Sanità

Quotidiano | Categorie: Sanità, Famiglia

Rete di urgenza per neonati e bambini

Regione Veneto     

 

Nata in Veneto rete urgenza-emergenza per neonati e bambini.
Sandri: "il meglio della nostra sanità per i nostri piccoli ed i loro genitori".
I "vertici" della rete a Verona e Padova, coinvolti altri 39 ospedali in tutte le province.


Nel corso degli anni i bisogni di salute dei neonati e dei bambini, e la complessità dell'assistenza ospedaliera necessaria, sono notevolmente aumentati. Basti pensare che almeno il 10% dei neonati richiede un ricovero entro i primi 30 giorni di vita, che le nascite premature sono oltre 1000 all'anno con età gestazionali sempre più basse (23-28 settimane), che almeno 300.000 bambini vengono portati ogni anno in un Pronto Soccorso con patologie più o meno gravi. Una situazione che ha spinto la Regione del Veneto a potenziare l'intera organizzazione rivolta ai suoi pazienti più giovani e a definire una vera e propria Rete Ospedaliera Integrata per la Gestione del Neonato Critico e del Bambino in Emergenza-Urgenza, presentata oggi nella sede dell'Azienda Ospedaliera Integrata Universitaria di Verona dall'Assessore regionale alla Sanità Sandro Sandri, alla presenza, tra gli altri, del Direttore Generale dell'Azienda, Sandro Caffi. "Questa - ha sottolineato Sandri - è una vera e propria rete salvavita dedicata ai nostri piccoli, che abbiamo deciso di istituire per più di un motivo: prima di tutto per rendere la nostra organizzazione ospedaliera più rispondente ai bisogni, spesso molto delicati, dei bambini, sia per dare una risposta di tranquillità ai loro genitori, nella stragrande maggioranza giovani coppie, che si possono trovare nella condizione di dover affrontare situazioni drammatiche nella quali un efficiente sistema di intervento in emergenza-urgenza è di vitale importanza. Non credo infatti - ha aggiunto Sandri - che esista un valore più grande da difendere che la vita e la salute di un bambino. Per questo abbiamo voluto mettere in rete le migliori strutture, le migliori professionalità e le migliori tecnologie disponibili nel nostro sistema sanitario". La Rete si compone di tre diversi livelli: il III° (quello organizzativamente e tecnologicamente più elevato) è composto dalle Aziende Ospedaliere di Verona e Padova; il II° si basa sugli Ospedali Cà Foncello di Treviso, dell'Angelo di Venezia e San Bortolo di Vicenza; il I° è costituito da 36 ospedali in tutte le province venete, collegati in tutto e per tutto con gli altri due livelli. Il tutto accompagnato da un sofisticato sistema di trasporto in emergenza-urgenza che prevede, sibito dopo la stabilizzazione, l'immediato trasferimento del neonato o del bambino nell'Ospedale più vicino e più idoneo a garantire le miglori cure per la specifica patologia. La delibera regionale che istituisce la Rete è supportata da una serie di inediti e significativi dati. All'incremento delle nascite (da 35.581 a 47.633 nati vivi in un decennio) si è via via accompagnato un forte aumento dei neonati critici e dei prematuri, la cui sopravvivenza anche a 23-28 settimane di gestazione è notevolmente aumentata grazie al miglioramento delle cure neonatali. Il 5-10% dei neonati necessita di ricovero alla nascita o nei primi giorni di vita. Circa 1000 neonati l'anno vengono alla luce prima della 34° settimana gestazionale con patologie malformative, respiratorie o chirurgiche; e 300 nascono prima della 28° settimana con peso inferiore al chilo. Vi è inoltre un progressivo aumento delle nascite gemellari e trigemellari, spesso legate all'inseminazione artificiale. Per quanto riguarda i bambini, dei 300.000 che vengono condotti ogni anno in un Pronto Soccorso, 30.000 presentano all'arrivo alterazioni dei parametri vitali; 1.500 sono in condizioni da codice rosso; 500 richiedono cure intensive altamente specializzate; 8.000 vi arrivano trasportati dal Suem 118; il 20% ha un'età inferiore all'anno ed il 50% inferiore ai 3 anni.

I nodi della "Rete" sono suddivisi in tre livelli d'intensità.

