Opinioni

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Questa città è come un rock. Anzi no

Domenica 29 Novembre 2009 alle 11:42

Articolo pubblicato sul numero 171 di VicenzaPiù, in edicola da ieri e da oggi in distribuzione gratuita in diversi punti della città indicati nel box a destra oltre che scaricabile sempre dal box a destra.

 

Vicenza, foto dal webAssodato che Berlusconi è una rockstar ma non un rocker perché di ribellione, libertà e musica viscerale lui non ha niente e non sa niente, c'è venuto il dubbio su cosa sia rock e cosa non lo sia nella Vicenza eternamente Dc (l'attuale sindaco è un figlioccio di Mariano Rumor, uno che era un po' la Democrazia Cristiana fatta persona, e quello che lo ha preceduto, Hullweck, benché con un passato missino, aveva doti naturali di curialità e ipocrisia politica che ce lo hanno sempre fatto ritenere "democristiano dentro"). E dunque, via col gioco.
E' rock Palladio. O meglio, lo era. Per il suo tempo era un visionario, e difatti ha fatto scuola, è diventato un "classico". Non è rock la celebrazione perenne di Palladio: dopo cinque secoli sarebbe ora di rinnovare l'immaginario e i simboli della città. Proposta: sostituiamo l'icona palladiana con quella, più tangibile e attuale, dell'Oro. Poi però facciamo un bel falò di schei (falsi, mica siamo scemi) in Piazza dei Signori.
Perché è rock usare i soldi per godersi la vita più che si può. Non è rock fare degli schei la prima preoccupazione, come purtroppo succede a tanti vicentini.

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Le Strade d'Europa non sono infinite. E piegano a destra

Sabato 28 Novembre 2009 alle 10:56

Articolo pubblicato sul numero 173 di VicenzaPiù, da oggi in edicola a 1 euro.


La copertina del cd finanziato dalla RegioneSono finiti per una settimana su tutti i giornali per essere gli autori del libretto sulla caduta del Muro di Berlino accusato di "copia e incolla" e diffuso nelle scuole a spese della Regione Veneto. Andrea Guglielmi, l'autore del volumetto, fa parte insieme a Michele Bonanno (che ne è presidente) dell'associazione "Strade d'Europa". Un nome stampato su tutte le diecimila copie di «Europa: unita, libera, forte. 1989/2009. 20 anni dalla caduta del muro di Berlino». Un'associazione che, hanno ripetuto in più occasioni, vuole essere assolutamente apolitica. «Sono un militante del Pdl, e orgoglioso di esserlo, e anche il presidente Michele Bonanno lo è - dice Andrea Guglielmi, ventidue anni, studente di Scienze politiche -. Ma la politica è una cosa, l'associazione un'altra. La politica rimane fuori dalle iniziative dell'associazione, che sono di carattere culturale. E rispecchiano diversi punti di vista politici, tanto che uno dei nostri iscritti vota addirittura il Pd» assicura Guglielmi.

Origini ed idee

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Torre Girardi, le domande senza risposta

Venerdi 27 Novembre 2009 alle 18:19

Domani, sabato, esce VicenzaPiù n. 173, in edicola a 1 euro.

 

Dopo aver pubblicato, unici fra tutti, sul n. 168 di VicenzaPiù a pag. 7 (scaricabile dall'archivio a destra) la versione della Girardi, riceviamo e doverosamente pubblichiamo l'intervento di Fulvio Rebesani sulla complessa vicenda, pure più volte commentata sul settimanale e su questo sito.

 

Fulvio RebesaniNel 2003 l'industria Stimamiglio e la Girardi SpA ottengono il permeso di un palazzo di 7 piani e 16000 mc di volume annesso alla suddetta azienda ove collocare, stando alle dichiarazioni, gli uffici commerciali, direzionali e di progettazione. Neanche fosse la Fiat!
Un enorme immobile a destinazione direzionale nel bel mezzo della zona industriale appare una stranezza, oltreché una illegittimità evidente. Però questa "stranezza" può fruttare all'interessata ditta Girardi (Stimamiglio ha lasciato) qualche milione di euro.
Ma la gente non si accontenta mai e così nel 2004 la Girardi SpA chiede una variante con aumento di due piani (da 7 a 9), destinazione unicamente direzionale (uffici, studi professionali, tecnici, ecc.) , che rende assai di più di quella produttiva, perché la Girardi non é una ditta industriale.

