Ulteriori vicende
Mercoledi 10 Marzo 2010 alle 20:01
Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza: sabato 6 marzo, ore 13.00. Sul pullman che riporta a casa gli studenti, un immigrato nigeriano si siede vicino ad una ragazzina tredicenne, le mostra un filmato porno sul suo cellulare, poi le mette una mano tra le gambe.
Un delinquente e malato di mente, che, se mai dovesse essere espulso, suggerirei fosse accompagnato all'aereo a calci in culo senza toccare terra, così, palleggiando.
Ma il punto è un altro.
Il Sindaco leghista di Montecchio ha subito dichiarato (Giornale di Vicenza di oggi 9/3/10): "Questa ulteriore vicenda ["Ulteriore"? Devo essermi perso le precedenti ... N.d.A.] dimostra la necessità di contrastare in modo fermo la presenza di clandestini".
Giusto.
Mi aspetto ora che, in seguito a quanto accaduto di recente a centinaia di minori negli ambienti ecclesiastici di Irlanda, USA, Germania e Italia, il medesimo Sindaco rilasci nei prossimi giorni una dichiarazione analoga: "Questa ulteriore vicenda [e qui la parola "ulteriore" è proprio quella che ci vuole ... N.d.A.] dimostra la necessità di contrastare in modo fermo la presenza di preti".
PD. Balzi scrive alla commissione di garanzia
Martedi 9 Marzo 2010 alle 13:42Di seguito pubblichiamo la lettera inviata da Luca Balzi al Presidente della Commissione di Garanzia regionale, on. Enzo Erminero
Gentile Signor Presidente,
Le sarà già pervenuta, suppongo, la comunicazione dell'ordine del giorno, votato dal Coordinamento Comunale di Vicenza nella seduta del 23 febbraio 2010, con cui si sottopone a codesta Commissione di Garanzia ogni deliberazione a riguardo, così sembra, della mia appartenenza al Partito Democratico.
Mi sarà consentito, spero, di incontrarLa per esporre le mie ragioni. Fin d'ora, però, desidero che Le sia chiaro quanto segue.
E' vero. Ho dichiarato, e lo ribadisco, che io voterò Zaia e non Bortolussi. E ho spiegato il perché. Il Corriere del Veneto di mercoledì 3 febbraio c.a. riportava fedelmente una dichiarazione di Bortolussi ad Antenna3: "Se Galan si fosse candidato di nuovo, staccandosi dal suo partito, sarei entrato nella sua lista, perché ho sempre stimato il suo modo di governare".
Magnifico! Il nostro partito ha fatto opposizione, spesso dura, per tre legislature. Il nostro candidato candidamente confessa che lui, politicamente, è sempre stato dall'altra parte della barricata. Non potendo votare Galan, l'idolo del nostro candidato, voterò per il suo sostituto, Luca Zaia.
Continua a leggereIl Veneto e la zuffa tra Lega e Pdl, di A. Statera
Lunedi 8 Marzo 2010 alle 08:30Fonte La Repubblica Â
Riportiamo come base di dibattito e commento l'articolo pubblicato il 7 marzo su La Repubblica a firma Alberto Statera e ripreso da www.dirittiglobali.it (clicca qui)
E nel derby del Nordest la Lega apre la questione morale "Il Pdl deve candeggiarsi"
La sfida di Zaia un test sulla crisi del berlusconismo. Ad eccitare la zuffa anche una bordata del governatore uscente sul Carroccio: "Quelli sono bifolchi"
Perquisita la Credinvest, banca degli sponsor di Galan, nell´ambito dell´inchiesta sulla frode Fastweb-Sparkle. Gobbo preannuncia lo spoil system di Zaia: "Persone di fiducia nei posti chiave e turn-over come nei lander"
di ALBERTO STATERA
VENEZIA - «Fanatici e bifolchi» (Giancarlo Galan ai leghisti); «Dovete fare il candeggio a prova di corruzione come la Lega» (il leghista Giampaolo Gobbo al Popolo della Libertà ); «Mi fa schifo» (ancora Galan a Maurizio Sacconi sul modo «indecente» di far politica del ministro suo compagno berlusconiano).
Altro che la battaglia della Polesella tra veneziani e ferraresi sulle sacre acque del Po.
