Archivio per tag: Regione Veneto

Categorie: Sanità

Regione per Centri per minori maltrattati

Giovedi 31 Dicembre 2009 alle 11:27
Regione Veneto   

 

Centri cura protezione minori abusati/maltrattati.

Assessore Valdegamberi: "1 milione 240 mila euro per continuazione attività nel 2010"

Per continuare l'attività dei cinque centri interprovinciali di cura e protezione dei bambini e dei ragazzi vittime di situazioni di maltrattamento, abuso e sfruttamento sessuale, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore alle politiche sociali Stefano Valdegamberi, ha deliberato un provvedimento di assegnazione, per il 2010, di 1.250.000 € di cui oltre 496 mila euro per le attività generali e di rete, e circa 744 mila euro per le attività di presa in carico individualizzata dei minori. Valdegamberi ricorda che i centri sono a Padova (I Girasoli, Azienda Ulss n.16) per le provincie di Padova e Rovigo, a Verona (Il Faro, Aziende Ullss 20, 21 e 22), per la provincia veronese, a Vicenza (L'Arca, Azienda Ulss n.6 e Ipab Proti Salvi) per il vicentino, a Venezia (Il Germoglio, Fondazione Santa Maria Mater Domini) per la provincia di Venezia, a Treviso (Tetto Azzurro, Associazione Telefono Azzurro) per le provincie di Treviso e Belluno. "Si tratta - sottolinea - di centri diurni con specialisti in psicologia/psichiatria, assistenti sociali, avvocati, pediatri, medici che promuovono un lavoro di rete tra servizi, istituzioni e attività specializzate. Purtroppo, queste situazioni sono in costante aumento e la presenza di tali centri sostiene l'emersione del fenomeno che è per molti versi ancora poco visibile e conosciuto". A partire dal 2005, le prestazioni erogate dai centri sono comprese nei livelli essenziali di assistenza e quindi considerate vere e proprie prestazioni del servizio sanitario regionale. Il provvedimento regionale fa riferimento alla legge 269/98, attuato da una specifica deliberazione regionale del dicembre 2002 che ha approvato il progetto pilota regionale di prevenzione, contrasto e presa in carico delle situazioni di maltrattamento, abuso e sfruttamento sessuale di minori tramite anche l'istituzione di centri terapeutici riabilitativi. La Banca Dati dei minori abusati e maltrattati, curata dall'Osservatorio Regionale Nuove Generazioni e famiglia, rileva come i centri siano ormai radicati nel panorama dei servizi socio-sanitari afferenti all'area materno-infantile e famiglia. I contributi assegnati sono i seguenti: per il centro I Girasoli, Azienda Ulss n.16 Padova (con riferimento ai territori provinciali di Padova e Rovigo), 274.348 euro; per il centro Il Faro, Aziende Ullss 20, 21 e 22 per la provincia veronese, 231 mila euro; per il centro L'Arca, Azienda Ulss n.6 e Ipab Proti Salvi per il vicentino, 252.530 euro; per il centro Il Germoglio, Fondazione Santa Maria Mater Domini, per la provincia di Venezia, 255.245 euro; per il centro Tetto Azzurro, Associazione Telefono Azzurro, per le provincie di Treviso e Belluno, 226.832 euro

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Categorie: Politica

475mila euro a protezione civile da Regione

Mercoledi 30 Dicembre 2009 alle 15:51
Regione Veneto   

 

Protezione civile: dalla Regione 475 mila di euro per mezzi e dotazioni al Vicentino

Elena Donazzan (foto dal suo sito web ufficiale)Due milioni e ottocentomila euro a favore di enti locali e di associazioni del volontariato per l'acquisto di mezzi e dotazioni necessarie per gli interventi di Protezione civile e per le sedi distrettuali per le attività di emergenza e di Protezione civile. E' l'ammontare dei contributi deliberati oggi dalla Giunta Regionale del Veneto, su proposta dell'assessore alla Protezione civile Elena Donazzan. Alla provincia di Vicenza andranno un totale di 475 mila euro.

I contributi saranno erogati a favore dei progetti che sono risultati in testa alle graduatorie previste dal bando regionale, formate tenendo conto sia delle risorse già presenti sul territorio regionale in termini di attrezzature, mezzi, sedi e magazzini dedicati alla protezione civile, sia al valore del progetto nell'ambito di ciascun distretto di protezione civile.

