Politica
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Categorie: Politica
"In merito agli articoli che stanno uscendo in questi giorni sui redditi da ‘lavoro dipendente' percepiti dai consiglieri regionali, vorrei fare questo distinguo: percepisco realmente la cifra mensile riportata dai quotidiani ma mi trattengo soltanto circa € 2.500,00 di stipendio mensile, come da accordo preelettorale, definito codice etico, come si evince dal mio sito pubblico: http://www.patriziabartelle.it/chi-sono/trasparenza.html" Inizia così una nota di precisazione diffusa dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Patrizia Bartelle, che continua spiegando come "La cifra dei 4.500 euro, dati esentasse a tutti i consiglieri regionali per svolgere il loro mandato sul territorio, sono da me puntualmente rendicontati, per quanto riguarda la parte utilizzata. La parte eccedente resta nel conto Etico per la restituzione. Sino ad ora, sono stati restituiti alla collettività , dei miei emolumenti - conclude la nota della Bartelle - più di € 27.000. Questo non significa che la mia attività sia contratta, o sottoposta a limiti, ma semplicemente rendicontata voce per voce".
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Stipendi consiglieri regionali, Bartelle (M5S) precisa: "mi trattengo solo 2.500 euro al mese"
"In merito agli articoli che stanno uscendo in questi giorni sui redditi da ‘lavoro dipendente' percepiti dai consiglieri regionali, vorrei fare questo distinguo: percepisco realmente la cifra mensile riportata dai quotidiani ma mi trattengo soltanto circa € 2.500,00 di stipendio mensile, come da accordo preelettorale, definito codice etico, come si evince dal mio sito pubblico: http://www.patriziabartelle.it/chi-sono/trasparenza.html" Inizia così una nota di precisazione diffusa dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Patrizia Bartelle, che continua spiegando come "La cifra dei 4.500 euro, dati esentasse a tutti i consiglieri regionali per svolgere il loro mandato sul territorio, sono da me puntualmente rendicontati, per quanto riguarda la parte utilizzata. La parte eccedente resta nel conto Etico per la restituzione. Sino ad ora, sono stati restituiti alla collettività , dei miei emolumenti - conclude la nota della Bartelle - più di € 27.000. Questo non significa che la mia attività sia contratta, o sottoposta a limiti, ma semplicemente rendicontata voce per voce".
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Categorie: Politica
I deputati del PD, Diego Zardini e Filippo Crimì, che per le proprie province di competenza hanno seguito la problematica dell'inquinamento da PFAS, richiamano la Regione, ed in particolare l'assessore Luca Coletto, all'assunzione di precise responsabilità in merito alla sottovalutazione della questione. Infatti, al ritardo di anni nell'assunzione dei provvedimenti, si aggiunge la mancata tempestiva diffusione delle indagini e dei dati relativi agli effetti dell'inquinamento da PFAS sulla popolazione. Commentano i deputati: "le indagini effettuate ed i dati raccolti sono a disposizione della Regione fin da novembre 2016, ma, per stessa ammissione, dell'assessore Coletto, non solo non sono stati resi pubblici, ma nemmeno si è provveduto ad attuare i provvedimenti urgenti a tutela della salute della popolazione per rimuovere la fonte della contaminazione. Come emerge dallo studio, la situazione è preoccupante e si chiede, pertanto, che lo stesso venga quanto prima messo ufficialmente a disposizione visto che vi sono descritte precise relazioni tra contaminazione e alcune patologie gravi di cui è doveroso mettere a conoscenza istituzioni e cittadini".
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Zardini e Crimì (PD): "PFAS: Coletto non scarichi sul Governo le colpe per le inadempienze della Regione"
I deputati del PD, Diego Zardini e Filippo Crimì, che per le proprie province di competenza hanno seguito la problematica dell'inquinamento da PFAS, richiamano la Regione, ed in particolare l'assessore Luca Coletto, all'assunzione di precise responsabilità in merito alla sottovalutazione della questione. Infatti, al ritardo di anni nell'assunzione dei provvedimenti, si aggiunge la mancata tempestiva diffusione delle indagini e dei dati relativi agli effetti dell'inquinamento da PFAS sulla popolazione. Commentano i deputati: "le indagini effettuate ed i dati raccolti sono a disposizione della Regione fin da novembre 2016, ma, per stessa ammissione, dell'assessore Coletto, non solo non sono stati resi pubblici, ma nemmeno si è provveduto ad attuare i provvedimenti urgenti a tutela della salute della popolazione per rimuovere la fonte della contaminazione. Come emerge dallo studio, la situazione è preoccupante e si chiede, pertanto, che lo stesso venga quanto prima messo ufficialmente a disposizione visto che vi sono descritte precise relazioni tra contaminazione e alcune patologie gravi di cui è doveroso mettere a conoscenza istituzioni e cittadini".