Continua a leggereIl Presidente Napolitano risponde ai cittadini
Domenica 7 Marzo 2010 alle 13:01Quirinale.it   Â
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Signor Presidente della Repubblica,
le chiedo di non firmare il decreto interpretativo proposto dal governo in quanto in un paese democratico le regole non possono essere cambiate in corso d'opera e a piacimento del governo, ma devono essere rispettate da tutte le componenti politiche e sociali per la loro importanza per la democrazia e la vita sociale dei cittadini italiani.
Confidando nella sua serenità e capacità di giudizio per il bene del Paese e nel suo alto rispetto per la nostra Costituzione.
Cordiali saluti
Alessandro Magni
Signor Presidente Napolitano,
sono a chiederle di fare tutto quello che lei può per lasciarci la possibilità di votare in Lombardia chi riteniamo che ci possa rappresentare. Se così non fosse, sarebbe un grave attentato al diritto di voto.
In fede
M. Cristina Varenna
La risposta del Presidente Napolitano
Egregio signor Magni, gentile signora Varenna,
ho letto con attenzione le vostre lettere e desidero, vostro tramite, rispondere con sincera considerazione per tutte le opinioni dei tanti cittadini che in queste ore mi hanno scritto.
Il problema da risolvere era, da qualche giorno, quello di garantire che si andasse dovunque alle elezioni regionali con la piena partecipazione dei diversi schieramenti politici.
Il Vicenza beve un brodino alla Triestina: 0-0
Sabato 6 Marzo 2010 alle 19:22Grillo, l'azione è nulla senza pensiero
Sabato 6 Marzo 2010 alle 14:23Lettera aperta sui limiti di un tentativo positivo ma senza sbocchi. Pubblicata su VicenzaPiù n.185, da oggi in edicola a 1 euro e da domani nei consueti punti di distribuzione.
Caro Beppe,
ti do del tu perché in questi anni, leggendo quotidianamente il tuo blog, mi sei diventato amico. Ho condiviso molte tue battaglie, il V-Day 1 e 2, la denuncia della corruzione mai morta e della partitocrazia sempre viva, l'appoggio ai genuini movimenti popolari No Tav, No Discariche e naturalmente No Dal Molin, l'appello per una democrazia dal basso, la sensibilità verso la decrescita. Meno il tuo approccio tecnologico al problema ambientale (l'idrogeno, che stupidaggine), il tuo fiancheggiamento dell'Italia dei Valori finito, com'era prevedibile, in una cocente delusione, la tua amnesia del criminale signoraggio bancario, un generale "minimalismo" che ti porta a occuparti di questioni specifiche senza affrontare quella centrale e decisiva: la rivolta contro un sistema per intero sbagliato, folle, oppressivo, che ha nell'economia del profitto la sua logica e nella tecnologia, soprattutto informatica, la sua arma più forte. Ma, comune cittadino incazzato come sono, mi starai sempre simpatico perché sei uno dei pochi che chiama le cose col loro nome e dà voce all'anelito di liberazione da questa farsa altrimenti nota come Italia.
Sviluppo insostenibile
Sabato 6 Marzo 2010 alle 07:00In anteprima le "ciacole" pubblicate sul numero 185 di VicenzaPiù, dal oggi in edicola a 1 euro e disponibile da domenica nei punti di distribuzione in cittÃ
Qualche settimana fa Fabio Salviato, il fondatore di Banca Etica e di Idea (la lista politica che risponde all'acronimo di Italia democratica, etica e ambientalista), ci ha detto in un'intervista che preferisce parlare di crescita sostenibile piuttosto che di decrescita. Nei giorni scorsi il sindaco Variati, parlando di Tav, ha sottolineato l'importanza di "tenere assieme" sviluppo e sostenibilità .