Il Polo di I° livello prevede la presenza di attività di pediatria in Pronto Soccorso; di un reparto di Pediatria ed uno di Ostetricia; di assistenza neonatale e cure per patologie minori; di attività di emergenza-urgenza pediatrica per patologie minori.
Gli ospedali inseriti nel Polo di I° livello sono i seguenti. Provincia di Belluno: Belluno (in forte integrazione con l'Ospedale di Treviso, Polo di II° Livello), Feltre, Pieve di Cadore. Provincia di Padova: Camposampiero (affianca l'Azienda Ospedaliera di Padova, Polo di III° Livello, per la copertura dell'area della provincia di Padova applicando protocolli condivisi), Cittadella, Este, Piove di Sacco, Monselice, Casa di Cura di Abano. Provincia di Treviso: Castelfranco, Conegliano, Oderzo, Montebelluna, Vittorio Veneto. Provincia di Rovigo: Adria, Rovigo (in forte integrazione con il Polo di III° Livello dell'Azienda Ospedaliera di Padova), Trecenta. Provincia di Venezia: Chioggia, Dolo, Mirano, San Donà, San Giovanni e Paolo di Venezia, Portogruaro. Provincia di Verona: Bussolengo, Isola della Scala/Villafranca, Legnago, San Bonifacio, Casa di Cura Pederzoli di Peschiera, Ospedale di Negrar. Provincia di Vicenza: Asiago, Arzignano, Bassano, Noventa Vicentina, Thiene, Valdagno.

Il Polo di II° Livello, oltre ai requisiti del I° Livello, deve avere anche attività di Pronto Soccorso Pediatrico in spazi dedicati, attività di chirurgia pediatrica, erogazione di cure intensive neonatali, attività di emergenza-urgenza pediatrica per patologie complesse che non necessitano di terapia intensiva.
Gli ospedali inseriti nel Polo di II° Livello sono il Cà Foncello di Treviso, l'Angelo di Mestre ed il San Bortolo di Vicenza.

Il Polo di III° Livello, quello più evoluto e specialistico, dovrà avere, oltre ai requisiti del II° Livello, anche un volume di ricoveri pari o superiore a 2000 l'anno, attività di Pronto Soccorso Pediatrico in struttura dedicata, presenza di Terapia Intensiva Pediatrica, presenza di Neurochirurgia Pediatrica, erogazione di tutte le prestazioni specialistiche pediatriche, supporto all'attività di trasporto neonatale e pediatrico. Poli di III° Livello sono l'Azienda Ospedaliera Integrata Universitaria di Verona e l'Azienda Ospedaliera di Padova.

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Quotidiano | Categorie: Sanità

Sandri, colonnello medico Bramati e Sabrya

Regione Veneto   

 

Fondamentale il suo ruolo nella storia a lieto fine della piccola afgana curata a Vicenza.


Ass. Sandro Sandri e Col. Medico Marco Bramati"Contate sempre su di noi. Il Veneto non si tirerà mai indietro rispetto a queste iniziative, anzi è pronto a dare sempre di più".
Con queste parole l'Assessore regionale alla Sanità Sandro Sandri ha ricevuto oggi a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale a Venezia, il Colonnello medico Marco Bramati (dell'Aeronautica Militare Italiana), Consulente Sanitario e Direttore Sanitario Internazionale delle Forze di pace del Contingente internazionale operativo nella regione orientale dell'Afghanistan.
Il Colonnello Bramati ha avuto un ruolo fondamentale nell'operazione umanitaria che ha portato ad essere operata all'Ospedale San Bortolo di Vicenza la piccola Sabrya, la bimba afgana gravemente ferita e curata in Veneto grazie al programma di solidarietà sanitaria internazionale della Regione.
Bramati ha illustrato a Sandri le complesse e spesso rischiose modalità operative dei sanitari militari, che operano negli ospedali da campo della forza multinazionale, ed ha tenuto a sottolineare come "lavorare con la Regione Veneto nel caso di Sabrya sia stato molto gratificante per la disponibilità e l'efficacia dimostrata sia sul piano istituzionale che su quello della mobilitazione del volontariato".
Bramati ha anche illustrato a Sandri al situazione di un'altra piccola afgana, Masha di 6 anni, con una grave patologia alle ginocchia e ai muscoli, che potrebbe presto essere "adottata" dalla sanità veneta. Solo nell'ultimo anno il Veneto, attraverso il suo Programma di assistenza sanitaria per ragioni umanitarie, ha curato nei propri ospedali 19 persone (molti i bambini). 380 sono stati i casi umanitari affrontati e risolti dalla sanità veneta a partire dall'entrata in funzione del Programma, nel 2001.