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Categorie: Politica, Informazione
Chi è che non sogna uno stipendio da 8 mila euro netti al mese? A quanto pare i consiglieri della Regione Veneto. Secondo la tabella riportata dal Giornale di Vicenza di oggi, 12 gennaio 2017, a palazzo Ferro Fini le paghe riguardanti l'anno 2016 sono da capogiro. Eppure un taglio con il decreto emanato dal precedente governo Monti era stato fatto. Il totale dei compensi netti dei 51 politici corrisponde esattamente a 409.500 euro al mese ovvero circa 5 milioni di euro l'anno. Nella lista presentata dal quotidiano locale, appaiono le "invidiate" cifre unite alla presenza in aula dei consiglieri. Si aggiudicano il podio con 8.400 euro mensili Barison Massimiliano (FI - 100% presenze), Sergio Berlato (Fdi - 100% presenze), Boron Fabrizio (Zaia Presidente - 92% presenze), Calvazara Francesco (Zaia Presidente - 92% presenze), Casali Stefano (Lista Tosi - presenze 96%), Ferrari Franco (Moretti Presidente - presenze 98%), Forcolin Gianluca (Lega Nord - presenze 98%), Guadagnini Antonio (Siamo Veneto - presenze 96%), Moretti Alessandra (Pd - presenze 70%) e Negro Giovanna (Veneto del Fare - presenze 99%). Ultima posizione per il consigliere Gidoni Franco (Lega Nord -presenze 99%) con il "povero" compenso di 6800 euro mensili.
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Alla Regione fai il consigliere, ma quanti euro metti nel paniere?
Chi è che non sogna uno stipendio da 8 mila euro netti al mese? A quanto pare i consiglieri della Regione Veneto. Secondo la tabella riportata dal Giornale di Vicenza di oggi, 12 gennaio 2017, a palazzo Ferro Fini le paghe riguardanti l'anno 2016 sono da capogiro. Eppure un taglio con il decreto emanato dal precedente governo Monti era stato fatto. Il totale dei compensi netti dei 51 politici corrisponde esattamente a 409.500 euro al mese ovvero circa 5 milioni di euro l'anno. Nella lista presentata dal quotidiano locale, appaiono le "invidiate" cifre unite alla presenza in aula dei consiglieri. Si aggiudicano il podio con 8.400 euro mensili Barison Massimiliano (FI - 100% presenze), Sergio Berlato (Fdi - 100% presenze), Boron Fabrizio (Zaia Presidente - 92% presenze), Calvazara Francesco (Zaia Presidente - 92% presenze), Casali Stefano (Lista Tosi - presenze 96%), Ferrari Franco (Moretti Presidente - presenze 98%), Forcolin Gianluca (Lega Nord - presenze 98%), Guadagnini Antonio (Siamo Veneto - presenze 96%), Moretti Alessandra (Pd - presenze 70%) e Negro Giovanna (Veneto del Fare - presenze 99%). Ultima posizione per il consigliere Gidoni Franco (Lega Nord -presenze 99%) con il "povero" compenso di 6800 euro mensili.
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Categorie: Politica
"La Regione deve favorire le fusioni tra Comuni e il modo migliore per farlo è realizzare il Consiglio delle Autonomie Locali previsto dalla Costituzione e dallo Statuto. Sarebbe uno strumento di raccordo fondamentale per accompagnare e governare questi processi". Lo sostengono in una nota i Consiglieri regionali del Partito Democratico Bruno Pigozzo, Graziano Azzalin, Piero Ruzzante e Orietta Salemi, intervenuti durante i lavori della Prima commissione a proposito dell'istituzione dei nuovi Comuni Valle del Biois, in provincia di Belluno, Arsiero Tonezza in provincia di Vicenza e Valdalpone in provincia di Verona. "La legge 25 prevede che sia la Regione a fare un programma e a pianificare questo tipo di iniziative per eventuali fusioni. Serve una garanzia istituzionale più alta - dichiarano - in modo da sostenere i processi di aggregazione e aiutare le amministrazioni locali, convincendole a superare paure e scetticismo".