Quello dello sviluppo sostenibile è un leit motiv che si sente sempre più spesso, ma che nasconde un enorme equivoco di fondo. Per non finire come russi e americani, che ai tempi della Guerra Fredda si ritenevano tutti e due depositari dell'autentico concetto di democrazia, bisogna infatti mettersi d'accordo su cosa significhino le parole sviluppo e sostenibile: se per sviluppo si intende la crescita economica e per sostenibilità ci si riferisce a idee come rispetto per l'ambiente, tutela dei diritti delle persone, miglioramento della qualità di vita, i due concetti fanno a pugni. Quindi, o si rivede l'idea di sviluppo, slegandola dai suoi risvolti economici (ci può essere uno sviluppo sociale anche se il Pil non cresce), o si rivede, in un modo che ci riesce difficile immaginare, il concetto di sostenibilità (ad esempio ipotizzando un modello di società sostenibile solo per una piccola parte dell'umanità - più o meno come quello esistente adesso). Una terza alternativa non c'è. E i tanti proclami sullo sviluppo sostenibile sono, nella maggior parte dei casi, solo uno specchietto per allodole.
Zaia non è peggio degli altri
Giovedi 4 Marzo 2010 alle 12:36
Quello che pensiamo sulla Lega Nord lo abbiamo scritto più volte. Il partito del Nord che tiene al guinzaglio il governo Berlusconi è diventato come tutti gli altri partiti: si è romanizzato, sclerotizzato, venduto al potere e agli affari (qualcuno ricorda il crack della Credieuronord salvata dal furbetto Fiorani o, per restare in zona, la finanziarizzazione dell'autostrada Brescia-Padova voluta dalla Dal Lago e saggiamente smantellata dal suo successore alla Provincia, Schneck, o ancora la minacciata speculazione a tinte leghiste sul Cis di Montebello?). Il Carroccio ha appoggiato tutte le porcherie fatte da Berlusconi, le leggi ad personam, gli incostituzionali lodi Schifani e Alfano, la sistematica aggressione alla Magistratura come organo indipendente, il salvataggio di Alitalia regalandola a Colaninno, Marcegaglia e ai soliti noti della grande industria assistita, si è rimangiata la retorica contro l'assistenzialismo rattoppando i buchi di bilancio degli amici di Silvio e Gianfranco (i dissestati Comuni di Roma e Catania), ha messo nel cassetto la sua storica avversione a Province e prefetti, ha varato un federalismo di cartapesta perché vuoto e senza uno straccio di finanziamento, si è dimenticata di quando piantava gazebi nelle piazze invocando la democrazia diretta e lo sciopero fiscale contro lo Stato oligarchico e vessatore. E soprattutto, diversamente dagli esordi quando il suo sano localismo rappresentava una reazione al globalismo, all'anacronistico centralismo nazionale e alla partitocrazia, non mette in discussione più nulla di questo sistema politico.
Pollai televisivi
Mercoledi 3 Marzo 2010 alle 08:30Riceviamo da Giovanni Bertacche (Clirt) e pubblichiamo
Pollai televisivi, e come non dovremmo essere d'accordo con Berlusconi per lo stop ai talk show politici? In fondo l'avevamo intuito modestamente anche noi: i dibattiti urlati non offrono alcuna utile informazione e, salvo qualche provocazione, neppure garantiscono il divertimento. E poi perché queste passerelle di politici a tutte le ore sulla tv pubblica: se vogliono spazi sul teleschermo se li paghino; così almeno sembra pensare il premier. E noi siamo con lui. Ma in mancanza di Ballarò, Annozero o Bruno Vespa come riempiremo le serate televisive; questo il nostro cruccio fintantoché il consiglio di amministrazione della Rai, vigilanza permettendo, non riprogrammerà i nostri gusti. Al loro posto "Marcellino pane e vino", "le apparizioni di Lourdes", così non c'è il rischio di interferenze con le elezioni regionali.
Luca Zaia ministro sorride su pagine patinate
Martedi 2 Marzo 2010 alle 08:01
Riceviamo da Matteo Quero e pubblichiamo
Luca Zaia ministro sorride in giacca e cravatta fra le spighe di grano su pagine patinate e profumatamente pagate (450.000euro di soldi pubblici) dai contribuenti.
Luca Zaia candidato sorride su migliaia di manifesti con cui ha tappezzato tabelloni, fermate dei tram, stazioni, strade, ponti e qualsiasi superficie piana verticale in Veneto, formando un interminabile prato verde virtuale (il verde reale la Lega preferisce cementificarlo, vedi operazione Cis a Montebello Vicentino).
Zaia ministro e candidato sorride perché è l'unico leghista nato a più di 100 chilometri da Varese ad essersi attovagliato al tavolo dei ministri a Roma, e così pensa di avere le carte in regola per guidare la Regione Veneto.

