Donald Trump ha vinto, gli Stati Uniti d’America hanno il loro 45esimo presidente. Il più vecchio di sempre batte la vecchia politica
Mercoledi 9 Novembre 2016 alle 15:09 | 0 commenti
Si sono svolte ieri, 8 novembre 2016, le elezioni presidenziali statunitensi. I grandi elettori hanno preferito Donald Trump, candidato repubblicano, a Hillary Clinton, candidato democratico. Si chiude così l’era Obama: la carta della novità , che aveva funzionato due volte per il primo presidente afroamericano nella storia a stelle e strisce, non ha funzionato per quella che avrebbe potuto essere la prima donna a guidare gli Usa. I mercati finanziari sono in discesa in tutto il mondo dato che Wall Street aveva puntato sulla continuità , cioè Clinton. A sorpresa, invece, ecco trionfare il miliardario Trump, imprenditore nel settore dei media, digiuno di politica, quella tradizione almeno, e inviso a buona parte del suo stesso partito, se non altro fino alla vittoria appena conseguita. I repubblicani, nella concomitante tornata elettorale per Camera e Senato, conquistano la maggioranza in entrambi i rami del Congresso, ottenendo così, almeno teoricamente, il potere legislativo dell’assemblea e quello esecutivo nelle mani del presidente federale, capo di Stato e di governo.Â
Nell’ambito dell’economia reale si vedrà se il nuovo presidente rimarrà coerente con quanto dichiarato in campagna elettorale, e cioè niente Ttip, il trattato di libero scambio con l’Europa, riduzione delle spese federali, taglio delle tasse per la classe media americana. Dal punto di vista della politica interna si vedrà se le esternazioni sull’immigrazione clandestina, da scongiurare attraverso la costruzione di un muro divisorio col Messico, l’abolizione della riforma sanitaria fortemente voluta da Obama e l’eliminazione del diritto di cittadinanza per nascita, avranno seguito o, dopo i proclami da campagna elettorale, verranno ricondotte in un alveo più realistico e meno barricadero, come farebbe pensare anche il primo discorso di Trump da presidente che mira a riunire il popolo americano dopo le divisioni elettorali. Sul fronte della politica estera, invece, si è ansiosi di scoprire come Trump intenda far coesistere il progetto di tornare allo sfruttamento di combustibili fossili, cioè carbone, petrolio e gas, con il proposito d’intervenire militarmente in paesi stranieri solo se strettamente necessario. La guerra per eliminare il sedicente Stato islamico, Isis, dovrebbe realizzarsi, intanto, grazie ad una nuova collaborazione con la Russia di Vladimir Putin. Le analisi del voto sono ancora accennate: Limes scrive di una probabile disaffezione al partito democratico da parte delle comunità afroamericane, ispaniche ed asiatiche; Stefano Polli, vicedirettore di Ansa, scorge dietro la vittoria di Trump i voti degli esclusi dalla società che non hanno trovato risposte nella politica tradizionale. Molti interrogativi restano sul tavolo, ma la vittoria di Trump è netta. Può piacere o non piacere, ma questo è il risultato, inequivocabile, uscito dal sistema elettorale americano. In soldoni: è la democrazia, bellezza. Anche quando vince chi non piace. Quali effetti avrà sull'Italia, difficile dirlo. Si può immaginare che il Referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, data la promessa di dimissioni da presidente del Consiglio avanzata da Matteo Renzi nel caso di vittoria del no, potrebbe assumere ancor più i tratti di uno spartiacque. Forse una parte del fronte del no, dopo il voto britannico per l'uscita dall'Europa e l'odierna vittoria di Trump, potrebbe cambiare opinione, stemperando la netta opposizione nel timore di causare, più o meno volutamente, la caduta del governo. Staremo a vedere. Si ha sempre più l'impressione, però, che il voto popolare subisca continui tentativi di condizionamento, tanto da parte di coloro i quali si scagliano contro il populismo di certa politica, quanto per opera di quelli che agitano lo spauracchio della crisi finanziaria ed economica. Sarà forse che le elezioni fanno paura? Se così fosse, sarebbe un buon segno: la partecipazione dei cittadini varrebbe ancora molto, più di quanto si creda.
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