Opinioni | Categorie: Politica

Perché difendo Cuba. Senza essere castrista

Di Alessio Mannino Giovedi 22 Aprile 2010 alle 18:38 | 0 commenti

ArticleImage

Come attenuante alla palese incomprensione del senso del mio articolo, concedo alla cubana Medina il fatto di non essere l'italiano, con tutta evidenza, la sua lingua madre (lo si evince dalla sua email, piena di acredine e di congiuntivi mancati).

Ma chi se ne importa, e vengo alla replica punto per punto.

-Non ho scritto che nell'isola non c'è internet. Ho sostenuto che la rete informatica non deve diventare il cavallo di troia di un Occidente che si intromette nella vita degli Stati che non si assoggettano al suo modello di produzione e consumo. Un modello che ha nel web (utile come fonte di informazione) un totem di libertà, ma anche un pervasivo strumento di anestetizzazione delle masse. Tutti davanti alla tastiera, mentre là fuori ci fottono.
-So perfettamente che a Cuba inculcano l'odio per l'America e i suoi valori: per forza, sennò non sarebbe un paese comunista. Ma mi scusi, vogliamo perfino pretendere che un regime che si dichiara tale, cioè anticapitalista, non insegni a disprezzare la sua antitesi, il suo nemico ideologico? Sarebbe stato come chiedere, a parti rovesciate, a JR di Dallas di diventare un filantropo socialista.
-Le guerre a cui ha partecipato Castro. D'accordo: in passato. Ma vorrebbe farmi credere che Cuba ha giocato un ruolo decisivo nello scacchiere militare mondiale? E soprattutto: oggi, quale guerra sta combattendo Cuba? Contro chi? Dove starebbe esportando il "sol dell'avvenire"? Se lo sa, me lo faccia sapere. Sarebbe uno scoop.
-La "crisi di Cuba". Sì, quarant'anni fa. Il mio articolo si riferisce al qui e ora, anno di grazia 2010, o al limite agli anni recenti. L'isola era nevralgica, ripeto, quando esisteva l'Urss, perché costituiva un insidioso avamposto sovietico nel cortile di casa americano. Crollata l'Unione Sovietica e finita la Guerra Fredda, senza appoggi da parte della Cina che ormai è comunista solo di facciata, l'Avana è isolata e conta poco nella geopolitica globale. E' importante solo nel limitato quadrante centro-sudamericano. Un problema locale per gli Americani che certo non amano fastidiose indipendenze nelle proprie immediate vicinanze. Ma, ribadisco, una spina nel fianco di livello regionale, perché priva del protettore di un tempo, il colosso russo.
-I fuggitivi morti, così come gli arrestati e in generale le vittime della repressione di Stato non sarò certo io a negarli. Non sono un difensore d'ufficio del regime tardo-castrista, alla Minà. Principalmente per il fatto che detesto il marxismo. Ma è un fatto, da me non voluto ma semplicemente constatato, che io segnali di una sollevazione popolare contro gli eredi della salma Fidel non li vedo. Ergo, se la logica della realtà ha un senso, se ne deve dedurre che gli oppositori sono una minoranza, e neanche troppo numerosa. I quali, intendiamoci, hanno tutta la mia stima, ammirazione e solidarietà umana e politica: d'istinto e per principio, infatti, sto sempre con le minoranze. Ma questo non autorizza a montare la grancassa della demonizzazione dall'esterno allo scopo di costruire e alimentare, nelle opinioni pubbliche occidentali, la giustificazione etica per continuare con un embargo criminale che affama un intero popolo. Tenendo viva l'avversione per un paese non allineato ai desiderata di Washington. E servendola magari, un domani, come argomento per "liberarlo", cioè invaderlo, come è stato fatto per l'Afghanistan (a proposito: viva i talebani!) e l'Irak.
E se le parole hanno un senso, vorrei usarne di chiarissime per chiarirmi alla signora Medina: non sono filo-cubano per partito preso, non sono comunista, la coercizione e le persecuzioni mi fanno ribrezzo, non ho neanche mai avuto una maglietta di Che Guevara, ma non rompiamo i coglioni agli altri popoli solo perché non sono democratici, capitalisti e non fanno la riverenza al Segretario di Stato americano. Lei mi dirà: ma quello è il mio popolo. Ebbene, se il sottoscritto dovesse espatriare dall'Italia per motivi politici, direbbe sicuramente peste e corna di chi ve l'ha costretto, come lei fa col regime cubano. Ma se la maggioranza dei miei connazionali avesse lasciato fare questo non ribellandosi come avrebbe dovuto fare, io non piangerei né m'indignerei per loro. Penserei: alla malora, se lo sono meritato. Altro che le campagne di sensibilizzazione, per giunta fatte in compagnia di quell'intollerante matricolato di Aldo Forbice. L'amore, anche patriottico, a volte può essere una brutta bestia.


Commenti

Ancora nessun commento.
Aggiungi commento

Accedi per inserire un commento

Se sei registrato effettua l'accesso prima di scrivere il tuo commento. Se non sei ancora registrato puoi farlo subito qui, è gratis.





Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
Gli altri siti del nostro network