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All'armi, son fascisti. Anzi, peggio

Di Alessio Mannino Sabato 14 Febbraio 2009 alle 17:10 | 0 commenti

Il sistema politico e finanziario, coi suoi intrecci e le sue bande, si muove all’unisono per aumentare il proprio potere. Mettendo in pericolo la libertà

 

In questo momento storico così gravido di sconvolgimenti, con la crisi economica mondiale causata da una banda di farabutti chiamati banchieri, l’illusione Obama che col risparmio energetico e la chiusura di Guantanamo fa felice i gonzi adoratori dello Sviluppo e del Sogno Americano, e in più con un’informazione sempre più concentrata, controllata e asservita al motto "Un Impero, un Mercato, una Globalizzazione", in Italia la situazione è grave, e per una volta anche seria. Finanza, media e politica vanno cercando nuovi equilibri con l’obiettivo di eliminare ogni vera opposizione. A rischio non è la democrazia, che non esiste perché non rappresenta i cittadini ma solo le caste degli speculatori, dei loro camerieri parlamentari e dei giornalisti a libro paga. E’ la nostra dignità, è la nostra libertà, è il senso di giustizia a essere in pericolo.


Operazione liberticida
Chi mette il marchio all’operazione di esproprio di sovranità a favore suo e dei padroni del vapore, è il partito unico Destra-Sinistra. L’annuncio di voler far approvare una legge sull’onda del caso Englaro anche a costo di cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza è l’ennesima prova che il Regime procede sempre più sfrontatamente al giro di vite finale. Il governo di Berlusconi fa il lavoro sporco, continuando l’escalation illegale e illiberale portata avanti da quindici anni a questa parte dopo aver sostituito la vecchia partitocrazia Dc-Pci-Psi. Le minoranze si legittimano agli occhi dell’opinione pubblica più sprovveduta come antagonisti, o nella versione plastificata e piena di "cacicchi" del Pd di Veltroni o in quella parolaia dell’IdV di Di Pietro, che fa l’antisistema stando dentro al sistema. Così sono tutti contenti perché marcano i ruoli assegnati loro dal Potere economico-finanziario, e la farsa continua fino alla prossima truffa elettorale. E infatti la banda dei tre si trova unanime e concorde nel far passare il quorum liberticida del 4% alle imminenti europee, aggiungendo un altro mattone alla costruzione di un Paese dove le idee non conformi non avranno più possibilità di accesso alle istituzioni, negando così il diritto di cittadinanza politica a qualche milione di italiani.


Tutti amici

Walter si straccia le vesti per il decreto Englaro, ma attende con impazienza l’accordo sottobanco con Silvio sulle nomine dei vertici Rai a cui l’elezione di Sergio Zavoli alla presidenza della commissione di vigilanza ha già spianato la strada. Tonino fa il ribelle in piazza con Grillo, lanciando accuse per altro sacrosante contro un berlusconismo sempre più banditesco e arrogante e un Napolitano sempre più complice e prono (salvo svegliarsi per Eluana), ma è ben felice di far fuori ogni concorrente al centro e a sinistra grazie allo sbarramento, e si avvia a collaborare con l’odiato psiconano sulla devastazione del territorio e la repressione delle comunità locali (lui e i suoi sono favorevoli a tutte le infrastrutture purchè siano, dalla base Usa a Vicenza, alla Tav). Silvio, dal canto suo, non sta con le mani in mano, soprattutto negli affari. La sua Mediaset farà comunella con la Rai (che è sempre "sua", in qualità di capo del governo) e con l’emittente La 7, cioè con Telecom, nella nuova Tivù, santa alleanza sul digitale terrestre. La Telecom, che naviga in cattive acque più ancora delle reti del Biscione, è sotto il controllo di Intesa, Mediobanca e Generali. Sullo sfondo circola l’ipotesi di fondare Mediacom, fusione fra Mediaset e la compagnia di telecomunicazioni messa a mal partito da Tronchetti Provera. Nel cda di Mediobanca siede Marina Berlusconi, figlia del premier, entrato nell’azionariato di Piazzetta Cuccia un anno fa. Tutti i più grandi istituti di credito, a partire da Unicredit amministrata dal filo-Pd Alessandro Profumo, riceveranno sostanziose iniezioni di fiducia (leggi: aiuti finanziari) dallo Stato, grazie al munifico Tremonti nemico delle banche solo a parole. Il gotha bancario ha in mano il quotidiano principe della disinformatjia italiana, il Corriere della Sera, e l’altro, La Repubblica, fa riferimento a un Carlo De Benedetti pappa e ciccia con l’establishment finanziario globale (è socio di Goldman Sachs, il figlio Marco è presidente di Carlyle Italia, e fu lui a far conoscere a Rutelli e Di Pietro il raider George Soros, lo stesso che con gigantesche speculazioni borsistiche mise in ginocchio la lira nel ’92 e i mercati del Sud-Est asiatico nel ’97-’98). Ce n’è abbastanza per capire che le "diversità" sbandierate al popolo bue servono a nascondere una connivenza strutturale fra mondi politici e affaristici fondata sull’idolatria dell’unico dio: il denaro.


Il baratto
In questa finta guerra per bande dove alla fine si ritrovano gomito a gomito intorno allo stesso banchetto, che Berlusconi punti, come punta, a diventare Presidente della Repubblica, o che Bersani per conto di D’Alema si proponga come alternativa a Veltroni, o che Di Pietro agiti il fantasma del nazismo contro il gangsterismo politico di Palazzo Chigi, ebbene, ci interessa poco o punto. Ma non possiamo tacere di fronte alla sfacciata, quotidiana aggressione alla nostra dignità, di uomini e donne prima ancora che di cittadini, quando, con le leggi ad personas, il lodo Alfano, la chiusura dall’alto di inchieste scomode (caso de Magistris-procura di Salerno), il foraggiamento pubblico di banche colpevoli dell’impoverimento di massa, la soppressione per legge di ogni minimo principio di democrazia elettorale, la messa all’indice di siti web che istighino a "disobbedire alle leggi", il divieto di manifestazioni in piazze "con chiese o luoghi di culto", e la volontà di cambiare la Carta a proprio gusto e piacimento, è in atto una campagna più o meno bipartisan per renderci tutti ancora più servi e impotenti di quanto non lo eravamo già prima. Ma non illudiamoci: la gente è ostaggio del mutuo, fatica sempre più ad arrivare a fine mese, perde il lavoro, è rimbambita dalla propaganda di stampa e televisione, in maggioranza si ritira nel privato e a chi parla di ideali gli risponde come a un marziano. D’altronde, è stata disposta così da decenni di rieducazione consumistica e "liberale" (ah, siano maledetti i cattivi maestri della "società aperta", in realtà chiusa a riccio a difendere gli interessi di industriali e banchieri): a cedere i propri diritti in cambio del "benessere". Vedrete, baratteranno la libertà con un po’ di tranquillità economica e sociale. E qualche metro di catena in più. Come ai tempi del fascismo? No, molto peggio: allora il nemico era chiaro e almeno aveva, per quanto tragico, un’ideale; oggi è indistinto, subdolo, si confonde col senso comune (lavorare, produrre, consumare, distrarsi, crepare) e si fonda sui soldi. Cioè - e l’ultimo scoppio della bolla finanziaria l’ha dimostrato - sul Nulla.


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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