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Il tabù degli oneri

Giovedi 26 Novembre 2009 alle 18:41

Foto dal webLa giunta municipale di Vicenza annuncia che stanno per aumentare gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria. Ovvero quel quantum che il privato deve al comune quando un lotto diventa edificabile. Quantum che poi serve finanziare viabilità, infrastrutture, scuole, servizi alla persona e altro. Da un quarto di secolo le tabelle regionali (ma predisposte dai comuni) che li fissano non erano state aggiornate secondo il crescere dell'inflazione. Una pratica ben diffusa in tutta Italia. Una pratica che aveva costituito di fatto un incentivo perenne a costruttori ed immobiliaristi. Un incentivo che ha significato per anni lauti profitti per le imprese scaricati sulla collettività; la quale di contro non ha mai beneficiato di case a buon mercato, visto che le plusvalenze sono puntualmente finite nelle tasche degli impresari. Tant'è che il ritocco degli oneri è stato per anni un vero e proprio tabù. Un santuario che non doveva essere profanato dalla politica.

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Voto agli stranieri, patacca o buon senso?

Mercoledi 25 Novembre 2009 alle 15:34

Riceviamo da Alex Cioni e pubblichiamo


Immigrati alle urneCiclicamente torna di attualità nell'agenda politica italiana la discussione sulla concessione del voto ai cittadini stranieri. Da qualche giorno è stata depositata alla Camera dei deputati una proposta di legge, sottoscritta anche da alcuni esponenti del Pdl (una minoranza per fortuna), con la quale si vorrebbe concedere il diritto di voto per le elezioni amministrative ai cittadini extracomunitari regolarmente residenti in Italia da almeno cinque anni.
Una proposta che può sembrare di buon senso e pure giusta ma che in realtà è figlia di una cultura politica che non ha mai abbandonato il desiderio di realizzare un disegno multiculturale - inteso come la perdita delle identità e specificità nazionali - per certi versi già consegnato alla storia perché stride con la realtà che ci circonda e la stessa storia del genere umano. Di tanto in tanto non guasterebbe guardare a cosa accade in giro per l'Europa per accorgersi del fallimento del melting pot e di come questo filone di pensiero non sia la soluzione ma l'origine di altri problemi.

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Dalla Pozza e Corò: mettetevi d'accordo

Martedi 24 Novembre 2009 alle 13:08

Si mettano d'accordo: o si è a favore della liberalizzazione del servizio idrico secondo il decreto Ronchi (centrosinistra, do you remember?) convertito in legge la settimana scorsa dal governo Berlusconi, o si è contro. Invece qui a Vicenza da una parte c'è una giunta targata Pd che giovedì 19 novembre ha detto senza mezzi termini di non volerne sapere di soci privati nella comunale Acque Vicentine, e dall'altra questa stessa società che è di avviso opposto. E che non manca di farlo sapere sulla prima pagina del maggior quotidiano locale appena tre giorni dopo.
Basta mettere a confronto le rispettive prese di posizione, per rendersi conto di come l'indirizzo politico dell'esecutivo Variati sia platealmente smentito dal presidente di Acque Vicentine, l'economista Giancarlo Corò, che è stato messo lì proprio da Variati.

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Troppe foreste, montagne a rischio

Domenica 22 Novembre 2009 alle 08:25

Articolo pubblicato sul n. 172 di VicenzaPiù, da ieri in edicola e da oggi in distribuzione in diversi punti della città elencati nel box  a destra, da cui è pure scaricabile la versione in pdf.

 

Boschi e terrazzamenti in ValBrentaGeografi, antropologi. montanari e guardie forestali ne discutono da anni. Tutti gli altri, cioè chi in montagna ci va solo per un weekend all'aria aperta o per qualche settimana di vacanza, probabilmente non se n'è nemmeno accorto. Ma nelle nostre montagne, dal Pasubio al Grappa (come del resto sta avvenendo in tutto l'arco alpino), è in corso una trasformazione epocale, che potrebbe compromettere un patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico antico di secoli. E per una volta non stiamo parlando dell'avanzata del cemento o del proliferare di seconde case. In questo caso, infatti, l'insidia viene dall'avanzare del bosco. Anzi, della foresta, che si sta velocemente riprendendo spazi e territori. Bene, verrebbe da dire, ma la questione è ben più complessa. Perché l'esplosione delle foreste è la diretta conseguenza dell'abbandono. E il risultato non è semplicemente una natura incontaminata, ma il più delle volte una "boscaglia impraticabile", come si legge sul sito di Geograficamente, associazione nata al  dipartimento di Geografia dell'università di Padova e che segue con un'attenzione particolare le tematiche relative all'ambiente e al territorio. 

