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Ferragosto in città. Idee per sopravvivere all'estate

Di Luca Matteazzi Domenica 2 Agosto 2009 alle 08:30 | 0 commenti

Dalle biblioteche di quartiere ai boschi periurbani, piccolo vademecum per chi passerà le ferie a casa. Per scoprire che, per divertirsi, non ci sono solo le vacanze lontane

 

un infuocato pomeriggio d'agosto: che fare?Il vecchio detto "agosto, chiuso per ferie" è passato di moda. Ormai non si svuotano più nemmeno metropoli come Roma o Milano, non del tutto per lo meno; figurarsi i centri più piccoli come la nostra Vicenza, dove la serrata generale attorno a Ferragosto è sempre andata in scena in tono minore. Quest'anno, poi, con la crisi che incombe e le prospettive di ripresa ancora molto incerte, la città si annuncia anche meno vuota del solito. Per scelta o per necessità, saranno in tanti a non partire per le vacanze, o a concedersi solo qualche periodo molto breve (una settimana, un paio di week-end lunghi....). E quindi a dover fare i conti con l'eterno problema di come riempire le afose giornate d'agosto. Se siete tra questi, ecco qualche suggerimento - senza nessuna pretesa di esaustività, lo diciamo subito - su come ingannare il tempo tra giochi, divertimenti, arte e cucina .

 

Libri sotto l'ombrellone
Meglio l'ultimo Camilleri o il nuovo Saviano? Un Deaglio in ottima forma o questo Zafon di cui si dice un gran bene? La corsa al libro dell'estate è cominciata da un pezzo, ma non sta scritto da nessuna parte che lo si debba leggere per forza sdraiati sotto l'ombrellone, anzi. Avete mai pensato di approfittare delle ferie estive per prendere un po' di confidenza con quel sancta sanctorum della cultura cittadina che è la Biblioteca Bertoliana? La sede centrale di palazzo San Giacomo è chiusa nella prima metà del mese; il vicino palazzo Costantini però è aperto tutto il mese (in realtà, riapre il 3 agosto), così come l'emeroteca, quel posto dove potete passare una giornata curiosando tra la Gazzetta dello Sport e Le Monde, o tra una copia di Time e una di Ciak. Sono aperte anche alcune delle sedi di quartiere (Laghetto, Ferrovieri, da dopo la metà del mese anche la Riviera Berica), e soprattutto dovrebbe aprire ai primi di agosto una sezione distaccata in mezzo a campo Marzo. Se invece i libri preferite comprarli, perché non provare a spendere qualche mezz'ora curiosando nelle librerie a metà prezzo che fanno capolino ai lati di corso Palladio? Con un po' di attenzione, tanta pazienza e una certa dose di fortuna, l'affare è a portata di mano.

 

Giochi per grandi e piccini
Briscola, bocce, tombola e altalena. Il divertimento più genuino, a volte, si nasconde dietro casa. Ad esempio al dopolavoro dei ferrovieri, di cui abbiamo parlato la settimana scorsa, oppure in uno dei tanti circoli per anziani della città. Che poi sono per anziani solo di nome. Perché il gusto di una partita a carte o di una sfida a bocce non si nega a nessuno, e se vi capiterà di farvi una capatina, potrete scorgere più di qualche trentenne in arzilla compagnia. Tra i più attivi c'è quello di San Piox (per partecipare alle attività bisogna essere soci, ma la tessere ha un costo abbordabile per tutte le tasche, e i servizi a cui dà accesso ripagano ampiamente i 15 euro di spesa), dove ogni pomeriggio c'è qualcosa in programma. Ma lo scenario è simile pure negli altri centri sparpagliati nei quartieri (l'elenco completo è sul sito del Comune). E per i più piccoli? Anche qui, la soluzione più semplice è spesso la migliore. In un banale parco giochi c'è tutto quello che un bambino può chiedere: altalene, scivoli, castelli su cui arrampicarsi, sabbia per sporcarsi, campetti da calcio, e soprattutto tanti potenziali amichetti con cui condividere una mezza giornata i giochi. Provare per credere.

