Auguri di libertà a VicenzaPiù e nostro impegno quotidiano
Venerdi 25 Dicembre 2009 alle 12:17
Riceviamo, pubblichiamo e commentiamo , uno per tutti, il messaggio di auguri, e non solo, ricevuto proprio oggi, giorno di Natale, da Silvano Giometto, utilizzando il messaggio e il nostro commento per ricordare cosa vuole essere VicenzaPiù nel panorama dell'informazione e del dibattito locale.
Se ci stiamo riuscendo lo sapete voi, Più di noi.
Ecco il messaggio
Al direttore e a tutta la redazione un augurio che il vostro giornale possa seguire nel 2010 i precetti della libertà d'informazione e della vera democrazia dando spazi anche a coloro che non hanno inciuci con questa amministrazione.
Silvano Giometto
Il nostro ringraziamento e il commento
Gent.mo sig. Giometto,
Le rispondo, intanto, come editore per ringraziare e ricambiare gli auguri.
Per gli inciuci giudichi lei, da lettore, se mai ne abbiamo tollerati con questa e con la predente amministrazione dagli spazi che abbiamo concesso (e concederemo) a tutti quelli che sottopongono argomenti interessanti per i nostri sempre più numerosi lettori (non ... elettori!).
Un vestito nuovo per Babbo Natale
Venerdi 25 Dicembre 2009 alle 08:00Oggi siamo tutti (proprio tutti?) più buoni (anche i cattivi?).
Dopo avervi fatto, quindi, i nostri Auguri PiùSinceri ma prima, magari, di un pezzo graffiante che Babbo Mannino potrebbe calarci da un momento all'altro dal suo nero camino, pubblichiamo dalla nostra rubrica quindicinale La Pentola Dipinta la fiaba di Natale del titolo
La fiaba è di Lorenza Farina
La luna come una moneta d'argento illuminava la notte di Natale facendo brillare il bosco innevato.
Il vecchio Babbo Natale, un po' acciaccato per i suoi centoventi inverni, tirò fuori dall'armadio l'abito rosso orlato di pelliccia, ormai consunto sui gomiti e privo di qualche bottone.
Lo indossò facendo attenzione a non strappare le cuciture ormai lise. Poi calzò gli stivaloni neri dalle suole consumate e si allacciò in vita il cinturone.
- Avrei proprio bisogno di un vestito nuovo - si disse infilando nel sacco gli ultimi doni per i bambini che gli avevano scritto, come ogni anno, affettuose letterine piene di richieste e di buoni propositi - ma ho speso tutto il mio denaro per comperare questi regali.
- Vorrà dire che l'anno prossimo cercherò di essere meno spendaccione così da risparmiare qualche soldo e rinnovare il mio guardaroba un po' fuori moda - si ripromise salendo con qualche difficoltà sulla slitta, perché la schiena gli doleva.
Le renne erano inquiete quella notte, perché avevano dormito poco. Babbo Natale le aveva svegliate prima del solito per prepararle al faticoso viaggio che le attendeva, di paese in paese, di città in città , attraverso foreste innevate e mari in tempesta.
La guerra del potente Michele Amenduni non si ferma
Mercoledi 23 Dicembre 2009 alle 23:01Redazione di VicenzaPiù Â
L'imprenditore dell'acciaio, immobiliarista, finanziere prosegue la sua guerra e cita per danni Athesis e, addirittura, il presidente di Assindustria
Come pubblica oggi Il Corriere del Veneto, l'allegato locale de Il Corriere della Sera, a pag. 11 a firma C.T. (titolo: "Amenduni chiede 15 milioni a Zuccato. Athesis: Avviata la causa dell'industriale dell'acciaio estromesso dal consiglio di amministrazione"), figlio nonchè esponente di spicco della famiglia, di origini pugliesi, di Nicola Amenduni, che ha interessi nell'acciaio, tra cui la Valbruna a Vicenza, nel settore immobiliare (Aedes ...), finanziario e bancario (Generali, Mediobanca, ...), una vera ‘potenza' economica locale, nazionale e non solo, ha dato seguito al suo annuncio di guerra dopo l'esclusione dal Cda di Athesis, che, tra l'altro, controlla Il Giornale di Vicenza, di cui è stato appena nominato direttore il friulano Ario Gervasutti al posto di un altro pugliese, Giulio Antonacci.
