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"Before I die", Vicenza tra le città internazionali che hanno ospitato il progetto

Di Redazione VicenzaPiù Giovedi 6 Febbraio 2014 alle 15:54 | 0 commenti

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Comune di Vicenza - Che cosa vorresti fare prima di morire? Dall’idea di un’artista toccata dalla perdita di una persona che amava, che lo ha scritto su un muro del suo quartiere di New Orleans nel 2011, è nato il progetto interattivo “Before I die I want to…” (“Prima di morire voglio…”).

Definito dal giornale statunitense The Atlantic “uno dei più grandi progetti comunitari mai creati”, l’installazione della designer Candy Chang è diventata in pochi mesi un progetto globale, ripreso in decine di città in tutto il mondo - grazie alle istruzioni fornite sul sito ufficiale www.beforeidie.cc e al “Before I die toolkit” -: da Madrid a Londra, da Montreal a Melbourne, da Berlino a Roma, da Pechino a Vicenza. Nella città del Palladio il progetto ha fatto tappa nel 2012-2013 coinvolgendo Forum Fermento e Cinema Teatro Primavera, dove una grande lavagna, collocata sul perimetro esterno dell’edificio, invitava i passanti a completare la frase “Before I die I want to…” prendendo un gessetto colorato e scrivendo i propri desideri, sogni, in molti casi anche utopie.
“Vicenza conferma ancora una volta la sua vocazione di città di respiro europeo - ha commentato il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci - capace di accogliere e fare proprio un piccolo progetto comunitario di arte pubblica che ha suscitato in tutto il mondo reazioni superiori ad ogni aspettativa, coinvolgendo migliaia di persone comuni, chiamate a misurarsi in spazi pubblici con i propri sogni, desideri privati, e a interrogarsi sul senso della vita. Il muro-lavagna è così diventato una preziosa lente d’ingrandimento sulla città, le risposte tracciate con i gessetti colorati ci hanno offerto uno specchio inconsueto, giocoso, delicato, intimo della nostra comunità, di ciò che veramente conta per noi. Una città, dunque, che è tolta la classica 'giacca e cravatta' dell’ufficialità per diventare più luogo di incontro, di partecipazione, di dialettica, e forse anche, a partire da gesti come questi, più capace di farsi carico di quei sogni”.
Oggi sono oltre 400 i muri - “lavagne dei desideri” - presenti in oltre 60 Paesi del mondo, con confessioni anonime di persone comuni in più di 25 lingue diverse, dagli Stati Uniti all’Iraq, dal Giappone al Portogallo, al Sudafrica e oltre.
E alla fine il progetto di Chandy è diventato un libro, pubblicato nel novembre 2013, che raccoglie le immagini delle 375 lavagne di speranza sparse per il pianeta. Le risposte sorprendenti, creative, profonde, toccanti, divertenti sono diventate uno specchio inconsueto delle differenti comunità.
Prima di morire voglio “dar da mangiare a un elefante”, “stringerla un’altra volta”, “scrivere un libro”, “vivere d’arte”, “abbandonare tutte le insicurezze”, “far crescere mio figlio”, “essere libero”, “danzare”, “salvare la mia anima”, “andare in terre lontane”, “avere coraggio”, “essere completamente me stesso”… Sono alcune delle migliaia e migliaia di frasi marcate con gessetti colorati sulle pareti abbandonate degli edifici, su mega lavagne, vecchie saracinesce. Il risultato? Una fonte inesauribile di pensieri umani in continuo sviluppo. Before I die potrebbe essere considerata un’operazione di arte pubblica. Un’enorme installazione di street art che invita le persone a condividere le proprie speranze e i propri sogni in spazi pubblici, ricordando ciò che è importante per noi come comunità e come individui, con messaggi sul senso della vita che ci incoraggiano a riflettere e, attraverso la saggezza collettiva, ci aiutano a vivere una vita migliore.

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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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