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PD: "Bene fusione Comuni, ma Regione non programma. Approvare subito Consiglio Autonomie Locali"
"La Regione deve favorire le fusioni tra Comuni e il modo migliore per farlo è realizzare il Consiglio delle Autonomie Locali previsto dalla Costituzione e dallo Statuto. Sarebbe uno strumento di raccordo fondamentale per accompagnare e governare questi processi". Lo sostengono in una nota i Consiglieri regionali del Partito Democratico Bruno Pigozzo, Graziano Azzalin, Piero Ruzzante e Orietta Salemi, intervenuti durante i lavori della Prima commissione a proposito dell'istituzione dei nuovi Comuni Valle del Biois, in provincia di Belluno, Arsiero Tonezza in provincia di Vicenza e Valdalpone in provincia di Verona. "La legge 25 prevede che sia la Regione a fare un programma e a pianificare questo tipo di iniziative per eventuali fusioni. Serve una garanzia istituzionale più alta - dichiarano - in modo da sostenere i processi di aggregazione e aiutare le amministrazioni locali, convincendole a superare paure e scetticismo".
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Categorie: Politica, Economia&Aziende
L'avvocato Renato Bertelle, dopo una luminosa carriera professionale in quel di Malo, è salito agli onori della cronaca per aver presieduto un'associazione fantasma(gorica) di soci turlupinati dalla vecchia BPVi con cui aveva "incantato" per il convegno burla del 3 dicembre, iniziato male e finito peggio, anche il suo disincantato co-organizzatore, Achille Variati, il sindaco nonchè presidente della Provincia di Vicenza e dell'Unione delle Province Italiane (UPI) oltre che membro del Cda della Cassa Depositi e Prestiti (CDP). Avevamo riassunto la storia dell'incantesimo il giorno dello pseudo consiglio direttivo, dimissionario di fatto per cinque settimi fin dalla fondazione dell'associazione resa quindi inoperativa da quel dì, in un articolo pubblicato il 21 dicembre scorso col titolo parlante e "riassuntivo" «Renato Bertelle e il "non" consiglio direttivo dell'inattiva Associazione Nazionale azionisti Banca Popolare di Vicenza che "smaschera" Achille Variati e il convegno del 26 novembre».
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Renato Bertelle riappare in attesa che riappaia... la sua sedicente associazione: ultimo avviso per Achille Variati
L'avvocato Renato Bertelle, dopo una luminosa carriera professionale in quel di Malo, è salito agli onori della cronaca per aver presieduto un'associazione fantasma(gorica) di soci turlupinati dalla vecchia BPVi con cui aveva "incantato" per il convegno burla del 3 dicembre, iniziato male e finito peggio, anche il suo disincantato co-organizzatore, Achille Variati, il sindaco nonchè presidente della Provincia di Vicenza e dell'Unione delle Province Italiane (UPI) oltre che membro del Cda della Cassa Depositi e Prestiti (CDP). Avevamo riassunto la storia dell'incantesimo il giorno dello pseudo consiglio direttivo, dimissionario di fatto per cinque settimi fin dalla fondazione dell'associazione resa quindi inoperativa da quel dì, in un articolo pubblicato il 21 dicembre scorso col titolo parlante e "riassuntivo" «Renato Bertelle e il "non" consiglio direttivo dell'inattiva Associazione Nazionale azionisti Banca Popolare di Vicenza che "smaschera" Achille Variati e il convegno del 26 novembre».
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Categorie: Politica
"Oggi, nella Prima commissione del Consiglio regionale del Veneto, abbiamo trattato tre argomenti di indubbia rilevanza, ossia tre progetti di fusione tra comuni". Lo afferma, a margine della seduta odierna della Commissione, il Presidente Marino Finozzi (Lega Nord). "Dalla provincia di Verona - prosegue Finozzi - giunge la proposta di riunire in un unico comune, denominato Valdalpone, i comuni di Roncà e San Giovanni Ilarione. Da Belluno, di istituire il nuovo comune Valle del Biois mediante la fusione di Falcade e Canale d'Agordo. Infine, dalla provincia di Vicenza, di riunire nel nuovo comune Arsiero Tonezza i comuni di Arsiero e Tonezza del Cimone. Questi processi di fusione hanno una funzione molto importante: quella di riunire le forze di piccoli comuni e conseguentemente di entrare nelle agevolazioni che la legge regionale e nazionale attribuisce a queste iniziative. È un percorso abbastanza complicato perché prevede tra l'altro anche la formulazione di un referendum con il quale si chiede ai cittadini di questi comuni cosa pensino della proposta di fusione e si sa che, in questi casi, le questioni di ‘campanile' alle volte conservano una certa importanza".
