Ventotene, Renzi Merkel e Hollande pensano all'Europa post Brexit
Si incontrano su una nave da guerra. Proprio come fecero settantacinque anni fa Churchill e Roosevelt nell'agosto del '41 quando, nel momento dell'apparente trionfo nazista, vararono la Carta atlantica e misero le basi del futuro ordine mondiale. Ma la portaerei Garibaldi ancorata davanti all'isola simbolo di Ventotene non sarà la Prince of Wales dell'Europa. Né Merkel, Hollande e Renzi sembrano avere il coraggio politico e la lungimiranza intellettuale per gettare il cuore oltre i molti ostacoli che oggi minacciano l'Unione, indicando fin da ora quale sarà il volto dell'Europa post-Brexit.
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Il paradosso del deficit, Renzi e Merkel oggi a Ventotene
A Ventotene, Angela Merkel e Matteo Renzi si presenteranno alle telecamere di tutto il mondo come rappresentanti di realtà antitetiche. La cancelliera tedesca guida un governo che viene visto dagli altri - e vede se stesso - come il punto di riferimento nella disciplina di bilancio. Il presidente del Consiglio si muove all'estremo opposto, data la percezione internazionale della fragilità finanziaria italiana. Naturalmente la reputazione di entrambi i Paesi sui conti pubblici per molti aspetti è meritata. Il deficit tedesco è azzerato da anni, mentre l'Italia fatica a contenere il proprio; il debito della Germania sta accelerando il calo in proporzione al reddito nazionale (Pil), negli anni in cui quello del governo di Roma sale a sempre nuovi massimi storici.
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Province: anche in Veneto verso la Caporetto dei servizi pubblici
Diversamente da quanto ancor oggi sostiene il ministro Elena Boschi, che spaccia mentendo i risparmi dell'abolizione delle province come uno dei risultato economici della sua micidiale modifica della Costituzione, la Provincia non è stata abolita, ha ancora la piena responsabilità su temi fondamentali ma non solo non riceve più trasferimenti dallo stato, tagliati ma deve restituire all'erario buona parte delle sue entrate: Roma non solo non dà più un euro ma passa all'incasso lasciando però in capo alle province tutti i problemi e la materie a cui bisogna dare risposta. Da finanziate dallo stato le province sono diventate finanziatrici nette dello stato. Ma, visto che non ha licenziato nessuno perché mantiene ancora compiti e funzioni strategiche, continua a costare.
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Miopia contro gli immigrati: anche contro gli azzurri d'argento del volley Ivan Zaytsev, Osmany Juantorena e Oleg Antonov?
Oggi c'è un fatto internazionale, che mi suggerisce una riflessione. Alla miopia di chi blatera, sempre e comunque, contro gli stranieri e gli immigrati senza intravedere in loro, fatte le eccezioni "di legge", una possibile risorsa offro le immagini dei tre leoni che hanno contribuito a regalare l'argento all'Italia nella finale olimpica di volley maschile, piangendo e commuovendosi, rispettivamente, per l'oro mancato e per il secondo posto conquistato. Sono Ivan Zaytsev, di origini russe e nato in Italia, Osmany Juantorena, sangue cubano poi naturalizzato italiano i cui colori ha scelto invece che quelli di Cuba, dove lo volevano purchè rinunciasse alla sua libera carriera di atleta in Italia, e Oleg Antonov, padre campione olimpico russo ma con moglie e figli italiani. Tra i milioni di italiani doc che oggi tifavano Italia per il volley ci saranno anche quelli che non vogliono gli "stranieri". Anche gli azzurri d'argento del volley Ivan Zaytsev, Osmany Juantorena e Oleg Antonov?Continua a leggere
Il 21 agosto moriva Palmiro Togliatti, il ricordo e il paragone con oggi di Giorgio Langella del Pci Vicenza
Riceviamo da Giorgio Langella, Segretario Pci Vicenza, e pubblichiamo
Il 21 agosto del 1964 moriva Palmiro Togliatti segretario del PCI. Forse è superfluo commentare la statura politica di Togliatti o fare l'impietoso paragone tra chi ha contribuito a scrivere la nostra Costituzione e la “fauna di nani e ballerine" che oggi popola lo scenario politico italiano. Ma è bene ricordare qui quello che disse nel suo discorso all'Assemblea costituente l'11 marzo del 1947 rivolgendosi alla vecchia classe dirigente "prefascista". Continua a leggere"Prima bruciare, poi indossare": l'editoriale di Gervasutti che apprezziamo. Anche perchè corregge il titolo falso di pochi giorni fa sul "burka vietato da Merkel"
"Prima bruciare, poi indossare", così Ario Gervasutti titola il suo corsivo sulla querelle sul "burkini sì o no". Ve lo proponiamo soprattutto perchè molte delle considerazioni che fa il direttore de Il Giornale di Vicenza sono condivisibili o portano a riflessioni necessarie e non facile sull'argomento della libertà delle donne, anche islamiche, e della cività occidentale che si farebbe paladina della libertà "imponendo", però, questa volta in Francia un divieto: quello di indossare il burkini in spiagga. Ma vi proponiamo l'editoriale anche perchè il direttore rimette a posto, con stile anche se con un'evidenza limitata e chiara agli addetti ai lavori e non ai malpancisti a cui puntava il precedente titolo "commerciale", la questione di un titolo di venerdì 19 agosto sul suo quotidiano che, per noi, era palesemnte falso.