"La richiesta (di risarcimento indirizzata ad Athesis e al Presidente di Assindustria Vicenza, Roberto Zuccato con prima udienza il 22 aprile 2010, n.d.r.) - riporta Il Corriere del Veneto - è astronomica ... : 15 milioni di euro, da devolvere in beneficenza. La somma, più o meno equivale a un anno di fatturato della Ares Line, l'azienda di poltrone che appartiene al leader confindustriale berico."
Dalla estromissione dal Cda di Athesis, Michele Amenduni "avrebbe ricevuto - continua Il Corriere del Veneto riportandone le motivazioni - ingiustificato discredito ... Se la società editrice viene chiamata in causa per il danno materiale (modestissimo per le tasche di Amenduni: poche migliaia di euro per i gettoni da consigliere fino a scadenza di mandato), Zuccato viene individuato come il promotore, quindi ‘il responsabile', dell'iniziativa che avrebbe provocato il danno morale. La guerra, quindi, non si ferma. Anche se l'oggetto del contendere (l'ultimo ma non solo) è venuto meno: la vicenda della direzione del Giornale di Vicenza si è risolta con l'insediamento di Ario Gervasutti al posto di Giulio Antonacci."
Sul fronte dell'accusato "Roberto Zuccato declina ogni invito a commentare la causa. Il presidente è convinto di aver agito in trasparenza e secondo consuetudine dell'associazione, tra l'altro su preciso mandato del consiglio direttivo di Confindustria Vicenza, che all'unanimità aveva votato la sostituzione dei due consiglieri espressi in Athesis (oltre ad Amenduni, il costruttore Gaetano Ingui)."
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Appello a Mina da Davide Fiore, conservatore del Museo Diocesano, e da Thiene: canti per noi la Nina
Mercoledi 23 Dicembre 2009 alle 06:00Riceviamo e pubblichiamo da Davide Fiore, Conservatore Museo Diocesano di Vicenza
Gentile Redazione,
 con l'occasione delle festività , ho voluto inviare una "letterina di Natale"(riportata in fondo*) carica di sogni, non a Santa Klaus (per raggiunti limiti d'età ), ma ad una tra le più grandi artiste italiane, portatrice di messaggi in musica riconoscibili e forti nel loro potere artistico.
Parlo di Mina Mazzini, donna di spettacolo completa, artista capace di disegnare da molti anni la canzone italiana, riconfermandone l'eccellenza e la capacità di raggiungere il grande pubblico.
Il mio desiderio da alcuni anni, è di far conoscere all'artista una tradizione antica di almeno sei secoli che precede la Natività dei thienesi, un canto che si tramanda nelle generazioni, che ogni 24 dicembre rivive per la strada in un momento di amicizia tra le persone, prima della mezzanotte.
La Nina è un canto di cui si conoscono poco le origini, lontano dal clamore mediatico ma saldo nella festività popolare. La sua nenia semplice e fatta di sola voce femminile e coro, è immaginabile cantata da Mina, infaticabile artista di questi anni, che avrà modo, questa è la mia speranza, di ascoltare il canto vicentino.
Embargo digitale e totalitarismo democratico. Gli effetti del caso Berlusconi
Lunedi 21 Dicembre 2009 alle 18:57Dopo l'aggressione al premier si moltiplicano le voci di chi vorrebbe limitare la libertà di espressione sul web. Un percorso tecnicamente arduo e sottilmente pericoloso
Perché fa scivolare sempre più la democrazia verso il regime
L'aggressione ai danni di Silvio Berlusconi ha dato la stura ad una campagna, già covata da tempo, il cui obiettivo neanche troppo celato è quello di restringere il campo delle libertà di espressione, specie le espressioni del dissenso. Allo stesso tempo pezzi importanti del governo hanno preso di mira le modalità con le quali sarà possibile partecipare alle manifestazioni di piazza. Però a fare irruzione nell'agenda dei media sono stati i social network.
Twitter, i blog, ma soprattutto Facebook, sono stati le piazze elettroniche nelle quali i commenti all'evento di Milano sono stati più duri. Apprezzamenti per il gesto, posizioni ironiche, invettive sarcastiche, j'accuse violenti: insomma c'è stato di tutto e di più. E proprio rispetto a queste contestazioni le voci del governo, nonché quella di editorialisti "lealisti" con le istituzioni repubblicane come Giannantonio Stella, si sono levate quasi unanimi. Il ministro dell'Interno Bobo Maroni della Lega ha parlato esplicitamente di norme allo studio pensate per oscurare i siti che riportano espressioni violente o che propugnano odio.