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Per anziani 3,43 milioni da Regione Veneto

Regione Veneto   

 

Per gli anziani nelle case di riposo di Vicenza 3 milioni 430 mila euro da fondi straordinari della Regione del Veneto

 

La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell'assessore alle Politiche sociali Stefano Valdegamberi, ha deliberato oggi un Fondo straordinario di 8,2 milioni di euro per gli anziani non autosufficienti ospitati nelle case di riposo. Per la provincia di Vicenza lo stanziamento ammonta a 3 milioni e 430 mila euro.

"Il fondo - spiega l'assessore Valdegamberi - andrà a favore degli anziani che non ricevono la quota di risorse sanitarie da parte della Regione. E' un intervento straordinario di carattere sociale destinato ad alleggerire le rette pagate dalle famiglie che hanno anziani non autosufficienti nelle case di riposo, in molti casi in questo periodo in difficoltà nel pagare per intero rette onerose".

Il contributo sarà pari a 20 euro al giorno per ogni anziano, residente nel Veneto e ospitato in un Centro di Servizio, che attualmente non rientra nei parametri per beneficiare della cosiddetta "impegnativa di residenzialità" (ossia del contributo regionale a copertura delle spese sanitarie in casa di riposo) per la quale è previsto un minimo di 60 punti nella Scheda di valutazione multidimensionale dell'anziano (scheda SVAMA).

Lo stanziamento, istituito grazie all'assestamento del bilancio di previsione della Regione,verrà erogato alle Aziende sanitarie locali che a loro volta lo gireranno alle strutture assistenziali in base al numero degli anziani ospitati rispondenti ai criteri stabiliti dalla delibera. A favore di queste persone l'erogazione economica potrà decorrere, se già presenti nella struttura, a partire dal 1 settembre 2009 e protrarsi fino al 31 dicembre 2010.

"Auspichiamo - aggiunge l'assessore Valdegamberi - che i gestori utilizzino le risorse aggiuntive messe a disposizione della Regione per il contenimento del costo della retta. Le famiglie degli anziani per i quali la Regione del Veneto metterà a disposizione il contributo verranno avvertite con una lettera".

 

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Medici e infermieri stranieri secondo l'Emn

Redazione di VicenzaPiù     

 

Gli stranieri iscritti all'Ordine dei medici chirurgi e odontoiatri sono 14.548 nel 2008. Erano 12.527 nel 2004 secondoi il rapporto dell'Enm.

Un medico africanoI medici stranieri iscritti all'Ordine dei medici chirurgi e odontoiatri sono risultati 14.548 nel 2008, di cui il 42,3% donne. Erano 12.527 nel 2004, quindi l'aumento e' stato di 500 unità l'anno. La ripartizione territoriale e' abbastanza equilibrata: 52,2% nel Nord, 26,0% nel Centro, 18,3% nel Mezzogiorno e 2,7% in temporanea attività all'estero. La maggiore concentrazione avviene in quattro regioni: piu' di 2 mila sia in nel Lazio che in Lombardia (operanti per lo più nei comuni di Roma e di Milano) e più di 1.200 sia nel Veneto che in Emilia Romagna. Sono questi i dati del Primo Rapporto Emn Italia, European migration network - iniziativa inserita in un programma europeo che in Italia fa capo al ministero dell'Interno con il supporto tecnico del Centro Studi e Ricerche Idos/Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes - dedicato alla direttiva dell'Unione Europea sui lavoratori altamente qualificati, nota come "Carta blu UE".

 

Nel nostro Paese un infermiere su dieci, invece, è straniero: è quanto si legge nello stesso Rapporto presentato al Cnel a Roma.

