Sanità

Quotidiano | Categorie: Politica, Sanità

6,56 mln a strutture sociosanitarie vicentine

Regione Veneto     

 

Strutture sociosanitarie destinate a anziani, disabili, minori.
Riparto 2010 di 38,3 mln € per interventi promossi da comuni e enti privati

La Giunta veneta ha approvato un provvedimento con cui sono stati assegnati 38.260.000 euro (di cui 6,5 alla provincia di Vicenza, n.d.r.) di ripartizione dei contributi per il 2010 a strutture del settore sociosanitario, pubbliche e private, per rispondere al meglio al bisogno di assistenza e cura da parte degli anziani, dei disabili, dei minori. Il provvedimento è previsto dall'articolo 36 della legge regionale n.1 del 2004, per interventi di aggiornamento e miglioramento di strutture. Ne informa l'Assessore regionale alle politiche sociali. Con la deliberazione del 23 dicembre scorso la Giunta veneta ha delineato il programma degli investimenti da attuare nel triennio 2010-2012 approvando l'elenco delle domande di contributo in conto capitale. Si tratta di azioni costanti portate avanti negli anni su tutto il territorio veneto per raggiungere l'obiettivo che il Veneto si è posto: mettere al centro della propria azione istituzionale la dignità della persona e il suo diritto a ricevere la migliore assistenza possibile. Per quanto riguarda l'applicazione della legge regionale n.1 del 2004, l'Assessore regionale ricorda che nei sei anni di programmazione dal 2004 al 2009, la Regione, ha erogato oltre 140 milioni di euro per circa 500 interventi. Una quantità ingente d' investimenti che evidenzia, con le risorse attribuite ora per il 2010, l'importanza delle politiche sociali nell'intera programmazione istituzionale della Regione Veneto e mostra le ricadute non solo sociali ma anche strettamente economiche che queste operazioni mettono in moto, tanto più importanti ora in fase di crisi. Del contributo regionale complessivo di 38,3 milioni di euro la ripartizione per provincia vede:9,7 milioni di euro a strutture del veronese;8,9 milioni di euro a strutture del trevigiano;6,6 milioni di euro a strutture vicentine; 5,4 milioni di euro a strutture del veneziano;3 milioni di euro a strutture del padovano, 2,6 milioni di euro a strutture polesane; 2,1 milioni di euro a strutture del bellunese.

SEGUE TABELLA DI RIPARTIZIONE DEI CONTRIBUTI PER PROVINCIA DI VICENZA:


