Balzi, Sgreva e quegli "amici" nel Pat
Martedi 8 Dicembre 2009 alle 18:51Riceviamo da Luca BalziÂ
Sono convinto che non avremo, nel corso del nostro mandato, un'occasione più solenne e impegnata di questa per dar conto ai nostri elettori delle nostre intenzioni a riguardo dello sviluppo della Città .
Preparare e approvare il P.A.T., infatti, significa identificare, in linea di massima, le direttrici lungo le quali i cittadini, le forze sociali ed economiche, le Istituzioni che a vario livello li rappresentano dovranno incamminarsi per fare in modo che il territorio e il suo rispettoso utilizzo siano funzionali a una qualità della vita sempre più alta. Nel rispetto degli interessi, ma senza che gli interessi mettano in secondo piano il bene comune.
Va dato atto alla Giunta di aver fatto fino in fondo il proprio dovere. Il lavoro che ci presenta è complesso e ricco. Estremamente ricco.
Nomina sunt consequentia rerum
Lunedi 7 Dicembre 2009 alle 18:06
Da sempre, uno degli espedienti utilizzati dal Potere per accreditarsi e con-vincere è quel particolare tipo di menzogna che consiste nel distorcere il significato intimo delle parole, sovvertendole e facendo loro assumere - apparentemente, s'intende - un nuovo significato, lontanissimo da quello originale: un raffinato esercizio di disambiguazione alla rovescia. Così, per esempio, Adolf Hitler chiamò nazionalsocialismo il suo movimento, creando così una ‘confusione' semantica tra il nome di una corrente di pensiero che, almeno a parole, aveva promesso all'Umanità pace e giustizia e un partito che, invece, precipitò il mondo nella barbarie. E "Il lavoro rende liberi" stava scritto sul cancello di Auschwitz, non certo campo di lavoro ma bocca dell'Inferno. Così, più ‘modestamente' ma sempre in questa linea, Silvio Berlusconi ha chiamato Popolo delle Libertà il suo partito. Di quali libertà si tratti lo vediamo ogni giorno nel nostro Paese, precipitato in una cupissima stagione, non di postfascismo, ma di Neofascismo. Di quali libertà si sia trattato per lui, questo lo vediamo da mesi sui giornali e sulle tv, anche in queste ultime ore.
Come cambia il clima di casa nostra
Domenica 6 Dicembre 2009 alle 08:10Articolo pubblicato sul numero 174 di VicenzaPiù, in edicola a 1 euro e da oggi ancora più facile da trovare, grazie alla tiratura aumentata, nei punti di distribuzione in città .
Per una parte di questi vedi box a destra da cui è scaricabile anche la versione pdf del settimanale.
La processionaria del pino è una farfalla pelosa lunga 3-4 centimetri, che si può vedere svolazzare tra gli alberi al crepuscolo e che è tristemente nota a chi si occupa di insetti e di foreste. Le sue larve, infatti, oltre ad essere pericolosamente urticanti, sono insaziabili divoratrici di aghi di pino. Non a caso la processionaria, insieme ad altri insetti come il bostrico tipografo (un coleottero), è considerata uno dei principali nemici dei boschi delle nostre montagne ed è tenuta costantemente sotto osservazione. Anche perché, negli ultimi anni, ha allargato sempre più il proprio habitat, conquistando spazi in cui prima non si era mai vista. I motivi sono tanti. C‘entra, ad esempio, la riduzione dei predatori naturali. Ma c'entrano anche le estati sempre più calde e sempre più secche, che indeboliscono gli alberi e al tempo stesso permettono alle farfalle di volare più a lungo, aumentando il loro raggio d'azione e facilitando il proliferare delle famigerate larve. "Le elevate temperature delle notti estive nell'estate del 2003, anche a quote elevate, hanno consentito una più sostenuta attività di volo e l'occupazione rapida di nuovi territori e piante ospiti, quale il pino mugo", si legge in una ricerca pubblicata da Veneto Agricoltura. Se farfalle e coleotteri si diffondono, condannando a morte pini e abeti, insomma, c'entra anche il cambiamento climatico.