Per l'acquisto di attrezzatura andranno 100 mila euro alla Provincia di Vicenza, 100 mila euro al comune di Grumolo delle Abbadesse, 80 mila euro alla protezione civile Misquilese di Mussolente, 100 mila euro all'associazione volontari di protezione civile di Nove, 24 mila euro per il gruppo volontari di protezione civile di Cogollo del Cengio, 20 mila euro al comitato volontario di protezione civile di Montecchio Maggiore e 51 mila euro alla squadra antincendi boschivi di Valstagna.

"Il 2009 - spiega l'assessore Donazzan - è stato un anno impegnativo per la Protezione civile del Veneto che ha saputo distinguersi per capacità organizzativa, per formazione e per disponibilità in emergenze come l'Abruzzo e nelle attività quotidiane sul territorio nazionale. Lo strumento dei bandi, grande novità di programmazione introdotta dalla nostra Regione, permette di intervenire con equità e strategia per potenziare il sistema regionale di Protezione civile".

I contributi sono stati stanziati con risorse del bilancio 2009. La delibera approvata rimanda a successivi provvedimenti di Giunta lo scorrimento delle graduatorie dei progetti giudicati ammissibili, in relazione alle risorse disponibili.

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Categorie: Sindacati

Sussidi 2010 agli artigiani sospesi

Mercoledi 30 Dicembre 2009 alle 12:39
Confartigianato Vicenza      

 

Sussidi 2010 ai lavoratori sospesi in aziende artigiane: l'accordo regionale fissa le procedure

La ripresa della produzione nella piccola impresa è ancora timida e si preannuncia molto lenta l'uscita da una crisi che "morde" meno ma i cui effetti perdurano.
Intanto, con il 31 dicembre 2009 cessa per le aziende artigiane la possibilità di ricorrere allo strumento della "cassa integrazione in deroga" per far fronte ai periodi di poco lavoro. Gli attuali stanziamenti si limitano alla copertura dell'anno in corso e ci vorrà tempo per avere a disposizione eventuali fondi per il 2010.
Per consentire alle aziende artigiane di evitare riduzioni di personale nei primi mesi del 2010, le Organizzazioni Artigiane e Cgil, Cisl e Uil, con l'accordo regionale del 4 dicembre scorso, hanno riattivato lo strumento della sospensione, che consente l'intervento combinato dell'Inps e dell'Ente Bilaterale Artigianato Veneto (Ebav) con sussidi a favore dei lavoratori sospesi.
L'alto numero di aziende artigiane attualmente in cassa integrazione con scadenza a fine anno può tradursi in un conseguente alto numero di richieste di proroga degli interventi a gennaio. Per far fronte a tale emergenza, il nuovo accordo regionale ha previsto nuove procedure semplificate per attivare nel 2010 gli interventi di sospensione per mancanza di lavoro nelle aziende artigiane di tutti i settori, edilizia esclusa.
Per attivare tali procedure l'azienda, in regola con la contribuzione all'Ebav, deve comunicare alla propria Associazione artigiana provinciale, tramite apposito stampato (Mod. Sosp 2010), i periodi di mancanza di lavoro durante i quali intende sospendere i dipendenti. Il Modello Sosp 2010, il testo dell'accordo regionale e tutta la documentazione necessaria per attivare e completare la nuova procedura sono reperibili nel sito dell'Associazione Artigiani Confartigianato di Vicenza (www.artigiani.vi.it), nel riquadro posto sulla spalla sinistra in basso e titolato "mancanza di lavoro: sospensione - cigs in deroga".
Si ricorda che l'indennità dell'Inps spetta, ai lavoratori che ne hanno i requisiti, solo a condizione che vi sia la corrispondente erogazione del sussidio Ebav, la cui domanda va presentata esclusivamente presso gli sportelli Ebav di Cgil, Cisl o Uil.