ENTE - STRUTTURA - COMUNE - PROV - CONTRIBUTO - TIPO
A.I.A.S. - SEZ. DI VICENZA - ONLUS CENTRO A.I.A.S. VALDAGNO VI 200.000,00 ccap
ACISJF SEDE DI VICENZA ONLUS CASA DELL'ACISJF DI VICENZA VICENZA VI 150.000,00 ccap
AGAPE SOC. COOP. SOCIALE CASA FONOS - BOLZANO V.NO BOLZANO VICENTINO VI 60.000,00 ccap
CASA DI RICOVERO "MUZAN" RSA DI MALO (EX OSPEDALE) MALO VI 500.000,00 ccap
CASA DI RICOVERO "MUZAN" RSA DI MALO (EX OSPEDALE) MALO VI 500.000,00 FR
CASA DI RIPOSO "A.ROSSI" CASA DI RIPOSO "A. ROSSI" ARSIERO VI 1.000.000,00 FR
CASA DI RIPOSO "DOTT. UMBERTO ED ALICE TASSONI" CASA DI RIPOSO "DOTT. UMBERTO ED ALICE TASSONI", CORNEDO VICENTINO VI 100.000,00 ccap
CASA DI RIPOSO "DOTT. UMBERTO ED ALICE TASSONI" CASA DI RIPOSO "DOTT. UMBERTO ED ALICE TASSONI", CORNEDO VICENTINO VI 200.000,00 FR
CASA DI RIPOSO CA' ARNALDI CASA DI RIPOSO CA' ARNALDI NOVENTA VICENTINA VI 300.000,00 ccap
CASA DI RIPOSO DI CARTIGLIANO CASA DI RIPOSO DI CARTIGLIANO CARTIGLIANO VI 1.000.000,00 FR
COMUNE DI ARCUGNANO CENTRO DIURNO ARCUGNANO VI 500.000,00 FR
COMUNE DI PIOVENE ROCCHETTE NUOVO CENTRO POLIFUNZIONALE PER ANZIANI PIOVENE ROCCHETTE VI 1.000.000,00 FR
I.P.A.B. G. BISOGNIN SERVIZI SOCIO ASSISTENZIALI IPAB G. BISOGNIN SERVIZI SOCIO ASSISTENZIALI SAREGO VI 150.000,00 ccap
IL NUOVO PONTE COOP. SOC. A R.L. PROGETTO "DOPO DI NOI" / IL NUOVO PONTE VICENZA VI 200.000,00 ccap
ISTITUTO SUORE MAESTRE DI SANTA DOROTEA FIGLIE DEI SACRI CUORI CASA DI RIPOSO "SANTA MARIA BERTILLA" BRENDOLA VI 100.000,00 ccap
PARROCCHIA SAN GIORGIO MARTIRE GRUPPO APPARTAMENTI SAN GIORGIO MARTIRE QUINTO VICENTINO VI 200.000,00 ccap
SCUOLA MATERNA CASA DI RIPOSO "DON ANTONIO BRUZZO" CASA DI RIPOSO DON ANTONIO BRUZZO GAMBELLARA VI 300.000,00 ccap
WORKING OUT SOC. COOPERATIVA SOCIALE MALGA LIBERALE - CASARA FENILOTTI SOLAGNA VI 100.000,00 ccap
TOTALE 6.560.000,00

 

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Quotidiano | Categorie: Sanità, Sindacati

Valutazione dei dipendenti della ULSS 6

Cgil Vicenza    

 

I Direttori Generali delle ULSS per i loro incentivi non vogliono farsi valutare dalla Regione ma pretendono di farlo per i loro dipendenti... il Direttore Generale dell'ULSS 6 di Vicenza, si adegua.
Il 9 Marzo, l'ULSS 6 di Vicenza ha incontrato le OO.SS. per dare la sua risposta definitiva relativamente alle modalità di applicazione del "Sistema di valutazione" dei dipendenti.
Precisiamo che tale valutazione non ha nulla a che fare con quando previsto da Brunetta con la legge 150 del 2009, che per la sanità potrà diventare operativa dal 1 gennaio 2010.
Tale sistema di valutazione va a cambiare quanto già concordato con Accordo decentrato del 2000, e dovrebbe avere, a parere dell'Amministrazione dell'ULSS 6 di Vicenza, una ricaduta sulla erogazione del salario accessorio dei dipendenti.
L'attuale valutazione va ad incidere sul 10% della incentivazione collettiva, dopo invece andrà ad incidere sul 100%, cioè su una quota mensile che può variare tra i 70 e i 150 euro, in base alla categoria di appartenenza.
Le OO.SS. avevano richiesto di integrare gli attuali criteri, legati sostanzialmente al raggiungimento degli obbiettivi di Budget e la presenza in servizio, con altri criteri obiettivi quali: la presenza di procedimenti disciplinari, il rispetto dell'orario di lavoro, la mancanza di debito orario e la regolare frequenza alla formazione obbligatoria richiesta dall'Ente.
L'Amministrazione ha risposto negativamente a tutte le richieste fatte ed ha ritenuto di chiudere la fase di concertazione aperta l'otto febbraio procedendo unilateralmente con l'applicazione di tale procedura.