Infermiere straniereGli infermieri stranieri infatti - rispetto ai 354.436 infermieri presenti in Italia, una figura professionale di difficile reperimento, con un rapporto che dovrebbe essere di 1 medico ogni 5 infermieri, mentre attualmente ci sono 6 infermieri ogni mille abitanti, con richieste più pressanti per infermieri che provengono dalle case di riposo e dagli istituti per anziani e per persone disabili non autosufficienti - sono nel 2008 34.043, 86,5% donne e il per il 57;8% comunitari.
La provenienza maggioritaria e' quella europea con il 17,4%, seguono America (15,7%), Asia (5,3%), Africa (5,4%), Oceania (0,8%).
Quanto ai Paesi di origine prevale, con un quinto delle presenze, la Romania (8.497 infermieri), seguita da Polonia (3.557), Svizzera (2.386) e, con più di 1.000 infermieri, Germania, Peru', Albania, Francia, India e Spagna. La ripartizione territoriale, invece, vede prevalere il nord (19.212 infermieri, pari al 56,4%), seguono 8.594 infermieri nel centro (29,2%), 3.674 nel sud (10,8%) e 2.463 nelle isole (7,2%). Gli infermieri stranieri sono presenti con forti differenze territoriali.

 

 

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Una conferenza regionale sulla disabilità

CGIL Vicenza, Fish

CGIL e FISH chiedono a palazzo BALBI una nuova conferenza regionale sulla DISABILITA'! - Al convegno anche ULSS (SIL) e Provincia (SPI) e la cooperazione sociale

Ghiotta l'occasione dello scorso fine settimana a Bassano del Grappa per discutere di disabilità in provincia di Vicenza ma anche in Veneto. Di fatto la CGIL e la FISH hanno lanciato un grido d'allarme sull'applicazione della legge 68 del 1999 che prevede l'inserimento lavorativo delle persone diversamente abili. Il sindacato dei lavoratori e pensionati e la federazione che raggruppa le associazioni dei disabili chiedono a gran voce che la GIUNTA regionale convochi una nuova conferenza regionale sulla disabilità per valutare i dati reali di inserimento lavorativo delle persone in difficoltà, dati provenienti dall'applicazione della legge 68. Un'iniziativa del genere è stata organizzata ben oltre tre anni fa e ora viene richiamata in causa l'assessore al lavoro Elena Donazzan.

A coordinare l'incontro Igino Canale, responsabile del dipartimento Stato Sociale della CGIL vicentina. Per la Cgil in campo la segretaria provinciale Marina Bergamin, il resp. del dipartimento politiche del lavoro della Cgil del Veneto Fabrizio Maritan e la responsabile nazionale dell'ufficio politiche della disabilità Nina Daita. Per la FISH era presente il presidente veneto Ivano Platolino.

Tutti i soggetti presenti al convegno hanno convenuto sull'importanza di investire sulla formazione, perché proprio di fronte alla crisi economica, l'unico modo per rafforzare il lavoro (di disabili e non) è proprio quello della formazione. Per questo vanno utilizzati al meglio i fondi messi a disposizione dall'Unione Europea perché in questi anni si è fatto poco.

CGIL e FISH hanno lanciato al convegno di Bassano del Grappa un altro messaggio: la legge 68 del '99 non è anacronistica, anzi deve essere rafforzata. La Cgil ha posto un secco "no" alla cosiddetta "sacconizzazione" della normativa. Sia Nina Daita sia Ivano Platolino hanno sottolineato come in questo momento vadano rafforzate le posizioni sul mercato del lavoro delle fasce deboli. Purtroppo dal punto di vista culturale la nostra società certe cose non le ha ancora acquisite!

Per Maritan (Cgil) la legge 68 in Veneto fondamentalmente ha funzionato. Vi sono però luci e ombre: tra le ombre si è investito poco sulla formazione e in questi anni si è investito poco sugli SPI e sui SIL. Per il responsabile regionale della Cgil sarà necessario lavorare di più e meglio nei progetti che mettono assieme gli enti pubblici, la cooperazione e le parti sociali.

Al convegno si è parlato anche del recente sciopero di venerdì scorso della scuola e della funzione pubblica. E' fondamentale che i servizi pubblici volti ad agevolare la ricerca di lavoro e la formazione, gli SPI (servizi per l'impiego) delle Province e i SIL (servizio integrazione lavorativa) delle ULSS funzionino al meglio: ovvero eroghino servizi di qualità. Per fare questo sia da parte della CGIL sia dagli altri interlocutori presenti al convegno si è convenuto che sia necessario che gli impiegati abbiano condizioni di lavoro dignitose: il riferimento è in particolare ai contratti a termine che, a causa del blocco delle assunzioni, sono stati attivati (per ragioni burocratiche) negli anni scorsi in buon numero soprattutto in provincia. Il responsabile degli SPI della Provincia di Vicenza, dott. Dalla Pozza ha ammesso che nei centri per l'impiego comunque esiste una situazione di penuria di operatori. Questo fatto per la CGIL rischia di non soddisfare l'utenza; pertanto è necessario che l'ente corra quanto prima ai ripari assumendo nuovo personale.