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Presentate in Consiglio regionale Veneto tre proposte di fusione di Comuni
"Oggi, nella Prima commissione del Consiglio regionale del Veneto, abbiamo trattato tre argomenti di indubbia rilevanza, ossia tre progetti di fusione tra comuni". Lo afferma, a margine della seduta odierna della Commissione, il Presidente Marino Finozzi (Lega Nord). "Dalla provincia di Verona - prosegue Finozzi - giunge la proposta di riunire in un unico comune, denominato Valdalpone, i comuni di Roncà e San Giovanni Ilarione. Da Belluno, di istituire il nuovo comune Valle del Biois mediante la fusione di Falcade e Canale d'Agordo. Infine, dalla provincia di Vicenza, di riunire nel nuovo comune Arsiero Tonezza i comuni di Arsiero e Tonezza del Cimone. Questi processi di fusione hanno una funzione molto importante: quella di riunire le forze di piccoli comuni e conseguentemente di entrare nelle agevolazioni che la legge regionale e nazionale attribuisce a queste iniziative. È un percorso abbastanza complicato perché prevede tra l'altro anche la formulazione di un referendum con il quale si chiede ai cittadini di questi comuni cosa pensino della proposta di fusione e si sa che, in questi casi, le questioni di ‘campanile' alle volte conservano una certa importanza".
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Categorie: Politica, Banche
"Mi metto nei panni dei risparmiatori truffati e rispetterò la scelta di chi deciderà di accettare il rimborso proposto dai vertici delle Popolari Venete; per chi ha perso tutto, infatti, la possibilità di rientrare, almeno parzialmente, dalle perdite rappresenta una boccata d'ossigeno importante. Da amministratore regionale, tuttavia, non posso esimermi dal biasimare una proposta che assomiglia tanto ad un ricatto". Lo afferma in una nota Nicola Finco, capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale, che commenta la proposta di rimborso avanzata da Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, sottolineando come "abbiano messo i risparmiatori con le spalle al muro: riprendersi pochi, anzi pochissimi soldi e rinunciare definitivamente alla via processuale. Dovrebbero invece pensare ad inchiodare di fronte alle proprie responsabilità , anche in termini economici, gli ex amministratori".
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Finco (LN) “Popolari Venete: proposta di rimborso assomiglia tanto ad un ricatto"
"Mi metto nei panni dei risparmiatori truffati e rispetterò la scelta di chi deciderà di accettare il rimborso proposto dai vertici delle Popolari Venete; per chi ha perso tutto, infatti, la possibilità di rientrare, almeno parzialmente, dalle perdite rappresenta una boccata d'ossigeno importante. Da amministratore regionale, tuttavia, non posso esimermi dal biasimare una proposta che assomiglia tanto ad un ricatto". Lo afferma in una nota Nicola Finco, capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale, che commenta la proposta di rimborso avanzata da Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, sottolineando come "abbiano messo i risparmiatori con le spalle al muro: riprendersi pochi, anzi pochissimi soldi e rinunciare definitivamente alla via processuale. Dovrebbero invece pensare ad inchiodare di fronte alle proprie responsabilità , anche in termini economici, gli ex amministratori".
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Categorie: Politica
Liliana Zaltron, capogruppo comunale del Movimento 5 Stelle, interviene, nel silenzio generale, politico e di tutti i media meno uno che si è prestato a fare da sponda ai vertici cittadini, con un'interrogazione "secca", che pubblichiamo nei dettagli a seguire* e che apre anche politicamente la discussione sul caso che ha investito l'amministrazione comunale guidata da Achille Variati, che ha annunciato in pompa magna il 3 gennaio (comunicato del Comune: «Patrimonio comunale, verso la valorizzazione con un fondo immobiliare», nostro articolo «Un fondo immobiliare per ridisegnare Vicenza, partita aperta») lo "strano" incarico... gratuito a Investire Sgr e su cui il 7 gennaio accendevamo un faro titolando «Investire Sgr incaricata da Achille Variati di studiare valorizzazione di immobili comunali: è coinvolta nel crac da 850 mln per chi ha comprato i suoi fondi immobiliari da Poste».
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Caso Investire Sgr, interviene Liliana Zaltron nel silenzio politico e di tutti i media meno uno che fa da sponda all'amministrazione Achille Variati: l'interrogazione di M5S
Liliana Zaltron, capogruppo comunale del Movimento 5 Stelle, interviene, nel silenzio generale, politico e di tutti i media meno uno che si è prestato a fare da sponda ai vertici cittadini, con un'interrogazione "secca", che pubblichiamo nei dettagli a seguire* e che apre anche politicamente la discussione sul caso che ha investito l'amministrazione comunale guidata da Achille Variati, che ha annunciato in pompa magna il 3 gennaio (comunicato del Comune: «Patrimonio comunale, verso la valorizzazione con un fondo immobiliare», nostro articolo «Un fondo immobiliare per ridisegnare Vicenza, partita aperta») lo "strano" incarico... gratuito a Investire Sgr e su cui il 7 gennaio accendevamo un faro titolando «Investire Sgr incaricata da Achille Variati di studiare valorizzazione di immobili comunali: è coinvolta nel crac da 850 mln per chi ha comprato i suoi fondi immobiliari da Poste».
