Rifondazione: "Più diritti per rom e sinti" . Ma l'integrazione non si fa coi campi-ghetto
Mercoledi 18 Novembre 2009 alle 18:20Riceviamo e pubblichiamoÂ
Gentilissimo Mannino,
Leggo sul settimanale Vicenzapiù n.171 a p. 10 un suo articolo "Campi nomadi? Ecco perché no". Non comprendo perché tanta ostinazione contro questi cittadini che non sono nomadi o zingari, ma sinti e rom, al fatto che possono vivere tranquillamente ed educare i propri figli in un ambiente sereno e igienicamente adatto ad ogni essere umano. Non capisco perché invece di racchiuderli in "campi di concentramento", non possiamo seguire le linee civili designate in Europa e in altre città italiane, dando loro la possibilità di avere delle aree dove risiedere unicamente con la loro famiglia. Una famiglia che seguendo la loro tradizione che fino a qualche tempo fa era anche la nostra, è allargata. Ha ragione a dire che dei cittadini non possono usufruire solamente dei diritti, ma hanno anche dei doveri e mi sembra che anche questi cittadini ne siano a conoscenza, tanto che fino ad ora a loro è stato solo chiesto, ma le amministrazioni comunali, non hanno mai fatto nulla per loro. Anzi da anni cercano di avere colloqui con gli amministratori per rivendicare che il campo dove li hanno insediati non è a norma igienico sanitaria, che hanno gli estintori fuori uso, che esistono due bagni per 90 persone, ma tutti sono sempre stati sordi. Quando finalmente è sembrata arrivare una soluzione ai loro problemi ecco che i soliti cittadini maggioritari impauriti dagli stereotipi mediatici, bloccano tutto. Dove sono quindi i loro diritti di cittadini?
Trasgressioni su due ruote
Martedi 17 Novembre 2009 alle 17:08Non so se qualcuno ha mai sentito la storia di Guido Trenti, ciclista professionista che qualche tempo fa, durante un allenamento, si schiantò contro un'auto sbucata da una strada laterale senza dare la precedenza, uscendone letteralmente con le ossa rotte. Qualche settimana di convalescenza e poi, quando ancora era costretto a nutrirsi con una cannuccia per le conseguenze dell'incidente, la beffa: a casa gli fu infatti recapitata una contravvenzione perché la sua bici, al momento dell'incidente, era sprovvista del campanello che secondo il codice della strada è invece obbligatorio per tutti i velocipedi.
Le multe
L'episodio mi è tornato in mente perché anche a Vicenza, la notizia è di ieri, la polizia municipale ha iniziato a tener sotto osservazione e a sanzionare i ciclisti: dieci i multati nella sola giornata di sabato, in parte perché viaggiavano contromano in corso San Felice, in parte perché avevano svoltato a sinistra in fondo a corso Palladio, all'uscita di piazza Matteotti, e in parte perché circolavano senza fanale.
Continua a leggereUn Ghedini al GdV
Lunedi 16 Novembre 2009 alle 15:20
Meglio Tolettini di Ghedini. Meglio un avvocato che spiattella la squallida verità che un avvocato che la nega sistematicamente, gabellando le porcate per salvare il padrone come leggi utili a tutti gl'italiani. Ivano Tolettini, cronista giudiziario di punta del Giornale di Vicenza, nel suo editoriale di domenica 15 novembre ("Uno scontro inevitabile") ha avuto non si sa se coraggio, impudenza o incoscienza e ha messo nero su bianco ciò che pensa la pancia del paese che ancora crede allo spergiuro e corruttore Berlusconi. Sintetizzandola, la tesi di Tolettini è questa: il premier gode del favore della maggioranza dei consensi popolari, in democrazia la maggioranza detta legge, e chi la ottiene deve governare senza farsi intralciare da un tribunale «che avverte come nemico», perciò il lodo Ghedini sulla prescrizione breve va applaudito nel nome della pace repubblicana. Ora, mettiamo pure da parte come sia tutto da dimostrare che "la maggioranza" sia effettivamente per Berlusconi (l'alleanza Pdl-Lega-MpA ha ottenuto il 46-47% fra Camera e Senato, e sopravanza l'opposizione in aula solo grazie al premio detto appunto di maggioranza sì, ma relativa), il candore di Tolettini è tale che arriva a sostenere, come se fosse la cosa più naturale del mondo, che il nano di Arcore «sta esercitando una sorta di "dittatura della maggioranza"». Ma questo non significa democrazia, altrimenti con la stessa sicumera una sedicente maggioranza potrebbe decidere, per fare un esempio a caso, che chi è calvo col riporto va messo in galera.