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Manovra, Il Fatto: zavorra da 37 miliardi di derivati su 150,9 miliardi di debito pubblico
Effetto boomerang. Servono per allungare la durata del debito e proteggere contro l'aumento dei tassi, ma dal 2006 stanno facendo lievitare i costidi Stefano Feltri, da Il Fatto Quotidiano
Nel 2015 le perdite da derivati sono arrivate a 6,7 miliardi e il governo ha fatto privatizzazioni per 6,6 miliardi. Coincidenze? Le due voci si compensano nelle tabelle che misurano le variazioni del debito, ma come ogni anno la legge di Stabilità sulla quale il governo sta già lavorando viene scritta senza considerare l'impatto che avranno i contratti stipulati su 150,9 miliardi di debito pubblico (il "nozionale"). Il ministero del Tesoro non fornisce stime sull'impatto negativo previsto in corso d'anno, anche se è rilevante. Siamo passati dai 2,1 miliardi del 2011 ai 6,7 del 2015. E, come ricostruisce Bruno Tinti (in un'altra pagina del giornale, ndr), il Consiglio di Stato ha sancito che i giornalisti non hanno titolo a richiedere copia dei contratti tra ministero e banche. Ammesso che siano comprensibili.
Continua a leggereAppello ai vicentini per un "nuovo inizio": diamo a Vicenza più coraggio
L'appello di un "cittadino qualunque", ma comunque di un "cittadino. A tutti i vicentini che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori di Vicenza, senza pregiudizi né preconcetti, facciamo appello perché uniti insieme propugnino nella loro interezza gli ideali di legalità , giustizia e libertà dai condizionamenti. E, mentre le istituzioni debbono recuperare tutto il loro prestigio dando risposte efficaci alla comunità vicentina, tutti corpi intermedi ritornino alle loro origini fondative di tutela di interessi particolari nel perimetro etico del bene comune. I cittadini si riprendano la loro sovranità esercitandola responsabilmente per contribuire ad un "nuovo inizio" e dare anima a quei principi che varranno ad allontanare i rischi di tensioni sociali e di esclusione delle periferie e ad affrontare le nuove forme di guerra, il che richiede donne e uomini coraggiosi nella solidarietà e forti nel rigore morale.
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Candidati impresentabili a Vicenza: a casa! Incapaci di prendere posizione anche sul caso BPVi si dimettano Variati e i suoi "affiliati"
Vicenza doveva essere, secondo il sindaco Achille Variati, un laboratorio di politica, di nuovi modi di fare politica ed essere quindi esempio per tutto lo Stato Italiano. Nel 2008 questo fu il suo esibirsi accanto a coloro che dell'antiamericanismo avevano fatto il loro emblema e che ora, vedi il caso degli esponenti del Bocciodromo e dei cosiddetti Cristiani per la pace, non sono più tanto amati, perché cerca di assicurarsi un futuro o, meglio, un futuro ai suoi "affiliati". In realtà a Vicenza si dovrebbe avere più coraggio e magari non permettere di "rimanere" a coloro che negli ultimi anni hanno fatto, si fa per dire, "politica". Un intero gruppo, quello di Variati, deve essere mandato a casa, a partire da tutti gli esponenti del Listino, che sono serviti a portare voti, spacciandosi magari per "volontari", ma non ad esprimere qualche cosa per la città .
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Rimpatrio dei richiedenti asilo "bocciati" in prima istanza: ora è sempre più duro il prima “accogliente” Achille Variati. Che per Zonin e Zigliotto della BPVi attende ultimo giudizio
“La bocciatura delle commissioni dovrebbe portare al rimpatrioâ€. Il sindaco Achille Variati interviene con una dichiarazione ufficiale in merito alla proposta del ministro della giustizia Andrea Orlando di snellire le procedure per i ricorsi contro le decisioni delle commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale. È l'ennesima presa di posizione forte del primo cittadino berico che negli ultimi tempi, in contrasto col partito, il PD che pure gli ha dato per due mandati un supporto troppo incondizionato, e con la linea umanitaria del governo, sta assumendo un atteggiamento sempre più duro sul tema profughi e immigrazione.
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