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Regione finanzia progetti sociali

Mercoledi 30 Dicembre 2009 alle 12:01

Regione Veneto

Associazioni promozione sociale. Assessore Valdegamberi: "Riparto contributi di 403 mila euro 2009 a finanziamento 56 progetti su minori, disabili, anziani, pari opportunità". A Vicenza vanno 59.150 euro


Un contributo complessivo di 430 mila euro per il 2009 è stato deciso dalla Giunta veneta, su proposta dell'Assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi, con un provvedimento che li ha ripartiti tra 56 progetti di promozione sociale, curati e realizzati da altrettante Associazioni di Promozione Sociale iscritte al registro regionale specifico. "Disciplinate dalla legge regionale n.28 del 2002 che prevede interventi strutturali a favore del terzo settore, le APS - spiega Valdegamberi - sono sostenute dalla Regione che concede contributi a valorizzazione di questa importante forma di associazionismo liberamente costituito. Sono stati ammessi al contributo regionale i progetti già avviati nell'anno in corso o ancora da avviare realizzati con l'obiettivo di sviluppare la partecipazione sociale della persona nella comunità di appartenenza e riguardanti almeno una delle seguenti aree: tutela e promozione dei diritti dell'infanzia, dell'adolescenza e dei giovani; sostegno dell'inclusione sociale delle persone con disabilità; miglioramento della qualità della vita della persona anziana; iniziative in materia di pari opportunità e non discriminazione. Le associazioni di promozione sociale sono attualmente nel Veneto circa 900 - continua l'Assessore regionale - e costituiscono una parte importante del mondo e delle attività di volontariato e non profit che caratterizzano la cifra veneta della solidarietà e della partecipazione attiva e consapevole alla società. I criteri di ripartizione dei contributi puntano a rafforzare ulteriormente l'identità e l'incidenza di questo settore privilegiando come contenuti dei progetti anche l'innovatività sia per gli obiettivi che per i metodi, la complessità della rete attivata (con collaborazione precisa tra realtà pubbliche e private), qualità delle azioni messe in campo e capacità di cofinanziamento del progetto da parte delle associazioni di promozione sociale". La suddivisione dei contributi per provincia è, in sintesi, la seguente: a 3 enti della provincia di Belluno 23.786 euro; a 17 enti della provincia di Padova, 129.209 euro; a 2 enti della provincia di Rovigo, circa 10 mila euro; a 10 enti della provincia di Treviso 63.811 euro; a 7 enti della provincia di Venezia, 43.311 euro; a 9 enti della provincia di Vicenza, 59.150 euro; a 8 enti della provincia di Verona, 74.260 euro.

SEGUE RIPARTIZIONE PER PROVINCIA DI VICENZA:

Città ente nome progetto contributo
BASSANO DEL GRAPPA AMICI DEL BACCHIGLIONE E DEI FIUMI DEL VENETO ITINERARI MITTELEUROPEI 13.440,00
CREAZZO SPAZIO APERTO VACANZA INSIEME 2.450,00
NOVE NOVE TERRA DI CERAMICA - AMICI DEL MUSEO - CUCARI VENETI PORTONI APERTI 2009 2.660,00
ROSA' PRO LOCO ROSA' PER FAR CRESCERE UN BAMBINO C'E' BISOGNO DI UN INTERO VILLAGGIO 3.500,00
SCHIO A.N.I.E.P. REALIZZAZIONE DI UN CORSO DI FORMAZIONE SUI TEMI DEL DESIGN FOR ALL 9.800,00
VALDAGNO CULTURA E VITA LO SO FARE ANCHE IO 4.900,00
VICENZA CENTRO CAPTA ONLUS LA CASA DEL POSSIBILE: PROGETTO PSICO-EDUCATIVO DI SOSTEGNO A FAMIGLIE E MINORI IN CONDIZIONI DI DIFFICOLTA' SOCIO-ECONOMICA 10.500,00
VICENZA ASS. CUTLURALE PANTA RHEI RITROVARSI ... IN ORCHESTRA 11.410,00
VICENZA CENTRO INTERCULTURALE CERCHIAMOCI QUARTIERE VIVO 490,00
TOTALE 59.150,00

 

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Categorie: Politica

Il Pnv e la finta guerra fra alleati

Lunedi 28 Dicembre 2009 alle 14:09

Pnv, Partito Nasional Veneto    
   

Mozzarelle e Bufale di fine anno nulla possono contro l'indipendenza

 

Pnv, Partito Nasional VenetoLa finta guerra tra alleati rafforza il PNV, unico voto utile per dare una svolta in Veneto

