La tavola dei giovani
Lunedi 20 Luglio 2009 alle 08:13 | 0 commenti
L'assessorato alle politiche giovanili lancia ViLab, la consulta dei giovani. Dal centro sociale ("Potrebbe anche non servire") alla mobilità ("Dateci gli autobus per la discoteca"), ecco la voce dei ragazzi
Bus a prezzi scontati per andare in discoteca senza rischiare la patente e la vita, futuro centro giovanile (attenzione, non chiamatelo centro sociale!), tornei di calcetto all'ombra della Basilica e feste d'istituto nel nuovo teatro. Alcune sono proposte già discusse e quasi pronte, altre sono solo idee appena abbozzate. Di certo c'è che ViLab, il nuovo tavolo di lavoro promosso dall'assessorato alle politiche giovanili, in appena un paio di mesi di attività ha già cominciato a mettere un bel po' di carne al fuoco.
L'iniziativa, partita da un'idea dell'assessore Alessandra Moretti, raccoglie una ventina di rappresentati del mondo giovanile vicentino. C'è chi viene dal mondo della politica e dei partiti (Sinistra Democratica, il Pd, il Pdl, la Lega Nord, l'Italia dei Valori, le civiche come Vicenza Capoluogo e la lista Variati), c'è chi porta la voce delle associazioni e delle cooperative - ArciRagazzi, Scout, Associazione Noi (quella che gestisce gli oratori), cooperativa il Mosaico, i gruppi delle feste rock, Aster3, le associazioni dei migranti - e c'è chi viene dall'esperienza della scuola, come i rappresentanti degli studenti delle superiori e dell'università .
Tante anime, tanti punti di vista, che ora hanno un tavolo dove confrontarsi e da cui far sentire la proprio voce. Non sarà facile, e i primi ad esserne coscienti sono proprio loro. Tanto per fare un esempio, uno dei primi ostacoli da superare sarà quello di trovare un metodo di lavoro condiviso tra chi vorrebbe un'organizzazione più gerarchizzata (con sottocommissioni e votazioni a maggioranza), e chi, invece, propende per la discussione ad oltranza fino al raggiungimento di una proposta condivisa da tutti. Può sembrare una questione di poco conto, ma a volte è proprio su bucce di banana come questa che rischiano di scivolare anche le iniziative migliori. Per il momento, comunque le buone intenzioni non mancano. E nemmeno le proposte, almeno da quello che abbiamo raccolto andando a sentire alcuni dei componenti della consulta.
Meno alcol, più taxi
Spostarsi la sera in modo sicuro, rapido e possibilmente economico è un problema con cui tutti i ragazzi, prima o poi, si trovano a dover fare i conti. Non è un caso che uno dei primi argomenti discussi al tavolo del Vilab sia propri quello della mobilità . È stata lanciata, ad esempio, la proposta di creare un servizio di bus navetta per le feste rock, che tra l'altro aderiscono alla campagna "Meno alcol, più gusto", magari spostando alcuni autobus dalla corse delle linee notturne di Aim, di solito molto poco utilizzate. "Non c'è stato il tempo di organizzarla - spiega Marco Furegon di ArciRagazzi -, però questo potrebbe essere una soluzione per tutti gli eventi culturali della città : e non avrebbe valore solo per la prevenzione degli incidenti, ma anche per la riduzione del traffico e dell'inquinamento". Dai ragionamenti sul bus navetta sono nate poi altre idee, sempre in tema di trasporti e viabilità , soprattutto notturni. "Si potrebbe pensare ad un servizio di prontobus - aggiunge Matteo Cocco, ex rappresentante del liceo Quadri ed esponente della consulta provinciale degli studenti -, cioè di autobus a chiamata per spostare gruppi di giovani verso le zone dove ci sono i locali serali. Qua in città se vuoi andare in discoteca a piedi hai almeno mezz'ora di strada da fare, per forza si usa la macchina. Invece questa è una cosa che altre città hanno sperimentato e sta funzionando, e non avrebbe nemmeno costi pesantissimi per le casse del Comune". Un'altra iniziativa a cui si sta lavorando è l'idea di fare delle convenzioni con le cooperative di taxi, per poter mettere a disposizione delle corse serali per i ragazzi a prezzi agevolati. E un occhio di riguardo viene riservato anche alle biciclette. Un servizio di noleggio bici ben strutturato, osserva ancora Cocco - aiuterebbe molto gli studenti che arrivano in città da fuori e sono costretti a prendere un secondo autobus per raggiungere la scuola. "Con la bicicletta ci metterebbero dieci minuti", spiega. "Servizi simili ci sono anche a Schio e Bassano - aggiunge Matteo Celebron, ex rappresentante del Rossi, ora delegato del movimento Giovani Padani della Lega Nord -. Magari non risolvono il problema, ma aiutano a sensibilizzare su un uso diverso della mobilità ".
Spazi sì, centro forse
Parlando di giovani, è difficile non far cadere il discorso sul centro "sociale". Quello degli spazi da mettere a disposizione dei ragazzi è una questione che si trascina da anni, per non dire da decenni. E che nonostante le infinte proposte messe sul tavolo (con quanta volontà di portarle davvero in porto è un altro discorso) è ancora ferma lì, esattamente dov'era rimasta quando le ruspe buttarono già lo Yabasta. Variati ne ha fatta uno dei cavalli di battaglia della propria campagna elettorale, lanciando l'idea di creare un grande centro giovanile nell'area dell'ex Domenichelli, a due passi dalla stazione. Un'idea nuova, ma che non pare aver scaldato troppo i cuori degli under 30 vicentini, ben consapevoli che prima di vedere il taglio del nastro in via Torino ci vorranno, nella migliore delle ipotesi, alcuni anni. "Ci vorrà tempo - sintetizza Matteo Cocco -. Il punto da affrontare, dunque, è come rendere la città più a misura di giovani in questo tempo". E che, in ogni caso, non sono del tutto convinti che concentrare le attività dei giovani in un unico centro sia la soluzione.
