Caso Ipab-Longara, altre dieci domande a Meridio e Rucco
Giovedi 24 Settembre 2009 alle 19:16
I riflettori della politica sono ancora puntati sulla vicenda del mancato acquisto dell'ex casale. Ecco i quesiti ancora senza risposta
Il casino scoppiato intorno al progetto abortito di un nuovo centro Ipark a Longara dove far traslocare gli anziani affidati alle cure dell'Ipab non è ancora finito. La maggioranza di centrosinistra scalpita per dare il cambio al presidente Gerardo Meridio e al suo cda di nomina hullweckiana, speriamo per non metterci uomini suoi e fare la lottizzazione alla rovescia. L'opposizione di centrodestra, che fra le sue file vede proprio Meridio e l'avvocato Francesco Rucco come consiglieri (in leggero conflitto d'interessi, diciamo), si difende facendo più o meno la sfinge. Alle dieci domande che settimane fa avevamo preparato per lui (potete leggerle sul nostro sito www.vicenzapiu.com), Meridio non ha ancora risposto. Né ha voluto farsi intervistare Rucco, spiegando che la linea decisa dalla sua parte politica è quella di "non alimentare il caso".
Continua a leggereGalan e Lega, il potere per il potere
Mercoledi 23 Settembre 2009 alle 16:05Dovrebbero vergognarsi. Tutti. L'osceno mercato messo in piedi fra Partito della Libertà e Lega Nord intorno alla candidatura per la presidenza della Regione Veneto è uno di quegli scempi della volontà popolare che dovrebbe far passare la voglia di votare alle elezioni regionali del 2010 anche ai più accaniti fan di Galan e del Carroccio, trattati come mandrie di buoi. Ossia come una variabile di poco conto, un dettaglio contingente, inerte massa di manovra nella lotta fra due apparati cui preme soltanto la conquista delle poltrone.
Continua a leggereAvvocata nostra, amen
Martedi 22 Settembre 2009 alle 16:56
La solidarietà è un'encomiabile virtù, e fa piacere vederla praticata proprio da un Ministro della Pubblica Istruzione, cioè da colui - colei, nella fattispecie - che per primo deve dare le linee guida per instillare i buoni sentimenti nei giovani virgulti. Curioso però che la solidarietà dell'Avvocatessa Gelmini (titolo ottenuto con qualche trucchetto, si sa, ma queste sono malignità da bolscevichi) sia sempre a senso unico.
Per esempio, nel 2007 l'Avvocata nostra esprime la propria solidarietà ai neonazisti di "Cuore Nero", vittime di un attentato (tranquilli: non si sono fatti neanche un graffio):
Addio a Cevese, voce scomoda
Lunedi 21 Settembre 2009 alle 14:27
È morto oggi Renato Cevese, uno dei "grandi vecchi" della cultura vicentina. Un nome noto anche al di fuori del ristretto circolo degli addetti ai lavori, grazie al suo impegno costante per la difesa e la valorizzazione del patrimonio storico e artistico della città (tra le altre cose, è stato tra i fondatori del Cisa, ha curato un'infinità di testi sulle ville venete, e la Guida di Vicenza che aveva scritto negli anni '50 con Barbieri e Magagnato è stata per decenni un punto di riferimento imprescindibile). A noi piace ricordarlo soprattutto perché è stato uno dei pochi intellettuali che non ha mai separato l'attività di ricerca e le pubblicazioni erudite dalla realtà concreta della città . Era sempre pronto a sporcarsi le mani con l'attualità , ad alzare la voce quando vedeva qualcosa che non andava - e di brutture nella sua lunga vita ne ha, ahinoi, viste davvero tante -, anche a costo di entrare in rotta di collisione con il potere politico o con i poteri forti. Una voce scomoda, e forse anche per questo negli ultimi anni tenuta un po' in disparte. Da qualche tempo, poi, a zittirlo ci aveva pensato la malattia. Oggi se n'è andato, e lascia un vuoto difficilmente colmabile. Perché di intellettuali fuori dal coro e senza peli sulla lingua come lui non è che se ne vedano molti in giro. E invece ce ne sarebbe un gran bisogno.
Luca MatteazziÂ
Continua a leggereLadri di biciclette&Co
Domenica 20 Settembre 2009 alle 14:07
Articolo tratto dal numero 163 di VicenzaPiù, da sabato in edicola e da oggi in distribuzione gratuita in numerosi locali della citta.
Ecco i comunicati più curiosi diramati dai carabinieri della provincia. Tra ladri di biciclette che scappano a piedi, ladri di decespugliatori, giovani barcollanti e nervosismi sospetti
A volte leggendo un quotidiano, o guardando un telegiornale, viene da chiedersi come abbiano fatto i giornalisti ad accedere alle notizie. Quali saranno i "canali" che usano, per andare a "caccia" di scoop? La realtà molto spesso è assai più banale della fantasia. Nel caso della cronaca nera, ad esempio, i media ricevono la gran parte delle informazioni dalle forze dell'ordine stesse, via email, con comunicati stampa. Ad esempio dai carabinieri, che controllano il territorio suddividendolo in Compagnie comandate da un capitano, o un tenente. Le notizie vanno poi approfondite: ma cosa arriva ai giornalisti?