Altro grido d'allarme riguarda la scuola: a lanciarlo Nino Daita (CGIL) che ha affermato all'incontro che può esserci il pericolo che la riforma Gelmini faccia sprofondare la scuola in una situazione antica, addirittura con le classi differenziate. Il concetto è stato ripreso sia dal presidente della FISH Platolino, sia dalla segretaria generale della CGIL vicentina Bergamin: bisogna investire nella scuola per affermare i diritti e quindi anche i diritti dei disabili!

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Quotidiano | Categorie: Sanità

Referti online all'Ulss 6 Vicenza

Regione Veneto     

 

Sanità: referti online all'Ulss 6 di Vicenza.
Sandri: "ottima innovazione, in linea con i più moderni dettami dell'e-health per semplificare la vita agli utenti"


"Con questa ottima iniziativa, l'Ulss 6 di Vicenza si allinea con i più moderni dettami della sanità internazionale, non più focalizzata sul semplice concetto di ‘sanità', ma sempre più rivolta ad un innovativo e moderno concetto di ‘e-health', ovvero di sistema caratterizzato da un sempre più alto contenuto informatico". Lo ha detto l'Assessore regionale alla Sanità Sandro Sandri, commentando la presentazione, avvenuta oggi all'Ospedale San Bortolo, del nuovissimo sistema di refertazione "on line", grazie al quale tutti i cittadini, utilizzando il proprio computer o rivolgendosi al medico di base o alla propria farmacia, possono scaricare nella massima riservatezza gli esiti dei propri esami medici. "Questo è il classico caso - ha aggiunto Sandri - nel quale un progresso tecnologico si traduce in un consistente miglioramento del rapporto che il cittadino ha con le strutture sanitarie. Se si facesse un calcolo di quanto tempo e di quanti chilometri di percorrenza da casa agli sportelli sanitari e viceversa il cittadino può risparmiare grazie a questa innovazione, verrebbero fuori cifre da capogiro". "Il raggiungimento dell'obbiettivo di una sempre più diffusa informatizzazione - ha aggiunto Sandri più in generale - deve essere visto come una continua possibilità di migliorarsi ed innovarsi, attraverso nuovi servizi, come dimostrano altri due importanti esempi: l'avanzata sperimentazione in corso per l'invio delle ricette mediche con prescrizioni di esami direttamente dal medico di medicina generale al laboratorio; e la possibilità, a breve, di poter prendere visione on line anche delle radiografie, con un collegamento diretto all'archivio PACS (Picture Archive Comunication System) dell'Ulss".

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Quotidiano | Categorie: Sanità

Un laboratorio sugli stili di vita

Ulss 4 Alto Vicentino

A SARCEDO MERCOLEDI 16 DICEMBRE SI INAUGURA IL LABORATORIO MULTIMEDIALE SUGLI STILI DI VITA "LE VIE DEL FUMO"

 

Si arricchisce il patrimonio di servizi alla popolazione dell'Ulss 4 Alto Vicentino. Mercoledì 16 dicembre alle ore 11.00 si inaugura il Laboratorio Multimediale sugli Stili di Vita "Le vie del Fumo" presso Villa Ca' Dotta in via Roma 10 a Sarcedo. Questo progetto, realizzato in collaborazione con la Regione Veneto e il Comune di Sarcedo, consiste nell'utilizzo di modalità comunicative di forte impatto emozionale, centrate sull'immaginario individuale e rivolte a studenti dai 10 ai 18 anni al fine di maturare consapevolezza nella scelta di stili di vita sani. Tale proposta s'innesta nel programma ministeriale "Guadagnare Salute" che invita a campagne educative per una sana alimentazione, idonea attività fisica, lotta all'abuso d'alcol e, come questo progetto si propone, lotta al fumo. Il Centro di Sarcedo è il primo esempio in Veneto (in Italia il secondo dopo Reggio Emilia) di programma multimediale che si avvale di laboratori tematici di tipo informatico, scientifico, letterario, immaginativo e musicale. Attraverso un'adeguata pluralità di messaggi, il percorso consente di attivare strategie di difesa per affrontare le pressioni che possono indurre ad adottare comportamenti a rischio.