Dopo le strenne natalizie già si intravedono le prime mosse dei partiti italiani in vista delle prossime elezioni regionali del 2010 in Veneto.
Chi temeva o sperava in cambiamenti epocali, o nella creazione di un improbabile laboratorio politico veneto da parte della coalizione destra-leghista o di quella centro-comunista è rimasto deluso. Le logiche della politica italiana sono sempre ed unicamente improntate al trasformismo, ma mai al cambiamento.
Ha fatto quindi bene il PNV a tenere ben dritta la barra sull'indipendenza e ad indicare l'unica alternativa politica ai Veneti per non precipitare nel baratro italiano del più disastrato stato del mondo occidentale.
Un gigante marcio con i piedi di argilla malfermi che ora si ripromette di rubare i nostri pochi soldi nei conti correnti bancari per finanziare il proprio indebitamento parassitario.
Per distrarci da tutto ciò, è partita alla grande la bufala di una presunta guerra fratricida lega-pdl, o di una pseudo-rivalità zaia-galan, con il supergel governatore in pectore a simulare una "dura" campagna elettorale per prendere più voti dei cugini di governo. Dall'altra parte il pdl gioca a "specchietto" con i leghisti additandoli come ignoranti buzzurri da controllare tenendoli minoritari nella coalizione. I loro sparring partner dell'opposizione a Roma qui in Veneto poi contano come il due di picche e a nulla vale parlarne.
La strategia italiana per addomesticare il Veneto appare però un pò debole e non tiene conto dei problemi sociali che stanno mietendo nuove vittime economiche in Veneto. Molti artigiani e commercianti hanno già deciso infatti di non aprire i battenti a gennaio. La disoccupazione sta toccando duramente il cuore produttivo del Veneto, come mai prima, almeno dal dopoguerra. Interi settori industriali storici in Veneto si interrogano sulle prospettive future quanto meno dubbie.

Cosa possono dunque fare i Veneti per dare un forte segnale politico?

Votare pdl o lega serve a poco, dato che hanno già vinto le elezioni con il 60-70% e dunque un voto in più o in meno dato a loro è un voto inutile, a parte decidere le cordate degli appalti regionali, cosa che interessa solo ai galoppini di partito. Votare a sinistra o ad altri sterili raggruppamenti di centro poi è ancora più assurdo, dato che costoro in Veneto perdono sempre per definizione.

L'unica reale possibilità che resta ai Veneti per dare un forte segnale di cambiamento è quindi votare PNV, votare per l'indipendenza del Veneto.

Solo così si otterrà un duplice risultato:

Si farà entrare con forza nell'agenda politica il tema della nostra indipendenza;
Si stimoleranno e si rafforzeranno le componenti riformiste moderate e più sane della coalizione che vincerà le elezioni.
L'unico voto utile il 28 e 29 marzo 2010 è il voto dato al PNV. Tutto il resto è fatica sprecata, un voto buttato nel macero dei giochi già fatti e del tradimento degli interessi veneti.

Henetoi

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Casa: Veneto 2° nelle ristrutturazioni

Sabato 26 Dicembre 2009 alle 15:22
Redazione di VicenzaPiù   

 

Le ristrutturazioni edilizie avviate nel corso del 2009 e che danno diritto alla detrazione Irpef del 36% sulle spese, sono aumentate in numero del 16% a fine novembre.
In 11 mesi sono, quindi, arrivate all'Agenzia delle Entrate 410.000 dichiarazioni di inizio lavori, di cui oltre 51.000 (12,5% del totale) in Veneto, secondo solo alla Lombardia, che guida la classifica con 95mila ristrutturazioni (23%), di cui 44mila solo nella provincia di Milano.
Al 2° posto delle province c'e' Roma (20.000).

 

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Categorie: Famiglia

Prima infanzia: 474mila euro dalla Regione

Giovedi 24 Dicembre 2009 alle 12:20

Regione Veneto     

Servizi prima infanzia. Assessore Valdegamberi: "Assegnati nel vicentino 474milaeuro a 8 nuovi enti. Ecco i nuovi dati sulla rete dei servizi"

 

Ass. Stefano ValdegamberiE' di 171 il numero aggiornato dei servizi educativi alla prima infanzia autorizzati dalla Regione del Veneto nella provincia di Vicenza, che potranno accogliere 4.936 bambini tra zero e tre anni, pari al 18,.4 per cento della popolazione interessata.