 

Le cifre

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Nuovo stadio, a noi non Menti

Sabato 21 Novembre 2009 alle 08:00

Vi 'regaliamo' in anteprima l'articolo sul Nuovo Menti che trovate sul n. 172 di VicenzaPiù da oggi in edicola a 1 euro.

 

Il vecchio Romeo Menti andrà in pensione nel 2020?E' il grande affare della nuova Vicenza disegnata dal Pat del centrosinistra. Lo stadio a est della città che sostituirà il vecchio Romeo Menti è stato presentato come il fiore all'occhiello fra gli accordi preliminari stretti dall'amministrazione Variati con alcuni privati del settore immobiliare e commerciale. Immaginato come un polo d'attrazione non solo sportivo ma anche ricreativo e musicale ("arena degli eventi"), l'impianto di cui si parla da dieci anni pare finalmente approdare al progetto definitivo. Si sfregano le mani gli imprenditori presenti nell'azionariato del consorzio Vicenza Futura Spa, fra i quali figurano come soci di primo piano il colosso delle costruzioni Maltauro, la più piccola Bilding del geometra Giandomenico Marchetti (ex presidente della società), il gigante commerciale Unicomm di Mario Cestaro e la Caoduro (impianti d'aerazione) di Paolo Caoduro, a capo della cordata e notoriamente vicino all'attuale sindaco.

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Wikipedia, il Muro e l'arte del copia e incolla

Venerdi 20 Novembre 2009 alle 17:53

La presentazione del libro commemorativo sulla caduta del MuroÈ decisamente il caso politico del momento. L'Ipab e il crac Ristocenter? La privatizzazione dell'acqua? La delibera sul Pat da ritoccare? Macché. Parliamo ovviamente del libro commemorativo sulla caduta del Muro di Berlino "Europa: unita, libera, forte", scritto da un giovane vicentino (Andrea Guglielmi, dell'Associazione Strade d'Europa), sponsorizzato dall'assessorato regionale alla formazione guidato da Elena Donazzan, e distribuito in tutte le scuole superiori del territorio sotto la regia dell'assessorato provinciale alle politiche giovanili di Andrea Pellizzari. Neanche il tempo di arrivare sui banchi degli alunni che i professori del Rossi hanno preso carta e penna per inviare alla Donazzan una lettera aperta con precise critiche nei confronti di un'operazione che, a loro dire, mostrava evidenti lacune di metodo (la scelta di affidarsi ad un'associazione politicamente connotata), di valenza didattica (un autore non ancora laureato) e di merito (varie affermazioni marcatamente ideologiche). Il giorno dopo, altrettanto pronta, la replica dell'assessore Donazzan: "Il livore ideologico di certi docenti è la morte dell'insegnamento libero, perciò alla lettera rispondo: chi se ne frega" (Corriere del Veneto di giovedì 19 novembre).

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L'acqua è un bene comune

Giovedi 19 Novembre 2009 alle 18:41

Riceviamo da Legambiente Vicenza e pubblichiamo

Sono molti i gruppi contro la privatizzazione dell'acquaL'acqua è un bene comune e il suo utilizzo deve rispondere a criteri di utilità pubblica. Il governo oggi, con la privatizzazione del servizio idrico, ha intrapreso la strada sbagliata. In Italia, infatti, la maggior parte delle esperienze di privatizzazione non ha portato ad alcun vantaggio per i cittadini, non c'è stato miglioramento del servizio erogato e neppure diminuzione dei consumi e dei costi per i cittadini.

Per noi, dice Valentina Dovigo del circolo Legambiente di Vicenza, questa legge rappresenta un attacco agli enti locali, Regioni e Comuni, perchè saranno privati della possibilità di amministrare il proprio territorio, anche nella gestione di un bene primario come l'acqua, ed aprirà la strada alla speculazione. Non si tiene assolutamente conto delle buone esperienze, e non capiamo perché le aziende pubbliche che oggi garantiscono qualità del servizio e tariffe contenute debbano essere obbligate a trasferire quote importanti dell'azienda a privati o addirittura riaffidare la gestione o parte della gestione ad altri.

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Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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