Opinioni |

Fazioli e quel gran pezzo dell'Emilia

Di Alessio Mannino Sabato 28 Febbraio 2009 alle 12:35 | 0 commenti

Regime in house, patrimonio comunale che passa a San Biagio, predominanza emiliana nei posti-chiave. Tutti i dubbi sulla nuova gestione Aim

 

Il presidente di Aim Roberto FazioliIl presidente di Aim, il professor Roberto Fazioli, viene dal mondo di Nomisma (il centro studi bolognese vicino a Prodi) e dall’expertise politico-manageriale dell’Emilia rossa, à la Bersani. Non è un lottizzato partitico come il Beppe Rossi dell’era Hullweck, ma nemmeno un tecnico puro. Nelle multiutility di cui conserva ancora la presidenza, vale a dire Genia (San Giuliano Milanese) e Soelia (Argenta), Fazioli ha creato un modello di ex municipalizzata competitiva sul mercato, sebbene ancorata al tradizionale regime in house, rigorosamente pubblico. A San Giuliano Milanese e ad Argenta le cose hanno funzionato benissimo, a partire dall’inclusione del patrimonio comunale fra le mansioni delle rispettive società multiservizi. Ma il dubbio è: funzionerà anche a Vicenza? Non solo, come si conciliano le operazioni che sta svolgendo il vertice Aim con la scelta di restare in house? Ed è conveniente la strategia di comando imposta da Fazioli?


Incongruenza
"In house" significa che il Comune decide che la propria azienda di pubblica utilità, per quanto rientri sotto il diritto privato (Spa) gestisce in nome e per conto suo i servizi che lui stesso dovrebbe erogare. La proprietà è dell’ente locale (Aim è al 100% del Comune di Vicenza), che tiene saldamente in mano il timone salvo affidarne la conduzione tecnica a un presidente e a un consiglio di amministrazione. Ciò comporta dei vincoli rigidi per tutta una serie di attività. Ad esempio, per assumere i dipendenti, occorre procedere a un bando di selezione pubblica. E ai bandi di gara si deve ricorrere per effettuare praticamente qualsiasi cosa, dai lavori alle alleanze. E qui, come segnalato in un’interrogazione consiliare dagli azzurri Maurizio Franzina e Gerardo Meridio, i conti non tornerebbero: il riferimento è alla joint-venture con Agsm (omologa veronese di Aim) nella gara per comprare l’intera Pasubio Unipersonale, il ramo gas ed energia elettrica dell’altovicentina Pasubio Servizi. Il Consiglio di Stato, sulla scia di sentenze della Corte Europea, ha infatti stabilito che l’ente pubblico deve esercitare uno stretto controllo di vaglio e decisione sulle società in house. Com’è che si è partecipato alla gara senza passare da un voto del consiglio comunale? E Fazioli può chiudere un accordo con Verona senza prima un bando per scegliere il partner?


Global service
Capitolo patrimonializzazione. Con questo termine s’intende il trasferimento del patrimonio del Comune (strade, verde, immobili, etc) alle cure di San Biagio. Facilitato dall’incorporazione di Amcps in Aim, il passaggio consente non soltanto di snellire le procedure perché non ci sarà più bisogno di rinnovare i contratti di servizio fra ente e società di gestione, ma anche di ottimizzare i tempi per gli investimenti. E’ il sistema del global service. Ma c’è un però. Togliere le spese patrimoniali dal bilancio comunale porterà sollievo alle casse di Palazzo Trissino, ma appesantirà quello di Aim (esattamente di 4 milioni e mezzo di euro l’anno). Domanda: se Aim era sull’orlo del fallimento, ridotta a una salma dalla passata amministrazione Rossi&Hullweck, come farà a sostenere il gravame di un’ulteriore voce di spesa? I mutui per finanziare il patrimonio vanno pagati, e bisognerebbe conoscere l’esatto stato dell’esposizione di Aim verso le banche (Fazioli, intervistato da questo giornale l’anno scorso, chiariva così la questione riguardo Soelia: «Il nostro obiettivo è il pareggio di bilancio,… anche perché non abbiamo il problema di pagare dividendi agli azionisti. Caso mai, la nostra preoccupazione è quella di riuscire a pagare le rate del mutuo»).  