Bizzotto smemorata
Sabato 5 Dicembre 2009 alle 08:45Vi offriamo in anteprima le "ciacole" che trovate in prima pagina del numero 174 di VicenzaPiù da oggi in edicola e da domani ancora più facile da trovare nei punti di distribuzione in città grazie alla tiratura aumentata.
«La lontananza dell’Europa dalle esigenze quotidiane dei privati cittadini, il deficit democratico delle istituzioni europee, l’incapacità dell’Unione di affrontare i nodi del nostro tempo… sono tutte questioni emblematicamente irrisolte e che continueranno ad essere ignorate nei 400 e più articoli dei Trattati Istitutivi dell’Unione dopo le modifiche apportate da Lisbona. (…) Anche con questo Trattato, dunque, l’Unione Europea continuerà ad essere quel pachiderma burocratico che tutti noi abbiamo imparato a conoscere, influenzato da potentati economici e lobby finanziarie e tecnocratiche che agiscono fuori e al di sopra della volontà popolare, e che rappresentano, in ultima analisi, i veri grandi nemici dell’idea di un’Europa dei Popoli. Con il Trattato di Lisbona, quindi, l’Europa vedrà aumentare la sua influenza, già considerevole, sulle nostre vite…». Queste parole dell’europarlamentare leghista Mara Bizzotto, contenute in un suo dispaccio del 30 novembre scorso, sono sottoscrivibili al 100%. Il richiamo contro le «oligarchie invisibili» che, grazie a questa nuova Costituzione, governeranno il continente sempre più al riparo dalle contestazioni dal basso e sopra la testa dei suoi ignari cittadini, è sacrosanto. Nell’agosto dell’anno scorso, quando il nostro parlamento ha approvato il testo che ci espropria di buona parte della sovranità nazionale, gli italiani erano al mare. Gli onorevoli leghisti, però, erano in aula. E il trattato-monstrum passò all’unanimità . Come la mettiamo, cara Bizzotto?
Amenduni e l'understatement
Venerdi 4 Dicembre 2009 alle 23:43Vi offriamo in anteprima il nostro commento sulle guerre annunciate da Michele Amenduni, estromesso dal Cda di Athesis, editrice de Il Giornale di Vicenza, da domani, sabato, assente dalle edicole per uno sciopero di 2 giorni (www.vicenzapiu.com/?a=comunicati&o=2069).
Il commento è a pag. 8 del numero 174 di VicenzaPiù da domani, sabato, in edicola e da domenica ancora più facile da trovare nei punti di distribuzione in città grazie alla tiratura aumentata di mille copie.
Amenduni e l'understatement
Leggiamo dal Corriere del Veneto di giovedì 3 dicembre (Corriere Veneto, "Athesis, nomina bis in cda. Ma scoppia guerra legale", 3 dicembre 2009) che "Michele Amenduni, ex vicepresidente degli industriali di Vicenza e proprietario insieme ai familiari delle Acciaierie Valbruna, annuncia causa perché «la mia carica (quella nel cda di Athesis, editrice anche de Il Giornale di Vicenza oltre che de L'Arena di Verona e altri media, e controllata dalle Associazioni industriali di Vicenza e Verona, n.d.r.) scadeva con l'approvazione del bilancio 2009, quindi nella primavera prossima, e non c'era alcun motivo per procedere alla revoca».
Così è partito il mandato all'avvocato Lamberto Lambertini, che spiega: «Secondo noi anche la delibera di ieri ha profili di nullità ; se invece dovesse essere confermata, partirà senz'altro azio-ne giudiziale con richiesta di risarcimento per danno d'immagine che, vista la posizione di Michele Amenduni come consigliere di amministrazione di svariate società che hanno rilevanza anche nazionale, temo sia assai ingente»".