Ne dà notizia l'assessore regionale alle Politiche sociali Stefano Valdegamberi, annunciando anche la deliberazione con la quale la Giunta regionale ha ripartito ieri complessivamente 4,2 milioni di euro in conto capitale a 55 enti tra pubblici e privati per la realizzazione di servizi alla prima infanzia per l'anno 2009, destinando in provincia di Vicenza 474.016 euro per 8 servizi educativi. Il provvedimento è conseguente a quanto prevede la Legge Regionale. n. 32/90 che disciplina i servizi socio educativi per la prima infanzia assieme alla legge regionale 22/2002 in materia di accreditamento delle strutture sociali. "La deliberazione - spiega l'Assessore - conferma l'importanza che la Regione attribuisce alla diffusione e al buon funzionamento dei servizi a favore dei nostri bambini e delle loro famiglie. Questi contributi servono a realizzare nuove strutture o adeguare quelle già esistenti oppure ad acquistare di attrezzature e arredi, con l'obiettivo di favorire servizi di sempre maggiore qualità. Ricordo che si tratta di luoghi ricevono i nostri bambini per gran parte della giornata mentre i genitori sono al lavoro".
L'assessore rende noti anche gli ultimi dati sulla rete di servizi alla prima infanzia nel Veneto. "Grazie a questo intervento regionale, che dal 2001 ad oggi è valso oltre 42 milioni di euro, in Veneto i posti autorizzati sono aumentati del 320% passando dagli 8.813 del 2001 agli attuali 28.019, con una copertura più alta nelle province di Padova, Rovigo, Verona, dato che pone la Regione Veneto tra i primi posti a livello nazionale e sempre più vicini agli standard europei fissati dal trattato di Lisbona".
Dei 171 servizi vicentini 53 sono asili nido, 67 nidi integrati, 9 centri per l'infanzia, 34 micronidi, 8 nidi aziendali (al termine del comunicato la legenda).
Questo l'elenco delle strutture che hanno ricevuto il finanziamento regionale per il 2009 in provincia di Vicenza

città ente gestito ente gestore contributo
BOLZANO VICENTINO ASILO NIDO COMUNALE DI PIAZZALE OPPI COMUNE DI BOLZANO VICENTINO €284.464,22
MOLVENA NIDO AZIENDALE DIESEL (BREGANZE) DIESEL SPA €68.565,75
MONTECCHIO MAGGIORE NIDO INTEGRATO (MONTECCHIO MAGGIORE) CONGREGAZIONE SUORE MURIALDINE DI SAN GIUSEPPE €39.311,47
SAN VITO DI LEGUZZANO NIDO INTEGRATO SS. ANGELI CUSTODI PARROCCHIA SS. VITO MODESTO E CRESCENZIA €33.479,62
SANTORSO MICRONIDO LA CICOGNA COMUNE DI SANTORSO €15.876,24
SCHIO MICRONIDO I PICCOLI ANGELI IL NIDO DEGLI ANGELI SAS €5.555,20
VICENZA MICRONIDO IL PULCINO IL PULCINO SNC DI RIZZI F. & C. €3.371,81
ZANE` MICRONIDO GIRASOLE S.E.R.I. SNC DI DALL'IGNA, DANIELI, TESTOLIN €23.391,99
TOTALE €474.016,30

 


ASILO NIDO
E un servizio educativo per l'infanzia di interesse pubblico, organizzato per accogliere i bambini fino ai 3 anni d'età. L'organizzazione deve prevedere la permanenza del bambino con la possibilità di usufruire del pasto e del riposo. Accoglie da 30 a 60 bambini.

MICRONIDO
È un servizio educativo per l'infanzia di interesse pubblico, organizzato per accogliere i bambini fino ai 3 anni d'età. L'organizzazione deve prevedere la permanenza del bambino con la possibilità di usufruire del pasto e del riposo.
Purché siano strutturati spazi, distinti da quelli della restante utenza, nonché specificatamente organizzati per i lattanti, è possibile che il servizio accolga i bambini dai 3 mesi d'età. Accoglie da 12 a 32 bambini.

NIDO AZIENDALE
È un servizio educativo per l'infanzia di interesse pubblico, organizzato per accogliere i bambini fino ai 3 anni d'età. L'organizzazione deve prevedere la permanenza del bambino con la possibilità di usufruire del pasto e del riposo.
La struttura è inserita nel quadro di una politica di tutela dei diritti dell'infanzia, di armonizzazione dei tempi di lavoro e di cura in risposta alle esigenze del nucleo familiare. Accoglie da 30 a 60 bambini.
NIDO INTEGRATO
E' un servizio diurno strutturato in modo simile ad un asilo nido; è collocato nello stesso edificio della scuola materna e svolge attività socio educativa mediante collegamenti integrativi con le attività della scuola materna secondo un progetto concordato tra soggetti gestori.
Può essere aperto solo se la scuola materna esiste già ed è autorizzata e accreditata secondo le procedure previste dal Ministero della Pubblica Istruzione.
Accoglie da 12 a 32 bambini.