La valutazione verrà fatta su quattro elementi che andranno a valutare :
Obbiettivi di budget;
Comportamento;
Orario di lavoro e flessibilità;
Tutoraggio.

Riteniamo che con questi criteri i dipendenti siano in balia della discrezionalità piena dei dirigenti.
Inoltre non è chiaro se il personale sarà messo nelle condizioni di conoscere con precisione gli obbiettivi per i quali deve lavorare e non sarà messo nelle condizioni di poter avere un giusto contraddittorio, quando sarà soggetto alla valutazione finale del dirigente, che potrà agire con la più ampia discrezionalità.
Non siamo aprioristicamente contrari alla valutazione, ma riteniamo che questa importante applicazione della norma contrattuale non possa essere imposta in maniera unilaterale senza condividerne le scelte con i rappresentanti dei lavoratori.

Ancora una volta il Direttore Generale dell'ULSS 6 di Vicenza ha dimostrato la sua incapacità a gestire i rapporti sindacali, preferendo essere costretto a trovare un Accordo con le Organizzazioni sindacali magari davanti al Prefetto, piuttosto che trovare un accordo che era a portata di tutti.
Le Segreterie CGIL-FP, CISL-FP e UIL-FPL, non escludono di promuovere assieme ai propri delegati rappresentanti dei lavoratori dell'ULSS 6 di Vicenza, ed insieme alla RSU, nuove ed ulteriori iniziative.

Segreterie Provinciali

CGIL-FP (Puggioni Giancarlo) CISL-FP (Cristofori Flavio) UIL-FPL (Scambi Claudio)

 

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Quotidiano | Categorie: Politica, Sanità, Famiglia

Il sindaco sull'Ipab Proti Trento Salvi

Comune di Vicenza    

Il sindaco sull'Ipab Proti Trento Salvi: "E' necessario fare subito chiarezza sulla qualità dei servizi offerti"

"Prima di tutto la dignità dell'anziano non autosufficiente": il sindaco Variati vuole fare subito chiarezza sulla questione evidenziata dal comitato rappresentanti degli ospiti e dei familiari dell'Ipab Proti Trento Salvi che denuncia la deficienza di alcuni servizi dell'istituto di assistenza per anziani.

Maurizio Chimento, presidente del comitato, ha segnalato, tra le altre cose, che gli ospiti sarebbero lasciati a letto senza un reale motivo, che l'igiene personale risulterebbe molto carente e che i pasti verrebbero serviti freddi.

"Voglio capire se le situazioni denunciate dal comitato familiari costituiscono casi isolati o una situazione più generale - dichiara il sindaco Variati -. Per questo motivo chiederò al commissario rassicurazioni oggettive o, se questo non è possibile, iniziative concrete per migliorare la qualità dei servizi".
"Il primo passo - spiega Variati - sarà incontrare i rappresentanti dei familiari per raccogliere in modo puntuale le loro segnalazioni e richieste. Il mio modo di agire ha una sola funzione: il rispetto della dignità del cittadino non autosufficiente, principio per il quale i benefattori dell'Ipab hanno elargito le loro donazioni. Non intendo accusare l'Ipab, ma semplicemente fare chiarezza."
Oltre a queste segnalazioni Variati affronterà con il commissario anche il tema delle rette e la richiesta dei consiglieri comunali di allinearle alla media regionale. Sul tappeto anche le altre questioni che il sindaco vorrebbe chiudere prima della scadenza del mandato del commissario: il protocollo d'intesa per l'accordo di programma con l'Ulss e le variazioni dello statuto.
"L'assessore alla famiglia e alla pace Giovanni Giuliari - annuncia Variati - su mio mandato sta per raggiungere un'intesa sull'accordo di programma tra Comune, Ulss e Ipab. Si tratta di definire con il commissario quali sono le azioni strutturali che l'Ipab può realisticamente intraprendere nei prossimi 3 anni, in linea con le indicazioni del Pat, per costruire nuove strutture e ridimensionare il polo Salvi Trento, dove oggi c'è la maggior concentrazione di ospiti".
"Quanto alle variazioni dello statuto dell'Ipab, da portare in consiglio comunale - conclude Variati - la mia proposta al commissario è di ridurre gli amministratori da 9 a 5 e che il loro mandato duri tanto quanto quello del sindaco. E' auspicabile, inoltre, che l'Ipab predisponga una relazione annuale da sottoporre al consiglio comunale".

