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Categorie: Politica
Ius soli, FdI-An Vicenza: Renzi pensi a non farci morire
Martedi 21 Ottobre 2014 alle 15:29 | 0 commenti
Il premier Matteo Renzi ha aperto ad una legge sullo ius soli, dando così la possibilità ai figli di immigrati di acquisire la cittadinanza italiana. Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale di Vicenza ribadisce in una dura nota la sua più netta contrarietà perchè "prima di creare nuovi italiani, Renzi si preoccupi di non far morire chi lo è già ".
Mentre il Paese è in sofferenza, attraversato da tensioni sociali e sfiducia nel futuro, Renzi, non riuscendo a far decollare le varie riforme annunciate, si impegna per far decollare gli ascolti di programmi televisivi che fanno a gara per affidargli una credibilità e capacità di Governo che ancora non ha dimostrato.
In questa situazione paradossale e drammatica, tra i vari annunci da inserire nell'album "una riforma al mese", non poteva mancare la riproposizione della cittadinanza ai figli degli immigrati nati su suolo italiano.
Riteniamo irresponsabile chi continua a proporre falsi problemi da risolvere per non affrontare quelli prioritari per il rilancio della nostra Nazione che sta, giorno dopo giorno, impoverendosi sempre di più.
Nel merito della questione sollevata, ribadiamo la nostra netta contrarietà ad ogni ipotesi di Ius Soli, perché riteniamo che la cittadinanza non possa essere considerata una sorta di "regalo" che viene attribuito a prescindere dall'esistenza di determinate condizioni, come la reale integrazione nelle tradizioni e nella cultura di un Popolo. Per diventare cittadini italiani non basta un ciclo scolastico, considerato che nelle nostre scuole ormai sono i nostri figli a doversi adeguare alle sensibilità culturali altrui e non il contrario.
Questa sarà l'ennesima proposta che contribuirà a creare divisioni e spaccature in un Paese che ha bisogno di riforme utili alla ripresa dell'economia e di un tessuto imprenditoriale che non è più in grado di competere e creare occupazione. Il lavoro è la vera priorità dei nostri giorni, senza di questo non esiste dignità e futuro per gli italiani e nemmeno per chi italiano ancora non è.
Questo Governo, invece di investire tempo per capire come creare"nuovi italiani", dovrebbe studiare ed applicare soluzioni utili a far vivere dignitosamente quelli che lo sono già per diritto, perché chi li ha generati ha costruito, lavorato e contribuito a far crescere questa Nazione, e quelli che, pur non essendolo, lavorano e risiedono nel nostro territorio osservando le nostre regole.
Chiarito questo, ci auguriamo di poter vedere in futuro la stessa determinazione dimostrata per queste battaglie di principio tanto care alla sinistra, utili per creare nuovi italiani mentre gli italiani non fanno più figli, applicata per l'implementazione di serie politiche di sostegno alla natalità e alle famiglie. Dal quoziente familiare all'abbassamento dell'Iva al 4% per i prodotti dell'infanzia, dal bonus scuola per far scaricare il costo dell'istruzione per chi sceglie le parificate, fino al bonus per gli asili nido per fasce di reddito più ampie e altre proposte già presentate per creare le condizioni perché si esca dall'abisso della denatalità . Interventi seri che vadano oltre le mance di 80 euro alle neo mamme, tra l'altro anche questi solo annunciati.
In questa situazione paradossale e drammatica, tra i vari annunci da inserire nell'album "una riforma al mese", non poteva mancare la riproposizione della cittadinanza ai figli degli immigrati nati su suolo italiano.
Riteniamo irresponsabile chi continua a proporre falsi problemi da risolvere per non affrontare quelli prioritari per il rilancio della nostra Nazione che sta, giorno dopo giorno, impoverendosi sempre di più.
Nel merito della questione sollevata, ribadiamo la nostra netta contrarietà ad ogni ipotesi di Ius Soli, perché riteniamo che la cittadinanza non possa essere considerata una sorta di "regalo" che viene attribuito a prescindere dall'esistenza di determinate condizioni, come la reale integrazione nelle tradizioni e nella cultura di un Popolo. Per diventare cittadini italiani non basta un ciclo scolastico, considerato che nelle nostre scuole ormai sono i nostri figli a doversi adeguare alle sensibilità culturali altrui e non il contrario.
Questa sarà l'ennesima proposta che contribuirà a creare divisioni e spaccature in un Paese che ha bisogno di riforme utili alla ripresa dell'economia e di un tessuto imprenditoriale che non è più in grado di competere e creare occupazione. Il lavoro è la vera priorità dei nostri giorni, senza di questo non esiste dignità e futuro per gli italiani e nemmeno per chi italiano ancora non è.
Questo Governo, invece di investire tempo per capire come creare"nuovi italiani", dovrebbe studiare ed applicare soluzioni utili a far vivere dignitosamente quelli che lo sono già per diritto, perché chi li ha generati ha costruito, lavorato e contribuito a far crescere questa Nazione, e quelli che, pur non essendolo, lavorano e risiedono nel nostro territorio osservando le nostre regole.
Chiarito questo, ci auguriamo di poter vedere in futuro la stessa determinazione dimostrata per queste battaglie di principio tanto care alla sinistra, utili per creare nuovi italiani mentre gli italiani non fanno più figli, applicata per l'implementazione di serie politiche di sostegno alla natalità e alle famiglie. Dal quoziente familiare all'abbassamento dell'Iva al 4% per i prodotti dell'infanzia, dal bonus scuola per far scaricare il costo dell'istruzione per chi sceglie le parificate, fino al bonus per gli asili nido per fasce di reddito più ampie e altre proposte già presentate per creare le condizioni perché si esca dall'abisso della denatalità . Interventi seri che vadano oltre le mance di 80 euro alle neo mamme, tra l'altro anche questi solo annunciati.
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