Di seguito, ecco una panoramica di alcuni comunicati stampa arrivati dalle compagnie del territorio vicentino negli ultimi mesi, che riusciranno a strappare almeno un sorriso: a volte per le circostanze curiose a cui fanno riferimento, a volte per le battute che essi stessi contengono, a volte semplicemente per il tipo di reato commesso. Ad ogni comunicato stampa abbiamo messo un titolo di fantasia (in corsivo), tolto il nome dei civili coinvolti e di luoghi facilmente riconoscibili, e della specifica Compagnia "mittente": il resto, però, è tutto autentico.
Domenica tutti a piedi. E poi?
Venerdi 18 Settembre 2009 alle 16:43
Come già avvenuto nel settembre dell'anno scorso, domenica Vicenza torna a fermarsi per una giornata senza auto. Il Comune ha infatti aderito alla Settimana europea della mobilità sostenibile, e deciso di fermare per un giorno tutti i veicoli a motore, senza distinzioni tra auto catalizzate e auto non catalizzate, diesel vecchi o nuovi, ciclomotori a due o quattro tempi. La zona in cui la circolazione sarà bloccata, inoltre, è più estesa rispetto ai blocchi del traffico che abbiamo imparato a conoscere in questi anni, e si allarga a che a interi quartieri come Laghetto, San Pio X, San Lazzaro. Per l'occasione, infine, ci saranno autobus e centrobus gratuiti, e centro storico ravvivato da un fitto calendario di manifestazioni.
Libertà di ipocrisia
Giovedi 17 Settembre 2009 alle 18:48
La Federazione Nazionale della Stampa Italiana, il sindacato dei giornalisti, aveva indetto per sabato 19 settembre a Roma una manifestazione per la libertà di stampa contro il governo Berlusconi (poi sospesa in seguito all'attentato militare in Afghanistan, ndr). Il pericolo, ha chiarito il segretario Franco Siddi, è che il Presidente del Consiglio «si prepari all'affondo finale per abbattere, eliminare, comprimere con leggi bavaglio, il giornalismo che vuole raccontare i fatti approfondire, fornire ai cittadini un'informazione completa». Ora, che Silvio Berlusconi sia refrattario alla stampa come potere di controllo della politica è un fatto acclarato che dovrebbe allarmare tutti coloro che hanno a cuore la democrazia, al di là delle appartenenze di partito. Il premier è rimasto sempre quello che è: un capo-azienda dalle manie di grandezza e con l'allergia alla critiche, sentite come inaccettabili disfattismi lungo la via del (suo) successo.
La scandalosa legge che limita la pubblicazione delle intercettazioni e la proposta, ereditata da Franco Levi braccio destro di Prodi, di ingabbiare la controinformazione su internet, dimostrano un'inusitata volontà di normalizzare, schedare, mettere a tacere le voci scomode. Ma i recenti casi di scontro fra Palazzo Chigi e mondo giornalistico svelano l'altra faccia della medaglia. Quella che può disorientare gli antiberlusconiani dalle granitiche certezze, e che conferma invece quanto il gioco politico in Italia sia una lotta fra bande della stessa risma. La campagna intimidatoria dello scherano Feltri contro l'ex direttore di Avvenire Dino Boffo ha visto la Chiesa nella parte del complice che finge di fare la vittima, poiché invece di difenderlo gli hanno dato il benservito, lasciando a qualche isolato prelato una flebile indignazione. In realtà , papa Ratzinger ha sfruttato l'occasione per rimettere in riga la Cei di cui Boffo era un'emanazione, e trattare direttamente col governo di Roma in questa fase di transizione verso il dopo-Berlusconi. La levata di scudi per la querele di quest'ultimo a Repubblica e l'Espresso per le domande e i servizi sui suoi discutibili costumi sessuali è ipocrisia allo stato puro. Benchè mostri ancora una volta quale padronale concezione dell'informazione abbia il Papi, querelare un giornale non rappresenta di per sé un attentato alla libertà di stampa (semmai un'intimidazione, pratica molto diffusa fra i politici di ogni fazione). La sinistra giornalistica italiana dovrebbe chiedersi, invece, se rappresenti davvero una prova di vero giornalismo quello di dedicare mesi di paginate sui fatti privati di un politico che, finchè non costituiscono reato, rimangono esclusivamente fatti suoi. D'accordo, stiamo parlando del capo del governo in carica, di un uomo pubblico da cui dipendono le sorti del Paese. Ma ben altre sono le questioni che incidono sulla vita della gente: la crisi economica, la disoccupazione, l'avvelenamento ambientale, le istituzioni sequestrate dai partiti e dai potentati economici, la finanza bancaria che continua a dettar legge e, certamente, l'incostituzionale lodo Alfano. Temi su cui le ricette della sinistra fiancheggiata dagli Ezio Mauro e dai Giuseppe D'Avanzo divergono da quelle della destra solo sulle sfumature, quando di fatto non li eludono. Il can can sull'estromissione dal video di Ballarò per far posto ad una serata di Porta a Porta, poi, è degno dei peggiori spettacoli di regime. La banda di sinistra strilla e strepita per l'offesa fatta al suo beniamino, il vespino Floris. Mentre Santoro reciterà come al solito la sceneggiata del censurato causa problemi di rinnovo al contratto di Marco Travaglio, giornalista fra i migliori sulla piazza ma che certo spazi dove lavorare ne ha avuti e ne avrà (a proposito, il 23 settembre esce il nuovo quotidiano Il Fatto, una bella novità nel plumbeo panorama editoriale italiano).
