Opinioni | Categorie: Politica

Lega, banda armata? Ma per piacere

Di Alessio Mannino Lunedi 25 Gennaio 2010 alle 19:19 | 0 commenti

Il tribunale di Verona ha rinviato a giudizio il sindaco di Treviso, Giampaolo Gobbo, l'ex primo cittadino di Milano, Marco Formentini, il vicesindaco di Camisano, Giuseppe Maddalena, e altri trentatrè leghisti che nel 1996 erano "camicie verdi" con l'accusa di costituzione di associazione militare con scopi politici eversivi. Fuori dal processo dieci parlamentari salvati dalla mancata autorizzazione a procedere: fra questi Bossi, Maroni, Calderoli, Borghezio, l'assessore provinciale Vascon. Le prove consistono nel ritrovamento di elenchi degli appartenenti col porto d'armi, nella colluttazione contro la polizia quando perquisì la sede di via Bellerio a Milano e in una serie di intercettazioni da cui si evincerebbe che le guardie padane sarebbero stati uomini armati pronti a combattere. Il procuratore aggiunto Angela Barbaglio, fino a poco tempo pm a Vicenza, ha spiegato che «le camicie verdi e le guardie padane avevano come finalità lo scioglimento dello Stato».


Nientemeno. Parliamoci chiaro: non si tratta dell'ennesimo «complotto», come ha blaterato lo sceriffo trevigiano Gentilini, né di una giustizia "astratta" come pensa il candidato governatore del Veneto, Luca Zaia (quale sarebbe quella concreta, vicina al popolo: quella per cui se il popolo, poniamo, è in preda all'ùzzolo di arrestare tutti i romeni, si dà via ai pogrom legali?). No, qui siamo semplicemente al ridicolo. Considerare i padani un tempo in uniforme un vero corpo paramilitare di stampo squadrista, ossia una seria minaccia all'ordine costituito, è semplicemente surreale. A metà strada fra il servizio d'ordine e la spacconata propagandistica, le camicie verdi non hanno mai rappresentato un pericolo per nessuno. Il porto d'armi, se regolarmente registrato, non costituisce reato. Qualche rodomontata sparata al telefono meno che meno. Quanto ai tafferugli nella sede del Carroccio, l'attuale ministro degli Interni, Bobo Maroni, si è già beccato una condanna per resistenza a pubblico ufficiale (aveva azzannato la caviglia di un poliziotto). Sul banco degli imputati, in realtà, si vuole far finire l'illusione, certamente accarezzata dalla Lega in quel periodo politicamente secessionista e rivoluzionario (a parole), di creare un Nord indipendente. L'accusa lo dichiara esplicitamente, svelando così la vera colpa dei leghisti: le loro idee. Ora, se salteranno fuori altre prove abbastanza convincenti da dimostrare che la violenza sarebbe stata un'opzione premeditata, programmata e preparata per farle trionfare, l'eversione ci sarebbe tutta e l'eventuale condanna ineccepibile. In una democrazia che voglia ancora darsi la parvenza di essere tale, non esistono opinioni aberranti, neanche quelle più intolleranti e palesemente infondate: esiste solo il discrimine dell'uso della forza, che è inaccettabile. Ma se così non è, e francamente non pare, si tratta della solita caccia alle streghe. Il rischio è che streghe, stregoni e demoni, un giorno, si risveglino davvero. E si ribellino ad un sistema che pretende di essere democratico facendo ricorso al reato d'opinione, che è quanto di più antidemocratico ci sia.

 

Alessio Mannino


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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