Opinioni |

Enigma lavoro

Di Luca Matteazzi Sabato 21 Marzo 2009 alle 17:02 | 0 commenti

Il mercato del lavoro visto dai professionisti della ricerca del personale. Calano le richieste delle aziende (ma c’è anche chi va a gonfie vele), aumentano le persone alla caccia di un impiego. E su tutto domina l’incertezza

 

 “Eppur si muove". “Se vogliono farmi ridere dicendo che ci sono le aziende in fila per cercare personale, mi facciano ridere". Le due dichiarazioni arrivano entrambe da professionisti della ricerca e della selezione del personale, e nella loro diversità fotografano alla perfezione la situazione, e le contraddizioni, in cui si trova oggi il mercato del lavoro. Un mercato sfaccettato, complesso, sicuramente in sofferenza per la crisi che attanaglia l’economia – del resto i dati che parlano di migliaia di licenziamenti e di cassintegrati sono inequivocabili – ma al tempo stesso capace di offrire opportunità a chi ha le competenze, e le possibilità, per saperle cogliere. Nelle due pagine che seguono abbiamo raccolto e vi presentiamo una serie di possibilità di lavoro presenti oggi nel territorio vicentino. Qui abbiamo scelto di sentire il polso della situazione parlando con chi di offerte e richieste di lavoro, si occupa quotidianamente: le agenzie per il lavoro temporaneo e per la ricerca e selezione del personale.


Luci ed ombre
Come vanno, dunque, le cose? È tutto fermo o i processi di ristrutturazione imposti dalla crisi aprono nuove possibilità? “Ho letto anch’io delle interviste in cui si parlava di migliaia di posti di lavoro disponibili – osserva Giuseppe Morin, dell’agenzia Diagramma -. Ma secondo me sono affermazioni che offendono chi la realtà la conosce e la percepisce: da settembre c’è stato un drastico calo, e ora siamo praticamente all’immobilismo. Le faccio degli esempi, se vuole – continua -: io ho come cliente un’azienda che fa 16 milioni di euro di fatturato con circa 45 dipendenti: gli ordini sono al 50 per cento rispetto all’anno scorso, e se regge è perché ha riportato dentro tutte le lavorazioni che prima faceva fare fuori. Altro caso, un grosso complesso con oltre 500 dipendenti: anche la produzione è al 50 per cento".
Ma qualche spiraglio comunque, a ben guardare c’è. “Oggettivamente noi sentiamo ogni giorno aziende che stanno affrontando una situazione anomala, con contrazioni del fatturato del 20, del 30, anche del 40 o 50 per cento che non si possono certo affrontare con strumenti ordinari – ci dice Andrea Pozzan della Deca&Associati -. Eppure ci sono anche aziende in piena espansione, e comunque opportunità ne nascono". Ed è difficile dire, a priori, quali sono i settori più in difficoltà e quali invece, quelli che reggono. “Il metalmeccanico è sicuramente tra quelli che risente di più del momento", ci spiegano Elena Imboccioli, di EuroInterim. “In generale, mi pare che chi ha un prodotto destinato al consumatore finale è meno colpito dalla crisi – riprende Pozzan -. Ma dipende molto più dalla singola azienda, da chi ha saputo ritagliarsi uno spazio di eccellenza, che dal settore. Noi, ad esempio, seguiamo una ditta che produce abbigliamento tecnico per l’alpinismo che è in costante crescita, in piena controtendenza rispetto al suo mercato".

Navigare nella nebbia
Una situazione di incertezza, dunque, che si riflette anche sulle richieste di figure professionali. C’è chi vede messi meglio gli operai, chi i quadri dirigenziali, chi gli impiegati. “Gli operai sono forse quelli soffrono un po’ di più – osserva Pozzan -. È un paradosso, perché erano merce rara fino a qualche tempo fa, ma adesso ci sono parecchie figure con contenuti tecnici importanti. E magari qualche azienda è più disposta ad investire su un profilo che possa aiutarla a superare la crisi, a trovare soluzioni efficaci per questo momento: esagero, ma qualcuno potrebbe pensare che è meglio un manager bravo piuttosto che dieci operai". Gli fa eco Elena Imboccioli (“Gli operai sono i più penalizzati, mentre gli impiegati sono sempre gli ultimi ad andarsene, anche in caso di ristrutturazioni"), mentre una voce diversa arriva da InJob: “Gli operai, soprattutto se hanno capacità elevate, di tipo artigianale, sono i più richiesti. Anche perché un direttore d’azienda, costa molto di più, e un’impresa lo assume solo se ne ha assolutamente bisogno". Un’analisi condivisa anche da Claudio Ruggiero, di Erredue, autore anche di un libro di prossima pubblicazione sui temi del lavoro e dell’organizzazione aziendale: “Noi ci occupiamo prevalentemente di figure di alto livello e in questo momento richieste non ce ne sono – spiega -. Un po’ perché i fattori contingenti spesso portano a ridurre le dimensioni dell’impresa, e questo riduce la necessità di figura altamente qualificate, e noi già siamo in un contesto di aziende medio piccole dove di solito il direttore generale è l’imprenditore stesso. Un po’ perché c’è molta incertezza, e anche chi ne avrebbe bisogno ha paura di investire su figure di questo tipo: c’è una situazione di indecisione, di difficoltà nel capire dove bisogna andare e come bisogna muoversi". “È come muoversi nella nebbia fitta – ribadisce anche Pozzan -. Si vedono i prossimi venti metri, poi chissà".

Curriculum a go-go
L’altra faccia della medaglia è quella dei lavoratori. Se le imprese hanno ridotto le loro offerte, c’è invece il boom delle domande. Negli uffici delle agenzie di collocamento, la lista dei curriculum continua ad allungarsi. “Di solito ci arrivavano soprattutto curriculum di neolaureati – afferma Morin -. Adesso ci sono anche quelli di gente con esperienza che ti fa capire che ha bisogno di lavorare subito". “L’aumento lo abbiamo visto subito – conferma Elena Imboccioli -. Ci arrivano persone in mobilità, in cassa integrazione, con riduzione di orario. A volte arrivano marito e moglie insieme, o perché hanno perso tutti e due il lavoro, o perché l’ha perso lui, e allora anche la moglie che finora aveva fatto la casalinga si mette a cercare qualcosa".
Il risultato è che la selezione diventa molti più dura. E quelle aziende che hanno bisogno di nuove figure professionali – poche o tante che siano – hanno più possibilità di trovare candidati che rispondano appieno alle loro esigenza.
Per contro, chi cerca lavoro deve spesso fare un passo indietro, e magari accettare incarichi che non corrispondono in pieno alle proprie aspettative. “Qualche disponibilità c’è – conclude Morin -, ma me ne aspettavo di più. Ho la sensazione che non ci sia ancora le percezione di quello che sta avvenendo: finché c’è la cassa integrazione, o il sussidio, molti si accontentano e approfittano del tempo libero in più. Ma non ci si è resi conto della gravità della situazione: se si continua così finiranno i soldi anche per la cassa integrazione. E allora vedremo cosa succede". Non resta che attendere i prossimi mesi.


Commenti

Ancora nessun commento.
Aggiungi commento

Accedi per inserire un commento

Se sei registrato effettua l'accesso prima di scrivere il tuo commento. Se non sei ancora registrato puoi farlo subito qui, è gratis.





Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
Gli altri siti del nostro network