 

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Quotidiano | Categorie: Sanità

Venerdì un convegno sull'umanizzazione

Ulss 4 Alto Vicentino 

Negli ultimi anni si sono ottenuti importanti risultati per il superamento degli stati di malattia grazie all'importante sviluppo della tecnologia e all'aggiornamento delle competenze professionali che hanno determinato l'allungamento delle attese di vita. Sempre più professionisti e cittadini pongono l'attenzione sulle risposte affidate alle tecnologie cercando una sempre maggiore rassicurazione. Si è così creato uno scollameneto tra le attese e le risposte creando un profondo malessere; è per tanto necessario un percorso di umanizzazione che favorisce il rallentamento dei processi di attesa e che è in grado di ripristinare l'etica del buon vivere.
Venerdì 12 marzo dalle ore 9.00 alle ore 17.30 si terrà a Villa Nievo Bonin Longare a Montecchio Precalcino un Convegno sull'Umanizzazione delle Relazioni".
Il compito che questo convegno si pone è nato da un'idea che ha preso spunto dalla costruzione del Polo Ospedaliero Unico dell'Alto Vicentino. Una struttura che già nella sua concezione architettonica "capovolge", come ha avuto modo di dire l'architetto Altieri, gli usuali modi di concepire un luogo di degenza e di cura, ponendo l'Uomo e la sua sofferenza al centro di percorsi terapeutici evitandogli spaesamenti efratture con le precedenti abitudini.
Il Direttore Generale dott. Domenico Mantoan sottolinea come: "Il convegno si pone l'obiettivo di fare il punto su come le aziende devono rapportarsi con il tema dell'umanizzazione accanto ad una sempre maggiore crescita in ambito professionale che caratterizza la sanità veneta; non si devono perdere di vista anche gli aseptti della relazioni con i pazioneti e le loro famiglie che rimangono comunque necessità primarie in ogni modello di assistenza".

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Quotidiano | Categorie: Politica, Sanità

Città metropolitana: i magnifici 13 alla prova

Giovanni Betacche   

 

Riceviamo da Giovanni Betacche e pubblichiamo

 