Ci permettiamo una sommessa osservazione. Non s'era mai visto, per lo meno non da queste parti, che un grande industriale, con interessi e ramificazioni in svariati settori dell'economia e della finanza, un gigante di livello nazionale se non internazionale, si lasciasse andare ad un tale risentimento per aver perso una delle sue innumerevoli poltrone fino al punto di intentare una causa milionaria contro la propria associazione di categoria. I capitalisti italiani guardano sempre ammirati il modello dei loro pari anglosassoni. Ecco: imparino anche l'understatement. Quando si è sconfitti non si strepita annunciando sfracelli: si incassa e si guarda oltre. Con signorilità .
Continua a leggereDubai World: tutto chiaro!
Venerdi 4 Dicembre 2009 alle 13:00
Il Governo di Dubai, per voce del Direttore Generale del Ministero delle Finanze Abdulrahman al-Saleh, ha annunciato che non garantirà i debiti di Dubai World, in particolare, ha tenuto a sottolineare, che "i creditori dovranno assumersi la loro parte di responsabilità per la loro decisione di prestare soldi alle compagnie. Essi pensano che Dubai World faccia parte del governo, il che non è corretto. Il governo è il proprietario della compagnia, ma fin dalla sua fondazione è stato stabilito che la compagnia non è garantita dal governo".
E ALLORA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Che significa dire che "la Compagnia NON è garantita dal Governo" se nella stessa frase si precisa che "il Governo è il proprietario della Compagnia"?
Lasceranno fallire Dubai World?????????????
Tutti i media finanziari più autorevoli hanno riportato queste affermazioni senza sottolinearne l'incongruenza, se non sostanziale perlomeno di fatto.
Che accade al Governo di Dubai se fallisce Dubai World?
Continua a leggereFantasmi a scuola
Giovedi 3 Dicembre 2009 alle 08:22
Fantasmi si aggirano per i sotterranei della Scuola Elementare "G. Zanella", le ombre dolenti e ingiustamente dimenticate di quanti, adulti ma anche bambini, vi si rifugiarono durante gli anni della guerra e le ore dei bombardamenti, ascoltando di fuori il fischio e il rombo delle bombe, chiedendosi se, quando fossero usciti, avrebbero ritrovato la loro casa, e magari anche i loro parenti, sperando comunque che una di quelle non colpisse mai proprio la scuola, per non dover verificare di persona se davvero quei cunicoli erano così resistenti come gli avevano detto. Ed anche nelle aule c'è una ‘presenza': quella di un vecchio - tanto vecchio - ex allievo, un signore mite, elegante e gentile, che a novantacinque anni, alcuni mesi fa - solo pochi giorni prima di morire - ha voluto rivedere i corridoi della sua infanzia e la vecchia casa, confinante con la scuola, in cui aveva abitato, per portar via con sé un ultimo ricordo, ma anche per lasciare qualcosa di sé e della sua lunga esistenza ai bambini ed alla scuola che l'aveva visto crescere.
