Opinioni | Quotidiano |

In pensione più tardi così i giovani trovano lavoro prima: qualcosa ci sfugge

Di Giorgio Langella Martedi 22 Novembre 2011 alle 20:18 | 0 commenti

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A proposito delle pensioni di anzianità (e di fatica).

Si parla e si scrive tanto del superamento delle pensioni di anzianità. Cosa significa? Che non basteranno 40 anni di contributi versati (e di fatica accumulata) per poter andare in pensione? Che si dovrà avere un minimo di 63 anni (o più?) per poterne usufruire? Forse a qualche "signor professore", a qualche "capace imprenditore", a qualche "onorevole di professione" la cosa può sembrare normalmente innocua. Ma cosa ne sanno lorsignori della fatica, quella vera, di lavorare in fabbrica e produrre oggetti che, spesso, non si possono comprare per via di un salario insufficiente?

Cosa conoscono di una catena di montaggio, di un cantiere, di condizioni di lavoro precarie e insicure subite tutta la vita? Ci dicono che l'aspettativa di vita è aumentata. Che bisogna adeguare le pensioni a tutto questo. Lo fanno non per cassa (dice qualcuno anche dal centrosinistra) ma per equità. E' necessario, pontificano, per poter aiutare i giovani ad entrare nel mondo del lavoro. Non capisco. Ma come? Il lavoro manca, i vecchi devono continuare lavorare e i giovani, per questo, entrano prima nel mondo del lavoro? C'è qualcosa che mi sfugge. Perché, se in Italia meno del 10% delle famiglie possiede oltre il 45% della ricchezza totale del paese, non si possono tassare i grandi patrimoni? Perché non si possono cancellare le leggi che permettono veri privilegi come i vitalizi o la possibilità di fare il falso in bilancio? Perché non si colpiscono severamente gli evasori, chi corrompe e chi si lascia corrompere? Perché i sacrifici li devono sempre fare i lavoratori e i pensionati? Perché lorsignori si chiamano sempre fuori? C'è qualcosa che non riesco a comprendere. O, forse, capisco benissimo. Ci dicono che lavorare da vecchi è la modernità e, invece, è la solita, vecchia storia. Ha un nome ben preciso. Si chiama sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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