Ario Gervasutti: buon lavoro al nuovo direttore de Il Giornale di Vicenza
Lunedi 21 Dicembre 2009 alle 07:00Ario Gervasutti è il nuovo direttore de Il Giornale di Vicenza.
A lui auguriamo buon lavoro, a noi e ai vicentini auguriamo un Giornale di (tutta) Vicenza     Â
Giornalista professionista, nato a Palmanova il 16 gennaio 1962, è figlio di Sergio, nel 1982-83 anche lui direttore del maggiore quotidiano cittadino edito da Athesis, il cui controllo è delle Associazioni Industriali di Vicenza e di Verona e che edita anche l'Arena di Verona, Brescia Oggi, TeleArena, etc.
Ario Gervasutti si è laureato in scienze politiche a Padova e ha esordito nel "Giornale" di Indro Montanelli di cui è diventato caporedattore.
Nel 2000, lasciata Milano, ha assunto la responsabilità della redazione del "Gazzettino" di Padova.
Dal 2002 è inviato speciale dello stesso giornale veneto.
L'editore, il direttore, la redazione e i collaboratori di VicenzaPiù augurano al neo direttore Ario Gervasutti buon lavoro e ogni successo professionale ma, soprattutto, si augurano, come già scritto nel numero 176 di VicenzaPiù in edicola, " di poter leggere un giornale che sia soltanto, semplicemente, un giornale. E questa volta di Vicenza per davvero. Non solo di una certa Vicenza."
Sgrigna 'mata' il Toro: 1-0
Sabato 19 Dicembre 2009 alle 18:36
Un Vicenza pressoché perfetto fa secco il Torino, conquista la seconda vittoria casalinga e consolida una posizione di classifica con vista sui play off. Granata letteralmente schiantati alla distanza da una prestazione corale impeccabile dei biancorossi, che hanno sfoderato una difesa quasi mai in difficoltà sugli esperti Di Michele e Bianchi, centrocampo bravo a far legna, ma anche a costruire pericolose geometrie d'attacco e uno Sgrigna di nuovo decisivo finalizzatore. A voler essere pignoli, alla perfezione è mancato solo l'ingrediente del cinismo: un solo gol per sette-otto occasioni è davvero poco. Per contro il Toro visto al Menti non è apparso per nulla rinfrancato dalla settimana di ritiro a Coverciano e ha palesato grossi limiti in fase di costruzione gioco, affidandosi alle iniziative estemporanee dei suoi solisti, con l'aggravante di una tenuta fisica apparsa carente alla distanza. Ma i demeriti della formazione di Beretta, alla seconda sconfitta in tre partite della sua gestione, non cancellano la grande prova dell'undici di Maran, che giustifica ambizioni d'alta classifica.
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La Domenica di Vicenza non esce più in edicola, ma solo su web
Sabato 19 Dicembre 2009 alle 13:40
Da oggi, come annunciato sul numero in edicola, La Domenica di Vicenza, dopo 14 anni di ottima informazione, di cui facciamo i più sinceri complimenti al suo direttore Luca Ancetti perché li giri anche a tutto il suo staff, non uscirà più in versione cartacea, ma solo su web.
VicenzaPiù cartaceo (oggi in edicola col n. 176) uscirà col primo numero del nuovo anno il 9 gennaio e continuerà a migliorare la sua già esistente, strutturata e cliccatissima versione online, quella che state leggendo ora.
Oltre alla versione pdf scaricabile del settimanale cartaceo e ad almeno un pezzo al giorno con stile da ‘settimanale', www.vicenzapiu.com è, anche, arricchita da una sezione di news quotidiane locali (VicenzaPiù quotidiano) e di recente anche da una sezione di news di agenzia dall'Italia e dal mondo.