i 13 sindaci del Governo della Città MetropolitanaIl governo metropolitano composto dal capoluogo e dalle dodici stelle del suo hinterland: un'area di 218 mila abitanti per condividere secondo gli intenti dichiarati la pianificazione urbanistica, la mobilità, l'assistenza socio sanitaria, i global service.
Finalmente i campanili si sono messi in rete, riprendendo così un'ormai lontana iniziativa chiamata allora la Grande Vicenza ma forse anche per questo soffocata sul nascere dalle rivalità.
Resta il fatto che al momento di mettere in atto una strategia comune con il blocco del traffico il capoluogo si è trovato da solo e, se non proprio deriso, di certo sconfitto.
Emissione di polveri sottili dalle autoLe polveri sottili non sono affatto diminuite e quel nemico invisibile se vorrà dovrà combatterlo da solo il capofila dei 13 Comuni.
Mica male come partenza. I sindaci del vicinato chiedono al capoluogo trasporti, scuole, servizi; bene, ma devono non dico offrire controprestazioni, quali poi?, ma collaborare sì.
In fondo le polveri sottili più che dal capoluogo provengono dall'esterno: perché maggiore è la circolazione di vetture, perché gli impianti delle industrie, le caldaie per il riscaldamento, le stufe e i caminetti sono concentrati e più numerosi nell'hinterland.
E dunque vi è interesse a una strategia comune per proteggere l'ambiente e la salute.
Anche solo il blocco delle auto se fosse stato generale per tutto il territorio metropolitano avrebbe dato certamente risultati diversi anche per il capoluogo oltre naturalmente che per i Comuni della fascia urbana. Fra l'altro è da chiedersi perché nell'hinterland non vengono forniti i dati del rilevamento delle micropolveri; forse perché là non vengono effettuati rilevamenti?
Sarebbe velleitario un simile atteggiamento in considerazione del fatto che sono ormai lontani i tempi delle esclusività territoriali. Dall'ambiente alle vie di comunicazione ai servizi tutti partecipiamo di tutto e abbiamo bisogno l'uno dell'altro. Non è dunque accettabile l'atteggiamento dei dodici che, con una non trascurabile noncuranza, fanno sapere al sindaco del capoluogo che le misure del blocco del traffico sono più pedagogiche che efficaci.
Perché allora non hanno partecipato tutti e 13 i Comuni? Anzi in mancanza e augurabilmente in attesa di misure strutturali, il blocco del traffico dovrebbe attuarsi tutte le domeniche e sull'intero territorio metropolitano.
Nell'intento che l'esempio trascini anche altri Comuni della provincia ed in particolare le città mandamentali che sono più inquinate per la presenza degli impianti industriali.
Insomma i magnifici 13 hanno un compito tanto difficile quanto esaltante se si vuole, quello cioè di costituire una città estesa e intensamente popolata, ricca di attività ma che ha bisogno di essere governata globalmente pur nella sua complessità composita ed eterogenea.
Certo si tratta di individuare le specificità delle singole parti di questo particolare territorio e di farle interagire fra loro: tutte essenziali nessuna esclusiva.
Così come le singole municipalità con le loro tradizioni anche i suoi esponenti dovrebbero fare squadra mettendo a disposizione le energie e le capacità ma in favore dell'intero territorio metropolitano.
Che fortuna per i 218 mila abitanti se avranno amministratori all'altezza del compito.

Giovanni Bertacche
[email protected]
 

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Quotidiano | Categorie: Sanità, Eventi

Trapianti in Veneto: + 19% in un anno

Regione Veneto   

 

Trapianti in Veneto: presentato rapporto annuale, + 19%
Per la prima volta superata quota 400, ma aumentano i no alla donazione.
Diminuite di 186 pazienti le liste d'attesa