CENTRO INFANZIA*
È un servizio educativo per l'infanzia organizzato per accogliere i bambini fino ai 6 anni d'età. L'organizzazione deve prevedere la distinzione tra la fascia d'età area nido e la fascia d'età scuola d'infanzia.
Purché siano strutturati spazi distinti da quelli della restante utenza, nonché specificatamente organizzati per i lattanti, è possibile che il servizio accolga i bambini dai 3 mesi d'età. Accoglie da 12 a 60 bambini.

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In lingua veneta, seconda edizione

Giovedi 24 Dicembre 2009 alle 11:13
La Piccionaia   

 

Seconda edizione del progetto promosso dalla Regione del Veneto
per diffondere tra i più giovani la cultura veneta
Verso la "Festa del Popolo Veneto": "La nostra lingua" arriva nelle scuole

 

Si alza il sipario sulla seconda edizione de IN LINGUA VENETA, il progetto didattico della Regione del Veneto rivolto agli insegnanti e agli alunni delle scuole primarie del territorio regionale. L'iniziativa è dedicata alla promozione e alla valorizzazione di un'identità storica, linguistica e culturale tipicamente veneta, in cui le tradizioni delle diverse aree dialettali si uniscono all'insegna delle radici comuni.
Come per l'edizione 2009/2010, il progetto vivrà il momento clou nella giornata conclusiva, che celebrerà la "Festa del popolo veneto", coinvolgendo contemporaneamente insegnanti e alunni delle scuole primarie delle sette province del Veneto. L'evento, in programma il 25 marzo 2010 (celebrazione del Natale di Venezia) in contemporanea nei vari territori provinciali, sarà una giornata dedicata alla rievocazione della storia del Veneto, alla valorizzazione del suo patrimonio linguistico e della sua identità, da rivitalizzare in prospettiva futura trasmettendola alle nuove generazioni
Il progetto IN LINGUA VENETA poggia su due sezioni distinte che hanno come fulcro il mondo della scuola: innanzitutto un corso di formazione e aggiornamento per gli insegnanti degli istituti primari del Veneto dal titolo "Paesaggi letterari del Veneto. Un percorso tra scrittura e teatro". Il corso, condotto da personale qualificato, intende offrire ai docenti gli strumenti per approfondire il patrimonio culturale e linguistico del territorio in cui si trovano ad operare attraverso la ricerca di testi significativi di autori veneti e la pratica teatrale, filo conduttore del corso. Progettato da La Piccionaia-I Carrara e Fondazione Aida, avvicinerà gli insegnanti al testo di un autore locale (Luigi Meneghello per Vicenza, Romano Pascutto per Treviso, Gian Antonio Cibotto per Rovigo, Biagio Marin per Venezia, Dino Coltro per Verona, Ferdinando Camon per Padova e i racconti per il Bellunese).
La seconda parte del progetto IN LINGUA VENETA è dedicato invece agli alunni delle scuole elementari della regione, con il concorso "Un leone molto animato": i ragazzi dovranno reinterpretare, attraverso la creazione di una storia destinata a un cartoon, il Leone di San Marco, simbolo di Venezia e del Veneto, mettendo in campo tutta la loro fantasia e immaginazione. I vincitori del concorso realizzeranno, con il supporto della compagnia teatrale "Gli Alcuni" di Treviso, un cartone animato basato sulla storia ideata e parteciperanno alla Festa del Popolo Veneto del 25 marzo 2010.
"La Regione del Veneto può contare già su una propria legge che si propone la tutela, la valorizzazione e la promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto - spiega il vicepresidente della Regione del Veneto Franco Manzato -. Con la seconda edizione di Percorsi in lingua veneta affermiamo con ancora più forza che è la lingua il luogo d'incontro di una comunità, luogo di conservazione, trasmissione ed evoluzione della cultura di un popolo e delle sue tradizioni. Diventa perciò fondamentale che le nuove generazioni siano preparate a custodire il dialetto come lingua depositaria dell'identità di una comunità".