La stretta alla libertà di informare in Italia non è nata con Berlusconi, né si risolverà con la sua uscita di scena. Perché l'editoria di questo Paese è in mano a pochi grandi gruppi, di cui quello berlusconiano con le sue televisioni è il maggiore ma non l'unico. A libro paga di una manciata di industriali, banchieri, finanzieri, palazzinari e concessionari pubblici, i giornalisti italiani della stampa d'establishment sono già privi di libertà . Per obbligo, per vocazione o per necessità , il servilismo è, salvo rare eccezioni, il loro marchio di fabbrica. Che il padrone sia Berlusconi, De Benedetti, gli Agnelli, Mediobanca o Soru, la differenza sta solo nell'interesse, diverso per ciascuno e uguale per tutti. Pecunia non olet.
Alessio Mannino
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Cioni: la cogestione, soluzione alla crisi
Mercoledi 16 Settembre 2009 alle 21:01
Lettera aperta al direttore
LA CRISI COME VOLANO PER LA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI ALLA GESTIONE DELLE AZIENDE
Si è parlato e scritto tanto in questi mesi in merito alle responsabilità e sulle cause dell'attuale crisi economica che a detta di molti è la più grave dal secondo dopoguerra. Attraverso questo modesto intervento è mia intenzione invece suggerire una discussione di cui si è sempre parlato e scritto poco o male anche per via di pregiudizi ideologici o strettamente legati ad interessi di casta oggi non più difendibili: la socializzazione, ovvero la partecipazione dei lavoratori alla gestione e/o agli utili delle aziende così come previsto anche dall'articolo 46 della Carta costituzionale italiana.
Meridio e Fazioli, dimissionari mancati
Martedi 15 Settembre 2009 alle 17:47
In questi giorni, nel dibattito politico di Vicenza, circola di frequente la parola "dimissioni". Ci sono quelle, richieste dalla maggioranza di centrosinistra e negate dagli interessati, di tutto il cda dell'ente assistenziale Ipab. Guidato da un presidente, Gerardo Meridio, e da un consigliere, Francesco Rucco, entrambi in consiglio comunale per il PdL. E ci sono quelle, promesse e mai rassegnate, del presidente Aim Roberto Fazioli dalla carica di presidente di Elettrogas, società padovana da cui la multiservizi di San Biagio acquista energia.
Conflitti d'interessi uguali e diversi. Uguali, poiché in ambedue i casi la stessa persona siede contemporaneamente in due poltrone che dovrebbero restare separate (questione d'opportunità ), e poi perché non esiste una norma che obblighi tale separatezza (questione legale). Diversi, vista la differenza di approccio mostrata dai personaggi coinvolti. Nel caso di Meridio e Rucco, la posizione politicamente scomoda di un vertice Ipab nominato dall'ex sindaco Hullweck qualche minuto prima della scadenza del mandato, con indennità raddoppiate da uno statuto 2007 fatto su misura, standosene placidi a fare il controllore e il controllato dai banchi di Sala Bernarda, è stata considerata dai due come un non-problema. Fazioli, invece, poco dopo essere stato innalzato al soglio presidenziale da un Achille Variati alfiere dei "tecnici" - razza superiore ai "politici" trafficoni e poltronari - assediato dalle critiche provenienti dal centrodestra, aveva annunciato solennemente di volersi dimettere da Elettrogas. Poi ha cambiato idea, non ravvedendo alcuna necessità nel dare seguito all'impegno. E Variati zitto, a ingoiare la figuraccia.
Continua a leggereAddio mio Dal Molin
Lunedi 14 Settembre 2009 alle 18:50
Finalmente il sindaco ha detto chiaro e tondo quello che in tanti avevano intuito da tempo. Piaccia o non piaccia, la base al Dal Molin si farà , il tempo della battaglia è finito, non resta che concentrarci sulle compensazioni. Amen. L'annuncio ufficiale - peraltro già nell'aria da almeno un paio di settimane, cioè da quando Variati aveva incontrato l'ultima volta il commissario Costa - è arrivato sabato sera sotto il tendone del Presidio Permanente. E al sindaco va dato atto di essere andato a portare la "cattiva" notizia nel luogo forse più scomodo, nel cuore della mobilitazione popolare contro il Dal Molin, con un gesto talmente inusuale in politica da apparire coraggioso.