La nuova sfida sul web era, quindi, stata da noi anticipata ma ora ci responsabilizza ancora di più il ruolo di unico settimanale di Vicenza (vedi il video allegato) diffuso in edicola il sabato, come free press dalla domenica in città e scaricabile in pdf dal sito e presente su web con una versione che non solo comprende il settimanale stesso ma si allarga al quotidiano, locale e non solo, con un'ampia e ‘democratica' interattività da parte dei lettori per i loro commenti su quanto scritto, che, primo in assoluto, VicenzaPiù ha inserito da tempo su www.vicenzapiu.com
Ora VicenzaPiù, nel suo ruolo 'unico', dovrà assumersi ancora maggiori responsabilità di corretta informazione nella versione cartacea (cosa che non ci spaventa, per tradizione, ma ci stimola visti i cambiamenti epocali in atto, tra cui quelli della direzione settennale de Il Giornale di Vicenza) e migliorare ulteriormente sul web con l'aiuto dei lettori e con lo stimolo dei concorrenti.
Il Divo
Sabato 19 Dicembre 2009 alle 10:03Vi offriamo in anteprima le "ciacole" che trovate in prima pagina del numero 176 di VicenzaPiù da oggi in edicola (www.vicenzapiu.com/?a=comunicati&o=2334) e da domani ancora più facile da trovare nei punti di distribuzione in città grazie alla tiratura aumentata
 Â
Il Divo Giulio (per il suo clericalismo), Catenacci (perché, secondo i critici, avrebbe fatto spesso catenaccio di fronte alle notizie, cioè non le avrebbe date), il Savonarola della domenica (per certi suoi editoriali domenicali lunghissimi e scritti con la pesantezza del sermone): molti sono stati i nomignoli affibbiati dai detrattori a Giulio Antonacci, direttore uscente del Giornale di Vicenza. Proveniente dall'ambiente di curia e dal suo organo ufficiale, la Voce dei Berici, già responsabile del servizio economia del quotidiano di Assindustria, nei suoi sette anni al timone Antonacci non è stato più di tanto uomo di macchina, quanto, mettiamola così, di "visione". Quale? Quella dei suoi editori o, meglio, in particolare di alcuni, che, messi alla porta dal cda di Athesis, si portano dietro anche lui. Per la città è un cambiamento epocale. Dalla sua poltrona, infatti, il direttore del GdV controlla, volente o nolente, l'opinione pubblica locale e perciò la politica e gli intrecci di questa con gli interessi economici. Lui, per la verità , è stato più volente che nolente. Se saprà uscire di scena con stile, gli renderemo l'onore delle armi, noi che non gli abbiamo mai fatto mancare critiche e contestazioni. Ad Ario Gervasutti che prende il suo posto vanno i nostri migliori auguri. Specie quelli di poter leggere un giornale che sia soltanto, semplicemente, un giornale. E questa volta di Vicenza per davvero. Non solo di una certa Vicenza.
Ciclabili, colpo di genio a San Felice
Venerdi 18 Dicembre 2009 alle 17:25San Felice, si sa, è uno dei punti critici per chi si sposta in bicicletta. Il senso unico in uscita dal centro, infatti, sbarra la strada a chi arriva da viale Verona; e se non si vuole rischiare un incidente o una multa, non resta che imboccare viale Milano e dirigersi verso la stazione per poi risalire per viale Roma. Con un bell'aggravio di strada e di rischi. Una soluzione ci sarebbe è tutto sommato sarebbe anche semplice: creare una corsia ciclabile contromano, sul lato sud di corso San Felice. Ma giace da anni nei cassetti del Comune. Per metterla in pratica, infatti, è necessario eliminare alcuni parcheggi (che però potrebbero essere recuperati, almeno in parte, sull'altro lato della carreggiata), e mettere in conto le prevedibili proteste dei commercianti. Che, a quanto pare, preferiscono avere una decina di macchine parcheggiate davanti alle loro vetrine, piuttosto che qualche centinaia di persone che ci transitano (e magari si fermano) in bicicletta.
Da qualche settimana, però, è spuntata una "soluzione": le virgolette sono d'obbligo, perché come si vedrà la soluzione risolve ben poco. Un piccolissimo tratto di pista ciclabile consente infatti, a chi arriva da ovest e vuole raggiungere il centro, di svoltare in via Napoli. Peccato solo che arrivati in fondo a via Napoli, codice della strada alla mano, si debba svoltare a sinistra, in via battaglione Monte Berico, per imbattersi pochi metri dopo in un'altra svolta obbligata a sinistra, e trovarsi così al punto di partenza, ma nella direzione opposta rispetto a quella in cui si voleva andare. L'alternativa è percorrere contromano una cinquantina di metri di via Battaglione Monte Berico, per poi infilarsi in via Verdi, e di lì in viale Roma. Tortuosa, oltre che "fuorilegge".