Verso Verona...
L’ultimo punto è politico. Le due grandi aziende venete di utility sono la trevigiana Ascopiave e la padovana Aps, aggregatasi con la triestina Acegas. Fazioli punta a far squadra con Verona e con Trento per rastrellare gas e energia a prezzi vantaggiosi. Come ha chiarito lo stesso presidente di Ascopiave, Gildo Salton, ognuno persegue i propri disegni di espansione sul mercato in ordine sparso («La loro è l’idea di un consorzio di acquisto, la mia è la volontà di creare una società con un’unica strategia abbandonando ognuno i propri marchi. La mia idea è di rimanere focalizzato nel gas, progetto peraltro suggerito da Veneto Sviluppo con la creazione di forti società di scopo. L’idea delle multiutility è tramontata», Giornale di Vicenza, 8 febbraio 2009). Restando in ambito veneto, la preferenza accordata a Verona può avere due motivazioni. Verona, come ha dichiarato pochi giorni fa il sindaco leghista Flavio Tosi, non intende sottomettersi ai piani di grandeur di Galan, che in soldoni significherebbe esporsi al rischio di essere fagocitati da Ascopiave e Acegas-Aps («non abbiamo nessuna intenzione di far entrare Agsm in alleanze regionali sotto il controllo di altri soggetti», Gazzettino, 25 febbraio 2009). Ed è alla ricerca di alleanze per non rimanere tagliata fuori dalle grandi concentrazioni che caratterizzano il magmatico settore delle multiutility italiane. Secondo, per tutta una serie di aspetti Agsm e Aim sono società che si integrano a vicenda, complementari. I beninformati, tuttavia, ipotizzano un terzo obbiettivo. E cioè che Fazioli abbia in mente di sfruttare le possibili cordate con aziende emiliane, ventilate nei corridoi scaligeri.


...o l’Emilia?
La prospettiva è una sorta di "emilianizzazione" della multiservizi vicentina. D’altronde, è bene ricordare che un attuale consigliere d’amministrazione di Aim, il reggiano Uris Cantarelli, è stato amministratore delegato e direttore generale di Enia, società nata dalla fusione delle ex municipalizzate di Reggio Emilia, Parma e Piacenza (oggi Cantarelli è dato come papabile candidato sindaco di Reggio, avendo fondato una propria formazione, "Città Attiva", in polemica col Pd locale). Massimo Nicolazzi, ex Agip, nel comitato scientifico della rivista di geopolitica Limes e un passato presso compagnie internazionali di idrocarburi (fra cui l’italiana Eni e la russa Lukoil), è l’ad di Sources, che fa consulenze nel settore energetico, in cui lavora con Fabrizio D’Adda, ceo di Dyna Network. La Dyna è coinvolta in un progetto, Gasnet, con Acea di Roma e Hera di Bologna, e da parte del fondo d’investimenti americano Amber. Inoltre, è l’advisor della società petrolifera di stato kazaka, la Kazmunaigas. E’ considerato vicino all’ala Bersani-D’Alema del Pd, ossia quella più sensibile ai grandi interessi economici. Poi ci sono i Fazioli boys. Renato Guerzoni, braccio destro di Fazioli in Elettrogas (è vicepresidente), è anche suo vice in Sit, e siede nel cda di Aim Bonifiche e di Valore Ambiente, supervisionando così tutto il comparto ambientale di San Biagio. Non è finita: consigliere delegato di Aim Vendite è Fabio Candeloro, collaboratore di Fazioli nella società di consulenza privata che questi presiede con sede a Bologna, la Luel (Laboratorio Utilities & Enti Locali). Con tutto questo po’ po’ di doppi e tripli incarichi e questa giungla di ubiquità e commistioni con aziende concorrenti o addirittura colossi esteri, la vicentinità della spa comunale parrebbe andare a farsi benedire. Che questo sia necessariamente un male, non è affatto detto. Chi crede nel libero mercato dovrebbe infischiarsene della targhetta locale, se si parla di affari. Ma allora, il tanto sbandierato regime in house, garanzia per i cittadini di Vicenza di restare gli unici padroni di Aim, che fine fa?


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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