Nel corso dell'ultimo anno il Sistema Trapianti del Veneto ha raggiunto un risultato "storico": per la prima volta è stata infatti superata la soglia dei 400 trapianti d'organo effettuati, raggiungendo quota 438 rispetto ai 351 dell'anno precedente, con un aumento del 19%. Con due novità significative: l'aumento delle donazioni da vivente nel trapianto di rene e, elemento questo visto con qualche preoccupazione, l'aumento dei dinieghi alla donazione da parte delle famiglie dei deceduti, passato dal 21,6% del 2008 al 27,3% del 2009 (il dato nazionale è del 30,3%). I donatori effettivi sono stati 116 nel 2009 contro 130 nel 2008.
Questi dati di sintesi emergono dal Rapporto sull'Attività di Trapianto 2009 nel Veneto, presentato ieri all'Azienda Ospedaliera Integrata di Verona dall'Assessore regionale alla sanità e dal Coordinatore del Sistema Trapianti prof. Francesco Calabrò.
"Ancora una volta - ha sottolineato l'Assessore - il Veneto si conferma ai vertici nazionali in un settore sanitario ad altissima valenza tecnica e scientifica e questo deve essere motivo di orgoglio per tutti gli operatori del sistema, perché quando si parla di trapianto il successo si raggiunge solo con un grande lavoro d'equipe interaziendale. Ricordiamoci che per un trapianto si attivano ben 120-130 operatori con tempi di intervento tra le 6 e le 8 ore. I risultati di quest'anno - ha aggiunto - sono ancora più significativi, perché raggiunti in un quadro che registra anche un aumento dei dinieghi alla donazione. Ciò deve indurre tutto il sistema a rafforzare le azioni di tipo culturale ed informativo che, come dimostra il successo ottenuto dal programma di formazione della Fondazione per l'Incremento dei Trapianti d'Organo e di Tessuti-Fitot nelle nefrologie per la donazione di rene da vivente, è la strada da seguire, potenziando le sinergie con le Associazioni di volontariato e avvalendosi ancor di più della funzione istituzionale della Fitot sull'informazione rivolta agli operatori e ai cittadini".
Analizzando l'andamento trapiantologico in relazione ai vari organi, emerge che sui 438 trapianti effettuati, 287 sono stati di rene (39 di questi da donatore vivente), con aumenti sensibili in tutti i Centri Veneti: Padova ne ha effettuati 129 contro gli 89 del 2008, Treviso 59 contro 45; Vicenza 38 contro 28, Verona 61 contro 43. Per quanto riguarda il fegato, Padova ha effettuato 64 trapianti contro i 71 del 2008; Verona 17 contro i 13 dell'anno precedente, per un totale di 81 contro 84. I trapianti di cuore sono stati in tutto 47, con un forte aumento per Verona (25 nel 2009 contro 13 nel 2008) ed una flessione per Padova (22 contro 30), per un totale di 47 contro 43 nell'anno precedente. Per quanto riguarda il polmone, i trapianti effettuati sono stati 24, tutti a Padova, contro i 23 del 2008. I donatori di tessuti (cornee, valvole, pericardio, vasi, osso e cute) veneti sono stati 2.608, ben il 34,1% del totale nazionale. I pazienti in lista d'attesa, dato questo molto confortante, sono diminuiti, passando dai 1.307 del 2008 ai 1.121 del 2009. Di questi, 754 attendono un rene (erano 914 nel 2008); 159 un fegato (erano 177); 124 un cuore (erano 126); 79 un polmone (erano 81); 5 un pancreas (erano 8). Il 52% di loro sono residenti fuori Veneto.

 

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Quotidiano | Categorie: Sanità, Eventi

Trapianti: domani Rapporto Veneto

Regione Veneto   

 

Trapianti: domani a Verona presentazione rapporto Veneto


Il Coordinamento del Sistema Regionale Trapianti del Veneto ha ultimato la redazione del Rapporto Annuale sull'Andamento delle Donazioni e dei Trapianti nella nostra Regione, che contiene numerose novità ed alcuni esiti sorprendenti.
Il Rapporto sarà presentato ed illustrato domani, giovedì 4 marzo 2010, nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 10.45 nella sala della Direzione Generale dell'Azienda Ospedaliera Integrata di Verona, a Borgo Trento.
Saranno presenti, tra gli altri, l'Assessore regionale alla Sanità, il Coordinatore del Sistema Regionale Trapianti Prof. Francesco Calabrò ed il Direttore Generale dell'Azienda Sandro Caffi.
Tra gli esiti, da segnalare il raggiungimento del record assoluto di trapianti effettuati, che hanno superato la soglia dei 400, ma anche la crescita dei dinieghi alla donazione da parte delle famiglie dei deceduti. Il Rapporto contiene anche dati disaggregati per ognuno dei Centri Trapianti operanti in Veneto (Verona, Padova, Treviso, Vicenza).