Cos'è il Laboratorio multimediale
Il 18 novembre 2009 è partito il laboratorio "esperienziale" per la promozione di stili di vita sani, iniziando dal tema del fumo, percorso di prevenzione pensato specialmente per i ragazzi dai 12 ai 16 anni e denomnato appunto "Le Vie del Fumo". I ragazzi, guidati da un operatore specializzato, sono gli attori principali delle attività di questi laboratori multimediali. "Solo la dimestichezza con una adeguata pluralità di linguaggi - spiega la responsabile del progetto, dott.ssa Fabrizia Polo - può consentire di attivare le strategie di difesa per affrontare le diverse tipologie di pressioni che facilitano l'incontro con comportamenti a rischio, dal cominciare a fumare, a provare sostanze, a bere alcol in modo problematico, a guidare irresponsabilmente, a voler essere magri e vincenti a tutti i costi. La pluralità di linguaggi consente di riconoscere in cosa consiste una pressione sociale, di analizzarla, di esplorare il proprio punto di vista, di pervenire ad una risposta di tipo espressivo e creativo, frutto della rielaborazione personale del percorso. Per questo l'argomento è trattato secondo prospettive diverse: scientifico sperimentale, letteraria, artistica, comportamentale, psicoattitudinale, espressiva, cinematografica".

Ma vediamo in cosa consiste un percorso "tipo" (alcuni laboratori sono ancora in fase di allestimento). Compilazione test di apprendimento e presentazione dell'iniziativa; Laboratorio scientifico: il polmone meccanico e la fisiologia del respiro visualizzata attraverso esperimenti; presentazioni simulate dei meccanismi della dipendenza; sala proiezioni documentari di approfondimento. Area dell'immaginario: storia della pubblicità del fumo e rapporto fumo e cinema; concorso fotografico "Le vie del fumo". Laboratorio informatico: test, giochi e percorsi di approfondimento interattivi. Laboratorio di analisi immaginativa: attività di visualizzazione sul tema del tabagismo. Laboratorio letterario: esercizi di scrittura creativa e approfondimenti tematici sul tema del fumo nella storia della letteratura. Laboratorio musicale: proposte di ascolto e valutazione del rapporto fra tabagismo e repertori musicali diversi. Laboratorio espressivo: prove di creatività a partire dalle visioni del tabagismo suscitate dalla storia dell'arte.

Il percorso "Le vie del Fumo" è mutuato da "Luoghi e Prevenzione", centro regionale di didattica multimediale gestito dalla Lega Italiana per la lotta ai tumori di Reggio Emilia. La sede del Centro didattico multimediale "Le Vie del Fumo", gestito dall'Ulss 4 si trova nel Comune di Sarcedo, a Villa Cà Dotta, in via Roma. Nel corso di questo primo anno il Centro è aperto martedì - mercoledì e giovedì. Vi si accede tramite prenotazione al seguente indirizzo e-mail [email protected]. Tutti i laboratori sono seguiti da operatori specializzati. La visita dura in media dalle 3 alle 4 ore.

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Quotidiano | Categorie: Sanità

Caccia al tatuaggio pericoloso

Adico    

 