 

Il parco della porta accanto
Parco Querini e i giardini Salvi li conoscete tutti. Lo stesso Campo Marzo, che comunque quest'estate si presenta rinnovato nel look e nella sostanza (vedi articolo a pagina 11). Ma se cercate un angolo di natura e avete voglia di cambiare un po' orizzonti, l'ideale è inforcare la bicicletta e spostarsi alla periferia della città, dove sopravvivono alcuni piccoli gioielli ambientali. Se riuscite a superare indenni la rotatoria dell'Albera (in bici è un'impresa, anche se forse il traffico agostano semplifica le cose), è facile raggiungere, attraversando qualche tratto di pista ciclabile e stradine di campagna che sembrano uscite da un film di Olmi, all'area delle sorgenti della Seriola, subito a nord della frazione di Maddalene. Non saranno le sorgenti di Vauclouse tanto care al Petrarca, ma la bella polla d'acqua fresca, il bosco ombreggiato e, poco lontano, i colli del Monte Crocetta e di Monteviale, garantiscono comunque pace e tranquillità in mezzo al verde. Le stesse cose che potete trovare anche nel parco storico di villa Guiccioli, dall'altra parte della città, se riuscite a superare la rampa di Monte Berico (qui è una questione di gambe e polmoni, più che di traffico). Oppure nell'oasi della Valletta del Silenzio, un piccolo (ma neanche tanto) angolo di verde dove sono stati ricreati alcuni ambienti tipici del vicentino rurale e agricolo: i boschi di pianura, i filari di vite con le siepi, il frutteto, il campo chiuso, lo stagno. Con la Rotonda a due passi e l'anfiteatro dei colli sullo sfondo, potrebbe quasi sembrare di fare un salto indietro nel tempo, non fosse per l'eco del traffico della vicina statale.

 

Un museo tira l'altro
Va bene, facciamo finta che abbiate davvero visitato i musei cittadini. Che abbiate visto la crocefissione di Memling e la splendida Immacolata del Tiepolo a palazzo Chiericati, che abbiate ammirato le lamine votive paleovenete di Santa Corona, che vi siate soffermati davanti alla lama della ghigliottina che operò in piazza Matteotti a inizio ottocento e di fronte al bastone a cui si appoggiò il Garibaldi ferito conservati villa Guiccioli. Fingiamo anche che abbiate messo piede a villa Valamarana, e che i poemi illustrati da Tiepolo tra quelle mure siano per voi familiari. Fingiamo pure tutto questo (anche se sappiamo benissimo che per molti di voi non è così), e proviamo a suggerire qualcosa di diverso. Il museo diocesano, ad esempio, potrebbe essere uno spunto anche per chi non ha troppa simpatia con paramenti sacri e codici miniati. C'è un allestimento molto curato e molto ben spiegato, ci sono curiosità che sembrano fatte apposta per stuzzicare i meno ferrati in storia dell'arte (avete mai visto le famose palle di Nonis?) e, visti i lavori di restauro della chiesa di Santa Corona, c'è un magnifico salone in cui si possono ammirare da vicino, quasi toccare, un capolavoro del Bellini, un altro del Veronese, due ottimi dipinti di Bartolomeo Montagna e Giambattista Pittoni, un Bassano (Leandro, non Jacopo, ma ci si può accontentare) e una delle prime vedute di Vicenza, che ci mostra la città ai primi del Cinquecento, ancora difesa da un'intatta cortina di mura e circondata da campi. Visto il prezzo (un paio di euro), non si può chiedere molto di meglio per ingannare un afoso pomeriggio agostano (attenzione però: la settimana di ferragosto è chiuso). In alternativa ci sono le sempreverdi gallerie di palazzo Leoni Montanari. Qui il menù artistico offre un viaggio in compagnia di Ercole e Apollo all'interno di un esempio di architettura barocca praticamente unico in città, tra stucchi secenteschi, vedute del Canaletto, quadretti (per le dimensioni, non certo per il valore) del Longhi, e uno delle più straordinarie collezioni di icone mai uscite dalla Russia.

 

Divertimento libero
Come? I musei vi annoiano? Siete di quelli per cui l'estate è sinonimo di divertimento, festa, serate in compagnia e spaghettate di mezzanotte?. Difficile darvi torto, ma in questo campo lasciamo a voi la scelta. Negli ultimi anni la città si è arricchita di locali per tutti i gusti: lounge-bar da aperitivo e locali blues, disco-club ed enoteche. E se molti approfittano di agosto per prendersi un meritato riposo, ci sono sempre anguriare, gelaterie, agriturismi e pizzerie. A ciascuno il suo. E buone vacanze a tutti.

 


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Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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