E allora, che fare nel frattempo? Le idee non mancano. "Si parla di trovare delle soluzioni tampone finché non va in porto il progetto per viale Milano - ragiona Furegon -. Va bene, ma perché non partiamo dal far vivere quello che c'è già in città : ci sono moltissime realtà , dalle associazioni alle scuole ai gruppi informali, che tengono in piedi attività e iniziative, e a cui basterebbe un po' di sostegno in più per fare più tranquillamente il loro lavoro. In quasi ogni quartiere c'è una ludoteca, o un centro giovanile, o un oratorio: facciamoli vivere davvero, e forse si scoprirebbe che di un grande centro giovanile non c'è bisogno. Invece di accantonare centinaia di migliaia di euro per progetti enormi, perché non finanziamo le tante realtà che già ci sono: si risparmia, e non si rischia di creare qualcosa che poi non si sa se verrà usato. Perché con i ragazzi c'è sempre questo rischio; se una cosa è calata dall'alto, viene vista come un'imposizione. Se gli dai una scatola, e lasci che decidano come riempirla va bene, ma se nelle scatola c'è già tutto, non è detto che i ragazzi ci vadano, che la sentano come un luogo loro".
In quest'ottica potrebbe rientrare anche un uso diverso di molti spazi oggi poco utilizzati. Le sedi delle circoscrizioni, ad esempio: "Ci sono tanti spazi piccoli che potrebbero essere destinati ai giovani, dalle sedi delle circoscrizioni, che adesso sono quasi sempre vuote, al centro Tecchio - aggiunge Cocco -: cerchiamo di vivere questi, promuovendo iniziative ed eventi. In città , ad esempio, mancano anche le sale prove". O la nuova sede dell'Informagiovani. "Ha molte potenzialità ", dice ancora Cocco, a cui fa eco Matteo Celebron.: "È in una struttura bellissima, con un servizio ben gestito e bene organizzato, si può fare affidamento su quella". Oppure altre sale disponibili nei quartieri. "Per me un'idea potrebbe essere quelle di creare una sorta di oratori laici - aggiunge Lorenzo Comparin, presidente del gruppo giovani di San Pio X (il gruppo che organizza Spio rock) ed esponente del coordinamento delle feste rock - . Con i biliardini, le freccette, le carte, la possibilità di far qualcosa che non sia solo stare fuori dai bar o alle panchine di un parco per bere qualche birra e fumare il pacchetto di sigarette. Io lo vedo qui a San Pio X: gli anziani hanno un centro bellissimo, molte associazioni hanno uno spazio, i ragazzi invece si trovano nella piazza della chiesa o sulle panchine del parco, che però non sono posti pensati per loro".
Il centro giovanile, infine, potrebbe anche essere collegato alla biblioteca, come del resto era anche nel progetto originario della giunta Variati: "Per me un centro giovanile dovrebbe permettere anche lo studio nel pomeriggio, che è un'esigenza molto sentita - riprende Celebron -. Ci sono un sacco di ragazzi che vanno a studiare in biblioteche fuori città perché si trovano meglio, mentre la Bertoliana ha quest'aria un po' antica".
Le altre sfide
Da Vilab, comunque, lo sguardo si allarga anche verso questioni più ampie "Perché no - osserva Cocco - alla fine noi siamo quelli che vivranno nella città di domani". La rivitalizzazione del centro storico e di una città che si porta addosso l'immagine di una bella addormentata, ad esempio, è una di queste. "Quello del centro storico è un problema delicato - afferma Celebron -: se si vuole che sia frequentato, bisogna dare alla gente la possibilità di farlo. Se i bar chiudono alle 11, è chiaro che i ragazzi vanno fuori. Poi ovviamente bisogna conciliare le esigenze di chi vuole divertirsi con quelle di chi in centro ci vive: io credo che si potrebbe imparare dall'esperienza di Bassano, che è molto più vivace e dove non ci sono particolari problemi. Oppure cercare di fare qualcosa di diverso, anche copiando dai paesi più piccoli: dei tornei di calcetto, di calcio saponato, di pallavolo, potrebbero essere un bel richiamo. Anche perché abbiamo una piazza che, oltre ad essere buia, sembra abbandonata". Sul fatto che il centro storico langue sono più o meno tutti d'accordo. "Ma - precisa Comparin - io non direi che Vicenza è una città morta, anzi. D'estate è molto viva e c'è sempre qualcosa da fare, tra feste rock, jazz, sagre e concertini. Io ho amici che vengono qui da altre città , e molti di loro i concerti gratuiti se li sognano. Il problema caso mai è in autunno-inverno, dove non c'è praticamente nulla, e in primavera, dove c'è poco". Il teatro, forse, potrebbe servire anche per questo? "Non so - prosegue Comparin -. Sono pochi i ragazzi che ci vanno, è vero, ma dipende molto dai gusti individuali. Forse si potrebbe provare con una programmazione più giovane, o magari organizzare al teatro qualche festa come quelle degli istituti o della creatività ". E non c'è solo il teatro, sono anche altri i luoghi da far riscoprire ai giovani. "Penso ai musei, che sono poco conosciuti - suggerisce Matteo Cocco -. Si potrebbero migliorare le agevolazioni per chi ha la carta giovani. Oggi la carta esiste, ma i locali che offrono sconti sono pochi e nessuno la usa, invece andrebbe valorizzata, organizzandola bene, con sconti veri".
Come base per aprire la discussione non pare poco. Non resta che vedere se si riuscirà a passare dalle parole ai fatti.
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