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"Non c'è stata la minima apertura da parte della maggioranza, che ha bocciato tutti i miei emendamenti a tutela di agricoltori, proprietari di terreni, sportivi, ciclisti, escursionisti e cercatori di funghi. Inspiegabilmente questa maggioranza continua ad essere ostaggio e prigioniera di un consigliere che rappresenta il mondo venatorio più estremista, e minoritario, del Veneto". È quanto afferma Andrea Zanoni del Partito Democratico al termine dei lavori in aula sul pdl 182, attaccando Berlato e chiamando in causa direttamente il presidente Zaia. "È Zaia che promulga le leggi ed è lui il primo responsabile di questo provvedimento che sancisce la depravazione e la deriva in materia venatoria. La Lega ha votato contro il diritto dei proprietari di decidere cosa fare nei loro terreni, bocciando un emendamento che avevo presentato a loro tutela. Con che faccia si presenterà poi agli elettori?".
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Caccia, Zanoni (PD): “vince la depravazione in materia venatoria, Zaia è il primo responsabile”
"Non c'è stata la minima apertura da parte della maggioranza, che ha bocciato tutti i miei emendamenti a tutela di agricoltori, proprietari di terreni, sportivi, ciclisti, escursionisti e cercatori di funghi. Inspiegabilmente questa maggioranza continua ad essere ostaggio e prigioniera di un consigliere che rappresenta il mondo venatorio più estremista, e minoritario, del Veneto". È quanto afferma Andrea Zanoni del Partito Democratico al termine dei lavori in aula sul pdl 182, attaccando Berlato e chiamando in causa direttamente il presidente Zaia. "È Zaia che promulga le leggi ed è lui il primo responsabile di questo provvedimento che sancisce la depravazione e la deriva in materia venatoria. La Lega ha votato contro il diritto dei proprietari di decidere cosa fare nei loro terreni, bocciando un emendamento che avevo presentato a loro tutela. Con che faccia si presenterà poi agli elettori?".
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Poichè in questi giorni è stato ed è preponderante il nostro impegno su alcune nuove inchieste oltre che sui problemi delle due ex Popolari Venete, di cui una, la Banca Popolare di Vicenza, mai minimamente "monitorata" dal sindaco vicentino la cui corresponsabilità morale è più che evidente, come evidenziato in Sala Bernarda anche dal suo vice che ha parlato più che chiaramente di "un sistema di potere" mai combattuto dal sistema politico, pubblichiamo stasera senza commenti la risposta -non risposta (ripete frasi del comunicato già da noi riportato e non risponde alle nostre precise e numerate domande) di Achille Variati sul grave caso Investire Sgr. I commenti li rinviamo a domani per consentire ai lettori di leggere, intanto, senza ulteriore indugio il "nulla" variatiano (e nulla è un complimento in questo caso) e per non infierire stasera sul "quattropoltrone" Achille che ha già subito una nuova richiesta di dimissioni poche ora fa da parte di un nostro opinionista.
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Sul caso Investire Sgr la "non risposta" di Achille Variati ci arriva come "Patrimonio comunale - nota dell'amministrazione"
Poichè in questi giorni è stato ed è preponderante il nostro impegno su alcune nuove inchieste oltre che sui problemi delle due ex Popolari Venete, di cui una, la Banca Popolare di Vicenza, mai minimamente "monitorata" dal sindaco vicentino la cui corresponsabilità morale è più che evidente, come evidenziato in Sala Bernarda anche dal suo vice che ha parlato più che chiaramente di "un sistema di potere" mai combattuto dal sistema politico, pubblichiamo stasera senza commenti la risposta -non risposta (ripete frasi del comunicato già da noi riportato e non risponde alle nostre precise e numerate domande) di Achille Variati sul grave caso Investire Sgr. I commenti li rinviamo a domani per consentire ai lettori di leggere, intanto, senza ulteriore indugio il "nulla" variatiano (e nulla è un complimento in questo caso) e per non infierire stasera sul "quattropoltrone" Achille che ha già subito una nuova richiesta di dimissioni poche ora fa da parte di un nostro opinionista.
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