 

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Categorie: Sanità, Famiglia

Rete di urgenza per neonati e bambini

Giovedi 24 Dicembre 2009 alle 10:22
Regione Veneto     

 

Nata in Veneto rete urgenza-emergenza per neonati e bambini.
Sandri: "il meglio della nostra sanità per i nostri piccoli ed i loro genitori".
I "vertici" della rete a Verona e Padova, coinvolti altri 39 ospedali in tutte le province.


Nel corso degli anni i bisogni di salute dei neonati e dei bambini, e la complessità dell'assistenza ospedaliera necessaria, sono notevolmente aumentati. Basti pensare che almeno il 10% dei neonati richiede un ricovero entro i primi 30 giorni di vita, che le nascite premature sono oltre 1000 all'anno con età gestazionali sempre più basse (23-28 settimane), che almeno 300.000 bambini vengono portati ogni anno in un Pronto Soccorso con patologie più o meno gravi. Una situazione che ha spinto la Regione del Veneto a potenziare l'intera organizzazione rivolta ai suoi pazienti più giovani e a definire una vera e propria Rete Ospedaliera Integrata per la Gestione del Neonato Critico e del Bambino in Emergenza-Urgenza, presentata oggi nella sede dell'Azienda Ospedaliera Integrata Universitaria di Verona dall'Assessore regionale alla Sanità Sandro Sandri, alla presenza, tra gli altri, del Direttore Generale dell'Azienda, Sandro Caffi. "Questa - ha sottolineato Sandri - è una vera e propria rete salvavita dedicata ai nostri piccoli, che abbiamo deciso di istituire per più di un motivo: prima di tutto per rendere la nostra organizzazione ospedaliera più rispondente ai bisogni, spesso molto delicati, dei bambini, sia per dare una risposta di tranquillità ai loro genitori, nella stragrande maggioranza giovani coppie, che si possono trovare nella condizione di dover affrontare situazioni drammatiche nella quali un efficiente sistema di intervento in emergenza-urgenza è di vitale importanza. Non credo infatti - ha aggiunto Sandri - che esista un valore più grande da difendere che la vita e la salute di un bambino. Per questo abbiamo voluto mettere in rete le migliori strutture, le migliori professionalità e le migliori tecnologie disponibili nel nostro sistema sanitario". La Rete si compone di tre diversi livelli: il III° (quello organizzativamente e tecnologicamente più elevato) è composto dalle Aziende Ospedaliere di Verona e Padova; il II° si basa sugli Ospedali Cà Foncello di Treviso, dell'Angelo di Venezia e San Bortolo di Vicenza; il I° è costituito da 36 ospedali in tutte le province venete, collegati in tutto e per tutto con gli altri due livelli. Il tutto accompagnato da un sofisticato sistema di trasporto in emergenza-urgenza che prevede, sibito dopo la stabilizzazione, l'immediato trasferimento del neonato o del bambino nell'Ospedale più vicino e più idoneo a garantire le miglori cure per la specifica patologia. La delibera regionale che istituisce la Rete è supportata da una serie di inediti e significativi dati. All'incremento delle nascite (da 35.581 a 47.633 nati vivi in un decennio) si è via via accompagnato un forte aumento dei neonati critici e dei prematuri, la cui sopravvivenza anche a 23-28 settimane di gestazione è notevolmente aumentata grazie al miglioramento delle cure neonatali. Il 5-10% dei neonati necessita di ricovero alla nascita o nei primi giorni di vita. Circa 1000 neonati l'anno vengono alla luce prima della 34° settimana gestazionale con patologie malformative, respiratorie o chirurgiche; e 300 nascono prima della 28° settimana con peso inferiore al chilo. Vi è inoltre un progressivo aumento delle nascite gemellari e trigemellari, spesso legate all'inseminazione artificiale. Per quanto riguarda i bambini, dei 300.000 che vengono condotti ogni anno in un Pronto Soccorso, 30.000 presentano all'arrivo alterazioni dei parametri vitali; 1.500 sono in condizioni da codice rosso; 500 richiedono cure intensive altamente specializzate; 8.000 vi arrivano trasportati dal Suem 118; il 20% ha un'età inferiore all'anno ed il 50% inferiore ai 3 anni.

I nodi della "Rete" sono suddivisi in tre livelli d'intensità.

