Allattare in luoghi pubblici, domani flash mob a Vicenza
Venerdi 10 Febbraio 2017 alle 15:59 | 0 commenti
Un flash mob sull'allattamento in pubblico è previsto domani, sabato 11 febbraio, a Vicenza, in piazza dei Signori. Nel territorio vicentino la stessa cosa si ripeterà a Schio, mentre in tutta Italia l'evento andrà in scena in 64 piazze. Dalle 11 alle 17 mamme, ma anche chiunque sostiene l'allattamento in luogo pubblico, scenderanno in piazza per manifestare il loro dissenso a chi è contrario e lanciano l'hashtag #ovunquelodesideri. La mobilitazione è stata promossa dal comitato MAMI (Movimento Allattamento Materno Italiano). L'idea nasce dopo la vicenda di Biella dove una mamma ha allattato il piccolo in un ufficio postale ed è stata invitata ad allontanarsi e quella di Raffaella Sottile.
Beatrice De Filippis, mamma di Vittorio da 3 mesi e mezzo, trapiantata a Vicenza per amore dice: "E' un problema culturale. Non è possibile che nel 2017 siamo qui a chiedere al Governo di tutelarci perché il seno fuori per allattare non è ben visto. Dovrebbero esserci degli aiuti, non degli ostacoli". L'intento del flash mob è far sì che l'allattamento sia possibile in ogni luogo. Su questo tema, molto delicato e tutt'altro che semplice, l'ospedale San Bortolo di Vicenza offre aiuti concreti, come spiega Beatrice: "Il San Bortolo sta portando avanti il progetto ospedale amico per promuovere l'allattamento. A Vicenza ci sono due farmacie con delle consulenti che sostengono e aiutano le mamme. Allattare - continua - non è così semplice come sembra e per una neo mamma lo è ancora meno". Donne costrette a non uscire di casa per paura di dover dare da mangiare al bimbo in pubblico ne esistono, è il bambino che detta il ritmo perciò, non avendo tutele, ancora oggi tocca sentire queste cose. Raffaella Sottile, promotrice dell'evento, ha lanciato la petizione on-line che in pochi giorni ha raggiunto circa 35.000 firme. Le Direttive OMS-UNICEF sostengono l'allattamento materno fino ai due anni di età dei bimbi, ma in Italia rimane ancora un grande vuoto normativo da colmare. Vuoto che, per esempio, l'Inghilterra ha riempito nel 2010 con l'Equality Act. Lo scorso 22 novembre, un gruppo di esperti delle Nazioni Unite ha reso pubblico un comunicato con cui ha dichiarato che l'allattamento è una questione di diritti umani per i bambini e le madri e per questo motivo deve essere protetto e promosso a beneficio di entrambi. Alla luce di tutto ciò, dunque, cosa può fare una mamma per difendersi quando viene offesa mentre nutre il proprio bimbo in un luogo pubblico?
È davvero sempre possibile limitarsi ad allattare tra le mura domestiche? È davvero la giusta risposta quella di gridare allo scandalo contro il pudore pubblico quando una mamma allatta? E allora domani tutti in piazza a difendere il diritto di allattare in pubblico.
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