 

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Quotidiano | Categorie: Sanità, Eventi

Convegno sulla Pet therapy il 6 marzo 2010

Ulss 4 Alto Vicentino     

 

Anna Chiara con Kim e JessyL'Ulss 4 Alto Vicentino e l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie hanno stipulato un accordo che prevede la collaborazione e la cooperazione tra i due enti per la realizzazione delle attività del Centro di referenza Nazionale per gli Interventi Accompagnati con gli Animali (la così detta Pet Theraphy) con particolare riferimento alla definizione di protocolli clinici per la ricerca scientifica.
Sabato 6 marzo alle ore 9.00 si terrà a Villa Nievo Bonin Longare, Montecchio Precalcino il primo evento organizzato dal Centro di Referenza Nazionale che si propone alle Regioni d'Italia presenziato anche dall'On. Francesca Martini, Sottosegretario di Stato, Ministero della Salute, che ha fortemente sostenuto l'Ulss 4 nelle procedure di riconoscimento di questo importante progetto.
Villa Nievo Bonin LongareVerranno presentati i pilastri concettuali e metodologici per attivare la pet therapy secondo dei criteri condivisi a livello nazionale. L'obiettivo è quello di rispondere alle esigenze del Ministero della Salute che chiede una sperimentazione scientifica affinché la pet therapy venga considerata a tutti gli effetti una prestazione sanitaria e al fine di poterla inserire tra i livelli essenziali di assistenza.
La dott.ssa Francesca Cirulli, dell'Istituto Superore di Sanità presenterà la metodologia e la valutazione degli interventi accompagnati con gli animali (IAA).

Il direttore sanitario dell'Ulss 4 illustrerà i criteri di valutazione affinchè l'utilizzo della Pet Therpy possa essere considerata una prestazione sanitaria e il dott. Cavedon Lino (Ulss 4) e la dott.ssa Lieta Marinelli (Università di Padova) esporranno i modelli e i percorsi di lavoro per una condivisione degli stessi. Chiuderà l'incontro il dott. Vincenzoni Gaddo, direttore di struttura complessa territoriale 1.
Questo incontro vuol essere un inizio di una collaborazione con tutti i centri che operano a livello nazionale al fine di valorizzare tutti i lavori con taglio scientifico finora realizzati.

 

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Quotidiano | Categorie: Sanità

Alcol, l'allarme comincia a 12 anni

Adico   

Alcol, un italiano su dieci ne abusa. L'allarme comincia a 12 anni
Una persona su dieci beve quotidianamente in quantità non moderate e il 15,9% non rispetta le indicazioni di consumo proposte dagli organi di tutela della salute.

E per i più giovani arriva intorno ai 12 anni il momento del primo bicchiere, un'età che è la più bassa in Europa. Un consumo a rischio, perché prevalentemente fuori pasto. I dati della relazione al Parlamento del ministero della Salute.
Bevono perché è l'ora dell'aperitivo, perché sono in giro con gli amici, perché così si sentono più grandi. Aumenta di anno in anno il consumo di bevande alcoliche tra i giovani italiani. E arriva intorno ai 12 anni il momento del primo bicchiere, un'età che è la più bassa in Europa e per la quale il consumo consigliato è pari a zero. Basti pensare che nel 2008, tra gli 11 e 15 anni, il 17,6% dei ragazzi ha consumato 'drink'. È un dato che preoccupa quello che emerge dalla relazione al Parlamento sugli interventi realizzati da ministero della Salute e Regioni in materia di alcol e problemi alcolcorrelati, anni 2007-2008.
Non solo giovani. Anche tra gli adulti le cose non vanno meglio. Pur registrando percentuali più basse rispetto a altre nazioni europee, c'è comunque un consumo sostenuto, tanto che una persona su dieci beve quotidianamente in quantità non moderate e il 15,9% non rispetta le indicazioni di consumo proposte dagli organi di tutela della salute. Rispetto all'Europa, l'Italia presenta una minore prevalenza di consumatori di bevande alcoliche e una ridotta diffusione della mania di bere fino a stare male rispetto agli altri Paesi. Tuttavia, fra coloro che consumano alcol, ben il 26% lo fa quotidianamente (il doppio della media europea), il 14% lo fa da 4 a 5 volte a settimana (valore più alto in Europa) e il 34% pratica il binge drinking almeno una volta a settimana (contro il 28% della media europea).
Bere per ubriacarsi. Un quadro epidemiologico, quello tracciato dal Ministero, da cui emerge la diffusione di comportamenti a rischio lontani dalla tradizione nazionale. Primo tra tutti il binge drinking, le cosiddette 'abbuffate' d'alcol fino all'ubriacatura, diffuse soprattutto nella popolazione maschile di 18-24 anni (22,1%) e di 25-44 (16,9%).

