Promessa solenne: oneri più alti. Ma di quanto?
Sabato 14 Febbraio 2009 alle 16:50 | 0 commenti
Una promessa è debito: i privati titolari di concessioni edilizie sborseranno più quattrini al Comune per continuare a godere della licenza. E’ questo l’impegno che si assume davanti alla città la premiata coppia Francesca Lazzari-Pierangelo Cangini, rispettivamente assessore al territorio (e cultura) e assessore all’edilizia privata. E il primo banco di prova sarà una delibera ad hoc da inserire nel Pat, dopo la polemica sulla variante alla zona industriale innescata dal consigliere del Pdl, Marco Zocca, predecessore della Lazzari all’urbanistica.
Zona industriale ovest: un milione di metri quadri decisivi per capire non solo se l’amministrazione Variati intende dare un volto finalmente umano ad un’area abbandonata agli abusi (257, di cui 58 ancora “aperti�) e all’incuria (gli standard sono a quota zero), approvata con qualche mal di pancia all’interno della maggioranza. La variante Zocca, infatti, istituiva una sovrattassa di 50 euro al metro quadro in aggiunta agli oneri di urbanizzazione. Una misura bocciata dagli uffici tecnici della Regione. Un errore, secondo l’ex assessore forzista considerato vicino ai privati interessati (fra cui la Valbruna e Beltrame, per citare i due nomi più grossi) e rappresentati dal dirigente confindustriale Roberto Travaglini. Zocca, infatti, sostiene che così verranno meno i danari necessari a finanziare la riqualificazione. E in più punta il dito contro la volontà , fortemente sottolineata dalla Lazzari, di far passare il progetto al vaglio del consiglio comunale (in gergo tecnico, tramite uno Iup). Troppa burocrazia, dice Zocca.
«Burocrazia? Noi vogliamo riportare la pianificazione del territorio sotto la governance del Comune», ribatte la Lazzari. Secondo la quale, in pratica, quei 50 euro da far pagare in più ai proprietari sarebbero stati un contentino, un’elemosina in cambio di un liberi tutti per il privato. «Certo, loro mi davano quei 50 euro e poi…», e conclude con un gesto della mano come a voler dire “e chi s’è visto s’è visto�. Lei invece vuole «rivedere gli oneri di urbanizzazione, ovviamente al rialzo» per tutta la città , e fare il possibile per migliorare il recupero di quelli pregressi e degli standard, a cominciare dalla zona ovest: «Diciamolo chiaro: la variante rimane una schifezza, ma almeno stiamo cercando di mettere dei limiti. Io non voglio che la variante diventi il piano regolatore della zona industriale, voglio arrivare a un disegno complessivo, cioè far finire tutto nel Pat». Per cui è costretta a «a mantenere aperta la contrattazione il più possibile», rimandando al Pat e forse confidando anche nella spaccatura politica in Regione, lacerata dal duello fra PdL e Lega Nord. Lanciando un segnale chiaro all’Associazione Industriali: cari signori, si deve passare per un voto del consiglio comunale, cioè per la politica.
Che in teoria dovrebbe essere sovrana. La settimana scorsa su questo giornale il capo del sindacato inquilini, Fulvio Rebesani (politicamente vicino a Sinistra Democratica), ha attaccato l’assessore Cangini perché sarebbe «sensibile ai desiderata dei privati». Il cattolico Cangini, presente nel cda del settimanale diocesano La Voce dei Berici, si attesta sulla linea Lazzari: «Sì, rivedremo gli oneri», ovvero «saranno alzati». Sono fermi da venti anni, un’irregolarità assoluta rispetto alla legge, che prescrive siano rivisti ogni cinque. «Solo considerando l’aumento statistico registrato dall’Istat, arriveremmo già a una bella cifra», dice Cangini. La delibera sugli oneri sarà proprio lui a presentarla, e l’unico aspetto su cui si sbilancia è la «valutazione che faremo dell’attuale situazione socio-economica, che non è facile».
Calma: significa che la congiuntura giustificherà un incremento ridicolo degli oneri, con somma gioia dei privati che in tutti questi anni hanno lucrato sulla rivalutazione dei terreni? «Non si preoccupi, staremo a vedere se sarà così», ci rassicura la Lazzari per fugare ogni nostro dubbio su quella che pare una resistenza un po’ sospetta a far pagare ai privati ciò che devono alla collettività dopo un lungo lassismo. In effetti, in Cangini si nota un certo timore di sembrare punitivo nei confronti di industriali e commercianti. Lo conferma il modo con cui presenta il pugno di ferro deciso dalla giunta verso gli abusi in zona industriale: «Li sanzioneremo, e se il privato ritiene di essere danneggiato ricorra pure al Tar», tuttavia «si procederà con giustizia, non con giustizialismo».
A noi è sempre sfuggito il significato di tale parola, usata in genere da coloro per i quali la legge è una seccatura che ostacola gli affari propri o quelli della propria parte politica (perché nessuno parla mai di “affarismo� o di “lobbismo�, invece?). Ma al sodo saranno i fatti a parlare: se, come sillaba Cangini, gli abusi «verranno perseguiti», giustizialismo o no vedremo il ritorno a un po’ di sana legalità persino in quel far west che finora è stata l’urbanistica vicentina.
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