Un Balzi contro il vuoto: "Vogliono far fuori Variati"
Sabato 17 Gennaio 2009 alle 17:29 | 0 commenti
 Il consigliere comunale ex-Ds attacca la corrente riformista nel Pd: “Manovrano per la Dal Lago sindaco"
Linguaggio felpato da piccolo D’Alema, ma bordate dirette alla Cacciari. E’ l’impressione ci ha fatto il giovane consigliere comunale Luca Balzi (Pd), ex segretario dei Democratici di Sinistra del capoluogo berico. Lo abbiamo sentito perché da un po’ si è ritagliato la parte del grillo parlante contro certe prese di posizioni all’interno del suo partito.Â
Com’è la situazione del Partito Democratico in città ?
Innanzitutto la situazione nazionale non ci aiuta per niente. Ti ferma l’elettore Pd e ti dice che quando legge i giornali, è una vera pena… Poi siamo deboli a livello regionale: personalmente ringrazio il senatore Giaretta di essere rimasto, ma serve un suo scatto per il ricambio generazionale. Nel 2009 ci saranno tutti i congressi, in Lombardia il segretario, Martina, ha 30 anni. E poi bisogna costruire un Pd veneto autonomo da Roma, ad esempio sul federalismo fiscale. Senza pregiudiziali verso nessuno.
Lega compresa, quindi.
Verso nessuno.
Arrivando a Vicenza…
Ecco, premesso che non sono alla ricerca di incarichi, devo dire che il partito è in estrema difficoltà . E’ appena partito il tesseramento, bene: quando parlo della giunta Variati, tutto ok, ma è drammatico raccogliere tessere quando parlo del partito, a causa di quelle che vengono chiamate “sensibilità tematiche". Le correnti, insomma.
La geografia interna del Pd berico è così composta: a livello cittadino ci sono gli ex popolari-ex Margherita (Variati, il neo segretario Claudio Veltroni, l’assessore Cangini), gli ex diessini (l’assessore Dalla Pozza, il presidente del consiglio comunale Poletto, la deputata Sbrollini) e Vicenza Riformista (il capogruppo in Sala Bernarda, Formisano, l’ex consigliere Alifuoco, lo scrittore ed editorialista del Giornale di Vicenza Antonio Baldo). In provincia, invece, gli ex Margherita fanno riferimento all’ex presidente provinciale Doppio, al consigliere regionale Berlato Sella e all’attuale segretaria del partito Filippin; da poco è nata l’associazione Olof Pahlme, una sorta di sinistra interna del Pd, capeggiata dal consigliere in Regione Claudio Rizzato, dall’area Uil (Silvano Veronese), ma vi hanno aderito anche Dalla Pozza e Poletto. Fuori restano lui, Balzi, la Sbrollini e anche il sindaco di Montecchio, Scalabrin.
Continua Balzi: Il lavoro di Claudio Veltroni è positivo, ma bisogna far comunicare il partito con gente nuova, e questo non è semplice. Non ho capito ad esempio certe posizioni del mio capogruppo, Formisano. Prima sul caso Giglioli, anche se poi si è chiarito, e successivamente, prima di Natale, quando ha detto che non era ancora finita la questione di nuovi assessori in giunta.
Balzi si riferisce al fatto che Formisano abbia manifestato il suo scontento verso le accuse di Giglioli all’ex consigliere Alifuoco, riaprendo poi il problema di nuove nomine in giunta (in cui non è ancora stata fatta quella di assessore allo sviluppo economico). Talchè si è prodotta una ridda di e-mail fra responsabili del partito con reciproche accuse di indebolire l’amministrazione.
Il 4 gennaio Adriano Verlato, anche lui di Vicenza Riformista, mi attacca pubblicamente. Ho ritenuto di rispondere con una lettera perché ho raccolto tanti indizi concomitanti, che insieme, se non erro, fanno una prova.
Una prova di che?
La prova che era in atto una manovra per destabilizzare la giunta, e io so che per sventare una congiura bisogna svelarne i piani.
Lei ha scritto: “arrivo a credere che non sia una grande manifestazione di riformismo l’azione politica di chi si adopera, fa riunioni, organizza incontri, va alla ricerca di adepti, al solo scopo di mandare a casa il sindaco del Pd per mettere al suo posto una nota esponente del centro destra, in un coacervo di personaggi provenienti un po’ da tutte le parti politiche, relegando così il centro sinistra all’opposizione per chissà quanti anni". E’ la vecchia ipotesi del governo trasversale Dal Lago-Alifuoco. Sempre verde?
Quando parlo con qualsiasi esponente del centrodestra e chiedo a quale sindaco pensano per il futuro, tutti mi rispondono la Dal Lago, ma aggiungono Alifuoco come assessore. Chissà perché. Io spero che ci siano prove e indizi che smentiscano la manovra.
Anche la famiglia dei Sala si è avvicinato al gruppo di Vicenza Riformista. Come se lo spiega?
Ho grande rispetto umano e politico di Giorgio Sala e dei suoi figli, lui è troppo onesto, saggio e corretto per imbarcarsi in qualsiasi progetto politico contro il bene comune.
Giglioli nella sua famosa lettera di dimissioni si scagliava contro la lobby economica che si celava dietro il piano gas presentato dal suo ex collega advisor in Aim, Maurizio Borra. Lei ora è in commissione territorio: si aspetta la pressione delle lobby del cemento sul nuovo piano regolatore, il Pat?
Sono consapevole che le lobby ci sono e ci sono sempre state, quel che non è normale è che usino armi di pressione improprie e che il Comune cali le braghe. Ma sono convinto che ciò non avverrà , perché l’assessore Lazzari non si farà condizionare e i gruppi consiliari la aiuteranno in questo.
Altri sani auspici per il futuro?
Auspico che ai congressi si parli di politica invece che di poltrone. Per esempio sulla bioetica io mi ritroverò in una mozione diversa da quella della senatrice cattolica Binetti…
Sì ma le questioni di Vicenza, abbia pazienza, non passano dai dilemmi bioetici, bensì, come in tutte le città , dagli equilibri interni a un partito percorso da una guerra per bande, più che da nobili contrasti ideali. Vogliamo fare chiarezza ai cittadini su questo punto?
Sì, e io allora auspico il chiarimento politico sul vero perché ci si divide nel partito. La politica è adesione e impegno sul piano ideale o è una guerra per bande? Bisogna recuperare il senso della politica e recuperandola ci potrebbero essere amici del Pd così capaci da essere sprecati per la cosa pubblica. Tutto quello che mi sembrerà contrario all’amministrazione Variati mi vedrà vigile sentinella.
L’ultimo giapponese di Variati, dunque. Che si congeda con una allusione molto maliziosa ad amici “sprecati" per la politica: un invito a farsi da parte rivolto ai suoi avversari interni di Vicenza Riformista.
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