Così lontana, così vicina
Sabato 14 Novembre 2009 alle 08:00Vi regaliamo in anteprima le "ciacole" che trovate sul numero 171 di VicenzaPiù, da oggi in edicola a 1 euro.
Quando sono bravi, gli scrittori hanno la capacità di fotografare la realtà con più profondità di giornalisti, sociologi ed altri osservatori. Massimo Carlotto, sulla cui bravura c'è poco da aggiungere, da almeno una decina d'anni racconta il retrobottega meno piacevole del luccicante Nordest. Un retroscena fatto di affari ai confini del lecito (e spesso ben oltre quel confine), di contatti sistematici con la criminalità organizzata, di affari rispettabili finanziati con fiumi di denaro dalla provenienza quantomeno dubbia.
Per chi segue con un po' di attenzione le cronache giudiziarie, non è una novità che anche il territorio del Veneto sia diventato terreno d'azione per le varie mafie, e non solo per quello che riguarda la gestione dello spaccio, della prostituzione o dell'usura. Diverse inchieste hanno portato allo scoperto zone d'ombra anche nella gestione di alcuni appalti o nello smaltimento dei rifiuti. Del resto la logica non fa una piega: se qualcuno ha soldi da investire, lo fa dove l'economia gira. La criminalità organizzata ha denari in abbondanza, e il Veneto era, ed in parte ancora è, uno dei motori della crescita italiana. Ora, complice lo scudo fiscale, da più parti si vocifera di capitali in rientro alla ricerca di sbocchi in cui essere investiti. Prima scelta, l'immarcescibile mattone. Per cui ci sarebbe all'orizzonte l'ennesimo assedio ai piani urbanistici dei comuni. Ci piacerebbe che fossero le solite leggende metropolitane. Temiamo, invece, che dietro le cià cole ci sia il classico fondo di verità . E forse anche qualcosa di più.
Rebesani: "Sul Dal Molin si sta tirando troppo la corda..."
Venerdi 13 Novembre 2009 alle 17:48Riceviamo da Fulvio Rebesani e pubblichiamo.
Sulla questione Dal Molin gli uomini delle istituzioni nazionali, regionali, comunali hanno dato ai vicentini solo risposte evasive o negative e repressione. Solo l'indole bonacciona, moderatista
ed incassatrice della gente berica ha impedito che il coperchio della pentola saltasse. Se fossimo stati in Valsusa ciò sarebbe probabilmente già successo. Comunque la pentola continua a bollire e fumare.
Il sindaco Hullweck ed i suoi accoliti hanno taciuto per tre anni sulle trattative, anch'essi parte, per la costruzione della base, i Governi Berlusconi-Prodi-Berlusconi hanno rifiutato ogni dialogo che non fosse finalizzato alla accettazione della base, solo in seguito a due decisioni giudiziarie hanno consegnato i documenti che ci spettava avere fin dall'inizio (diritto di accesso), il Consiglio di Stato in ossequio ai desideri degli uomini del Governo ha negato con motivazioni inconsistenti il referendum consultivo nel settembre 2008. La magistratura amministrativa -violando la tripartizione dei poteri stabilita dalla Costituzione- ha esercitato le prerogative del Governo dichiarando che la base è opera di difesa nazionale. Per non andar oltre nel lungo elenco delle illegalità commesse dagli uomini delle istituzioni come si ricava dalla sentenza del TAR 8/X/2008 n° 3619.