Si è aperta la caccia al tatuaggio pericoloso, in particolare al colore usato per farsi disegnare sul corpo disegni indelebili e ancora molto di moda tra giovani e meno giovani: il pm di Torino, Raffaele Guariniello, come riporta oggi Repubblica, ha aperto un'indagine sulla scia della risoluzione del Consiglio Europeo che indica la necessità di controllare i materiali usati dai tatuatori e il livello igienico di queste pratiche che possono anche veicolare infezioni e virus, compresi epatite e Hiv. Sono già state sequestrati dei lotti di colori, che sono risultati contenere sostanze a rischio, in particolare delle ammine aromatiche vietate dalla legge. Sostanze per ora rinvenute solo nel rosso, nei giallo e nell'arancione, ma l'indagine non è che all'inizio.
E' stata anche rintracciato il distributore dei colori poi sequestrati, una ditta italiana pugliese, la Yakuza Ink, di San Ferdinando di Puglia, l'unica ditta italiana che produce tali colori e che però risulta fornita di tutte le licenze necessarie. I suoi responsabili hanno infatti spiegato di certificare tutto quanto esce dai loro magazzini proprio per essere certi che non vi siano contenute ammine. Agli inquirenti è stato spiegato che i lotti in questione erano scaduti e nonostante questo custoditi e poi ancora usati da un loro cliente torinese. Ma l'indagine della magistratura torinese continuerà a 360 gradi e coinvolgerà molti altri soggetti, dalla Regione Piemonte e le altre regioni italiane, all'Arpa, dallo stesso Ministero della Salute ai Nas dei carabinieri in quanto la disposizione del Consiglio europeo in materia è chiaro: i tatuaggi e i materiali che vengono usati per farli vanno monitorati e controllati per renderli più sicuri e certificati.
"Tatuaggi e piercing stanno diventando mode sempre più popolari, soprattutto tra le giovani generazioni con conseguente aumento del rischio di contrarre malattie, in particolare le malattie a carico del sangue" avverte il presidente dell'ADICO, Carlo Garofolini.
Ecco allora un breve vademecum realizzata dall'ADICO per limitare al minimo i rischi di contrarre malattie ed infezioni.
• Prima di un tatuaggio o piercing, assicurati di scegliere il luogo appropriato.
• Assicurarsi che il medico usa nuove e aghi sterili, e indossa guanti. In aggiunta, il luogo dovrebbe essere pulita come lei sono a rischio di contrarre l'infezione se l'area in cui il tatuaggio o un piercing è fatto è sporca o sporco.
• Il praticante deve dare ai clienti le istruzioni su come prendersi cura di piercing o tatuaggi sono la procedura.
• Prima di tatuaggi o piercing, il medico deve lavarsi le mani o il suo corretto e poi disinfettare la zona in cui il tatuaggio o di piercing deve essere fatto.
• Assicurati di non avere un piercing o un tatuaggio sulla pelle che è rotto, tagliare, ha dei brufoli o verruche. Prima di applicare qualsiasi unguento, dopo la procedura, lavare le mani accuratamente.

 

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Quotidiano | Categorie: Politica, Sanità

Testamento biologico:Variati contro dg Ulss

Comune di Vicenza   

 

Testamento biologico, il sindaco Variati contro i dg delle Ulss vicentine che si sono dichiarati a favore: "Le loro affermazioni hanno un sapore ragionieristico"

 

Al sindaco di Vicenza Achille Variati non sono piaciute le affermazioni dei direttori generali delle quattro Ulss vicentine riportate sulla stampa locale a proposito del loro appoggio all'introduzione del testamento biologico: "Hanno un sapore ragionieristico - ha aggiunto Variati -. Il silenzio dei dg sarebbe stato più apprezzato".


Il sindaco di Vicenza - che aveva già espresso la propria personale contrarietà al biotestamento - ha inoltre fatto sapere che arriveranno a breve i risultati degli approfondimenti di cui ha incaricato una commissione tecnica con particolare riferimento agli aspetti giuridici, regolamentari, organizzativi ed economici che vengono interessati dall'introduzione di un registro pubblico per i testamenti biologici.

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Quotidiano | Categorie: Sanità

Incontro tra i sindaci e la Donazzan

Ulss 4 Alto Vicentino

A THIENE UN INCONTRO TRA I SINDACI DELLA CONFERENZA ULSS 4 E L'ASSESSORE REGIONALE ELENA DONAZZAN

 

Mercoledì 9 dicembre 2009 alle ore 15,00 presso il Municipio di Thiene si terrà un' incontro tra l' Assessore Regionale all'Istruzione ed al Lavoro Elena Donazzan e i Sindaci della Conferenza dell'Ulss 4 Alto Vicentino al fine di illustrare tutte le possibilità date dalla Regione Veneto agli enti locali per concrete azioni di sostegno al reddito ed all'occupazione. All'incontro parteciperanno alcuni soggetti sociali che stanno già progettando iniziative in coerenza con le possibilità introdotte dalle deliberazioni regionali.

"L'incontro di mercoledì - sottolinea il Presidente della Conferenza Alberto Toldo - costituisce una delle tappe dell'azione che i Sindaci dell'Alto Vicentino intraprendono per affrontare in modo coerente e sistematico il tema dell'occupazione che riguarda ciascuno degli amministratori e che si pone oggi come il tema più importante che il cittadino ci chiede di affrontare." Più in generale, il confronto si svolgerà sulle possibilità date ai Comuni di essere attori attivi e concreti a fronte del grande problema dell'occupazione che la crisi economica degli ultimi mesi ha accentuato.

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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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