Blocchi del traffico, ecco perchè non servono
Mercoledi 2 Dicembre 2009 alle 18:01
Non c'è molto da stupirsi. L'iniziativa, lodevole, con cui l'assessorato all'ambiente intendeva promuovere l'uso del mezzo pubblico per i possessori di vecchie auto non catalizzate - sconti su biglietti, carnet e abbonamenti per compensare i disagi causati dai blocchi del traffico antismog - non è partita con piede giusto. Stando a quanto riportato l'altra sera da Tva, infatti, nella prima settimana di promozione sono stati solo un paio i vicentini che si sono fatti avanti. Certo: una settimana è un periodo troppo breve per stilare bilanci o intonare de profundis, ma se il buon giorno si vede dal mattino, c'è poco da stare allegri. E non perché l'idea non fosse di quelle buone, anzi. Per una volta Vicenza, caso quasi unico in Italia, aveva affiancato ai consueti blocchi un'iniziativa promozionale, mettendoci risorse e anche la faccia, come recita lo slogan della campagna promozionale.Il problema, però. è che c'è poco da compensare quando i blocchi sono studiati apposta per creare meno disagi possibili. Non solo si fermano solo i mezzi più antiquati (si parla di circa tremila veicoli in città , probabilmente in buona parte seconde auto), ma si fissano anche delle fasce orarie estremamente elastiche, e quindi aggirabili. Con il blocco in vigore, come avviene quest'anno, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, non c'è nessun problema a svolgere tranquillamente tutte quelle faccende per cui di solito si sposta l'auto dal garage: accompagnare i figli a scuola, recarsi al lavoro, fare piccole commissioni. Alla fine, a restare bloccati, sono davvero i pochi che fanno un lavoro con orari imprevedibili (o con turni non canonici) e che hanno come unica auto familiare una vecchia Fiat anni '80. Continua a leggere
Festival islamico, solite calunnie
Martedi 1 Dicembre 2009 alle 17:48
Premessa per i duri di comprendonio: non siamo islamici, e neppure filo-islamici nel senso religioso del termine. Né abbiamo simpatia per i fanatici che fanno dell'Islam un'ideologia politica (islamismo). Però, siccome la presenza dei musulmani nel nostro paese come nel resto dell'Occidente è un fatto, coi fatti bisogna misurarsi per capire eventi come la manifestazione itinerante intitolata "Il lavoro umanitario: virtù e dovere", organizzata dalla Islamic Relief, che farà tappa nel centro culturale di via Vecchia Ferriera a Vicenza il 6 dicembre.
I fatti dicono che l'ente promotore, l'Islamic Relief, è una ong (organizzazione non governativa) che si occupa di cooperazione umanitaria internazionale, è membro consultivo del Consiglio Economico e Sociale dell'Onu ed è tra i firmatari del codice di condotta della Croce Rossa Internazionale e della sua omologa musulmana, la Mezzaluna Rossa. Fa parte inoltre della Makepovertyhistory, il più grande consorzio di ong umanitarie del mondo (dentro ci sono Unicef, Save the children, la cattolica Cafod, ecc). Tutte le informazioni si possono trovare cliccando su http://www.islamic-relief.it. Spiega il responsabile dell'associazione, Abdullah Paolo Gonzaga: «La novità di quest'anno rispetto agli incontri scorsi è che vogliamo occuparci anche di dialogo interreligioso. Per questo gli incontri saranno aperti anche ad esponenti del mondo cristiano. Abbiamo già avuto l'adesione di Giovanni Sarubbi, direttore della rivista on-line "Il Dialogo" che verrà direttamente da Avellino dove risiede per raccontare la sua storia di cattolico impegnato in prima fila nel dialogo con i musulmani.
La grande guerra sul fronte isontino
Lunedi 30 Novembre 2009 alle 23:18Recensione sul n. 173 di VicenzaPiù in distribuzione  Â
Mark Thompson è uno studioso che vive e lavora a Oxford. Era noto da noi finora per le sue traduzioni in inglese dell'opera dei triestini Umberto Saba e Claudio Magris e per le corrispondenze di guerra dal Kosovo, oltre che per la collaborazione con la missione ONU in quell'area. Conosce bene l'Italia nella sua storia e nel suo patrimonio culturale, con spiccata attenzione verso il Veneto orientale e le sue contiguità balcaniche.
Il suo volume storico "La guerra bianca. Vita e morte sul fronte italiano 1915-19" uscito in questi giorni per i tipi del Saggiatore, riflette stilisticamente questo profilo. L'attenzione è rivolta proporzionalmente più alla parte isontina del fronte della prima guerra mondiale, con le cosiddette undici "battaglie dell'Isonzo", che agli altri teatri di guerra certamente non meno cruenti, quali l'Altopiano di Asiago, il Pasubio, il Grappa, il Montello. Delle vicende descritte Thompson conosce però a menadito lo scenario ambientale, le caratteristiche fisiche, i profili orografici, le durezze calcaree, la realtà greve delle trincee, di cui riesce a comunicare talora, attraverso la scrittura, una percezione sensitiva.