Equizi contro la Bottene: "Non ho usato il Presidio"
Giovedi 12 Novembre 2009 alle 18:41Riceviamo e pubblichiamo la replica di Franca Equizi all'intervista
rilasciata al nostro settimanale dalla consigliere comunale di Vicenza
Libera Cinzia Bottene.
Penso di aver ampiamente dimostrato, in questi venti anni d'attività politica, la mia onestà morale e intellettuale. Ho rifiutato assessorati, incarichi, imposizioni di partito e compromessi. Il mio motto è non usare per non essere usato. Ho frequentato il presidio fin dalla nascita, turandomi il naso vista la presenza dei centri sociali (la chiusura della sede abusiva dello Ya Basta fu anche merito mio) e pregiudicati per reati di terrorismo. La mia convinzione era ed è che, al di la della fede politica, solo l'unità dei contrari può impedire lo scempio al Dal Molin. Frequentai il presidio fino al 29/05/2008, quando fui minacciata da due esponenti del centro sociale: "Se vieni ancora al presidio ti spezziamo le gambe", ci sono testimoni. Altri subirono nel tempo trattamenti simili, forse Bottene & c. temevano di perdere la leadership. La Ederle 2 si può impedire solo con mezzi legali (esposti, denuncie, no infrastrutture), ma evidentemente la Bottene riconosce come fatti solo i metodi dei centri sociali, scontri con la polizia e occupazioni farsa, finalizzati solo ad ottenere visibilità mediatica. Per il centro sociale (reale gestore del presidio) la contrarietà alla base non è il fine ma il mezzo per ottenere, sfruttando la buona fede della gente, la tanta agognata sede a spese dei contribuenti mentre la casalinga insoddisfatta spera, con l'aiuto di Variati e soci, di agguantare una carega. Bottene e soci sono solo accecati dal rancore nei miei confronti per essere stati scoperti con il dito nella marmellata.
Franca Equizi
Comitato Salviamo l'Aeroporto
Campi nomadi? Ecco perché no
Mercoledi 11 Novembre 2009 alle 17:46
Per fortuna che nel Pd vicentino c'è qualcuno che ragiona e che si è messo di traverso all'idea dell'assessore John Giuliari (Vicenza Capoluogo) dei cinque mini-campi nomadi inseriti nel Pat (il nuovo piano regolatore). Dopo i fulmini del cane sciolto Luca Balzi, l'altolà dell'indomito Sandro Guaiti e lo stop del capogruppo in consiglio Federico Formisano (che assicura: «la questione verrà stralciata dal piano»), una netta opposizione è arrivata dal consigliere Eugenio Capitanio, che però ha ecceduto nel voler rassicurare i comitati contrari sorti come funghi sostenendo che «il Pat non prevede nessuna area da destinare a campi nomadi». Nei quartieri interessati (strada Pelosa, Vicenza Est, via Aldo Moro dietro il carcere, via Carpaneda e Ospedaletto) serpeggia la rivolta, sfociata già in raccolte firme un po' ovunque. Ci ha pensato la rappresentante degli insorti di San Pio X, Maria Concetta Ronchetti, a smentire carte alla mano l'improvvido Capitanio: «Basta aprire l'allegato al Pat denominato Norme Tecniche di Attuazione ed andare a pagina 57, laddove si parla di edilizia residenziale sociale (social housing). Per quanto riguarda la pianta, si apra il pdf Elaborato 4 light, si cerchi nella legenda il simbolo delle strutture abitative speciali e vedrete che si colloca nei luoghi che abbiamo individuato» (Giornale di Vicenza, 11 novembre 2009).
