lasciarsi andare a giudizi più netti ed espliciti. E che poi preferisca invece la via più diplomatica, per evitare di scatenare polemiche. Esemplari le sue risposte sugli interessi di grosse aziende locali per i rami più redditizi di Aim e sul piano gas (il piano presentato dall'ex advisor Maurizio Borra e stoppato dal vecchio cda perché considerato una svendita ad alcune grosse industrie energivore, tra cui Valbruna, Beltrame e Mastrotto).

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Maran ... vicentino

Sabato 27 Giugno 2009 alle 08:30

Il nuovo allenatore biancorosso ha già vissuto una breve esperienza da giocatore a Valdagno.
Lo storico presidente Aldegheri e l'ex compagno Sambugaro ne tracciano un ricordo personale positivo

  

Rolando Maran - Foto GeosVicenza pareva essere nel destino di Rolando Maran. Nella sua carriera il tecnico di Rovereto è spesso transitato a breve raggio: nove anni al Chievo da giocatore, cinque al Cittadella come allenatore. Le ultime due squadre che ha guidato, Bari e Triestina, portano entrambe i colori biancorossi. Casualità, certo, ma c'è da credergli quando l'erede di Gregucci (senza l'enfasi e la retorica del suo predecessore) dice che Vicenza è una piazza alla quale ambiva fortemente. Da martedì il suo desiderio è realtà. Maran è stato presentato al Menti assieme al suo secondo Christian Maraner e al preparatore atletico Alberto Bellè.

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La Lega, l'Islam e i sillogismi pericolosi

Venerdi 26 Giugno 2009 alle 07:20

Islam in TrentinoChi ci segue con un minimo di continuità avrà capito da un pezzo come la pensiamo sulla questione immigrazione. In città ci sono oltre 16 mila stranieri (per dare un termine di paragone non troppo casuale, la Lega Nord alle ultime europee ha preso 11 mila voti, il Pdl, cioè il partito più votato, circa 15 mila), ed era ora che qualcuno cominciasse a non considerarli solo come braccia da lavoro o, peggio, potenziali criminali. Bene ha fatto il Comune, dunque, ad organizzare sia la festa delle badanti, la prima del suo genere in Italia, sia la festa degli immigrati, riprendendo un'idea già messa in campo dalla rete dei migranti.

Le due feste sono però diventate un caso politico. Il segretario cittadino della Lega Nord Alessio Sandoli ha infatti presentato una domanda di attualità chiedendosi quanto ha speso il Comune per la festa degli immigrati. E commentando: “La scorsa settimana è toccato alle badanti, probabilmente i prossimi saranno i terroristi islamici e poi le prostitute. E i vicentini? Quando il Comune penserà anche ai propri cittadini?".

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Posina e Laghi, le valli dell'autarchia

Giovedi 25 Giugno 2009 alle 10:31

Nelle due vallate alpine tra il Pasubio e Tonezza sopravvivono i resti di un mondo in cui di viveva a ritmi lenti, producendo tutto quello di cui si aveva bisogno. Tutto spazzato via dal boom economico

 

In uno dei suoi articoli più celebri, Pier Paolo Pasolini denunciava la scomparsa delle lucciole, metafora della scomparsa dell'Italia contadina e proletaria. Dalle nostre parti le lucciole, cioè i ritmi di una vita scandita dal lavoro nei campi, se ne sono andate nel corso degli anni ’60, spazzate via dal boom economico. Ma ci sono angoli di territorio in cui le tracce di quel mondo arcaico, rimasto immutato per secoli, sono ancora evidenti. Angoli appartati, toccati solo di striscio dalle conseguenze dello "sviluppo"?, dove ancora si indovinano le regole, i valori, le tradizioni di un modo di vivere radicalmente diverso da quello attuale. Come la vallate di Posina e Laghi, due valli chiuse, o quasi (quella di Posina è collegata al Trentino solo dal lungo e accidentato percorso del passo della Borcola), incassate tra i contrafforti del Pasubio e gli altipiani di Tonezza, rimaste praticamente isolate per secoli e non ancora toccate dal turismo di massa. E proprio per questo particolarmente interessanti, ci spiega Liverio Carollo, che quelle zone le percorre in lungo e in largo da più di trent’anni e ci ha dedicato una serie di studi e guide escursionistiche (quella sulla vallata del Posina è alla terza edizione, mentre una nuova edizione del volume sulle contrade di Laghi è in preparazione).

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Produzione lenta, la rivincita degli operai-artigiani

Mercoledi 24 Giugno 2009 alle 10:16

In una fabbrica di Molvena si recuperano vecchi macchinari e si torna a produrre con i ritmi degli anni sessanta. L’imprenditore-filosofo Bonotto: "Vogliamo riscoprire i prodotti a regola d’arte. Sono gli unici che sopravviveranno alla crisi"

 

Una fabbrica lenta, nell'epoca della produzione «just in time», della delocalizzazione e dei flussi infiniti di merci nelle reti fisiche e immateriali globali, può sembrare un ossimoro, una contraddizione in termini. E certamente lo è. Ma, per chi abbia voglia di sfruttare la crisi economica più grave del dopoguerra per porsi qualche domanda, può essere una provocazione utile. A lanciarla è un imprenditore vicentino molto atipico, Giovanni Bonotto, direttore creativo della ditta di famiglia.

«Quando una fabbrica chiude andiamo a vedere che tecnologia aveva dentro, e la recuperiamo. Molte macchine che usiamo le abbiamo comprate in Giappone, da fabbriche che stavano chiudendo. Il nostro obiettivo è mantenere la memoria, le emozioni che gli standard industriali hanno ucciso» racconta.

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Sette anni di rifugiati

Martedi 23 Giugno 2009 alle 19:00

A Santa Bertilla un appartamento gestito dai gesuiti accoglie migranti che chiedono asilo per motivi politici o umanitari. Le storie di chi ci ha vissuto

 

A Vicenza da sette anni esiste un progetto di accoglienza di rifugiati promosso e finanziato dai padri gesuiti del Centro Astalli di Roma. In questo arco di tempo sono stati una ventina i rifugiati che hanno trovato ospitalità per alcuni mesi in un piccolo appartamento a Santa Bertilla, e da qui hanno potuto perfezionare la lingua italiana, iniziare un lavoro, trovare una sistemazione abitativa stabile. Abbiamo fatto una "chiacchierata" con i responsabili del progetto, per capire chi sono le persone che cercano asilo, e da cosa fuggono. E per sentire l'opinione dei "tecnici" del settore, coloro che danno asilo, sulle ultime decisioni in tema di immigrazione prese dall'Italia. 

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Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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