"Sono anni che vediamo diminuire l'età in cui i ragazzi cominciano a bere - commenta il professor Emanuele Scafato, direttore del centro dell'Oms di ricerca sull'alcol e direttore dell'Osservatorio Nazionale Alcol dell'Istituto Superiore di Sanità - e sempre più spesso ci troviamo di fronte a cui un fenomeno che dimostra la voglia dei più piccoli di provocare, di apparire grandi e emancipati, disinibiti agli occhi degli altri: il binge drinking". Ciò significa che ormai i ragazzi bevono per ubriacarsi e non solo il sabato sera.
Il consumo fuori pasto. Altra tipologia di consumo a rischio prevalente tra i giovani è, inoltre, il consumo fuori pasto, che ha riguardato nel 2008 il 31,7% dei maschi e il 21,3% delle femmine di età compresa fra gli 11 e i 24 anni. Nella stessa fascia di età, il 13,2% dei maschi e il 4,4% delle femmine ha praticato il binge drinking nel corso dell'anno.
I rischi della dipendenza. Secondo l'Istituto superiore di sanità l'alcol sarà la terza causa di disabilità, mortalità e morbilità nei prossimi anni. L'alcol è oggi all'origine del 25% della mortalità giovanile dei ragazzi e del 10% di quella delle ragazze. Senza parlare delle morti sulle strade, correlate al consumo di alcolici: si stima che siano il 30% e il 50% del totale di tutti gli incidenti.

 

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Quotidiano | Categorie: Politica, Sanità

La Sbrollini appoggia Fondazione S. Bortolo

On. Daniela Sbrollini

On. Daniela Sbrollini (PD): "Quando la città si mobilita per un obiettivo importante e concreto Vicenza esprime il meglio di se"

 

 

 

Con queste parole l'on. Daniela Sbrollini esprime l'appoggio all'iniziativa promossa dalla Fondazione San Bortolo e da tutti gli enti pubblici e privati coinvolti nell'acquisto di un macchinario importante come LORT, utile per curare i tumori al seno.

Riuscire ad acquistare il macchinario denominato lort, sarà un successo per tutta la Città, per i vicentini e per l'intera ulss - afferma la Parlamentare del PD- il territorio si potrà così dotare di uno strumento in grado di rispondere a quei bisogni di "sanità" che richiede.

Sono felice di poter dare il mio contributo, e mi attiverò perché il più alto numero possibile di persone siano coinvolte.

Tutti ci dobbiamo sentire partecipi, dobbiamo raggiungere un risultato che permetterà ai medici e ai pazienti di avere strumenti più adeguati ed efficaci per affrontare al meglio la fasi della malattia.

Come Parlamentare, e come componente della XII Commissione Affari Sociali, ritengo utile informare il ministro della Sanità dell'iniziativa che il territorio vicentino ha messo in campo, tentando di sensibilizzare il Ministero sull'argomento.

Per rispondere ad una esigenza di sanità come questa, ritengo doveroso che le Istituzioni Nazionali e Regionali siano presenti, non tutto può essere delegato o lasciato alle buone iniziative e sulla generosità dei cittadini e del territorio. La sinergia tra pubblico - privato e territorio deve vedere tutti gli attori coinvolti, questa è il modo corretto per raggiungere

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Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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