Ultimo venne l'ambiente
Martedi 10 Novembre 2009 alle 18:23
Complimenti. La settimana scorsa l'europarlamentare del Pdl Lia Sartori ha ricevuto il premio come miglior eurodeputato europeo per quanto riguarda la categoria "ambiente". Le motivazioni fanno riferimento al suo impegno, nel corso della passata legislatura, su temi come i rischi legati all'utilizzo di prodotti chimici, la prevenzione delle infezioni ospedaliere, l'etichettatura e l'imballaggio di sostanze e miscele. Da quando è stata rieletta, questa primavera, la Sartori ha lasciato la commissione ambiente e sanità ed è passata a quella che si occupa di industria, ricerca ed energia. Non dovrebbe, quindi, essere intervenuta in prima persona in una decisione presa proprio dalla commissione ambiente a fine ottobre: oggetto, la riduzione delle emissioni di gas serra previste dal protocollo di Kyoto. In pratica, la commissione parlamentare ha approvato una proposta che prevede deroghe all'obbligo di pagare per le emissioni inquinanti per 164 settori industriali, quelli considerati più a rischio delocalizzazione. Il meccanismo è complesso ma, semplificando molto, funziona così: per rispettare la riduzione di gas inquinanti prevista dal protocollo, dal 2013 le industrie dovrebbero iniziare a pagare in base alle loro emissioni: ogni tonnellata di Co2, 30 euro.
I Serenissimi e l'eversione che non c'è
Lunedi 9 Novembre 2009 alle 17:59Comunicato del Partito Nasional Veneto con commento di Alessio Mannino
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Leggiamo che oggi le autorità italiane hanno arrestato un gruppo di sedicenti secessionisti armati. Un gruppo onirici sbandati mitomani militaristi esaltati falliti idealisti nostalgici.
Eppure questa volta c'è qualcosa di diverso nell'atteggiamento dei veneti verso questa vicenda. C'è la netta sensazione che parte della vicenda sia stata costruita, che si siano infiltrati dei provocatori dall'esterno per neutralizzare un movimento, che qualcun altro alla fine, ben informato abbia anche trovato l'occasione per farsi pubblicità , per lucrarci sopra, per strumentalizzare. Che pena farsi belli sopra le disgrazie altrui. Questa volta sembra proprio che qualcuno che non centra niente sia stato coinvolto suo malgrado, magari sarà stato imprudente , magari sarà stato ingenuo. Questa volta i giornali hanno fatto la solita tiritera, ma non sono stati così convincenti come altre volte. Troppo facile dargli al veneto, inbriagon e razzista, non attacca più. Tredici Vigili urbani con tredici pistole. Per forza! Se hanno il porto d'armi per servizio...
Crisi verso la fine. I Trucchi e i ritardi
Sabato 7 Novembre 2009 alle 10:30Il dr. Giancarlo Marcotti* cura la rubrica ViPiù Economia&Mercati sul nostro settimanale
Ecco il suo intervento sul n. 170 di VicenzaPiù da oggi in edicola a 1 euro
Nel terzo trimestre il Pil statunitense è cresciuto del 3,5 per cento: un dato da paese emergente che ha scatenato un'ondata di entusiasmo.
E' presto per festeggiare, visto che la ripresa è alimentata da fondi statali.
Ma si va verso un ritorno alla normalità . Qualche consiglio per la ritardataria Italia.
New York: giovedì 29 ottobre ore 8 e 30 (le 13:30 in Italia) tutto il mondo sta attendendo un numero, gli Stati Uniti comunicano il dato preliminare del GDP (Gross Domestic Product) il Prodotto Interno Lordo, del terzo trimestre.
Tutti i traders del mondo accarezzano nervosamente il loro mouse come fosse il grilletto di una pistola, pronti a cliccare su "Buy" se il dato risulterà soddisfacente oppure "Sell" se deludente.
Esce il dato: +3,5% ... le Borse festeggiano. La recessione è finita, almeno negli Stati Uniti.Il dato è davvero incoraggiante, una crescita quasi da paese emergente. Il Presidente Obama si mostra particolarmente euforico, anche se il ruolo gli impone di ricordare che "c'è ancora una lunga strada da percorrere" poi, però, aggiunge con una punta di orgoglio "è certamente un segno che ci stiamo muovendo nella giusta direzione".