Il Polo di I° livello prevede la presenza di attività di pediatria in Pronto Soccorso; di un reparto di Pediatria ed uno di Ostetricia; di assistenza neonatale e cure per patologie minori; di attività di emergenza-urgenza pediatrica per patologie minori.
Gli ospedali inseriti nel Polo di I° livello sono i seguenti. Provincia di Belluno: Belluno (in forte integrazione con l'Ospedale di Treviso, Polo di II° Livello), Feltre, Pieve di Cadore. Provincia di Padova: Camposampiero (affianca l'Azienda Ospedaliera di Padova, Polo di III° Livello, per la copertura dell'area della provincia di Padova applicando protocolli condivisi), Cittadella, Este, Piove di Sacco, Monselice, Casa di Cura di Abano. Provincia di Treviso: Castelfranco, Conegliano, Oderzo, Montebelluna, Vittorio Veneto. Provincia di Rovigo: Adria, Rovigo (in forte integrazione con il Polo di III° Livello dell'Azienda Ospedaliera di Padova), Trecenta. Provincia di Venezia: Chioggia, Dolo, Mirano, San Donà, San Giovanni e Paolo di Venezia, Portogruaro. Provincia di Verona: Bussolengo, Isola della Scala/Villafranca, Legnago, San Bonifacio, Casa di Cura Pederzoli di Peschiera, Ospedale di Negrar. Provincia di Vicenza: Asiago, Arzignano, Bassano, Noventa Vicentina, Thiene, Valdagno.

Il Polo di II° Livello, oltre ai requisiti del I° Livello, deve avere anche attività di Pronto Soccorso Pediatrico in spazi dedicati, attività di chirurgia pediatrica, erogazione di cure intensive neonatali, attività di emergenza-urgenza pediatrica per patologie complesse che non necessitano di terapia intensiva.
Gli ospedali inseriti nel Polo di II° Livello sono il Cà Foncello di Treviso, l'Angelo di Mestre ed il San Bortolo di Vicenza.

Il Polo di III° Livello, quello più evoluto e specialistico, dovrà avere, oltre ai requisiti del II° Livello, anche un volume di ricoveri pari o superiore a 2000 l'anno, attività di Pronto Soccorso Pediatrico in struttura dedicata, presenza di Terapia Intensiva Pediatrica, presenza di Neurochirurgia Pediatrica, erogazione di tutte le prestazioni specialistiche pediatriche, supporto all'attività di trasporto neonatale e pediatrico. Poli di III° Livello sono l'Azienda Ospedaliera Integrata Universitaria di Verona e l'Azienda Ospedaliera di Padova.

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Categorie: Politica, Turismo

Regione finanzia anche Vicenza per turismo

Giovedi 24 Dicembre 2009 alle 10:20

Regione Veneto   

Da Regione 18 milioni per dare impulso a sviluppo locale e turismo

Anche Vicenza ne usufruisce

 

Per la realizzazione di opere e infrastrutture pubbliche strategiche per lo sviluppo locale e la ricettività turistica extra alberghiera la giunta regionale, su proposta dell'assessore alle politiche di bilancio Isi Coppola, ha assegnato contributi per complessivi 18 milioni di euro. Si tratta della linea di finanziamento individuata per il 2009 dalla Regione mediante l'utilizzo dei fondi legati alla programmazione decentrata. "Abbiamo voluto mettere a disposizione delle amministrazioni locali e attraverso loro anche ai privati - sottolinea l'assessore Coppola - una modalità innovativa ed essenziale per fornire le risorse necessarie ad investimenti per lo sviluppo locale. Le azioni finanziate comprendono un ampio orizzonte che mira alla valorizzazione di tutte le peculiarità legate al territorio, dal miglioramento dell'efficienza economica dei centri urbani, ai centri polifunzionali, a tutte le infrastrutture dedicate al miglioramento dell'accoglienza turistica. E' un'opportunità in più per rilanciare la nostra economia". L'assessore evidenzia inoltre che quest'anno per la prima volta è stata introdotta un'azione pilota al fine di favorire la ricettività in quei comuni suscettibili di sviluppo turistico, anche attraverso il finanziamento di attività di affittacamere e bed & breakfast. Per questo intervento sperimentale è stata data priorità al Delta del Po e alle zone montane.

I progetti finanziati in provincia di Vicenza sono:
- Completamento struttura copertura polivalente al fine della pratica del pattinaggio su ghiaccio. Comune di Tonezza del Cimone. Contributo: 638.300 euro.
- "Soggiornare nelle antiche valli dei conti e dei signori". Comune di Valli del Pasubio. Contributo: 575 mila euro.

 

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Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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