Vicenza, dimezzato l'arretrato del contenzioso tributario
Lunedi 6 Marzo 2017 alle 18:03 | 0 commenti
Tra il 2015 e il 2016 in quasi tutte le province venete l'arretrato del contenzioso tributario è calato con una media del 19,26%, passando da 9906 cause pendenti al 31.12.2015 alle 7998 del 2016. Oltre la metà delle province venete hanno avuto un abbattimento dell'arretrato superiore al 21%. In testa Vicenza con -39% liti pendenti, seguita da Padova -24%, Treviso -23%, Rovigo -21%, Verona -9% e Venezia -6%. Solamente a Belluno si registra un dato positivo +23% con procedimenti pendenti in aumento di 5 unità , che passano da 110 a 135. La Commissione Tributaria di Vicenza si è dimostrata la più virtuosa del Veneto, con numeri doppi (39%) rispetto alla media regionale del 19% e 1908 cause smaltite, di cui 776 solamente nel capoluogo berico.
«Proseguendo con questi ritmi a Vicenza - osserva l'avvocato Umberto Santi, presidente della Camera degli Avvocati Tributaristi del Veneto - nel giro di al massimo un paio di anni il contenzioso tributario arretrato potrà essere totalmente azzerato. In Veneto ed in particolare a Vicenza abbiamo la prova dei benefici che i cittadini-contribuenti possono ottenere attraverso una presidenza professionale, togata e a tempo pieno della Commissione Tributaria Provinciale. Si tratta di un esempio positivo realizzato e replicabile in altre sedi. Si tratta di un importante segnale che si può arrivare ad un sistema di giustizia tributaria che funziona e che garantisca al cittadino-contribuente una giustizia efficace ed efficiente, perché una giustizia lenta, anche in materia di imposte e tributi, è sicuramente ingiusta.»
Vicenza rappresenta un modello virtuoso grazie al fatto che la Commissione Tributaria Provinciale è presieduta da un giudice togato, dedicato a tempo pieno alla giurisdizione tributaria e alla riorganizzazione dei carichi pendenti. Grazie a questo nel 2016 il contenzioso arretrato è diminuito di quasi il 40% passando da 1970 cause pendenti al 31 dicembre 2015 alle 1194 di fine 2016, attraverso la definizione di 1597 procedimenti, a fronte di 821 nuovi ricorsi pervenuti. Insomma sono stati definiti un numero di procedimenti circa doppio rispetto ai nuovi procedimenti incardinati nell'anno.
La Camera degli Avvocati Tributaristi del Veneto ha svolto una verifica sul campo per valutare la validità pratica di quanto proposto a livello normativo sulla necessità dell'impegno a "tempo pieno" del Giudice tributario. La verifica è stata condotta su un campione rappresentato dalle 7 Commissioni Tributarie Provinciali del Veneto.
"L'esempio vicentino - conclude Umberto Santi - dimostra una giustizia tributaria che può funzionare secondo i principi di efficacia e di efficienza e conferma la fondatezza della proposta degli Avvocati Tributaristi per una ferma presa di posizione mirante a garantire, tramite la riforma della giustizia tributaria, un giudice tributario professionale e veramente a tempo pieno, nell'ambito di una preservata giurisdizione speciale tributaria."
Erano stati gli Avvocati Tributaristi italiani il 24 settembre 2016, a conclusione del IV Congresso Nazionale di Palermo, ad approvare all'unanimità la mozione congressuale in cui si evidenziava che, «A prescindere dalla perdurante presenza o meno di Giudici laici e di Giudici a tempo parziale, "l'intelaiatura" della magistratura tributaria deve essere costituita da "un'ossatura" di Giudici togati a tempo pieno. Esigenza, questa, imprescindibile soprattutto per i Presidenti dei nuovi Tribunali tributari e Corti d'Appello tributarie ma anche per i relativi Presidenti di sezione. Andrebbe dunque avviata la formazione di una classe di magistrati tributari di ruolo, preservando - sia pure a scadenza - gli attuali componenti delle Commissioni tributarie, sia togati che laici equiparando a tutti gli effetti questi ultimi (laici) ai primi (togati).
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